Vivere in città

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Graz
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Vivere in città

Messaggio da Graz » 16 ottobre 2018 00:43

La notizia della monnezza bruciata oggi a Milano mi ha riportato alla mente un articolo che ho letto prima dell'estate su Il Sole 24 ore
sono passati dei mesi ma insomma il sunto era che entro il 2050 i 2/3 della popolazione mondiale saranno stipati nelle metropoli e quindi 1/3 nelle aree rurali, che quindi saranno praticamente deserte o quasi
in particolar modo, oltre ai vari problemi, si avrebbe un collasso in Cina, India e un'altra nazione che non ricordo che già adesso sono allo stremo igienico/etico/strutturale e quindi ci saranno casini e decessi a iosa con tanto di ribellioni ecc ecc

allora oggi pensavo "ma quelli che abitano a quarto oggiaro* (sostituire con qualsiasi quartiere sfigato degradato di qualsiasi metropoli) piuttosto che fare una vita di merda tra lavoro del cazzo, case orribili, traffico, criminalità, campi rom dietro casa con roghi tossici, tossicodipendenza ecc ecc, non potrebbero andare a fare una vita ok sempre di stenti magari ma perlomeno in campagna/montagna dove ci sono tutti sti borghi abbandonati?"

mica tutti ovvio... quelli che hanno un minimo di possiblità, che non hanno figli (anche se personalmente prima di far crescere un figlio in posto di merda così piuttosto mi sparerei), che hanno energie per inventarsi qualcosa anche abbastanza umile come pulizie o lavori domestici, non potrebbero andare a provare a godersi la vita?

poi però vedo miei amici e conoscenti che magari vanno in città perchè guadagnano 3 o 400 euro di più, che però ti partono tra affitto più caro, necessità di macchina, trasporti ed in generale le spese più alte di vivere in città, tra cui mettiamoci anche quei "divertimenti" per cui magari sono scesi, perchè "al paese non c'è un cazzo da fare", salvo poi pagare sky netflix dazn e poi sabato andare nel solito locale sempre quello sempre lo stesso

tra di voi c'è chi schifa il vivere in una metropoli? (ora magari vivere a collina fleming o a milano non so quale sia il quartiere ricco e bello :D )
a volte non vi viene voglia di andarvene a castelborgo di valfiorita, comprare una casa a 20 mila euro o pagare un affitto di 250 e ricominciare con altri valori e necessità?
o è meglio passare le serate a vedere le serie tv di cui poi parlate tanto su facebook?
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Re: Vivere in città

Messaggio da Soulburner » 16 ottobre 2018 06:55

Io vivo in un paesino tra Como e Milano e tutti i giorni vado in città con i mezzi pubblici.
Quindi più di 2 ore al giorno le spendo su treno e metropolitana.
Non andrei a vivere in città ma, a conti fatti, Milano ha praticamente inglobato le province confinanti perché non c'è un vero e proprio stacco: tra Milano e Como, ad esempio, è tutto un susseguirsi di paesi e non di campagne.
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Re: Vivere in città

Messaggio da Jem7 » 16 ottobre 2018 08:48

Per quanto mi riguarda, quello che più mi devasta è la routine, che sia in montagna o in città.
Detto cmq che in una città come Milano non vivrei mai, non vivrei mai nemmeno in campagna/montagna, piuttosto mi ammazzo.
Quindi, se fossi obbligato a fare tutti i giorni determinate cose (vedi "lavoro"), meglio la città, almeno è viva.
Toglietemi tutto, ma non il mio :asd:

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Re: Vivere in città

Messaggio da Ank » 16 ottobre 2018 08:57

Graz ha scritto:La notizia della monnezza bruciata oggi a Milano mi ha riportato alla mente un articolo che ho letto prima dell'estate su Il Sole 24 ore
sono passati dei mesi ma insomma il sunto era che entro il 2050 i 2/3 della popolazione mondiale saranno stipati nelle metropoli e quindi 1/3 nelle aree rurali, che quindi saranno praticamente deserte o quasi
in particolar modo, oltre ai vari problemi, si avrebbe un collasso in Cina, India e un'altra nazione che non ricordo che già adesso sono allo stremo igienico/etico/strutturale e quindi ci saranno casini e decessi a iosa con tanto di ribellioni ecc ecc

allora oggi pensavo "ma quelli che abitano a quarto oggiaro* (sostituire con qualsiasi quartiere sfigato degradato di qualsiasi metropoli) piuttosto che fare una vita di merda tra lavoro del cazzo, case orribili, traffico, criminalità, campi rom dietro casa con roghi tossici, tossicodipendenza ecc ecc, non potrebbero andare a fare una vita ok sempre di stenti magari ma perlomeno in campagna/montagna dove ci sono tutti sti borghi abbandonati?"

mica tutti ovvio... quelli che hanno un minimo di possiblità, che non hanno figli (anche se personalmente prima di far crescere un figlio in posto di merda così piuttosto mi sparerei), che hanno energie per inventarsi qualcosa anche abbastanza umile come pulizie o lavori domestici, non potrebbero andare a provare a godersi la vita?

poi però vedo miei amici e conoscenti che magari vanno in città perchè guadagnano 3 o 400 euro di più, che però ti partono tra affitto più caro, necessità di macchina, trasporti ed in generale le spese più alte di vivere in città, tra cui mettiamoci anche quei "divertimenti" per cui magari sono scesi, perchè "al paese non c'è un cazzo da fare", salvo poi pagare sky netflix dazn e poi sabato andare nel solito locale sempre quello sempre lo stesso

tra di voi c'è chi schifa il vivere in una metropoli? (ora magari vivere a collina fleming o a milano non so quale sia il quartiere ricco e bello :D )
a volte non vi viene voglia di andarvene a castelborgo di valfiorita, comprare una casa a 20 mila euro o pagare un affitto di 250 e ricominciare con altri valori e necessità?
o è meglio passare le serate a vedere le serie tv di cui poi parlate tanto su facebook?
Eccomi.

Vivo in città dalla nascita, se non il tempo (che da piccolo chiaramente era di più, ora è rosicato a qualche week end) in "campagna" vicino a Sarzana.
Sto cercando di fuggire ormai da anni, e ora ci sono "vicino". Personalmente non vedo l'ora di poterla lasciare la città. Per quanto mi riguarda non ha più niente di interessante, se non appunto il lavoro. Ma che, ormai, anche questo è inglobato a mille ingranaggi che lo stanno portando ad essere peso più che una necessità. E sinceramente il mio pensiero è proprio quello che hai espresso tu: cercare di andare a borgo salcazzo, fare un lavoro sicuramente meno remunerativo, ma cercare di viviere un posto più aperto alla natura che alla città.
Vero che il cambiamento è drastico: in città si sa, le comodità la fanno da padrone, nel paese devi riorganizzare la vita. Ma non è detto sia un male...
Vi aggiornerò. :tru
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Re: Vivere in città

Messaggio da johnny-blade » 16 ottobre 2018 09:45

L'unica cosa che ci obbliga a stare a Milano é il suo lavoro. Nn ê facile per tutti cambiarlo.
Sogno un postonsul mare da anni. Forse nn ho le palle per fare 'sto salto ma nn mi ê facile.
Milano nn é bella né brutta: é piena di contraddizioni. Sempre più rivolta ai turisti,sempe meno ai cittadini.
Sempre meno verso le periferie.
A marzo il biglietto dei mezzi pubblici sale a 2 euro.
Il settimanale da 11,30 a 17,50..
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Re: Vivere in città

Messaggio da Erlik_khan » 16 ottobre 2018 10:33

Ho vissuto una vita in un paesino siculo di 14 abitanti, lumache e pecore incluse.
Ho amato e amo la vita del paesino, il fatto di conoscere tutti, di avere quel senso si libertà che difficilmente provi da altre parti, il possedere una campagna dove avere qualche alberello e due cani liberi di scorrazzare in ettari di terra*, senza tenerli chiusi in casa... però alla lunga, in un determinato periodo della vita, tutti quei piaceri e quelle libertà erano diventati insipidi.
Ora vivo in una città di più di due milioni di abitanti, mille opportunità e mille cose da fare, volendo ogni giorno e ogni sera**, all'inizio è stato fantastico, ora è diventato normale, ripetitivo a momenti.
Sintetizzando, altrimenti scriverei un papello, sì, sarei felice di tornare in una paesino di pochi abitanti, a volte sento più che altro il bisogno di tornare alle origini, reinventarmi anche contadino, perchè no?, ma alla stretta e banale condizione che questo si trovi a poca distanza da una città medio grande.
Fra qualche anno, magari dieci, quest'ultima condizione potrebbe non esistere più.

*Agevolo una diapositiva
**Ieri sera, per dire, sono andato a vedere un concertino jazz di un'artista americano per me sconosciuto, sala piena ed entusiasmo alle stelle.
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Re: Vivere in città

Messaggio da ZANNA » 16 ottobre 2018 11:33

Discorso interessante, quanto trito/ritrito e pieno di variabili. La maggior parte delle quali assolutamente soggettive: pertanto, penso sia impossibile trovare la risposta "giusta".
L'unica cosa che ho imparato nel tempo è che, generalmente, chi è nato e cresciuto in campagna non vivrebbe mai in città (se non per estrema necessità) e viceversa.
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Re: Vivere in città

Messaggio da Joe_Caltotip » 16 ottobre 2018 12:21

servirebbe una definizione condivisa per stabilire da che numero di abitanti si inizi a parlare di "città", se ognuno usa il suo metro di giudizio si traggono conclusioni sbagliate.
quando è città?
10 milioni?
1 milione?
100k?
50k?
10k?
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Re: Vivere in città

Messaggio da ZANNA » 16 ottobre 2018 12:33

Non mi risulta esista una definizione per numero di abitanti. Convenzionalmente si parla di città dai 10k in su.
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Re: Vivere in città

Messaggio da AntonioC. » 16 ottobre 2018 12:48

Graz ha scritto: a volte non vi viene voglia di andarvene a castelborgo di valfiorita, comprare una casa a 20 mila euro o pagare un affitto di 250 e ricominciare con altri valori e necessità?
o è meglio passare le serate a vedere le serie tv di cui poi parlate tanto su facebook?
da tempo sto covando l'idea di invecchiare in qualche ospizio di lusso in Norvegia o alle Shetland. :look:
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Re: Vivere in città

Messaggio da None » 16 ottobre 2018 12:49

Graz ha scritto: tra di voi c'è chi schifa il vivere in una metropoli? (ora magari vivere a collina fleming o a milano non so quale sia il quartiere ricco e bello :D )
a volte non vi viene voglia di andarvene a castelborgo di valfiorita, comprare una casa a 20 mila euro o pagare un affitto di 250 e ricominciare con altri valori e necessità?
o è meglio passare le serate a vedere le serie tv di cui poi parlate tanto su facebook?
Eccomi. Il mio sogno DA SEMPRE è la campagna inglese, quei posti tanto cari agli appassionati di Midsomer Murders (L'ispettore Barnaby): una casa isolata, tanto spazio intorno, animali a iosa.... ah, vivrei felice come pochi altri al mondo. Mi andrebbe bene anche un faro :sisi:

Però io mi ritengo ad un passo dalla misantropia, non faccio tanto testo.
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Re: Vivere in città

Messaggio da Joe_Caltotip » 16 ottobre 2018 12:49

eh... ma tra una città di 10k abitanti e una da 1 milione cambia parecchio la qualità della vita.

io sto in una città di 30k abitanti, col treno in mezzora sono in centro a torino, dove lavoro.
per arrivare al lavoro impiego meno tempo di uno che abita in periferia e si sposta coi mezzi.

per me è una soluzione accettabile, personalmente non vivrei mai in una metropoli.
l'ideale sarebbe l'avere il lavoro in un piccolo centro a distanza camminabile da casa, ma temo che non avrò mai l'occasione di sperimentarlo.

il paesino di 2 anime lo trovo controproducente, ti obbliga all'uso della macchina, che abbassa la qualità della vita più di quanto la alzi l'isolarsi dalla città
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Re: Vivere in città

Messaggio da Erlik_khan » 16 ottobre 2018 12:54

Joe_Caltotip ha scritto:servirebbe una definizione condivisa per stabilire da che numero di abitanti si inizi a parlare di "città", se ognuno usa il suo metro di giudizio si traggono conclusioni sbagliate.
Effettivamente quel che per me potrebbe essere un paesono, sui 30.000 per dire, per altri è già una cittadina.

Interessante, però, come si ottenga il titolo di città:

Del titolo onorifico di città, in Italia, si possono fregiare quei comuni che ne siano stati insigniti con decreto del Re (fino al 1946) o del capo provvisorio dello Stato (fino al 1948) o del presidente della Repubblica

https://it.wikipedia.org/wiki/Titolo_di ... _in_Italia
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Re: Vivere in città

Messaggio da AntonioC. » 16 ottobre 2018 12:57

None ha scritto:
Graz ha scritto: tra di voi c'è chi schifa il vivere in una metropoli? (ora magari vivere a collina fleming o a milano non so quale sia il quartiere ricco e bello :D )
a volte non vi viene voglia di andarvene a castelborgo di valfiorita, comprare una casa a 20 mila euro o pagare un affitto di 250 e ricominciare con altri valori e necessità?
o è meglio passare le serate a vedere le serie tv di cui poi parlate tanto su facebook?
Eccomi. Il mio sogno DA SEMPRE è la campagna inglese, quei posti tanto cari agli appassionati di Midsomer Murders (L'ispettore Barnaby): una casa isolata, tanto spazio intorno, animali a iosa.... ah, vivrei felice come pochi altri al mondo. Mi andrebbe bene anche un faro :sisi:

Però io mi ritengo ad un passo dalla misantropia, non faccio tanto testo.
Ma poi come si campa, allevando le pecore?
E' un discorso bello, ma richiederebbe uno sconvolgimento totale della vita.
Diverso il discorso dei pensionati (e ne conosco), che hanno fittato la casa in città e se ne sono andati a vivere nel paesello a coltivare la terra.
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Re: Vivere in città

Messaggio da Squall » 16 ottobre 2018 15:47

AntonioC. ha scritto:fittato
:rip

bravo Graz, topic molto interessante che coinvolge anche il tema più ampio del rapporto uomo-natura: volendo anche tralasciare questioni esistenziali-filosofiche, ci sono diversi studi che hanno provato la correlazione tra fruizione di spazi verdi e incidenza di malattie nervose o legate allo stress, il ché rende lo stile di vita urbano una vera e propria minaccia alla sostenibilità del sistema sanitario pubblico, che con l'aumentare degli inurbati vede schizzare alle stelle il carico di lavoro.
per chi vive in città è evidente che uno stile di vita salutare prevede la possibilità di relazionarsi anche con il sistema rurale... pur vivendo nel continente con le politiche di sviluppo rurale più riuscite del mondo, su questa strada siamo ancora molto indietro ed è per questo che l'UE sta pian piano soppiantando il concetto di coesione sociale con quello di coesione territoriale: ovvero il focus delle politiche di sviluppo si sta ampliando dal favorire le medesime opportunità per tutti gli strati sociali al favorirle sì per tutti gli strati sociali, ma anche in tutti i territori (urbani, rurali, sottomarini, marziani...).
(sul fenomeno dell'inurbamento ci sarebbe da affrontare anche la questione della coesione politica post Italia Unita VS comunità montane, ma per stavolta ve la risparmio)

io da parte mia sono estremamente fortunato, vivo in una delle ultime propaggini dell'urbanizzato bolognese e la strada di casa mia segna letteralmente il margine tra città e campagna (collinare, per di più); quando ero piccolo con i miei genitori o i miei nonni si andava spesso a fare due passi per i campi dove c'erano sempre i contadini e un sacco di animali, ora non c'è più nessuno, è tutto mezzo abbandonato e sono fioccati invece i segnali di proprietà privata.

venendo più al discorso sollevato dal Graz, la buona notizia è che il processo inverso di ripopolamento delle comunità montane è in realtà già iniziato, soprattutto nell'arco alpino tra Piemonte e Alto Adige, e coinvolge anche giovani e famiglie, non solo pensionati alla frutta - fermo restando che nei paesi in via di sviluppo l'inurbamento continuerà ancora a lungo; l'infrastruttura digitale diffusa sta cambiando radicalmente i rapporti di competitività territoriale e l'accesso alla conoscenza globale (che continua a prodursi quasi esclusivamente in città), lo zoccolo duro del montanaro col forcone esiste ancora, ma le aree interne diventano sempre più appetibili per chi vuole fare innovazione sociale e nell'impresa.
http://www.loscarpone.cai.it/news/items ... i_cai.html (qui alcune dinamiche demografiche nelle alpi piemontesi)
un caso molto interessante è quello della Valposchiavo (va bene, siamo in Svizzera ma sono comunque italiani), dove è evidente come un'amministrazione intelligente può elaborare una strategia estremamente efficace e soprattutto inclusiva di sviluppo territoriale in montagna, comprensiva di servizi innovativi (formazione, ricerca, mobilità) per gli abitanti locali.
https://puntoponte.wordpress.com/2016/0 ... y-100-bio/

consiglio anche il libro "Via dalla città" di Maurizio Dematteis, ricercatore torinese che si è sempre occupato di cultura della montagna.
http://www.mountcity.it/index.php/2017/ ... -capitoli/


altri link interessanti:
http://www.sweetmountains.it/#progetto
https://www.montagneinrete.it/fondament ... -possibile

chiedo scusa per il papiro. :bu:
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Re: Vivere in città

Messaggio da Jem7 » 16 ottobre 2018 16:01

Squall ha scritto:
AntonioC. ha scritto:fittato
:rip

bravo Graz, topic molto interessante che coinvolge anche il tema più ampio del rapporto uomo-natura: volendo anche tralasciare questioni esistenziali-filosofiche, ci sono diversi studi che hanno provato la correlazione tra fruizione di spazi verdi e incidenza di malattie nervose o legate allo stress, il ché rende lo stile di vita urbano una vera e propria minaccia alla sostenibilità del sistema sanitario pubblico, che con l'aumentare degli inurbati vede schizzare alle stelle il carico di lavoro.
non credo che la minaccia della sostenibilità del sistema sanitario pubblico sia qualcosa che interessi a qualcuno quando ci si trasferisce in città.
Toglietemi tutto, ma non il mio :asd:

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Re: Vivere in città

Messaggio da Squall » 16 ottobre 2018 16:19

sì ok, ho cercato di ampliare lo sguardo sulla questione includendo gli effetti che l'inurbamento ha sulle istituzioni pubbliche e sulle loro strategie di gestione.
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Re: Vivere in città

Messaggio da Soulburner » 16 ottobre 2018 19:18

johnny-blade ha scritto:L'unica cosa che ci obbliga a stare a Milano é il suo lavoro. Nn ê facile per tutti cambiarlo.
Sogno un postonsul mare da anni. Forse nn ho le palle per fare 'sto salto ma nn mi ê facile.
Milano nn é bella né brutta: é piena di contraddizioni. Sempre più rivolta ai turisti,sempe meno ai cittadini.
Sempre meno verso le periferie.
A marzo il biglietto dei mezzi pubblici sale a 2 euro.
Il settimanale da 11,30 a 17,50..
La gente nn dice niente.
Ecco: ognuno si fa i cazzi suoi.
La gente non dice niente (così come per l'aumento degli abbonamenti di Trenord) perché al netto di tutto costa comunque meno che usare la macchina (tempo sprecato in coda, usura auto, benzina, parcheggio per una giornata intera)...

Ma siamo OT.
Ultima modifica di Soulburner il 16 ottobre 2018 19:20, modificato 1 volta in totale.
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Re: Vivere in città

Messaggio da Soulburner » 16 ottobre 2018 19:18

johnny-blade ha scritto:L'unica cosa che ci obbliga a stare a Milano é il suo lavoro. Nn ê facile per tutti cambiarlo.
Sogno un postonsul mare da anni. Forse nn ho le palle per fare 'sto salto ma nn mi ê facile.
Milano nn é bella né brutta: é piena di contraddizioni. Sempre più rivolta ai turisti,sempe meno ai cittadini.
Sempre meno verso le periferie.
A marzo il biglietto dei mezzi pubblici sale a 2 euro.
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La gente nn dice niente.
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La gente non dice niente (così come per l'aumento degli abbonamenti di Trenord) perché al netto di tutto costa comunque meno che usare la macchina (tempo sprecato in coda, usura auto, benzina, parcheggio per una giornata intera)...

Ma siamo OT.
Ultima modifica di Soulburner il 16 ottobre 2018 19:20, modificato 1 volta in totale.
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Re: Vivere in città

Messaggio da Soulburner » 16 ottobre 2018 19:19

johnny-blade ha scritto:L'unica cosa che ci obbliga a stare a Milano é il suo lavoro. Nn ê facile per tutti cambiarlo.
Sogno un postonsul mare da anni. Forse nn ho le palle per fare 'sto salto ma nn mi ê facile.
Milano nn é bella né brutta: é piena di contraddizioni. Sempre più rivolta ai turisti,sempe meno ai cittadini.
Sempre meno verso le periferie.
A marzo il biglietto dei mezzi pubblici sale a 2 euro.
Il settimanale da 11,30 a 17,50..
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La gente non dice niente (così come per l'aumento degli abbonamenti di Trenord) perché al netto di tutto costa comunque meno che usare la macchina (tempo sprecato in coda, usura auto, benzina, parcheggio per una giornata intera)...

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Re: Vivere in città

Messaggio da Dtrule » 16 ottobre 2018 19:22

Il ragionamento del Graz non fa una grinza, ma credo si applichi alle realtà peri-metropolitane particolarmente degradate. Sinceramente anche io mi chiedo chi glielo faccia fare a queste persone.

Il discorso del voler vivere in una grande città o in piccolo borghetto di campagna è molto soggettivo ed è anche vero che c'è città e città e borghetto e borghetto. Io amo i posti piccolini e tranquilli in mezzo alla natura, ma tra Bologna e chessò, Isola del Cantone o un paesello diroccato sull'Aspromonte scelgo Bologna tutta la vita.

Tra le metropoli e il villaggiucolo con 4 case esistono poi anche realtà intermedie, tipo la mia attuale, in cui ci sono le comodità della città, ma anche a pochi passi i boschi, i laghi e la natura.
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Re: Vivere in città

Messaggio da Ank » 17 ottobre 2018 12:03

Soulburner ha scritto:
johnny-blade ha scritto:L'unica cosa che ci obbliga a stare a Milano é il suo lavoro. Nn ê facile per tutti cambiarlo.
Sogno un postonsul mare da anni. Forse nn ho le palle per fare 'sto salto ma nn mi ê facile.
Milano nn é bella né brutta: é piena di contraddizioni. Sempre più rivolta ai turisti,sempe meno ai cittadini.
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A marzo il biglietto dei mezzi pubblici sale a 2 euro.
Il settimanale da 11,30 a 17,50..
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La gente non dice niente (così come per l'aumento degli abbonamenti di Trenord) perché al netto di tutto costa comunque meno che usare la macchina (tempo sprecato in coda, usura auto, benzina, parcheggio per una giornata intera)...

Ma siamo OT.
E giusto per rimarcare che sei OT, l'hai scritto 3 volte.... :rip

Comunque, per questo OT: mi dicono acnhe, amici che ne fanno largo utilizzo, che i mezzi pubblici italiani sono anche i più economici, se paragonati alle reti ferroviarie/metropolitane/superfice su gomma europee. È vero?
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Re: Vivere in città

Messaggio da Sairus » 17 ottobre 2018 12:28

Boh..

Sono cresciuto in un paese di 60.000 abitanti, con tutti i servizi a disposizione (scuole comprese, esclusa l'università). E' un posto che ti uccide piscologicamente. Possibilità limitate, ripetitività, si conoscono tutti, ma, soprattutto, mentalità chiusa. Non riesco a confrontarmi con quel tipo di realtà. Nella grande (anzi, grandissima) città sto meglio. In alternativa riesco ad ambientarmi nei posti aperti (città commerciali come Napoli per intenderci). Rinchiudermi in un paesino sperduto mi sta bene per qualche giorno, poi ho bisogno della sfida continua, della libertà di sapere che posso cambiare tutto in qualsiasi momento, della gente che evolve (ammazza che brutto, non credo di aver mai usato sto verbo...è corretto?) alla velocità della luce e tu gli devi star dietro.

Per sottolineare quanto l'idea di mettere radici e "sedermi" mi sta sulle palle, vi basti pensare che ad oggi non ho trovato un motivo valido per comprare casa invece di affittarla. Neanche uno.

Quindi, che dire? Sto bene nel casino :D
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Re: Vivere in città

Messaggio da johnny-blade » 17 ottobre 2018 12:41

Ank ha scritto:
Soulburner ha scritto:
johnny-blade ha scritto:L'unica cosa che ci obbliga a stare a Milano é il suo lavoro. Nn ê facile per tutti cambiarlo.
Sogno un postonsul mare da anni. Forse nn ho le palle per fare 'sto salto ma nn mi ê facile.
Milano nn é bella né brutta: é piena di contraddizioni. Sempre più rivolta ai turisti,sempe meno ai cittadini.
Sempre meno verso le periferie.
A marzo il biglietto dei mezzi pubblici sale a 2 euro.
Il settimanale da 11,30 a 17,50..
La gente nn dice niente.
Ecco: ognuno si fa i cazzi suoi.
La gente non dice niente (così come per l'aumento degli abbonamenti di Trenord) perché al netto di tutto costa comunque meno che usare la macchina (tempo sprecato in coda, usura auto, benzina, parcheggio per una giornata intera)...

Ma siamo OT.
E giusto per rimarcare che sei OT, l'hai scritto 3 volte.... :rip

Comunque, per questo OT: mi dicono acnhe, amici che ne fanno largo utilizzo, che i mezzi pubblici italiani sono anche i più economici, se paragonati alle reti ferroviarie/metropolitane/superfice su gomma europee. È vero?
3 volte? Nn me ne sono accorto.
Nn é OT per me perché rimarca la differenza tra una città grande dove tutto costa di più rispetto alle più piccole.
Inoltre se all'estero costano di più é facile ricordare che in Italia gli stipendi sono tra i più bassi in europa.


Un po' mi rivedo in Sairus nonostante quel che ho scritto.

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Re: Vivere in città

Messaggio da johnny-blade » 17 ottobre 2018 12:57

Soulburner ha scritto:
johnny-blade ha scritto:L'unica cosa che ci obbliga a stare a Milano é il suo lavoro. Nn ê facile per tutti cambiarlo.
Sogno un postonsul mare da anni. Forse nn ho le palle per fare 'sto salto ma nn mi ê facile.
Milano nn é bella né brutta: é piena di contraddizioni. Sempre più rivolta ai turisti,sempe meno ai cittadini.
Sempre meno verso le periferie.
A marzo il biglietto dei mezzi pubblici sale a 2 euro.
Il settimanale da 11,30 a 17,50..
La gente nn dice niente.
Ecco: ognuno si fa i cazzi suoi.[/qu6ote]La gente non dice niente (così come per l'aumento degli abbonamenti di Trenord) perché al netto di tutto costa comunque meno che usare la macchina (tempo sprecato in coda, usura auto, benzina, parcheggio per una giornata intera)...

Ma siamo OT.
Nn é OT.
Visto che da una cittadina come Gessate,Cologno Monzese o Assago una persona pagherà 2euro come uno che vive a Milano e dovrà fare magari solo 2 o 3 fermate di metropolitana.
Quindi vedi che nn tutti ci guadagnano.

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Re: Vivere in città

Messaggio da ZANNA » 17 ottobre 2018 14:36

Sairus ha scritto: (città commerciali come Napoli)
Piuttosto la morte.
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Re: Vivere in città

Messaggio da Michelangelo Corsini » 17 ottobre 2018 14:56

Io vivo in un paese di provincia di 11.500 abitanti circa, sempre solite faccie, mentalità chiusa.
In città ci sono più cose da fare e più trasporti pubblici, però non ci ho mai vissuto.

Per me dai 0 ai 25.000 è un paese, dai 25.000 ai 50.000 è una cittadina/paese grande, tra i 50.000 e i 100.000 città piccola, sopra i 100.000 città.
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Re: Vivere in città

Messaggio da Ank » 17 ottobre 2018 15:29

sparse:
- Minchia sairo, paese di 60.000 persone e le conosci tutte???
Le cose sono 2: o hai una memoria di ferro, o vivi in una città di gemelli.....
- Gionni non capisci mai una fava, il mio commento sulla ripetizione era diretto a souly. E comunque, rimanendo nel discorso OT, è chiaro che non possono fare un biglietto personalizzato, suvvia. È pura utopia. io mi baso su quello che mi dicono amici che usano i mezzi tutti i giorni, e che hanno girato altre città d'europa utilizzando sempre mezzi pubblici. Chi ne ha espèerienza, è una cosa vera???
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Re: Vivere in città

Messaggio da ZANNA » 17 ottobre 2018 15:53

Si costano di più. Ma il servizio è di altra categoria (pulizia, puntualità, capillarità, controlli.....). Almeno in certi paesi.
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Re: Vivere in città

Messaggio da Soulburner » 17 ottobre 2018 15:56

Per quella che è la mia limitata esperienza sono d'accordo con Zanna.
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Re: Vivere in città

Messaggio da johnny-blade » 17 ottobre 2018 15:58

Anche per gli orario/ servizio notturno: un abisso.
Berlino top nelle mie esperienze.

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Re: Vivere in città

Messaggio da Sairus » 17 ottobre 2018 16:07

Ank ha scritto:sparse:
- Minchia sairo, paese di 60.000 persone e le conosci tutte???
Le cose sono 2: o hai una memoria di ferro, o vivi in una città di gemelli.....
Nel senso che qualunque cosa tu faccia è probabilissimo che incontri gente che conosci, poi se frequenti attivamente una zona figurati... non riesci ad arrivare al bar senza scassamenti di cazzo
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Re: Vivere in città

Messaggio da Soulburner » 17 ottobre 2018 16:45

Sairus ha scritto:
Ank ha scritto:sparse:
- Minchia sairo, paese di 60.000 persone e le conosci tutte???
Le cose sono 2: o hai una memoria di ferro, o vivi in una città di gemelli.....
Nel senso che qualunque cosa tu faccia è probabilissimo che incontri gente che conosci, poi se frequenti attivamente una zona figurati... non riesci ad arrivare al bar senza scassamenti di cazzo
È anche una questione caratteriale.
Io abito in un paese di 10.000 circa e al massimo le persone le conosco di vista.
Infatti posso arrivare al bar senza che nessuno mi fermi.
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Re: Vivere in città

Messaggio da Ank » 17 ottobre 2018 16:46

Sairus ha scritto:
Ank ha scritto:sparse:
- Minchia sairo, paese di 60.000 persone e le conosci tutte???
Le cose sono 2: o hai una memoria di ferro, o vivi in una città di gemelli.....
Nel senso che qualunque cosa tu faccia è probabilissimo che incontri gente che conosci, poi se frequenti attivamente una zona figurati... non riesci ad arrivare al bar senza scassamenti di cazzo
Ah beh, li siamo daccordo. Ma quello capita anche in citta di 1.mln di ab.
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Re: Vivere in città

Messaggio da Sairus » 17 ottobre 2018 17:05

Ank ha scritto:
Sairus ha scritto:
Ank ha scritto:sparse:
- Minchia sairo, paese di 60.000 persone e le conosci tutte???
Le cose sono 2: o hai una memoria di ferro, o vivi in una città di gemelli.....
Nel senso che qualunque cosa tu faccia è probabilissimo che incontri gente che conosci, poi se frequenti attivamente una zona figurati... non riesci ad arrivare al bar senza scassamenti di cazzo
Ah beh, li siamo daccordo. Ma quello capita anche in citta di 1.mln di ab.
capita meno... poi se i milioni iniziano ad essere 3 o 4 quasi mai

FIGATA
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Re: Vivere in città

Messaggio da Ank » 17 ottobre 2018 17:25

Dipende molto anche dalla densità.
Se guardi i dati di milano e roma, roma ha quasi il doppio degli abitanti, ma milano ha 3 volte la sua densità.....
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Re: Vivere in città

Messaggio da Black Morgoth II » 17 ottobre 2018 17:45

Per me l'ottimo è vivere in città fino ai 25/30 anni.
Feste, eventi, concerti, attività, sport, mostre.
Voglio vedere una persona possa fare sport strani, vedere gli aborted, la mostra di Bansky, andare alla StoCazzoweek.
Queste cose non credo siano fattibili anche solo a Sondrio o Vercelli.
Però dopo quando si cerca più tranquillità e meno stress... ecco che rinunci volentieri al concerto dei Perfet Circle per una camminata sui monti, un giro sul lungo mare o un banchino nel bar del paese.
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Re: Vivere in città

Messaggio da Ank » 17 ottobre 2018 17:54

Black Morgoth II ha scritto:Per me l'ottimo è vivere in città fino ai 25/30 anni.
Feste, eventi, concerti, attività, sport, mostre.
Voglio vedere una persona possa fare sport strani, vedere gli aborted, la mostra di Bansky, andare alla StoCazzoweek.
Queste cose non credo siano fattibili anche solo a Sondrio o Vercelli.
Però dopo quando si cerca più tranquillità e meno stress... ecco che rinunci volentieri al concerto dei Perfet Circle per una camminata sui monti, un giro sul lungo mare o un banchino nel bar del paese.
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Re: Vivere in città

Messaggio da Sairus » 17 ottobre 2018 18:21

Ank ha scritto:
Black Morgoth II ha scritto:Per me l'ottimo è vivere in città fino ai 25/30 anni.
Feste, eventi, concerti, attività, sport, mostre.
Voglio vedere una persona possa fare sport strani, vedere gli aborted, la mostra di Bansky, andare alla StoCazzoweek.
Queste cose non credo siano fattibili anche solo a Sondrio o Vercelli.
Però dopo quando si cerca più tranquillità e meno stress... ecco che rinunci volentieri al concerto dei Perfet Circle per una camminata sui monti, un giro sul lungo mare o un banchino nel bar del paese.
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Ecco... io vorrei poter fare sempre entrambi, a seconda di come mi sento
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Re: Vivere in città

Messaggio da Squall » 17 ottobre 2018 19:43

Dtrule ha scritto:Il ragionamento del Graz non fa una grinza, ma credo si applichi alle realtà peri-metropolitane particolarmente degradate. Sinceramente anche io mi chiedo chi glielo faccia fare a queste persone.
no, c'è senz'altro differenza in termini di qualità della vita tra vivere in un quartiere malfamato di Bogotà e vivere nella prima periferia bolognese, ma c'è anche qualcosa di intrinseco nel vivere in un ambiente artificiale, senza spazi aperti per l'occhio, inquinamento sonoro costante e scarsa qualità dell'aria (questa sul lungo periodo ha un effetto diretto sulle capacità cognitive, brutta storia, vedi link allegato).
Air pollution linked to decline in cognitive performance

il contatto con la natura non è una cosa opzionale come possono pensare in tanti, è dove siamo nati e il nostro cervello in primis ne ha bisogno per funzionare e svilupparsi correttamente: è un tema di salute pubblica, tant'è che hanno giusto appena inaugurato un programma sperimentale in Scozia dove passare tempo nella natura viene addirittura prescritto dai medici (prima di bollarlo come cagata leggete qualche dato).
Doctors in Shetland can now prescribe a walk in nature

(chiedo scusa se non trovo informazione di qualità in italiano)
It's like this endless search for the perfect balance of deconstruction and layered complexity
- Paul Masvidal
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