La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Questa vuol essere una sezione creata per discutere e argomentare seriamente fatti, vicende, situazioni e ospitare spunti di riflessione.
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johnny blade
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da johnny blade »

A quanto pare hai ragione.
Ma nn é giusto.

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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da johnny blade »


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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Mordred »

:...:

e chi cazzo ci ritorna piú in Italia
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Graz »

capisco la crisi il bisogno di soldi..che ti pare
ma con 300 euro cazzo risolvi? a sto punto meglio davvero i pomodori le pulizie...ma chi se li incula
io già quando chiamo per qualcosa e mi rispondono serbi rumeni moldavi chiamo per disdire...
Siete quasi tutti dei deficienti :rip
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da johnny blade »

C'arrubano il lavoro
Baschda egshdragommunidari
Rauss!
http://www.lastampa.it/2017/06/28/itali ... agina.html



Ah no,ho sbagliato

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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Ravenheart »

Ma la magistratura di sto cazzo, dorme?
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Mordred »

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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Phantom »

Mordred ha scritto:Disoccupati per scelta


http://nuvola.corriere.it/2017/07/27/di ... -la-naspi/

:smashhead
Madonna, cronache che manco il minculpop di fascistissima memoria... ovviamente a parlare di disoccupati per scelta sono sempre i "padroni".
Chissà com'è che su sul corriere e fogli simili non si trovano mai articoli che parla di imprenditori "evasori per vocazione" per dirne una...
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da johnny blade »

Incredibile.
Ricordate che fino a pochi mesi fa dicevano che erano calati gli infortuni e i morti sul lavoro?
Ora sono due giorni che dicono invece che si è raggiunto i record di decessi (3 al giorno).

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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Mordred »

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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Mordred »

cosa ne pensate dello smart working? se aveste la possibilitá e se la vostra mansione lo permette lavorereste per sempre da casa?
io ci sto da marzo dell'anno scorso e firmerei col sangue per cambiarmi il contratto in remote working 100%, per me é stata una svolta clamorosa.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da diego »

Mordred ha scritto: 28 gennaio 2021 11:40 cosa ne pensate dello smart working? se aveste la possibilitá e se la vostra mansione lo permette lavorereste per sempre da casa?
io ci sto da marzo dell'anno scorso e firmerei col sangue per cambiarmi il contratto in remote working 100%, per me é stata una svolta clamorosa.
Adesso sto lavorando (da casa :asd:) e non riesco a esprimere compiutamente il mio pensiero.
Comunque, in estrema sintesi: mi ci trovo gran bene ma non so se ci resterei per sempre (o almeno al 100% del tempo).
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da STIV_V »

Io ho un problema serio di convivenza coi miei congiunti, i giorni in cui a casa ci siamo io, mia moglie e i miei due figli e tutti e quattro dobbiamo lavorare e studiare, non vivendo nel palazzo di versailles, diventa un cazzo di delirio.
Mio figlio piccolo è il peggior collega di lavoro che abbia mai avuto, non sta zitto e fermo un cazzo di nanosecondo. E poi di fatto non stacchi mai, casa lavoro pranzo pulire compiti casini aaaaahhhhhhhh
E poi il flauto, il cazzo di flauto dolce che fanno suonare alle medie io glie o ficcherei nel culo a chi minchia s'è pensato che fosse una buona idea far suonare il faluto ai regazzini
Paradossalmente quando vado in ufficio almeno mi posso fare la pausa pranzo in silenzio e da solo

Quando invece sono da solo, il discorso cambia.

Detto questo, io ho dei cantieri da seguire e posso farlo da casa fino a un certo punto (cioè non posso), ma de sevo progettare o scrivere documenti sarebbe l'ideale (ma dipende molto dal mio compagno di stanza)
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Mordred »

dipende sempre quanto tempo spendi per fare il pendolare, che tipo di gente lavora con te ed in minima parte con chi vivi in casa! sta tutta lí la questione. (@STIV_V mi hai anticipato!).
purtroppo in Irlanda le case fanno cacare al cazzo e non é facile trovare un posto decente ad un prezzo onesto, sennó me ne sarei andato giá in un monolocale e avrei organizzato la palestra dentro.
ecco, la libertá di fare il cazzo che ti pare, come la casa delle libertá di Guzzanti. Mi sveglio 10 minuti prima, accendo il laptop, vado a fare colazione. Una pacchia.
poi per me sarebbe ancora un ulteriore svolta perché me ne andrei a fanculo in un altro paese dove la vita costa meno e si campa meglio prendendo pero' il salario irlandese. e mi accollerei anche la doppia tassazione se questo é il prezzo da pagare.
ad ogni modo da quel paese me ne andró entro quest'anno perché non ce la faccio piú, ma questa é un'altra storia.
Ultima modifica di Mordred il 28 gennaio 2021 12:17, modificato 1 volta in totale.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Sairus »

Mordred ha scritto: 28 gennaio 2021 11:40 cosa ne pensate dello smart working? se aveste la possibilitá e se la vostra mansione lo permette lavorereste per sempre da casa?
io ci sto da marzo dell'anno scorso e firmerei col sangue per cambiarmi il contratto in remote working 100%, per me é stata una svolta clamorosa.
Dipende molto da quello che devo fare. Lavorare in università mi ha permesso di sperimentare molto lo smart working in tempi non sospetti, e trovo che sia fantastico per certe cose. Nel mio lavoro alterno momenti in cui devo chiudermi e fare le mie cose ad altri in cui ho bisogno di parlare con i colleghi, i clienti, etc. ed è molto meglio farlo "in tha face", almeno per me. Una giusta misura sarebbe di andare in ufficio un paio di volte a settimana in media. In ogni caso trovo che la necessità di dover impostare la questione su carta sia nefasta e controproducente. I vantaggi io li trovo proprio nella non imposizione di dover andare o non andare. Se serve vado, altrimenti no. Questo tipo di flessibilità mi fa guadagnare tantissimo in termini di produttività e stress.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Mordred »

a proposito di carta e regolamentazioni, il parlamento irlandese sta discutendo di una legge sullo smart working, metterlo proprio come diritto per il lavoratore (qualora potesse svolgere un lavoro da remoto) chiederlo al datore di lavoro.
poi fa molto cyberpunk la postilla right to disconnect eheh!
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Sairus »

Una cosa che mi sento di dire è che bisogna imparare a farlo bene, lo smart working. Il primo giorno non avevo idea di come gestirmi, ho iniziato a lavorare a caso, mettendo pause a caso e andando un pò a braccio, dopo pochi giorni mi ero completamente immerso nel lavoro e non staccavo mai. Per fortuna è successo anni fa e non ci ho rimesso granchè, oggi mi sarei rovinato. Piano piano ho capito come gestirmi. Ora sono molto preciso, quando inizio mi chiudo per bene, quando c'è da fare pausa la faccio, quando dovrei finire mi dò una regolata e smetto in un tempo ragionevole. Allo stesso modo, sebbene non mi vesto come se dovessi andare in ufficio, mi siedo sempre "a posto", dopo essermi alzato comunque presto ed aver fatto le mie cose, così sono bello sveglio e reattivo. Il tempo che risparmio non dovendo andare e tornare dall'ufficio lo sfrutto per fare cose, mai per allungarmi a letto fino all'ultimo secondo disponibile. Altrimenti sarebbe un dramma, diventerei una larva in tempo zero. Stessa cosa nelle comunicazioni di lavoro, per me avvengono sempre più o meno in orario d'ufficio. Se mi mandi un messaggio o una mail alle 9 di sera, stai tranquillo che ti rispondo la mattina dopo. In questo modo cerco di rimanere in equilibrio e salvare la mia integrità psicofisica.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da diego »

Sairus ha scritto: 28 gennaio 2021 12:17 Dipende molto da quello che devo fare. Lavorare in università mi ha permesso di sperimentare molto lo smart working in tempi non sospetti, e trovo che sia fantastico per certe cose. Nel mio lavoro alterno momenti in cui devo chiudermi e fare le mie cose ad altri in cui ho bisogno di parlare con i colleghi, i clienti, etc. ed è molto meglio farlo "in tha face", almeno per me. Una giusta misura sarebbe di andare in ufficio un paio di volte a settimana in media. In ogni caso trovo che la necessità di dover impostare la questione su carta sia nefasta e controproducente. I vantaggi io li trovo proprio nella non imposizione di dover andare o non andare. Se serve vado, altrimenti no. Questo tipo di flessibilità mi fa guadagnare tantissimo in termini di produttività e stress.
Ecco, più o meno condivido questa visione (a parte lo sw in tempi non sospetti, la mia azienda ha iniziato ad attivarlo in modo strutturato dall'inizio dell'emergenza).
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da AntonioC. »

Assolutamente no.
Zero ticket mensa e zero straordinari, quindi con un danno economico non indifferente.
Rottura dei coglioni a qualsiasi ora del giorno e della sera, perchè chi sta in smart working ha orari....da smart working, che non sempre coincidono con quelli d'ufficio.
Senso di straniamento a stare a casa, che si potrebbe risolvere con un sistema a regime, ma il lockdown mi ha fatto capire che alternato con l'ufficio potrebbe forse funzionare, ma impensabile sempre da casa.
fermo restando che se mi danno ticket e straordinari se ne può riparlare zzz
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Nihilist »

Ho lavorato da casa nei giorni di lockdown vero, cioè quelli di marzo e aprile. Non so se lo rifarei, perché lavoravo 12 ore al giorno minimo, ma complice c'era anche il fatto che lavoravo di più per staccare dal mondo esterno covid.
Preferisco lavorare in ufficio. Ho i miei colleghi con cui ho un ottimo rapporto, scambio due parole, ecc. A casa per il momento grande casino non ne ho ma già se la mia compagna volesse guardare la tv, non stando neanche io nella reggia di Caserta, mi creerebbe problemi.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Mordred »

pero' a me, datore di lavoro, quanto mi conviene tenere aperta baracca e burattini? io che pago un affitto e le bollette per un ufficio che tengo vuoto?
perché bello l'armadio bella a' bouisserie (cit.) ma se il datore di lavoro non dá il via libera hai voglia a parlare di diritti e doveri.
da me soltanto ora dopo quasi un anno di smart working stanno iniziando a dirsi "ehi, ma non ci conviene tenere un ufficio aperto vuoto e/o per 10 persone!" e soltanto dopo un anno e quasi sicuramente un altro anno di smart working all'orizzonte si sono decisi a regolamentare la situazione. quindi a meno che non lavoriate in uffici piccoli lo smart working "spezzato" non si puo' fare: o 100% o 0%
cmq sarebbe bello non perdere la partita nell'ambito diritti dei lavoratori anche nello smart working, peché é innegabile che se fatto bene l'equilibrio life-working ne giova.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da johnny blade »

A "me" i ticket li danno anche in sw.
Cmq ha i suoi pregi e difetti.
Tipo che se uno è un single, rischia la depressione.

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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Ennio »

La mia situazione durante lo smart working è stata quasi identica a quella di @STIV_V v (soprattutto per il problema "flauto dolce").
Anche io ho cantieri da seguire, quindi il tipo di attività che svolgo non può essere effettuata da remoto per sua stessa natura e definizione.
Nel primo lockdown sono stato parecchio a casa e una cosa è certa: ho lavorato a qualsiasi ora. E' un meccanismo sottile e pericoloso, che le aziende a volte sfruttano in maniera subdola.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da diego »

Io sinceramente no, stacco quando staccherei in ufficio e idem per la pausa pranzo piuttosto che per le pause caffè e sigaretta a metà mattina e metà pomeriggio.
Senza voler esprimere (pre)giudizi perchè ovviamente ognuno ha il suo mondo (lavorativo e personale), ma il tema della gestione a casa degli orari credo sia un falso problema, se ci si organizza; in fondo sta a noi: che reali motivi ci sono per lavorare a casa più ore che in ufficio?
Non entro nel merito di altre questioni (figli, mogli, appartamenti piccoli) perchè non avendo prole ma solo la mia compagna (con cui a volte ci incrociamo nel lavorare a casa ma senza darci fastidio l'un l'altra perchè ci mettiamo in due stanze separate) non soffro di queste dinamiche.
Dal punto di vista economico non mi è cambiato nulla, nè nei meccanismi premiali nè nella corresponsione dei buoni pasto (vengono riconosciuti per giornata lavorata a prescindere dal dove), anzi ci ho guadagnato perchè ovviamente ora tutti i ticket che non uso per pranzare fuori li spendo al supermercato.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Aragorn_V »

Non lavoro in smartworking, ma da mesi provo sulla mia pelle l'inefficienza di quanti invece lo fanno

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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da diego »

Aragorn_V ha scritto: 28 gennaio 2021 13:53 Non lavoro in smartworking, ma da mesi provo sulla mia pelle l'inefficienza di quanti invece lo fanno

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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Ennio »

diego ha scritto: 28 gennaio 2021 13:51 Io sinceramente no, stacco quando staccherei in ufficio e idem per la pausa pranzo piuttosto che per le pause caffè e sigaretta a metà mattina e metà pomeriggio.
é ovvio che in teoria dovrebbe essere così e fai benissimo.
Tuttavia, il fatto di "essere a casa" crea un equivoco, non saprei come definirlo altrimenti.
Il capo pensa che sei a casa e che stai cazzeggiando, ergo si permette di chiederti qualcosa in più (che sia in quantità o in orario più largo o semplicemente nel sentirsi autorizzato a sfarcanarti le palle a qualsiasi ora...tanto sei a casa, no?).
Io, che un po' ammalato ci sono, non stacco o magari riattacco anche ad orari assurdi perché sto pensando e ripensando a come risolvere questo o quell'altro problema. Insomma, quello che sarebbe stato un rimuginare a casa si trasforma in lavoro vero e proprio (e io sono il tipo che si imbarazza a segnarlo come "straordinario").
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Ennio »

diego ha scritto: 28 gennaio 2021 14:13
Aragorn_V ha scritto: 28 gennaio 2021 13:53 Non lavoro in smartworking, ma da mesi provo sulla mia pelle l'inefficienza di quanti invece lo fanno

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Magari sono persone con una scarsa etica del lavoro, che approfittano di una situazione.
ho lo stesso problema di Aragorn. Alcuni colleghi si sono smaterializzati.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da diego »

Ennio ha scritto: 28 gennaio 2021 14:21
ho lo stesso problema di Aragorn. Alcuni colleghi si sono smaterializzati.
Ma immagino, anche io so ad esempio di colleghi/e beccati/e a farsi i cazzi propri in giro, ma la "colpa" è di questi colleghi e/o dei loro coordinatori che evidentemente non vigilano o non responsabilizzano, non certo dello smart working che, in quanto strumento, di per sé è neutro e l'accezione che acquisisce (positiva o negativa) dipende da come lo si interpreta, da come lo si usa e da altri fattori esterni.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Jem7 »

La mia è una situazione un po' diversa, lavoro da casa da quasi 5 anni ormai, ma in quanto freelance non ho alternative. Anche a me manca l'ufficio come luogo di ritrovo, il contatto con altra gente e il fatto che posso realmente dividere le modalità casa-lavoro: alla fine, lavorando praticamente a cottimo, più lavoro più guadagno, quindi a volte lavoro anche di notte, quando tutti dormono e son più tranquillo. Poi magari il giorno mi faccio i cazzi miei e vado a giro, però non c'è mai una distinzione netta tra le due situazioni.
Indubbiamente, ora che ho lo studio per lavorare, è meglio di quando vivevo in un bilocale con compagna e neonato. Però quando da lontano senti gridare "Papààààààààà!?!" che fai, non vuoi andare a vedere cosa c'è? :D

Benefit beh, odio fare il pendolare quindi casa top, odio dovermi vestire diverso tutti i giorni per andare al lavoro (quindi casa top) e sono più flessibile con quel che faccio, mi basta di rispettare le consegne. Di contro, se mi prendo una settimana di vacanza, sono 7 giorni di spesa per la vacanza più 7 giorni di mancato guadagno. Praticamente ogni viaggio/vacanza a me costa il doppio o quasi.
Toglietemi tutto, ma non il mio :asd:

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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da diego »

Jem7 ha scritto: 28 gennaio 2021 15:07 Di contro, se mi prendo una settimana di vacanza, sono 7 giorni di spesa per la vacanza più 7 giorni di mancato guadagno. Praticamente ogni viaggio/vacanza a me costa il doppio o quasi.
E ma ovviamente questo dipende dal fatto che sei un autonomo, non dal lavorare da casa.
Dovresti costituire un'impresa e auto-assumerti :sisi:
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da AntonioC. »

diego ha scritto: 28 gennaio 2021 14:58
Ennio ha scritto: 28 gennaio 2021 14:21
ho lo stesso problema di Aragorn. Alcuni colleghi si sono smaterializzati.
Ma immagino, anche io so ad esempio di colleghi/e beccati/e a farsi i cazzi propri in giro, ma la "colpa" è di questi colleghi e/o dei loro coordinatori che evidentemente non vigilano o non responsabilizzano, non certo dello smart working che, in quanto strumento, di per sé è neutro e l'accezione che acquisisce (positiva o negativa) dipende da come lo si interpreta, da come lo si usa e da altri fattori esterni.
Senza andarmi a riguardare la normativa, ma lo smart working dovrebbe essere svincolato dall'orario di lavoro ma modellato su obiettivi, per cui teoricamente si potrebbe andare a fare i cacchi propri in giro, purchè si raggiunga quell'obiettivo prefissato.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da STIV_V »

A me invece fare il pendolare non solo non pesa ma oserei dire che mi piace, ho un ora Ada andare e una a tornare, quando la facevo in treno erano due ore solo per me, per leggere, ascoltare musica, dormire, scrivere eccetera ed è tutto tempo che stando a casa non ho, o meglio, c'è l'ho ma viene fagocitato dal senso del dovere e dalle cose da fare che sono sempre millemila. Ora vado in macchina ed è un ottima pausa per ascoltare musica con calma. Infatti volevo aprire un thread "che disco ascolto stasera tornando a casa?"

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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

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Al momento mi basterebbe il working, smart o non che sia.

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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Mordred »

Ennio ha scritto: 28 gennaio 2021 14:20
diego ha scritto: 28 gennaio 2021 13:51 Io sinceramente no, stacco quando staccherei in ufficio e idem per la pausa pranzo piuttosto che per le pause caffè e sigaretta a metà mattina e metà pomeriggio.
é ovvio che in teoria dovrebbe essere così e fai benissimo.
Tuttavia, il fatto di "essere a casa" crea un equivoco, non saprei come definirlo altrimenti.
Il capo pensa che sei a casa e che stai cazzeggiando, ergo si permette di chiederti qualcosa in più
ma questa cosa, per dirla alla Stanis La Rochelle, é molto italiana.
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Sairus
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Sairus »

Mordred ha scritto: 28 gennaio 2021 12:42 pero' a me, datore di lavoro, quanto mi conviene tenere aperta baracca e burattini? io che pago un affitto e le bollette per un ufficio che tengo vuoto?
perché bello l'armadio bella a' bouisserie (cit.) ma se il datore di lavoro non dá il via libera hai voglia a parlare di diritti e doveri.
da me soltanto ora dopo quasi un anno di smart working stanno iniziando a dirsi "ehi, ma non ci conviene tenere un ufficio aperto vuoto e/o per 10 persone!" e soltanto dopo un anno e quasi sicuramente un altro anno di smart working all'orizzonte si sono decisi a regolamentare la situazione. quindi a meno che non lavoriate in uffici piccoli lo smart working "spezzato" non si puo' fare: o 100% o 0%
cmq sarebbe bello non perdere la partita nell'ambito diritti dei lavoratori anche nello smart working, peché é innegabile che se fatto bene l'equilibrio life-working ne giova.
Da noi stanno pensando (era ora) di prendere un ufficio più piccolo con postazioni attrezzate ma non assegnate. Se in prospettiva hai metà o un terzo della gente in ufficio, tanto vale dimensionare le stanze su quello standard lì.

Il discorso della convenienza ha senso come prospettiva ma non come stato attuale secondo me, nel senso che fino a ieri pagavi le stesse persone per fare lo stesso lavoro e ci facevi anche rientrare il costo degli uffici, se oggi vuoi fare a meno dei tuoi spazi non è perchè non ci rientri (non ci saresti rientrato nemmeno prima) ma per avere meno spese in prospettiva. E ti dirò di più, sono soldi che sfrutterei per fare contenti i miei dipendenti, con postazioni superfighe, un bonus per aumentare il livello tecnologico a casa e smart-workare meglio, o semplicemente alzare gli stipendi.

Il fatto che il capo pensi che tu sia a casa a cazzeggiare vuol dire che anche lui cazzeggia, altrimenti non ha senso. Che poi anche se sei in ufficio e vuoi cazzeggiare non è che ci sia modo per fermarti.

Che alcuni se ne approfittino è un problema del datore di lavoro, ma anche una sua scelta. Alla fine è lui che ti assume, se non vuole dei fancazzisti che si regoli.

Gli ultimi due punti li riassumo con: se ti scegli il lavoro che ti piace, ti fai assumere dall'azienda giusta e il tuo datore di lavoro ti paga bene ed ha fiducia in te, non hai bisogno di sotterfugi nè lui di fare strane richieste, inoltre l'orario lavorativo diventa un dettaglio, l'importante è rispettare le scadenze, poi ognuno le gestisce come meglio crede.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da STIV_V »

da ex libero professionista non posso che appoggiarti, Sairus.
da ex libero profesisonista che adesso lavora in una situazione pseudopubblica, non posso che constatare che si tratti di una chimera

ah chi dice che i lavoratori pubblici non fanno un cazzo ha ragione
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diego
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da diego »

AntonioC. ha scritto: 28 gennaio 2021 15:12 Senza andarmi a riguardare la normativa, ma lo smart working dovrebbe essere svincolato dall'orario di lavoro ma modellato su obiettivi, per cui teoricamente si potrebbe andare a fare i cacchi propri in giro, purchè si raggiunga quell'obiettivo prefissato.
A grandi linee potrebbe / dovrebbe essere così, ma se lavori in un'azienda (faccio il mio caso) in cui l'orario normale è dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, in cui ci sono comunque molti colleghi (in sede e nelle unità periferiche) che, magari a rotazione, operano in presenza e rispettano quegli orari, se per di più quegli orari sono funzionali alla gestione dei rapporti con la clientela, e se comunque consideri che lo smart working è una modalità di gestione della prestazione ma di base tu rimani un lavoratore subordinato che, in quanto tale, mette il suo tempo a disposizione del datore di lavoro (altrimenti parleremmo di lavoro autonomo), diciamo che approfittare dello smart working per andare a fare la spesa alle 11 di mattina è quanto meno incauto.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Fenix »

Lo smart working per me sarebbe la morte, fortunatamente non ho mai avuto la necessità di doverlo fare ma l'idea di dover star tappato in casa, in una situazione tipo quella di Stiv (mi ci rivedo molto in quello che hai scritto) ma non solo, mi farebbe impazzire. Già lavorando in famiglia la reperibilità è per forza di cose garantita 24/7, ci mancherebbe pure non buttar fuori il naso da casa.

Ho idea che nel prossimo molte aziende opteranno sempre più per questa soluzione, covid o non covid, che permette di risparmiare parecchio sui costi di affitto e di gestione (luce, gas, ecc.) con buona pace di tutto l'enorme indotto che verrà meno (sarà un gran bel problema).
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...

Messaggio da Mordred »

Fenix ha scritto: 28 gennaio 2021 16:44
Ho idea che nel prossimo molte aziende opteranno sempre più per questa soluzione, covid o non covid, che permette di risparmiare parecchio sui costi di affitto e di gestione (luce, gas, ecc.) con buona pace di tutto l'enorme indotto che verrà meno (sarà un gran bel problema).
questo é un altro grande punto di discussione che io e alcuni miei amici ristoratori, baristi, proprietari di negozi abbiamo affrontato. ovviamente spiace che qualche categoria se lo prenderá nel culo pero' io dico, col massimo rispetto per chi é dentro, se non volevi considerare il rischio d'impresa allora perdonami andavi a lavorare alle poste. si puo' benissimo rimettersi in gioco con soluzioni diverse. ovviamente parlo di quegli esercizi diciamo onesti, perché se si lamenta il bar che non puo' piú mettere i tramezzini mosci del giorno prima a 7 euro l'uno, allora lo rido in faccia io in smart working su skype.
é esattamente lo stesso identico discorso che facevano le videoteche quando iniziava a farsi largo la banda larga (gioco di parole).
purtroppo a volte il progresso fa anche questo.
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