Quello che riscontro spesso (per non dire sempre) in casi come questi, e che ritrovo anche in questa discussione, è la differente impostazione da cui partono i due schieramenti; provo a spiegarmi.
Posto che non conosco così intimamente gli altri utenti, ma fingendo per un attimo che siamo tutti spettatori non direttamente interessati dal tema (tradotto in parole povere: siamo tutti eterosessuali e ci sentiamo perfettamente definiti nella nostra identità di genere), chi adotta posizioni """progressiste""" lo fa in un'ottica tendenzialmente altruistica (l'essere a favore di determinati diritti non riguarda un interesse di cui si è portatori diretti ma guarda ad altre persone che eventualmente ne beneficeranno) mentre chi adotta posizioni """conservatrici""" lo fa sulla base di parametri egoistici (questa cosa non rispecchia i miei valori / non rispetta il mio credo religioso, a me darebbe fastidio se mio figlio ecc. ecc., voglio essere libero di dire frocio, l'unica vera famiglia è quella voluta da madre natura / Dio, ecc. ecc.).
Attenzione, non c'è connotazione di merito nell'uso dei termini altruistico ed egoistico, è un mero dato di fatto che traggo dal tenore, dai contenuti e dalle motivazioni degli interventi.
So che mi sono espresso male, tagliando molti concetti con l'accetta e che comunque dopo questa mia profondissima riflessione non cambierà un cazzo, però ci tenevo a rilevarlo
