Top 2017
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Re: Top 2017
Vero, comincio a pensarci 
La guerra e' guerra, non c'e' distinzione tra civili e militari, c'e' solo lo schifo del mondo che da spettacolo di se... l'essere umano in tutto il suo splendore by Ashes
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Re: Top 2017
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Re: Top 2017
seeee, nemmeno a febbraio quindiErlik_khan ha scritto:Vero, comincio a pensarci
- Erlik_khan
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Re: Top 2017
Inizia tu, compà, così prendo decisamente spuntoNone ha scritto:seeee, nemmeno a febbraio quindiErlik_khan ha scritto:Vero, comincio a pensarci
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Re: Top 2017
Ci sono parecchie cose uscite quest'anno degne di nota, appena posso butto giù una lista
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Re: Top 2017
Via..apro le danze..
1)Syrus-Tales Of War
2)Procession-Doom Decimation
3)Pagan Altar-The Room Of Shadows
4)Whiterfall-Nocturnes & Requiems
5)Forsaken-Pentateuch
6)Mausoleum Gate-Into A Dark Divinity
7)Lunar Shadow-Far From Light
8)Deep Purple-Infinite
9)Ancestral-Master Of Fate
10)Manilla Road-To Kill A King
Fuori di un soffio:
11)Argus-From Fields Of Fire
Menzione d'onore:
Tierra Santa-Quinto Elemento
Old Season-Beyond The Black
Reissue dell'anno:
Obsession-Marshall Law; Scarred For Life; Methods Of Madness
Cloven Hoof-Dominator

1)Syrus-Tales Of War
2)Procession-Doom Decimation
3)Pagan Altar-The Room Of Shadows
4)Whiterfall-Nocturnes & Requiems
5)Forsaken-Pentateuch
6)Mausoleum Gate-Into A Dark Divinity
7)Lunar Shadow-Far From Light
8)Deep Purple-Infinite
9)Ancestral-Master Of Fate
10)Manilla Road-To Kill A King
Fuori di un soffio:
11)Argus-From Fields Of Fire
Menzione d'onore:
Tierra Santa-Quinto Elemento
Old Season-Beyond The Black
Reissue dell'anno:
Obsession-Marshall Law; Scarred For Life; Methods Of Madness
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Cirith Ungol-The Tower Of Fire
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Re: Top 2017
ragazzi, dimenticavo, è gradito un commento ad ogni disco.
O' pauer metal n'adda cagnà.
- Polimar72
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Re: Top 2017
Polimar72 ha scritto:Via..apro le danze..
1)Syrus-Tales Of War (per distacco..almeno 5 anni luce..US metal ai massimi livelli)
2)Procession-Doom Decimation (meno doom, più linearità/epicità, ma grandi canzoni)
3)Pagan Altar-The Room Of Shadows (il loro disco meno bello, ma quello più intimista, comunque un must have)
4)Whiterfall-Nocturnes & Requiems (la rivelazione dell'anno; un disco alla Helstar di Nosferatu, molto ben strutturato, speriamo abbiano un seguito)
5)Forsaken-Pentateuch (il disco DOOM dell'anno; un approfondimento in musica clamoroso del Pentateuco Biblico)
6)Mausoleum Gate-Into A Dark Divinity (un tuffo nei migliori '70)
7)Lunar Shadow-Far From Light (la seconda rivelazione dell'anno; epic molto raffinato; hanno ancora molto margine, il prossimo sarà una bomba)
8)Deep Purple-Infinite (se dovessimo considerare tutte le variabili sarebbe il vero disco del 2017; da non credere...)
9)Ancestral-Master Of Fate (power metal puro cosi bello non si sentiva da un decennio; e sono italiani)
10)Manilla Road-To Kill A King (altro enorme disco di Shelton che sembra vivere una reale seconda giovinezza)
Fuori di un soffio:
11)Argus-From Fields Of Fire (gran disco, ma secondo me alla lunga il loro più debole, che contiene però il loro pezzo più bello "No Right To Grieve")
Menzione d'onore:
Tierra Santa-Quinto Elemento (gran ritorno per gli spagnoli. Ormai non più Maiden cloni ma fautori di un robusto hard rock di gran classe ed effetto)
Old Season-Beyond The Black (disco non semplice per gli Irlandesi ma che può crescere col tempo; grande scelta il nuovo cantante)
Reissue dell'anno:
Obsession-Marshall Law; Scarred For Life; Methods Of Madness (US metal ai livelli dei migliori Vicious Rumors o Armored Saint)
Cloven Hoof-Dominator (uno dei dischi più belli della tarda NWOBHM, finalmente con un remaster all'altezza)
Cirith Ungol-The Tower Of Fire
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Re: Top 2017
annamo bene... avrei difficoltà a fare una top 20Erlik_khan ha scritto:Inizia tu, compà, così prendo decisamente spunto![]()
- johnny blade
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Re: Top 2017
None ha scritto:annamo bene... avrei difficoltà a fare una top 20Erlik_khan ha scritto:Inizia tu, compà, così prendo decisamente spunto![]()
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Re: Top 2017
Io ho una top 3 che è la stessa già postata, quindi ho fatto. 
Profeta del Dio Cefalo
Guerra non cerco, pace non sopporto.
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Re: Top 2017
L'unica uscita che ricordo e che mi ha conquistato nel 2017 è infinite dei DP.
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Re: Top 2017
None ha scritto:annamo bene... avrei difficoltà a fare una top 20Erlik_khan ha scritto:Inizia tu, compà, così prendo decisamente spunto![]()
Io dovrò fare una scrematura a partire da questi:
Deep Purple - Infinite
Labyrinth - Architecture of a god
Eclipse - Momentum
Lionville - A world of fools
Ancestral - master of fate
Thunder - rip it up
Pride of lions - Fearless
Harem Scarem - united
Drifting Sun - Twilight
Gotthard -Silver
Bonfire - Byte the Bullet
Barock Project - Detachment
Big Big Train - Grimpsound
Striker – Striker
Threshold – Legend of shires
All 41 – The World’s best hope
Riverdogs – California
Lunar Shadow - Far From Light
Whiterfall - Nocturnes & Requiems
Sono 20, precisi precisi, ma ne ho lasciati fuori altri
- Fenix
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Re: Top 2017
Devo fare opera di recupero degli album del 2017 però non so se arriverò a 10 nonostante di roba buona ne abbia ascoltata quest'anno, soprattutto nei primi sei mesi.
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Re: Top 2017
E' facile facile, guardo la libreria Spotify dei pezzi che ho salvati in locale sul telefono, dove lo spazio è poco e tengo solo la roba che mi va veramente di ascoltare e dell'anno corrente sopravvivono
Labyrinth - Architecture of a God : con vent'anni di carriera eall'ottavo album piazzarne uno grande e importante come quello che gli ha conferito la seppur poca ed effimera notorietà non è da tutti. Classico e moderno allo stesso tempo, non inventa nulla ma ci sono i brani e grandi brani fanno un grande disco. Ancora troppo poco supportati.
Keldian - Darkness and Light: suonano esattamente quello che ho cercato di fare per anni con la mia modesta band locale e lo fanno da Dio concentrandosi sulla resa dei pezzi e sull'atmosfera che riescono a ricreare. Un progetto che gronda di passione per la sci fi e per la musica hard n heavy, tantissima sostanza e poca forma. Il mio ideale di musica in musica.
Wintersun - The Forest Seasons : dopo un primo album così così e un secondo, grandissimo disco, ecco il terzo capitolo. Palesemente diverso nella filosofia di concepimento, più grezzo ed essenziale rispetto al monumentale Time I ma in ogni caso pregno della classe che Jari, quando si concentra solo sulla musica e non sulle altre stronzate di contorno, sa esprimere. Melodia, atmosfera, rabbia, riff duri, dolcezza ed epicità. Di tutto un pò. E adesso che vi abbiamo costruito casa voglio un Time II che sia una pietra miliare della musica dura.
questo il podio, poi menzione speciale per Ayreon, del quale acquisto e ascolto con grande curiosità ogni uscita e resto sempre divertito dal mosaico che riesce a creare con le star a sua disposizione e Pride of Lions che dopo il fiacco e poco ispirato Immortal se ne tornano col bellissimo Fearless, di gran classe e contenente pezzi degni del debut.
Labyrinth - Architecture of a God : con vent'anni di carriera eall'ottavo album piazzarne uno grande e importante come quello che gli ha conferito la seppur poca ed effimera notorietà non è da tutti. Classico e moderno allo stesso tempo, non inventa nulla ma ci sono i brani e grandi brani fanno un grande disco. Ancora troppo poco supportati.
Keldian - Darkness and Light: suonano esattamente quello che ho cercato di fare per anni con la mia modesta band locale e lo fanno da Dio concentrandosi sulla resa dei pezzi e sull'atmosfera che riescono a ricreare. Un progetto che gronda di passione per la sci fi e per la musica hard n heavy, tantissima sostanza e poca forma. Il mio ideale di musica in musica.
Wintersun - The Forest Seasons : dopo un primo album così così e un secondo, grandissimo disco, ecco il terzo capitolo. Palesemente diverso nella filosofia di concepimento, più grezzo ed essenziale rispetto al monumentale Time I ma in ogni caso pregno della classe che Jari, quando si concentra solo sulla musica e non sulle altre stronzate di contorno, sa esprimere. Melodia, atmosfera, rabbia, riff duri, dolcezza ed epicità. Di tutto un pò. E adesso che vi abbiamo costruito casa voglio un Time II che sia una pietra miliare della musica dura.
questo il podio, poi menzione speciale per Ayreon, del quale acquisto e ascolto con grande curiosità ogni uscita e resto sempre divertito dal mosaico che riesce a creare con le star a sua disposizione e Pride of Lions che dopo il fiacco e poco ispirato Immortal se ne tornano col bellissimo Fearless, di gran classe e contenente pezzi degni del debut.
- Sitting Bull
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Re: Top 2017
Non credo di arrivarci a 10...
Sólstafir - Berdreyminn
Vintersorg - Till Fjälls Del II
Rage - Seasons Of The Black
SikTh - The Future In Whose Eyes?
White Skull - Will Of The Strong
Tierra Santa - Quinto Elemento
Hark - Machinations
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Re: Top 2017
Mah, ne ho talmente tamti che devo dividerli in due parti e ne restano fuori un bel po' 
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Re: Top 2017
A chi lo dici ... comunque eccolo di sotto...AntonioC. ha scritto:Mah, ne ho talmente tamti che devo dividerli in due parti e ne restano fuori un bel po'
"Il valore e la fierezza dei sudditi spiace ai padroni ...
E ora nell'andare in battaglia abbiate alla mente due cose : i vostri avi e i vostri posteri" Tacito
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- kalhyma
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Re: Top 2017
10 album assolutamente non in ordine ...
- Eskapism - Tales of Elder Forest (atmospheric black metal dall'Ucraina - gioiello nero - https://eskapism.bandcamp.com/album/tal ... der-forest )
- Der Weg einer Freiheit - Finisterre (melodic black metal - probabilmente la migliore black metal band non ortodossa - https://derwegeinerfreiheit.bandcamp.co ... finisterre )
- Auðn - Farvegir Fyrndar (la rivelazione dell'anno in ambito atmospheric black metal - https://audnofficial.bandcamp.com/ )
- Rienaus - Saatanelle (Finnish Black metal at its best - https://rienaus.bandcamp.com/album/saatanalle )
- Author Lopun alku (Black metal "raffinato" dalla gelida Finlandia... per la terra dei laghi un'annata pazzesca ... https://naturmachtproductions.bandcamp. ... lopun-alku )
- Evilfeast - Elegies of the Stellar Wind ( back to the 90s black metal era, album spettacolare - https://evilfeast.bandcamp.com/album/el ... ellar-wind )
- Pure Wrath - Ascetic Eventide (dall'Indonesia il miglior album di cascadian black metal dell'anno, https://throatsproductions.bandcamp.com ... c-eventide )
- Bergrizen - Der unsterbliche Geist (Ancora Ucraina protagonista, folk/atmospheric/epic black metal - https://bergrizen.bandcamp.com/album/de ... iche-geist )
Useless - Departure (la colonna sonora dell'estinzione umana, freddo, disumano e autodistruttivo, album letale! https://uselessblackmetal.bandcamp.com/album/departure )
Kalopsia - Angelplague (U.S. death metal suonato con classe, palle e sudore! https://kalopsia.bandcamp.com/ )
Restano fuori tanti altri ottimi album tra cui : Over The Voids "Over The Voids" , Whoredom Rife "Dommedagskvad" , Immolation "Atonement" , Incantation "Profane Nexus" , Grafvitnir "Keys to the Mysteries Beyond" e altri ...
- Eskapism - Tales of Elder Forest (atmospheric black metal dall'Ucraina - gioiello nero - https://eskapism.bandcamp.com/album/tal ... der-forest )
- Der Weg einer Freiheit - Finisterre (melodic black metal - probabilmente la migliore black metal band non ortodossa - https://derwegeinerfreiheit.bandcamp.co ... finisterre )
- Auðn - Farvegir Fyrndar (la rivelazione dell'anno in ambito atmospheric black metal - https://audnofficial.bandcamp.com/ )
- Rienaus - Saatanelle (Finnish Black metal at its best - https://rienaus.bandcamp.com/album/saatanalle )
- Author Lopun alku (Black metal "raffinato" dalla gelida Finlandia... per la terra dei laghi un'annata pazzesca ... https://naturmachtproductions.bandcamp. ... lopun-alku )
- Evilfeast - Elegies of the Stellar Wind ( back to the 90s black metal era, album spettacolare - https://evilfeast.bandcamp.com/album/el ... ellar-wind )
- Pure Wrath - Ascetic Eventide (dall'Indonesia il miglior album di cascadian black metal dell'anno, https://throatsproductions.bandcamp.com ... c-eventide )
- Bergrizen - Der unsterbliche Geist (Ancora Ucraina protagonista, folk/atmospheric/epic black metal - https://bergrizen.bandcamp.com/album/de ... iche-geist )
Useless - Departure (la colonna sonora dell'estinzione umana, freddo, disumano e autodistruttivo, album letale! https://uselessblackmetal.bandcamp.com/album/departure )
Kalopsia - Angelplague (U.S. death metal suonato con classe, palle e sudore! https://kalopsia.bandcamp.com/ )
Restano fuori tanti altri ottimi album tra cui : Over The Voids "Over The Voids" , Whoredom Rife "Dommedagskvad" , Immolation "Atonement" , Incantation "Profane Nexus" , Grafvitnir "Keys to the Mysteries Beyond" e altri ...
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Re: Top 2017
Provo a fare una sintesi con 10 dischi (più o meno....), in ordine sparso:
Jess and the Ancient Ones - The horse and other weird tales (il loro disco più semplice e forse il meno riuscito, la voce di Jess però è arrivata ad un livello superiore. Bravissimi e coinvolgenti dal vivo)
Junius - Eternal rituals for the accretion of light (da qualche parte sono stati descritti come un mix di Neurosis e Tears for Fears, grossomodo può rendere l’idea. Bellissimo disco)
Unsane – Sterilize (sempre al top, da 30 anni)
Pontiak - Dialectic of Ignorance (tra i pochi rimasti a dare un valore aggiunto nell’inflazionatissimo ambito stoner/rock/psichedelia)
Boris – Dear (un riassunto della loro lunga carriera. Niente di nuovo quindi, ma va bene così)
Ufomammut – 8 (ancora in grado di reinventarsi in modo brillante dopo 8 album, con una manciata di riffs e poco altro)
Lethe - First Corpse on The Moon (Tor-Helge Skei e Anna Murphy confermano quanto fatto di buono nel primo album, una delle collaborazioni più riuscite degli ultimi anni)
Blaze of Perdition - Conscious Darkness (il black metal è il genere che più mi ha dato soddisfazioni negli ultimi tempi. I Blaze of Perdition sono forse quelli che hanno mostrato i maggiori progressi rispetto al recente passato, aggiungendosi alla lunga lista di ottime band polacche)
Full of Hell - Trumpeting Ecstasy (come essere presi a schiaffoni per 25 minuti filati)
Squalus - The great fish / Bell Witch - Mirror reaper (due dischi in cui il basso è protagonista nel creare atmosfere nebbiose e allucinate)
OT:
Oxbow - Thin black duke
Algiers - The underside of power
Mount Eerie - A crow looked at me
Fine Before You Came - Il numero sette
The New Year - Snow
JFDR - Brasil
Goldfrapp - Silver Eye
Zola Jesus - Okovi
Aldous Harding - Party
Charlotte Gainsbourg - Rest
Jess and the Ancient Ones - The horse and other weird tales (il loro disco più semplice e forse il meno riuscito, la voce di Jess però è arrivata ad un livello superiore. Bravissimi e coinvolgenti dal vivo)
Junius - Eternal rituals for the accretion of light (da qualche parte sono stati descritti come un mix di Neurosis e Tears for Fears, grossomodo può rendere l’idea. Bellissimo disco)
Unsane – Sterilize (sempre al top, da 30 anni)
Pontiak - Dialectic of Ignorance (tra i pochi rimasti a dare un valore aggiunto nell’inflazionatissimo ambito stoner/rock/psichedelia)
Boris – Dear (un riassunto della loro lunga carriera. Niente di nuovo quindi, ma va bene così)
Ufomammut – 8 (ancora in grado di reinventarsi in modo brillante dopo 8 album, con una manciata di riffs e poco altro)
Lethe - First Corpse on The Moon (Tor-Helge Skei e Anna Murphy confermano quanto fatto di buono nel primo album, una delle collaborazioni più riuscite degli ultimi anni)
Blaze of Perdition - Conscious Darkness (il black metal è il genere che più mi ha dato soddisfazioni negli ultimi tempi. I Blaze of Perdition sono forse quelli che hanno mostrato i maggiori progressi rispetto al recente passato, aggiungendosi alla lunga lista di ottime band polacche)
Full of Hell - Trumpeting Ecstasy (come essere presi a schiaffoni per 25 minuti filati)
Squalus - The great fish / Bell Witch - Mirror reaper (due dischi in cui il basso è protagonista nel creare atmosfere nebbiose e allucinate)
OT:
Oxbow - Thin black duke
Algiers - The underside of power
Mount Eerie - A crow looked at me
Fine Before You Came - Il numero sette
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Re: Top 2017
Aosoth - V: The Inside Scriptures
Blaze Of Perdition - Conscious Darkness
Spectral Voice - Eroded Corridors Of Unbeing
Soen - Lykaia
Anathema - The Optimist
Unearthly Trance - Stalking The Ghosts
Igorrr - Savage Sinusoid
Elder - Reflections Of A Floating World
Fuoco Fatuo - Backwater
Loss - Horizonless
The Great Old Ones - EOD – A Tale Of Dark Legacy
Ekpyrosis - Asphyxiating Devotion
devo dire che ancora non ho ascoltato a dovere Incantation, Immolation, Broken Hope, Suffocation...molto deluso dai Dying Fetus
Blaze Of Perdition - Conscious Darkness
Spectral Voice - Eroded Corridors Of Unbeing
Soen - Lykaia
Anathema - The Optimist
Unearthly Trance - Stalking The Ghosts
Igorrr - Savage Sinusoid
Elder - Reflections Of A Floating World
Fuoco Fatuo - Backwater
Loss - Horizonless
The Great Old Ones - EOD – A Tale Of Dark Legacy
Ekpyrosis - Asphyxiating Devotion
devo dire che ancora non ho ascoltato a dovere Incantation, Immolation, Broken Hope, Suffocation...molto deluso dai Dying Fetus
"Chili di silenzio sulla nostra pena, grande regina dell'incubo che verrà."
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Re: Top 2017
Ecco la mia lista relativa solamente al profilo "metal", seguirà poi quella "non metal" forse tra qualche mese
Vi ho tirato dentro anche cose non prettamente metal ma suonate da artisti collegabili al metal.
26. Anthriel – Transcendence: derivatissimi però un progpowermetal carino;
25. Need – Hegalamas a Song for Freedom: molto derivativi (Fates Warning soprattutto) ma il dischetto è piacevole;
24. Pain of Salvation – In the Passing of Light and Day: per molti un capolavoro, per me un discreto lavoro tra alti, bassi e medi. Comunque ben tornato Daniel;
23. Sons of Apollo – Psychotic Symphony: supergruppo che fa il suo dovere ma senza uscire dal seminato;
22. Scuorn – Parthenope: poteva essere una “tamarrata” come pochi ed in vece il napulitan black metal lascia il segno;
21.; Glass Mind – Dodecaedro: bel lavoro strumentale di questi messicani. Molto personale con elementi djent, progmetal classici ed anche etnici;
20. David Maxim Micic – Who Bit the Moon: uno dei migliori musicisti “da cameretta”, capace di districarsi tra composizione, esecuzione e produzione;
19. Soens – Lykaya: nonostante la forte derivazione Tool/Opeth il disco è composto da tante ottime canzoni;
18. Voyager – Ghost mile. Non li consocevo ma mi hanno sorpreso con il loro progmetal moderno, molto personale e le bellissime melodie.
17. Special Providence – Will: tornano gli ungherese con il loro progmetal jazzato. Per pippaioli ma non solo;
16. Disperse “Foreword”: meno djent e più diretto e accessibile, ma la band polacca si dimostra capace di evolversi senza perdere appeal;
15. Marty Friedman – Wall of Sound: se qualcuno l’aveva dimenticato Martuccio ricorda a tutti di essere uno dei migliori chitarristi meta in circolazione;
14. Lunatic Soul – Fractured: Mariusz Duda sempre bravissimo, in qualsiasi salsa si propone;
13. Ne Obliviscaris – Urn : forse da questa band che aveva sbalordito con i primi due dischi era lecito aspettarsi ancora di più, ma Urn è un bel disco;
12. Ayreon – The Source: Lucassen tira fuori il solito bel disco. E’ sempre un piacere ascoltare cosa farà fare ai tanti ospiti
11. Subterranean Masquerade – Vagabond: il gradito ritorno della band multinazionale con il suo avantgarde progmetal;
10. Soul Enema – Of Clans and CLones and Clowns: ottimo lavoro per questa band israeliana. Un progmetal che sa essere classico e avanguardistico;
09. Tetrafusion – Dreaming of Sleep: ottimo lavoro tra djent, jazz rock e anche elementi sinfonici;
08. Persefone – “Aathma”: sempre ottimi con il loro sound complesso e dalle tante faccettature;
07. Nova Collective: più jazz rock che metal, ma la superband BTBAM e Haken tira fuori un disco clamoroso;
06. Elder – Reflections of a Floating World: psichedelico, progressivo, jammoso, pesante e settantiano;
05. Arch Echo – S/t: incredibile debutto di questa band giovanissima che dimostra come si possa suonare progmetal strumentale coniugando la tradizione e le novità;
04. Threshold – Legends of the Shires: i Threshold smentiscono la massima che vuole che dopo tot anni non si riesca a tirare fuori dei grandissimi dischi. Qui siamo al top.
03. Caligula’s Horse – Contact: la band australiana fa ancora un passo avanti rispetto al già ottimo Bllom e dimostra di essere una delle punte di diamante della Inside Out
02. Leprous – Malina: i norvegesi fanno un passo di lato ed ampiano ancora di più il discorso iniziato con i due dischi precedenti. Forse più accessibile ma melodie e livello di scrittura invidiabile
01. Obiymy Doschu – Son: un ponte ideale tra il sound malinconico di Anathema e katatonia e il folk neoclassico dell’est europeo. Capolavoro.
Menzione:
Diablo Swing Orchestra- Pacifisticuffs: dovrebbero stare tra i primi 15 ma ancora devo comprarlo e quindi non vale
Vi ho tirato dentro anche cose non prettamente metal ma suonate da artisti collegabili al metal.
26. Anthriel – Transcendence: derivatissimi però un progpowermetal carino;
25. Need – Hegalamas a Song for Freedom: molto derivativi (Fates Warning soprattutto) ma il dischetto è piacevole;
24. Pain of Salvation – In the Passing of Light and Day: per molti un capolavoro, per me un discreto lavoro tra alti, bassi e medi. Comunque ben tornato Daniel;
23. Sons of Apollo – Psychotic Symphony: supergruppo che fa il suo dovere ma senza uscire dal seminato;
22. Scuorn – Parthenope: poteva essere una “tamarrata” come pochi ed in vece il napulitan black metal lascia il segno;
21.; Glass Mind – Dodecaedro: bel lavoro strumentale di questi messicani. Molto personale con elementi djent, progmetal classici ed anche etnici;
20. David Maxim Micic – Who Bit the Moon: uno dei migliori musicisti “da cameretta”, capace di districarsi tra composizione, esecuzione e produzione;
19. Soens – Lykaya: nonostante la forte derivazione Tool/Opeth il disco è composto da tante ottime canzoni;
18. Voyager – Ghost mile. Non li consocevo ma mi hanno sorpreso con il loro progmetal moderno, molto personale e le bellissime melodie.
17. Special Providence – Will: tornano gli ungherese con il loro progmetal jazzato. Per pippaioli ma non solo;
16. Disperse “Foreword”: meno djent e più diretto e accessibile, ma la band polacca si dimostra capace di evolversi senza perdere appeal;
15. Marty Friedman – Wall of Sound: se qualcuno l’aveva dimenticato Martuccio ricorda a tutti di essere uno dei migliori chitarristi meta in circolazione;
14. Lunatic Soul – Fractured: Mariusz Duda sempre bravissimo, in qualsiasi salsa si propone;
13. Ne Obliviscaris – Urn : forse da questa band che aveva sbalordito con i primi due dischi era lecito aspettarsi ancora di più, ma Urn è un bel disco;
12. Ayreon – The Source: Lucassen tira fuori il solito bel disco. E’ sempre un piacere ascoltare cosa farà fare ai tanti ospiti
11. Subterranean Masquerade – Vagabond: il gradito ritorno della band multinazionale con il suo avantgarde progmetal;
10. Soul Enema – Of Clans and CLones and Clowns: ottimo lavoro per questa band israeliana. Un progmetal che sa essere classico e avanguardistico;
09. Tetrafusion – Dreaming of Sleep: ottimo lavoro tra djent, jazz rock e anche elementi sinfonici;
08. Persefone – “Aathma”: sempre ottimi con il loro sound complesso e dalle tante faccettature;
07. Nova Collective: più jazz rock che metal, ma la superband BTBAM e Haken tira fuori un disco clamoroso;
06. Elder – Reflections of a Floating World: psichedelico, progressivo, jammoso, pesante e settantiano;
05. Arch Echo – S/t: incredibile debutto di questa band giovanissima che dimostra come si possa suonare progmetal strumentale coniugando la tradizione e le novità;
04. Threshold – Legends of the Shires: i Threshold smentiscono la massima che vuole che dopo tot anni non si riesca a tirare fuori dei grandissimi dischi. Qui siamo al top.
03. Caligula’s Horse – Contact: la band australiana fa ancora un passo avanti rispetto al già ottimo Bllom e dimostra di essere una delle punte di diamante della Inside Out
02. Leprous – Malina: i norvegesi fanno un passo di lato ed ampiano ancora di più il discorso iniziato con i due dischi precedenti. Forse più accessibile ma melodie e livello di scrittura invidiabile
01. Obiymy Doschu – Son: un ponte ideale tra il sound malinconico di Anathema e katatonia e il folk neoclassico dell’est europeo. Capolavoro.
Menzione:
Diablo Swing Orchestra- Pacifisticuffs: dovrebbero stare tra i primi 15 ma ancora devo comprarlo e quindi non vale
O' pauer metal n'adda cagnà.
- johnny blade
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Re: Top 2017
A leggere alcuni gruppi/titoli più che classifica sembra un riepilogo dell'anno.
𝑱𝒐𝒉𝒏 𝑾𝒂𝒚𝒏𝒆 𝒕𝒉𝒆 𝑨𝒍𝒂𝒎𝒐 𝑪𝒓𝒂𝒛𝒚 𝑯𝒐𝒓𝒔𝒆 𝑮𝒆𝒓𝒐𝒏𝒊𝒎𝒐
𝑰'𝒍𝒍 𝒔𝒎𝒐𝒌𝒆 𝒂 𝒑𝒊𝒆𝒄𝒆 𝒘𝒊𝒕𝒉 𝒚𝒐𝒖 ☮
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Re: Top 2017
ne conoscessi almeno un quinto tra quelli citati
la donzelletta vien dalla campagna
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Re: Top 2017
Anche se poi ognuno ascolta.quello che gli piace.
Ma son sicuro.che alcune.citazioni sono.solo riempispazi.
Ma.nn voglio giudicare nessuno tanto meno i gusti.
Ma son sicuro.che alcune.citazioni sono.solo riempispazi.
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- AntonioC.
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Re: Top 2017
No no è tutta roba ascoltata, piaciuta, comprata e messa in ordine di preferenza.
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Re: Top 2017
Arcane Roots - Melancholia Hymns
Il disco più bello dell'anno... ma forse anche di più. Il resto non lo cito, è troppo distante
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"Art for art's sake"
(W.Pater)
12 Gennaio 2013, i Maya non ci hanno capito un cazzo. [cit. Erotico]
...perchè la musica è agonismo!!! [cit. Franzi]
LA SFERA
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Re: Top 2017
Annata bella piena, era da parecchio che non compravo così tanti dischi: 49 CD (di cui 22 usciti nel 2017), per una spesa totale di 567,85€ (bilancio sul quale incidono non poco le 50 bombe per l'edizione ultrafichetta di Aweken The Guardian).
Tanta buonissima musica, qualche ripescaggio eccellente ed alcune piccole delusioni.
Entriamo nel dettaglio, con una classifica divisa vagamente per generi ed in ordine assolutamente casuale:
CLASSIC E DINTORNI
WITHERFALL - NOCTURNES AND REQUIEMS
Quando ascolti un disco e ti ritrovi a pensare ai Control Denied c'è poco da cazzeggiare, capisci subito che è cosa buona e giusta.
La cosa migliore di questo lavoro probabilmente è la naturalezza con cui viene gestito questo mix di Metal classico, oscuro ma allo stesso tempo melodico, che pesta pesante quando deve, ci ficca il virtuissmo chitarristico senza sbrodolare, si lancia in progressioni e strutture piuttosto intricate senza però eccedere in masturbazioni e senza annoiare, anche dove la durata della canzone sembrerebbe eccessiva.
Si giocano il titolo di debutto dell'anno con questi appena sotto.
LUNAR SHADOW - FAR FROM LIGHT *cinque alto e birra virtuale offerta a Polimar72 per questa segnalazione, li ho scoperti grazie a te!
Questo disco ha due difetti. Facciamo due e mezzo.
Una produzione non all'altezza (seppur dignitosa).
Un cantante non all'altezza (seppur dignitoso).
La tendenza ad allungare le canzoni oltre il dovuto (ma neanche tanto).
Io non dico che devi presentarti con un suono ultrapompato, mi va benissimo un approccio vintage, però cazzo un minimo di pulizia.
E non devi avere per forza un fenomeno dietro al microfono, ma un po' di grinta, per Dio!
Casualmente ascoltavo questo disco più o meno in contemporanea con l'ultimo Ayreon, e più di una volta mi sono ritrovato a pensare al salto di qualità che farebbe questa band se si avvalesse, rimanendo sulle stesse corde, di un cantante vero, tipo Michael Eriksen (e non sto neanche a scomodare invece qualche sogno bagnato, tipo John Arch).
La cosa meravigliosa è che comunque, nonostante questi difettucci, questo disco riesce a commuovere da quanto è bello, c'è tutta la magia e la purezza del metal, una canzone come Cimmeria la posso ascoltare in repeat per un giorno intero senza mai stancarmi, ed eiaculando copiosamente ogni volta che arriva il minuto 5:25.
Se non si è capito li ho amati moltissimo.
UNLEASH THE ARCHERS - APEX
Da un disco con alcuni difetti ben evidenti, ad uno che praticamente ne è privo.
E, paradossalmente, se i difetti del primo finiscono per esaltarne in qualche modo la grandezza, la perfezione di questi altri ad un certo punto risulta quasi stucchevole, per quanto ogni cosa è al punto giusto, quasi ti fa sperare in qualche passaggio a vuoto per tirare un po il fiato.
Invece no, questi non ci pensano proprio. son canadesi, son fatti così.
Disco di compattezza e continuità formidabile, un vero inno all'Heavy Metal, crescita esponenziale rispetto al precedente lavoro.
Brittney Slayes Metal Queen del 2017.
EPIC/DOOM
PALLBEARER - HEARTLESS
Ci sono dischi che ti entrano dentro.
Non sono tantissimi, ti colgono chinato e con le braghe calate in un determinato momento della tua vita e taac, sono dentro.
Ancora più raramente, però, ci sono dischi che sono già dentro di te, fin dal primissimo ascolto.
Tipo che premi play e, da quel momento in avanti, tutte le note che escono ti sembra di averle composte te che stai ascoltando, ti sembra di conoscerle già a memoria, ti sembra che sia roba tua.
Questo è uno di quei dischi.
Partono gli intrecci delle chitarre di I Saw The End e io so già tutto.
E quegli intrecci lì, di quelle chitarre lì, struggenti e bellissime, si ripetono per tutto il disco, vanno a creare delle strutture sontuose, la voce diventa quasi accessorio, accompagnamento, salvo ritagliarsi spazio per l'unico vero ritornello (stravincente) di tutto il disco in Cruel Road.
Amore al primo ascolto.
BELOW - UPON A PALE HORSE
Questi fanno il paio con gli arcieri.
Sono giovani, hanno studiato e si sono applicati.
Essendo svedesi e suonando Epic Doom è superfluo dire quale fosse il libro di testo.
Magari osare qualcosa di più la prossima volta, ma di fronte ad una tale applicazione e ad un cantante così in forma non si può veramente dire niente. Bravi!
HOLY MARTYR - DARKNESS SHALL PREVAIL
Grande, grandissimo disco, anche quest'anno la quota Epic è salva.
Perché vengano cagati così pochi per me rimane un mistero, erano splendidi a velocità più sostenuta e lo sono altrettanto nell'interpretazione di questo Epic sempre classicissimo, che a tratti flirta volentieri con il Doom.
E poi hanno quella cosa buffissima dei ritornelli che giocano tutti sulla ripetizione del nome proprio di città/luogo/persona/stirpe, un punto in più solo per quello.
PAGAN ALTAR - THE ROOM OF SHADOWS
Fuori dal tempo. Fuori da qualsiasi moda. Meraviglioso.
Tra Nwobhm, Doom, Folk c'è di che godere per chiunque ami questo suono antico ed ammaliante.
Questo è il testamento dei Pagan Altar e di Terry Jones, favoloso cantastorie che ci accompagna in un altro mondo con la sua voce inconfondibile.
ARGUS - FROM FIELDS OF FIRE
Mi sbilancio. Molti non saranno d'accordo, ma questo è il miglior disco degli Argus.
Ci sono dentro più o meno tutte le loro anime, bilanciate ed impastate in questo loro suono che pur essendo la roba più vecchia del mondo, è anche incredibilmente personale e riconoscibile.
Esperienza e consapevolezza, il disco della piena maturità.
PROG
PAIN OF SALVATION - IN THE PASSING LIGHT OF DAY
Ne ho lette di ogni sul forum e nell'internet, tutto e il contrario di tutto.
Eravamo tutti lì al varco ad aspettare Danielino e la mia personalissima impressione è che in molti non ci abbiano capito un cazzo.
I POS non sono una band come le altre, non puoi metterti lì col bisturi a sezionare, è un fottuto flusso di coscienza, musica e parole dal quale bisogna lasciarsi travolgere.
Non sono un fanatico dei testi, però se conoscete i POS lo sapete, sono fondamentali per comprendere e per amare ancora di più la loro musica; questo è un disco profondamente personale, racconta di una persona trovatasi sul letto di morte e questo, semplicemente, non lo si può ignorare.
Io mi ci sono abbandonato, l'ho amato dal primo momento, in questo 2017 è il disco al quale ho dedicato il maggior numero di ascolti e ancora non mi stanco, ancora mi emoziona.
Non mi piace fare le classifiche, ma se proprio devo ordinare i numeri, questo si aggiudica la prima posizione, nonostante la copertina orribile.
NEED - HEGAIAMAS: A SONG FOR FREEDOM
PORCA PUTTANA!
Questo ho pensato, con la meraviglia negli occhi, al termine del primo ascolto.
I Need se ne escono con il miglior disco di Prog Metal classico che abbia sentito da molti anni a questa parte. Roba che pare di essere catapultati a metà degli anni 90.
Se non vi vengono i brividoni forti mentre cantate A sooong for freeeedooom! siete delle brutte persone.
DAMNATIONS DAY - A WORLD AWAKENS *cinque alto e birra virtuale offerta a Baker per questa segnalazione, li ho scoperti grazie a te!
Dal Prog classico, che più classico non si può, a quello che probabilmente neanche si può definire tale, giusto una spruzzata per condire un Metal bello moderno, potente e incredibilmente trascinante.
Ci sono parecchie cose esaltanti in questo disco, ad esempio c'è probabilmente il vincitore del titolo di miglior ritornello a squarciagola dell'anno ("In the darkness, Colours shimmer in light. In the silence, Voices whisper in rhyme." - Colours of Darkness), e c'è una power ballad in chiusura del disco (Diagnose) che sembra uscita dalla penna dei migliori Alter Bridge.
Ma, soprattutto, c'è la voce portentosa di Mark Kennedy, che sembra veramente non avere limiti e che per quanto mi riguarda è la rivelazione dell'anno.
AYREON - THE SOURCE
Vi dirò la verità, dopo essermi esaltato con l'anticipazione di The Day That the World Breaks Down ed aver messo il disco immediatamente in lista acquisti, il primo ascolto mi ha lasciato freddino.
Peggio, mi ha spinto a pormi la domanda:"Forse sono troppo vecchio per queste stronzate, forse le ayreonate con tutto il loro immaginario sci-fantasy e gli ospitoni e il miscuglione prog non fanno più per me".
Deve essere stato un fugace momento di debolezza, poi fortunatamente sono subito rinsavito e il dubbio ha lasciato posto alla consapevolezza: delle ayreonate probabilmente non sarò mai sazio, specie quando sono della miglior fattura come questa The Source.
C'è tutto quello che amiamo di Arjen Lucassen, c'è la solita scuderia di cantanti utilizzati benissimo (a parte i soliti noti ho veramente apprezzato Michael Eriksen, bravissimo), ci sono momenti più progressivi, ma anche splendide sfuriate power (Run! Apocalypse! Run!).
E il solito making of che vale da solo l'acquisto.
ALTRO
SEA - THE GRIP OF TIME
Un disco di Hard Rock classico ci vuole sempre in una classifica di fine anno, se arriva dal nord ancora meglio.
Tanta energia, belle chitarrone gemelle, voce col graffio, ottima produzione.
Che minchia chiedere di più?
ROYAL THUNDER - WICK
Croocked Doors era stato il mio Top 2015, una fantastica evoluzione del già ottimo debutto, un album che partiva sottotraccia e che pian piano si insinuava, ascolto dopo ascolto, finendo per creare dipendenza.
Wick fa esattamente lo stesso. Parte abbastanza lento, all'inizio sembra fin troppo omogeneo, poi però comincia a conquistarti e non ti molla più.
Insieme ai Baroness sono uno delle cose migliori che siano capitate al Rock negli ultimi 10 anni, stringiamoli forte e vogliamogli bene.
LETHE - THE FIRST CORPSE ON THE MOON
La cosa che più mi sorprende dei Lethe è come diavolo facciano a piacermi.
Il loro miscuglio di avanguardia, elettronica, trip-hop e altre robe strane è qualcosa che sulla carta difficilmente rientrerebbe nei miei gusti, eppure 3 anni dopo lo splendido esordio li ritrovo ancora tra i miei top.
Certo, stavolta l'elemento sorpresa viene meno, non mi hanno proprio fottuto il cervello come l'altra volta, ma resta un piacevolissimo ascolto di rottura.
LE DELUSIONI
LEPROUS - MALINA
Lo so, chiunque lo ha messo tra i top nelle classifiche di fine anno (così come l'anno scorso chiunque aveva messo gli Haken), ma la lista è mia, quindi non dovete cacarmi la minchia.
Io ad ogni uscita ci riprovo con pazienza e tanta apertura mentale, ma quelli post Bilateral sono, semplicemente, dei Leprous che a me nel migliore dei casi non interessano, nel peggiore addirittura mi procurano una sensazione di fastidio.
Lagnosetti oltre il tollerabile, io così proprio non ci riesco.
Grazie lo stesso, però, coi primi due mi avete fatto sognare.
ARDUINI/BALICH - DAWN OF AGES
Qui mi sono fottuto da solo, è colpa mia.
Vuoi per i due personaggi in ballo, vuoi perchè il precedente di ex Fates Warning con la / in mezzo si chiamava Arch/Matheos e mi parte l'orgasmo solo a pensarci, mi ero creato delle aspettative esagerate.
Il disco non è brutto eh, regalandogli qualche ascolto tende a migliorare, però onestamente è un po' un mattonazzo.
Massima stima comunque per il tentativo, anche perché comunque ognuno dei due poi, uno direttamente, l'altro indirettamente, si è comunque ampiamente riscattato nel corso dell'anno.
RISTAMPE GLORIOSE
VENDETTA - BRAIN DAMAGE
Una delle cose che amo di più del Metal è che, dopo oltre vent'anni, ancora puntualmente scopro delle più o meno piccole band di culto delle quali ignoravo l'esistenza.
Tipo i Vendetta, che ho appreso essere venerati da ogni thrasher che si rispetti.
Io non sono un tharsher e non so se mi rispetto, ma ora li venero anch'io.
Che bomba questo Brain Damage!
RIOT - NIGHTBREAKER/INISHMORE
Se ne è più volte discusso nel forum, ormai non serve neanche più ripetersi.
Se nel mondo ci fosse un po' di giustizia i Riot sarebbero considerati allo stesso livello dei grandissimi e farebbero gli headliner in tutti i cazzo di festival del pianeta.
Io purtroppo li ho riscoperti tardi, ma grazie alle puntualissime ristampe di Metal Blade sto recuperando in fretta, regalandomene un paio all'anno, godendo tantissimo e incazzandomi ogni volta, incapace di comprendere come tanta grandezza sia stata ignorata.
OMEN - THE CURSE
Ancora una volta grazie a Metal blade.
Ancora una volta esaltazione pura.
Quello che hanno fatto gli Omen tra il 1984 e il 1986 con i lori primi 3 dischi è semplicemente LEGGENDA.
Dopo aver messo l'anno scorso una pezza allo scaffale Epic con Paradise Lost dei Cirith Ungol, ora finalmente sono più tranquillo e ho riempito un altro buco che mi pesava.
Ora rimane giusto un po' di spazio per gli Heavy Load...
GRAN PREGIO 2017
FATES WARNING - AWAKEN THE GUARDIAN
Perché ogni tanto bisogna togliersi anche qualche sfizio.
Tipo comprare il cofanettone edizione deluxe della celebrazione di Awaken The Guardian.
E non stiamo neanche a dirci quanto è stato importante questo disco nella storia del Metal, quanto l'abbia amato, quanto sia bello rivederli tutti nuovamente insieme dopo 30 anni, in gran forma, con un Arch commovente.
Ma l'oggetto, signori, l'oggetto in sè, a prescindere dalla musica che contiene, mi procura del gran godimento già solo a vederlo lì sullo scaffale dei cofanetti belli.
PERDONAMI, MI ERO SBAGLIATO
Piccola eccezione, questo non è un disco uscito o acquistato quest'anno, era lì da una vita.
Allora, non chiedetemi per quale motivo preciso perché non lo so, ma succede che quest'anno, dopo la morte di Paul O'Neill, le mie sinapsi mi portano a togliere un po' di polvere da Handful of Rain.
Credo che il ragionamento, più o meno, sia stato quello di andare a ripescare quel disco particolarmente sofferto, morte chiama morte.
Ora, non so che rapporto avete con Handful of Rain, ma io, per qualche ragione, lo avevo fissato nella memoria come disco minore, "quello di Chance e Alone You Breathe".
Un po' per le recensioni abbastanza contraddittorie, un po' per quel fatto lì, che alcuni neanche lo consideravano un vero e proprio disco dei Savatage, ma più uno sfogo di Olivone nostro.
Ci metto un attimo a capire che sono un grandissimo coglione.
Handful of Rain è un disco enorme, come tutti quelli dei Savatage.
Certo, Chance è un pezzo fenomenale e Alone You Breathe è una delle canzoni più struggenti di sempre, ogni fottuta volta che l'ascolto e arriva il punto in cui si ricollega a Believe a me scende la lacrimuccia.
Ma oltre a quelle due mi ritrovo tutta una serie di pezzoni uno meglio dell'altro, non si butta via niente, canzoni che tendenzialmente quasi nessuno cita mai si trasformano in veri e propri inni, tipo Symmetry, che mi fa sbroccare con quel "I want to live my life with you dying hard!" che diventa istantaneamente un ritornello della vita (mia e di John McClane).
Insomma, minore sto grandissimo cazzo.
Handful of Rain è il mio disco preferito dei Savatage.
Come tutti i dischi dei Savatage.
INCOMPRESI
Ovvero i dischi che piacciono tanto a tutti, tranne che a me.
Ma siccome vi fomentano così tanto, se sono in una zona di mio interesse io comunque ci provo e ci riprovo, magari scatta la scintilla.
E invece niente da fare, perdonatemi.
VINTERSORG e WINTERSUN, sono in moltissime classifiche di fine anno, e avendoci provato capisco benissimo perché posso piacere così tanto, ma io proprio non mi ci ritrovo, non sono nelle mie corde.
Non prendetevela, come se avessi accettato.
INCOMPRENSIBILI
Perché certe cose uno le può capire, ma altre vanno al di là del bene e del male.
Cose tipo i KELDIAN
Io ve lo dico, non mi sono ancora del tutto levato dalla testa che in verità sia una supercazzola molto ben congegnata, uno scherzone architettato con maestria. Molto divertente.
Oppure che è tipo una setta, il Culto degli Adoratori di Keldian, e vi hanno fatto il lavaggio del cervello.
O rapito qualche parente o persona cara.
Perché altrimenti non si spiega.
Cosa vi spinge a farlo?
Spingitori di metallari?
Nella scala del metallo, i Keldian sono al livello "Gazosa" -->https://darlin.it/wp-content/uploads/2014/10/gazosa.jpg
A confronto le Baby Metal sono i Black Sabbath.
NEL CARRELLO
Purtroppo per motivi di tempo, di portafoglio o semplicemente per umore del periodo, non tutti i dischi riescono ad arrivare sullo scaffale.
JAG PANZER
SPIRIT ADRIFT
IMPURE WILHELMINA
PROCESSION
HALLATOR
EUROPE
CRADLE OF FILTH
NE OBLIVISCARIS
PERSEFONE
LABYRINTH
Tanta buonissima musica, qualche ripescaggio eccellente ed alcune piccole delusioni.
Entriamo nel dettaglio, con una classifica divisa vagamente per generi ed in ordine assolutamente casuale:
CLASSIC E DINTORNI
WITHERFALL - NOCTURNES AND REQUIEMS
Quando ascolti un disco e ti ritrovi a pensare ai Control Denied c'è poco da cazzeggiare, capisci subito che è cosa buona e giusta.
La cosa migliore di questo lavoro probabilmente è la naturalezza con cui viene gestito questo mix di Metal classico, oscuro ma allo stesso tempo melodico, che pesta pesante quando deve, ci ficca il virtuissmo chitarristico senza sbrodolare, si lancia in progressioni e strutture piuttosto intricate senza però eccedere in masturbazioni e senza annoiare, anche dove la durata della canzone sembrerebbe eccessiva.
Si giocano il titolo di debutto dell'anno con questi appena sotto.
LUNAR SHADOW - FAR FROM LIGHT *cinque alto e birra virtuale offerta a Polimar72 per questa segnalazione, li ho scoperti grazie a te!
Questo disco ha due difetti. Facciamo due e mezzo.
Una produzione non all'altezza (seppur dignitosa).
Un cantante non all'altezza (seppur dignitoso).
La tendenza ad allungare le canzoni oltre il dovuto (ma neanche tanto).
Io non dico che devi presentarti con un suono ultrapompato, mi va benissimo un approccio vintage, però cazzo un minimo di pulizia.
E non devi avere per forza un fenomeno dietro al microfono, ma un po' di grinta, per Dio!
Casualmente ascoltavo questo disco più o meno in contemporanea con l'ultimo Ayreon, e più di una volta mi sono ritrovato a pensare al salto di qualità che farebbe questa band se si avvalesse, rimanendo sulle stesse corde, di un cantante vero, tipo Michael Eriksen (e non sto neanche a scomodare invece qualche sogno bagnato, tipo John Arch).
La cosa meravigliosa è che comunque, nonostante questi difettucci, questo disco riesce a commuovere da quanto è bello, c'è tutta la magia e la purezza del metal, una canzone come Cimmeria la posso ascoltare in repeat per un giorno intero senza mai stancarmi, ed eiaculando copiosamente ogni volta che arriva il minuto 5:25.
Se non si è capito li ho amati moltissimo.
UNLEASH THE ARCHERS - APEX
Da un disco con alcuni difetti ben evidenti, ad uno che praticamente ne è privo.
E, paradossalmente, se i difetti del primo finiscono per esaltarne in qualche modo la grandezza, la perfezione di questi altri ad un certo punto risulta quasi stucchevole, per quanto ogni cosa è al punto giusto, quasi ti fa sperare in qualche passaggio a vuoto per tirare un po il fiato.
Invece no, questi non ci pensano proprio. son canadesi, son fatti così.
Disco di compattezza e continuità formidabile, un vero inno all'Heavy Metal, crescita esponenziale rispetto al precedente lavoro.
Brittney Slayes Metal Queen del 2017.
EPIC/DOOM
PALLBEARER - HEARTLESS
Ci sono dischi che ti entrano dentro.
Non sono tantissimi, ti colgono chinato e con le braghe calate in un determinato momento della tua vita e taac, sono dentro.
Ancora più raramente, però, ci sono dischi che sono già dentro di te, fin dal primissimo ascolto.
Tipo che premi play e, da quel momento in avanti, tutte le note che escono ti sembra di averle composte te che stai ascoltando, ti sembra di conoscerle già a memoria, ti sembra che sia roba tua.
Questo è uno di quei dischi.
Partono gli intrecci delle chitarre di I Saw The End e io so già tutto.
E quegli intrecci lì, di quelle chitarre lì, struggenti e bellissime, si ripetono per tutto il disco, vanno a creare delle strutture sontuose, la voce diventa quasi accessorio, accompagnamento, salvo ritagliarsi spazio per l'unico vero ritornello (stravincente) di tutto il disco in Cruel Road.
Amore al primo ascolto.
BELOW - UPON A PALE HORSE
Questi fanno il paio con gli arcieri.
Sono giovani, hanno studiato e si sono applicati.
Essendo svedesi e suonando Epic Doom è superfluo dire quale fosse il libro di testo.
Magari osare qualcosa di più la prossima volta, ma di fronte ad una tale applicazione e ad un cantante così in forma non si può veramente dire niente. Bravi!
HOLY MARTYR - DARKNESS SHALL PREVAIL
Grande, grandissimo disco, anche quest'anno la quota Epic è salva.
Perché vengano cagati così pochi per me rimane un mistero, erano splendidi a velocità più sostenuta e lo sono altrettanto nell'interpretazione di questo Epic sempre classicissimo, che a tratti flirta volentieri con il Doom.
E poi hanno quella cosa buffissima dei ritornelli che giocano tutti sulla ripetizione del nome proprio di città/luogo/persona/stirpe, un punto in più solo per quello.
PAGAN ALTAR - THE ROOM OF SHADOWS
Fuori dal tempo. Fuori da qualsiasi moda. Meraviglioso.
Tra Nwobhm, Doom, Folk c'è di che godere per chiunque ami questo suono antico ed ammaliante.
Questo è il testamento dei Pagan Altar e di Terry Jones, favoloso cantastorie che ci accompagna in un altro mondo con la sua voce inconfondibile.
ARGUS - FROM FIELDS OF FIRE
Mi sbilancio. Molti non saranno d'accordo, ma questo è il miglior disco degli Argus.
Ci sono dentro più o meno tutte le loro anime, bilanciate ed impastate in questo loro suono che pur essendo la roba più vecchia del mondo, è anche incredibilmente personale e riconoscibile.
Esperienza e consapevolezza, il disco della piena maturità.
PROG
PAIN OF SALVATION - IN THE PASSING LIGHT OF DAY
Ne ho lette di ogni sul forum e nell'internet, tutto e il contrario di tutto.
Eravamo tutti lì al varco ad aspettare Danielino e la mia personalissima impressione è che in molti non ci abbiano capito un cazzo.
I POS non sono una band come le altre, non puoi metterti lì col bisturi a sezionare, è un fottuto flusso di coscienza, musica e parole dal quale bisogna lasciarsi travolgere.
Non sono un fanatico dei testi, però se conoscete i POS lo sapete, sono fondamentali per comprendere e per amare ancora di più la loro musica; questo è un disco profondamente personale, racconta di una persona trovatasi sul letto di morte e questo, semplicemente, non lo si può ignorare.
Io mi ci sono abbandonato, l'ho amato dal primo momento, in questo 2017 è il disco al quale ho dedicato il maggior numero di ascolti e ancora non mi stanco, ancora mi emoziona.
Non mi piace fare le classifiche, ma se proprio devo ordinare i numeri, questo si aggiudica la prima posizione, nonostante la copertina orribile.
NEED - HEGAIAMAS: A SONG FOR FREEDOM
PORCA PUTTANA!
Questo ho pensato, con la meraviglia negli occhi, al termine del primo ascolto.
I Need se ne escono con il miglior disco di Prog Metal classico che abbia sentito da molti anni a questa parte. Roba che pare di essere catapultati a metà degli anni 90.
Se non vi vengono i brividoni forti mentre cantate A sooong for freeeedooom! siete delle brutte persone.
DAMNATIONS DAY - A WORLD AWAKENS *cinque alto e birra virtuale offerta a Baker per questa segnalazione, li ho scoperti grazie a te!
Dal Prog classico, che più classico non si può, a quello che probabilmente neanche si può definire tale, giusto una spruzzata per condire un Metal bello moderno, potente e incredibilmente trascinante.
Ci sono parecchie cose esaltanti in questo disco, ad esempio c'è probabilmente il vincitore del titolo di miglior ritornello a squarciagola dell'anno ("In the darkness, Colours shimmer in light. In the silence, Voices whisper in rhyme." - Colours of Darkness), e c'è una power ballad in chiusura del disco (Diagnose) che sembra uscita dalla penna dei migliori Alter Bridge.
Ma, soprattutto, c'è la voce portentosa di Mark Kennedy, che sembra veramente non avere limiti e che per quanto mi riguarda è la rivelazione dell'anno.
AYREON - THE SOURCE
Vi dirò la verità, dopo essermi esaltato con l'anticipazione di The Day That the World Breaks Down ed aver messo il disco immediatamente in lista acquisti, il primo ascolto mi ha lasciato freddino.
Peggio, mi ha spinto a pormi la domanda:"Forse sono troppo vecchio per queste stronzate, forse le ayreonate con tutto il loro immaginario sci-fantasy e gli ospitoni e il miscuglione prog non fanno più per me".
Deve essere stato un fugace momento di debolezza, poi fortunatamente sono subito rinsavito e il dubbio ha lasciato posto alla consapevolezza: delle ayreonate probabilmente non sarò mai sazio, specie quando sono della miglior fattura come questa The Source.
C'è tutto quello che amiamo di Arjen Lucassen, c'è la solita scuderia di cantanti utilizzati benissimo (a parte i soliti noti ho veramente apprezzato Michael Eriksen, bravissimo), ci sono momenti più progressivi, ma anche splendide sfuriate power (Run! Apocalypse! Run!).
E il solito making of che vale da solo l'acquisto.
ALTRO
SEA - THE GRIP OF TIME
Un disco di Hard Rock classico ci vuole sempre in una classifica di fine anno, se arriva dal nord ancora meglio.
Tanta energia, belle chitarrone gemelle, voce col graffio, ottima produzione.
Che minchia chiedere di più?
ROYAL THUNDER - WICK
Croocked Doors era stato il mio Top 2015, una fantastica evoluzione del già ottimo debutto, un album che partiva sottotraccia e che pian piano si insinuava, ascolto dopo ascolto, finendo per creare dipendenza.
Wick fa esattamente lo stesso. Parte abbastanza lento, all'inizio sembra fin troppo omogeneo, poi però comincia a conquistarti e non ti molla più.
Insieme ai Baroness sono uno delle cose migliori che siano capitate al Rock negli ultimi 10 anni, stringiamoli forte e vogliamogli bene.
LETHE - THE FIRST CORPSE ON THE MOON
La cosa che più mi sorprende dei Lethe è come diavolo facciano a piacermi.
Il loro miscuglio di avanguardia, elettronica, trip-hop e altre robe strane è qualcosa che sulla carta difficilmente rientrerebbe nei miei gusti, eppure 3 anni dopo lo splendido esordio li ritrovo ancora tra i miei top.
Certo, stavolta l'elemento sorpresa viene meno, non mi hanno proprio fottuto il cervello come l'altra volta, ma resta un piacevolissimo ascolto di rottura.
LE DELUSIONI
LEPROUS - MALINA
Lo so, chiunque lo ha messo tra i top nelle classifiche di fine anno (così come l'anno scorso chiunque aveva messo gli Haken), ma la lista è mia, quindi non dovete cacarmi la minchia.
Io ad ogni uscita ci riprovo con pazienza e tanta apertura mentale, ma quelli post Bilateral sono, semplicemente, dei Leprous che a me nel migliore dei casi non interessano, nel peggiore addirittura mi procurano una sensazione di fastidio.
Lagnosetti oltre il tollerabile, io così proprio non ci riesco.
Grazie lo stesso, però, coi primi due mi avete fatto sognare.
ARDUINI/BALICH - DAWN OF AGES
Qui mi sono fottuto da solo, è colpa mia.
Vuoi per i due personaggi in ballo, vuoi perchè il precedente di ex Fates Warning con la / in mezzo si chiamava Arch/Matheos e mi parte l'orgasmo solo a pensarci, mi ero creato delle aspettative esagerate.
Il disco non è brutto eh, regalandogli qualche ascolto tende a migliorare, però onestamente è un po' un mattonazzo.
Massima stima comunque per il tentativo, anche perché comunque ognuno dei due poi, uno direttamente, l'altro indirettamente, si è comunque ampiamente riscattato nel corso dell'anno.
RISTAMPE GLORIOSE
VENDETTA - BRAIN DAMAGE
Una delle cose che amo di più del Metal è che, dopo oltre vent'anni, ancora puntualmente scopro delle più o meno piccole band di culto delle quali ignoravo l'esistenza.
Tipo i Vendetta, che ho appreso essere venerati da ogni thrasher che si rispetti.
Io non sono un tharsher e non so se mi rispetto, ma ora li venero anch'io.
Che bomba questo Brain Damage!
RIOT - NIGHTBREAKER/INISHMORE
Se ne è più volte discusso nel forum, ormai non serve neanche più ripetersi.
Se nel mondo ci fosse un po' di giustizia i Riot sarebbero considerati allo stesso livello dei grandissimi e farebbero gli headliner in tutti i cazzo di festival del pianeta.
Io purtroppo li ho riscoperti tardi, ma grazie alle puntualissime ristampe di Metal Blade sto recuperando in fretta, regalandomene un paio all'anno, godendo tantissimo e incazzandomi ogni volta, incapace di comprendere come tanta grandezza sia stata ignorata.
OMEN - THE CURSE
Ancora una volta grazie a Metal blade.
Ancora una volta esaltazione pura.
Quello che hanno fatto gli Omen tra il 1984 e il 1986 con i lori primi 3 dischi è semplicemente LEGGENDA.
Dopo aver messo l'anno scorso una pezza allo scaffale Epic con Paradise Lost dei Cirith Ungol, ora finalmente sono più tranquillo e ho riempito un altro buco che mi pesava.
Ora rimane giusto un po' di spazio per gli Heavy Load...
GRAN PREGIO 2017
FATES WARNING - AWAKEN THE GUARDIAN
Perché ogni tanto bisogna togliersi anche qualche sfizio.
Tipo comprare il cofanettone edizione deluxe della celebrazione di Awaken The Guardian.
E non stiamo neanche a dirci quanto è stato importante questo disco nella storia del Metal, quanto l'abbia amato, quanto sia bello rivederli tutti nuovamente insieme dopo 30 anni, in gran forma, con un Arch commovente.
Ma l'oggetto, signori, l'oggetto in sè, a prescindere dalla musica che contiene, mi procura del gran godimento già solo a vederlo lì sullo scaffale dei cofanetti belli.
PERDONAMI, MI ERO SBAGLIATO
Piccola eccezione, questo non è un disco uscito o acquistato quest'anno, era lì da una vita.
Allora, non chiedetemi per quale motivo preciso perché non lo so, ma succede che quest'anno, dopo la morte di Paul O'Neill, le mie sinapsi mi portano a togliere un po' di polvere da Handful of Rain.
Credo che il ragionamento, più o meno, sia stato quello di andare a ripescare quel disco particolarmente sofferto, morte chiama morte.
Ora, non so che rapporto avete con Handful of Rain, ma io, per qualche ragione, lo avevo fissato nella memoria come disco minore, "quello di Chance e Alone You Breathe".
Un po' per le recensioni abbastanza contraddittorie, un po' per quel fatto lì, che alcuni neanche lo consideravano un vero e proprio disco dei Savatage, ma più uno sfogo di Olivone nostro.
Ci metto un attimo a capire che sono un grandissimo coglione.
Handful of Rain è un disco enorme, come tutti quelli dei Savatage.
Certo, Chance è un pezzo fenomenale e Alone You Breathe è una delle canzoni più struggenti di sempre, ogni fottuta volta che l'ascolto e arriva il punto in cui si ricollega a Believe a me scende la lacrimuccia.
Ma oltre a quelle due mi ritrovo tutta una serie di pezzoni uno meglio dell'altro, non si butta via niente, canzoni che tendenzialmente quasi nessuno cita mai si trasformano in veri e propri inni, tipo Symmetry, che mi fa sbroccare con quel "I want to live my life with you dying hard!" che diventa istantaneamente un ritornello della vita (mia e di John McClane).
Insomma, minore sto grandissimo cazzo.
Handful of Rain è il mio disco preferito dei Savatage.
Come tutti i dischi dei Savatage.
INCOMPRESI
Ovvero i dischi che piacciono tanto a tutti, tranne che a me.
Ma siccome vi fomentano così tanto, se sono in una zona di mio interesse io comunque ci provo e ci riprovo, magari scatta la scintilla.
E invece niente da fare, perdonatemi.
VINTERSORG e WINTERSUN, sono in moltissime classifiche di fine anno, e avendoci provato capisco benissimo perché posso piacere così tanto, ma io proprio non mi ci ritrovo, non sono nelle mie corde.
Non prendetevela, come se avessi accettato.
INCOMPRENSIBILI
Perché certe cose uno le può capire, ma altre vanno al di là del bene e del male.
Cose tipo i KELDIAN
Io ve lo dico, non mi sono ancora del tutto levato dalla testa che in verità sia una supercazzola molto ben congegnata, uno scherzone architettato con maestria. Molto divertente.
Oppure che è tipo una setta, il Culto degli Adoratori di Keldian, e vi hanno fatto il lavaggio del cervello.
O rapito qualche parente o persona cara.
Perché altrimenti non si spiega.
Cosa vi spinge a farlo?
Spingitori di metallari?
Nella scala del metallo, i Keldian sono al livello "Gazosa" -->https://darlin.it/wp-content/uploads/2014/10/gazosa.jpg
A confronto le Baby Metal sono i Black Sabbath.
NEL CARRELLO
Purtroppo per motivi di tempo, di portafoglio o semplicemente per umore del periodo, non tutti i dischi riescono ad arrivare sullo scaffale.
JAG PANZER
SPIRIT ADRIFT
IMPURE WILHELMINA
PROCESSION
HALLATOR
EUROPE
CRADLE OF FILTH
NE OBLIVISCARIS
PERSEFONE
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Re: Top 2017
Paul sarebbe un grande se non fosse per la sua maledetta sintesi...
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Re: Top 2017
finisco di leggere dopo, ho finito i gigaPolimar72 ha scritto:Paul sarebbe un grande se non fosse per la sua maledetta sintesi...
Vacca boia Paul, condividiamo un sacco di dischi! Witherfall, Argus, Pallabearer, Below, Lunar Shadow, Pagan Altar... ottimo
Faccio notare come nessuno abbia inserito i Manilla Road
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Re: Top 2017
Faccio notare che nella mia Top ci sono...ennesimo grande disco To Kill A King..ci stiamo abituando troppo ad uno Shelton cosi in forma.Frank ha scritto:
Faccio notare come nessuno abbia inserito i Manilla Road
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Re: Top 2017
ok, è tanto che me lo dicono ed è giunta l'ora della visita dall'oculistaPolimar72 ha scritto:Faccio notare che nella mia Top ci sono...ennesimo grande disco To Kill A King..ci stiamo abituando troppo ad uno Shelton cosi in forma.Frank ha scritto:
Faccio notare come nessuno abbia inserito i Manilla Road
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Re: Top 2017
Questi sono piaciuti molto anche a me, peccato avere perso il converto di Igorrr a Milano…Coroner ha scritto: Igorrr - Savage Sinusoid
Elder - Reflections Of A Floating World
Fuoco Fatuo - Backwater
Album interessantissimo, anche se molto lungo e variegato…appena riesco approfondisco meglio, grazie per la segnalazione in ogni caso.AntonioC. ha scritto: 01. Obiymy Doschu – Son: un ponte ideale tra il sound malinconico di Anathema e katatonia e il folk neoclassico dell’est europeo. Capolavoro.
Io sono d’accordo con te invecePaul_Diamond ha scritto: ARGUS - FROM FIELDS OF FIRE
Mi sbilancio. Molti non saranno d'accordo, ma questo è il miglior disco degli Argus.
Semplicemente perché è un disco in cui tutto funziona alla perfezione e Anna Muprhy è una delle migliori nuove voci in circolazionePaul_Diamond ha scritto: LETHE - THE FIRST CORPSE ON THE MOON
La cosa che più mi sorprende dei Lethe è come diavolo facciano a piacermi.
Tra i loro album è probabilmente quello che mi piace meno (fatta eccezione per il primo), ma dal vivo sono formidabili e ne guadagnano anche I pezzi più recenti (From the Flame ad esempio, che sul disco mi aveva lasciato abbastanza perplesso)Paul_Diamond ha scritto: LEPROUS - MALINA
L'album dei Whiterfall invece proprio non mi ha detto nulla, e l'accostamento ai Control Denied mi ha procurato qualche brivido
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Re: Top 2017
grande Paul 
ti perdono nonostante le tante belle cose e le tante bestialità
bella listona, ma di tutti
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Siete quasi tutti dei deficienti 
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Re: Top 2017
Mi hai convinto ad ascoltarlo Antonè, il tuo entusiasmo era troppo per ignorarlo.Sairus ha scritto:Arcane Roots - Melancholia Hymns
Il disco più bello dell'anno... ma forse anche di più. Il resto non lo cito, è troppo distante
In effetti merita, lo ordino.
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Re: Top 2017
Sono con te, lo trovo noioso, inutilmente prolisso e per nulla trascinante. E adoro Control Denied.AnDagda ha scritto: L'album dei Whiterfall invece proprio non mi ha detto nulla, e l'accostamento ai Control Denied mi ha procurato qualche brivido
Ma d’altra parte ho i Keldian sul podio del mio 2017...
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Re: Top 2017
Paul_Diamond ha scritto: PALLBEARER - HEARTLESS
Ci sono dischi che ti entrano dentro.
Non sono tantissimi, ti colgono chinato e con le braghe calate in un determinato momento della tua vita e taac, sono dentro.
Ancora più raramente, però, ci sono dischi che sono già dentro di te, fin dal primissimo ascolto.
Tipo che premi play e, da quel momento in avanti, tutte le note che escono ti sembra di averle composte te che stai ascoltando, ti sembra di conoscerle già a memoria, ti sembra che sia roba tua.
Questo è uno di quei dischi.
Partono gli intrecci delle chitarre di I Saw The End e io so già tutto.
E quegli intrecci lì, di quelle chitarre lì, struggenti e bellissime, si ripetono per tutto il disco, vanno a creare delle strutture sontuose, la voce diventa quasi accessorio, accompagnamento, salvo ritagliarsi spazio per l'unico vero ritornello (stravincente) di tutto il disco in Cruel Road.
Amore al primo ascolto.