Dopo la sua collaborazione con Yngwie Malmsteen per l'album "Steeler", a nome dell'omonima band, il cantante Ron Keel parte già con i favori del pronostico: il quarto album della sua band, intitolato semplicemente "𝗞𝗲𝗲𝗹", si avvale della produzione di Michael Wagener, storico demiurgo del celeberrimo Dokken-sound: tagliente come una lama, avvolgente come il velluto...
Ce ne parla il nostro Alessandro Ariatti per la 97esima puntata della rubrica 𝗗𝗲𝗷𝗮-𝗩𝘂!
Siete quasi tutti dei deficienti
"Non può essere UNO del Mozambico a decidere" (cit.) "guarda che bisogna che mi rispondi meglio perchè sennò lo scooter te lo infilo su per il culo" powered by Erotic
Un buon album, senza gridare al miracolo, che mi ha accompagnato nella mia adolescenza ed a cui sono molto legato. Copertina semplicissima ma indimenticabile
Siete quasi tutti dei deficienti
"Non può essere UNO del Mozambico a decidere" (cit.) "guarda che bisogna che mi rispondi meglio perchè sennò lo scooter te lo infilo su per il culo" powered by Erotic
Io ho comprato a fine anni '80, il loro primo album, principalmente per la copertina
Tra l'altro super scontato, l'ho trovato un buon album di hard rock, molto energico e metallico.
A metà anni '90 stavo per venderlo, per fortuna non l'ho mai fatto.
Misha Calvin si trasferisce dalla terra natale a Londra verso la metà degli anni 80, per coltivare il sogno. Il suo talento alla sei corde è così limpido e cristallino da attenzionare addirittura l'ex voce dei Black Sabbath Tony Martin, che nel 1993 decide di accettare l'offerta di partecipare al disco d'esordio dell'asso slavo, oltre al secondo singer Ian Parry che ritroveremo un paio d'anni dopo negli Elegy.
"𝗘𝘃𝗼𝗹𝘂𝘁𝗶𝗼𝗻" nasce per essere relegato ad un pubblico di appassionati nostalgici: poco importa, a distanza di trent'anni, viene giustamente ricordato come un gioiello di valore incontestabile.
Ce ne parla il nostro Alessandro Ariatti nella 98esima puntata della rubrica 𝗗𝗲𝗷𝗮-𝗩𝘂!
Siete quasi tutti dei deficienti
"Non può essere UNO del Mozambico a decidere" (cit.) "guarda che bisogna che mi rispondi meglio perchè sennò lo scooter te lo infilo su per il culo" powered by Erotic
Al di là della incontestabile grandezza conquistata con i MERCYFUL FATE, a King Diamond va sicuramente riconosciuto il merito di aver inserito in pianta stabile l'abusato sostantivo "concept" anche nel mondo del metal: nel 1988 esce "𝗧𝗵𝗲𝗺", tipica storia da casa maledetta stile B movies, in cui il protagonista è un tenero bambino dall'ascia facile, a sua volta vittima di una nonnina inchiodata sulla sedia a rotelle...
Ce ne parla il nostro Alessandro Ariatti nella 99esima puntata della sua rubrica 𝗗𝗲𝗷𝗮-𝗩𝘂!
Siete quasi tutti dei deficienti
"Non può essere UNO del Mozambico a decidere" (cit.) "guarda che bisogna che mi rispondi meglio perchè sennò lo scooter te lo infilo su per il culo" powered by Erotic
Con King Diamond sicuramente
Oddio: non è che ricordo tutto.
L'impatto teatrale del palco sì
Dei death ss ricordo solo (ma manco bene) una con le tette di fuori.
Eh già.
Era febbraio 90 e conspiracy era uscito qualche mese prima.
Ma era la prima volta in Italia?
Convinto fosse il tour di them, forse perché è l'ultimo suo che ho comprato.
johnny blade ha scritto: ↑9 febbraio 2023 14:12
Eh già.
Era febbraio 90 e conspiracy era uscito qualche mese prima.
Ma era la prima volta in Italia?
Convinto fosse il tour di them, forse perché è l'ultimo suo che ho comprato.
Ennio ha scritto: ↑9 febbraio 2023 15:38
Già commentato sul sito (ottima recensione che condivido in pieno).
Grande musica, grande atmosfera, grande King Diamond!
Sembra ieri invece sono passate tante settimane, tanto che l'appuntamento fisso del mercoledì con 𝗗𝗘𝗝𝗔-𝗩𝗨, la rubrica curata dal nostro Alessandro Ariatti, giunge alla 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗼 𝟭𝟬𝟬!
Per festeggiare, torniamo nel 1987: reduci da uno straordinario "poker", che ben pochi gruppi possono vantare all'interno della propria discografia, i 𝗠𝗮𝗻𝗼𝘄𝗮𝗿 arrivano al quinto appuntamento da studio con tutti i favori del pronostico. Una grande etichetta, nessun limite al budget produttivo ed un nome che è diventato sinonimo di heavy metal senza compromessi: è l'anno del loro quinto album "𝗙𝗶𝗴𝗵𝘁𝗶𝗻𝗴 𝘁𝗵𝗲 𝗪𝗼𝗿𝗹𝗱".
Siete quasi tutti dei deficienti
"Non può essere UNO del Mozambico a decidere" (cit.) "guarda che bisogna che mi rispondi meglio perchè sennò lo scooter te lo infilo su per il culo" powered by Erotic
Se t’inchini e t’accorgi di avè quattro palle è troppo tardi: il nemico ti è salito sopra. Se il nemico te l’ha messo in culo non t’agità, faresti il suo gioco...
Ho cominciato abbastanza tardi ad apprezzare i Manowar, mi ero lasciato un po' influenzare dai commenti di alcuni miei compagni di scuola che me li avevano sconsigliati e non mi piaceva l'immagine di loro che mi arrivava dagli articoli e dalle interviste nelle riviste. Grande errore, lo so, ma ero giovane. Ad un certo punto una mia amica mi ha fatto una cassetta con i migliori brani del gruppo e ad un certo punto cominciò Carry On. È stato amore a primo ascolto. Il primo disco che comprai fu proprio Fighting the World e lo trovai per certi aspetti esaltante, mi è piaciuto molto fin da subito. Poi, nel tempo, mi sono procurato anche quelli precedenti e i successivi. Sono concorde nel dire che i primi sei dischi di DeMaio e soci si ergano su quelli usciti più tardi, anche se tendo a salvare alcune cose dai dischi successivi, almeno fino a Warriors of the World. Grazie, Alessandro, per questa bella recensione e per aver messo anche il link a Carry On alla fine!
Zitti, zitti, il silenzio è d'oro....
Alla fine il problema è uno solo, quando si parla di Musica: ce n'è così tanta di bella da ascoltare e così poco tempo per farlo...
None ha scritto: ↑15 febbraio 2023 20:48
Ecco, quando barcolli sulle note delle giapponesine rimetti su Hail To England e ascoltalo in questa posizione
Ma è stato un momento di debolezza...
Zitti, zitti, il silenzio è d'oro....
Alla fine il problema è uno solo, quando si parla di Musica: ce n'è così tanta di bella da ascoltare e così poco tempo per farlo...
Cattivo_soggetto ha scritto: ↑15 febbraio 2023 20:06
Ho cominciato abbastanza tardi ad apprezzare i Manowar, mi ero lasciato un po' influenzare dai commenti di alcuni miei compagni di scuola che me li avevano sconsigliati e non mi piaceva l'immagine di loro che mi arrivava dagli articoli e dalle interviste nelle riviste. Grande errore, lo so, ma ero giovane. Ad un certo punto una mia amica mi ha fatto una cassetta con i migliori brani del gruppo e ad un certo punto cominciò Carry On. È stato amore a primo ascolto. Il primo disco che comprai fu proprio Fighting the World e lo trovai per certi aspetti esaltante, mi è piaciuto molto fin da subito. Poi, nel tempo, mi sono procurato anche quelli precedenti e i successivi. Sono concorde nel dire che i primi sei dischi di DeMaio e soci si ergano su quelli usciti più tardi, anche se tendo a salvare alcune cose dai dischi successivi, almeno fino a Warriors of the World. Grazie, Alessandro, per questa bella recensione e per aver messo anche il link a Carry On alla fine!
Ancora oggi quando parte Defender mi vengono i brividi.
Se t’inchini e t’accorgi di avè quattro palle è troppo tardi: il nemico ti è salito sopra. Se il nemico te l’ha messo in culo non t’agità, faresti il suo gioco...
Cattivo_soggetto ha scritto: ↑15 febbraio 2023 20:06
mi ero lasciato un po' influenzare dai commenti di alcuni miei compagni di scuola che me li avevano sconsigliati e non mi piaceva l'immagine di loro che mi arrivava dagli articoli e dalle interviste nelle riviste. Grande errore, lo so, ma ero giovane.
Cattivo_soggetto ha scritto: ↑15 febbraio 2023 20:06
mi ero lasciato un po' influenzare dai commenti di alcuni miei compagni di scuola che me li avevano sconsigliati e non mi piaceva l'immagine di loro che mi arrivava dagli articoli e dalle interviste nelle riviste. Grande errore, lo so, ma ero giovane.
Sembra quasi un ossimoro
Uhm, dici?
Zitti, zitti, il silenzio è d'oro....
Alla fine il problema è uno solo, quando si parla di Musica: ce n'è così tanta di bella da ascoltare e così poco tempo per farlo...
Sembra ma non lo è perché è solo una mia considerazione personale che l'immagine estetica che hanno sempre dato, possa fare o aver fatto (meglio va, oramai..) presa facilmente sui giovanissimi.
Queste figure epiche, come Conan...il fantasy...
Ricordo a scuola quando giravano in classe le riviste di tutti i tipi tra cui HM e MS.
Ricordo un palestrato che si esaltó nel vedere la loro immagine (anche a me ha fatto sempre cacare il fisico palestrato, poi la loro musica è stata ben altra cosa ovviamente).
il disco con cui ho conosciuto i manowar, per me a parte violence and bloodshed ed in parte blow your speaker (ma che ogni 3 ascolti uno in cui mi aggrada c'è) è un grandissimo disco!
La playlist del forum su spotify, sempre aggiornata, seguitela!!!!
@johnny blade ho capito. No, non intendevo quello. Certo, mi facevano un po' ridere per il fatto che mostrassero il loro fisico indossando solo mutandoni di cuoio, ma è una questione superficiale. Non mi piaceva l'immagine maschilista e un tantino reazionaria che ne risultava dalle loro dichiarazioni. Mi sono spiegato male.
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Alla fine il problema è uno solo, quando si parla di Musica: ce n'è così tanta di bella da ascoltare e così poco tempo per farlo...
Ah ok.
Beh, vero ma loro sono così "pacchiani" che si riesce a farseli scivolare via quasi facilmente. Come un fumetto. Non li ho mai considerati seriamente al di fuori della loro musica. I loro testi, come per tante altre band, per me sono stati delle cagate atomiche
Ma alla fine fortuna loro eh
johnny blade ha scritto: ↑16 febbraio 2023 18:51
Ah ok.
Beh, vero ma loro sono così "pacchiani" che si riesce a farseli scivolare via quasi facilmente. Come un fumetto. Non li ho mai considerati seriamente al di fuori della loro musica. I loro testi, come per tante altre band, per me sono stati delle cagate atomiche
Ma alla fine fortuna loro eh
Zitti, zitti, il silenzio è d'oro....
Alla fine il problema è uno solo, quando si parla di Musica: ce n'è così tanta di bella da ascoltare e così poco tempo per farlo...