Da Geopoliticacenter:
Parliamo di clima ed energia. Molti politici vi stanno promettendo un mondo carbon free entro il 2050, anzi qualcuno rilancia al 2030. Viene da chiedersi se chi propone questi obiettivi si renda conto dei numeri che ci sono dietro. Qualcuno ha mai fatto veramente i conti? Cosa significa ridurre le emissioni a zero nel giro di 31 anni (teniamo l'ipotesi 2050). Qualcuno i conti li ha fatti, recentemente, e i risultati sono spettacolari a dir poco (link a fine articolo).
Il mondo attualmente consuma circa 12mila mtoe (million tons of oil equivalent ), pari a 33 miliardi di tonnellate di CO2. Da qui al 2050 mancano circa 11mila giorni, dunque il conto è presto fatto: per arrivare a zero emissioni, dobbiamo ridurre di poco più di 1 mtoe al giorno i nostri consumi. Lo studio è serio e infatti nella formula aggiunge anche l'aumento della richiesta di energia, nei prossimi anni. Tenendo conto anche di questo fattore arriviamo a 1.5 mtoe da ridurre ogni giorno per i prossimi 11mila giorni.
Veniamo al dunque. A quanto equivale 1mtoe? Lo studio prende in considerazione la centrale nucleare di Turkey point (edit: 2 reattori da 693MW ciascuno) in Florida che in un anno produce 1 mtoe. Dunque per ridurre di 1.5 mtoe al giorno, abbiamo bisogno di 3 centrali nucleari, del tipo Turkey point, ogni 2 giorni. Ripetiamolo, 3 nuove centrali nucleari ogni 2 giorni, per 31 anni di fila. Allora e solo allora, avremo raggiunto il fatidico obiettivo delle emissioni zero.
Non vi piacciono le centrali nucleari? Lo studio fa lo stesso conteggio con le pale eoliche. Considerando pale da 2.5MW, ne occorrono 1500 nuove, tutti i giorni, per 31 anni di fila.
Vogliamo anticipare, come ha fatto qualche politico, al 2030? Perfetto, in questo caso avrete bisogno di 4 nuove centrali nucleari al giorno, per 11 anni.
Quale messaggio raccogliamo da tutti questi numeri? Dal nostro punto di vista solo uno: le utopie sono bugie molto dolci da raccontare.
https://www.forbes.com/sites/rogerpielk ... ssion=true
In soldoni la matassa è troppo aggrovigliata per poterla sciogliere a breve ed efficacemente, senza contare poi tutte le problematiche legate direttamente al settore petrolifero (dal immenso giro d'affari che gli ruota attorno fino ai semplici lavoratori di quel settore, qualsiasi sia il loro livello).