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Inviato: 28 aprile 2008 13:28
da Woland
Erotic.Nightmares ha scritto:
Dura verità. Non voleva dartela. E oltre a non dartela, ti ha preso per il culo. Dai, succede. A me no, ma succede.
Andare in bianco con un troione è dura...
Inviato: 28 aprile 2008 13:31
da Erotic.Nightmares
Woland ha scritto:
Andare in bianco con un troione è dura...
Mah, chiedi a Grancazzo. Sembra che lui su queste cose abbia una certa esperienza.
Inviato: 28 aprile 2008 13:35
da Satanika
A Livorno ir peggio portuale sòna il violino co' piedi.
Inviato: 28 aprile 2008 13:40
da Woland
"Su moenti sardu du coddasa una borta scetti"
Parafrasi:
all'asino sardo gliela si mette in culo una sola volta.
Inviato: 28 aprile 2008 13:42
da Coroner
Da de drè la me tenta, da davanti la me spaventa
da dietro mi tenta, da davnti mi spaventa
tipico commento sulle ragazze dal bel culo ma dalla faccia orribile
Inviato: 28 aprile 2008 14:06
da sbranf
Vedere la mia firma:
FIMMINA CHI MOVI L'ANCA, O E' BUTTANA O PICCA CI MANCA
Letterale: donna che muove l'anca, o è puttana o poco ci manca.
Parafrasi: una donna che ancheggia molto nel camminare, con molta probabilità, è una donna di facili costumi.
ASSI E MUTANNI UN SI CALANO MAI
Letterale: assi e mutande non si calano mai.
Parafrasi: come nel gioco della briscola gli assi sono i punti più forti e non si giocano con leggerezza, bisognerebbe essere altresì accorti nell'andare a letto (abbassare le mutande, quindi) con qualcuna, che, se malintenzionata, può riservare amare sorprese.
Potrei andare avanti all'infinito, la Sicilia è terra di infiniti proverbi....
Inviato: 28 aprile 2008 14:10
da sbranf
MEGGHIU SURARI CHI TUSSIRI
Letterale: meglio sudare che tossire.
Parafrasi: non l'ho mai capito benissimo, ma credo intenda che è meglio faticare per ottenere qualcosa, che poi, non avendolo, lamentarsi (il tossire come esternazione di malessere).
Nota: ovviamente, tutti i miei proverbi vengono dalla West Coast, essendo io di Marsala. Nelle varie parti della Sicilia, i proverbi e gli stessi dialetti sono diversissimi.
Inviato: 28 aprile 2008 14:12
da sbranf
MANCIA, FUTTI E FUTTITINNI
Letterale: mangia, scopa e fregatene.
Parafrasi: me lo ripeteva sempre mio nonno (:cornine: ), di cui porto indegnamente il nome. Lo sento dire da quando ero un lattante, praticamente è diventato la mia Regola di vita! Il senso è facilmente spiegato: pensa a mangiare, a scopare, e del resto non fartene tanto un cruccio, tanto le cose vanno come devono andare! Con il lavoro che faccio, ho trovato l'equivalente nell'inglese
Take it easy (più americano che inglese), che ha più o meno lo stesso campo semantico.

Inviato: 28 aprile 2008 14:17
da Mordred
Erotic.Nightmares ha scritto:
Dura verità. Non voleva dartela. E oltre a non dartela, ti ha preso per il culo. Dai, succede. A me no, ma succede.
ma non è vero che ci avevo provato!! Ero felicemente fidanzato.
Inviato: 28 aprile 2008 14:20
da Erotic.Nightmares
Mordred ha scritto:
ma non è vero che ci avevo provato!! Ero felicemente fidanzato.
Cazzo c'entra......

Inviato: 28 aprile 2008 14:26
da Sybelius
Romagnolo:
"Pitost che nint le mej pitost"
traduzione:
Piuttosto che niente è meglio piuttosto
questo simpatico detto popolare è un sinonimo dell'altrettanto simpatico ma veritiero "chi si accontenta gode"
Ciao!!!
Inviato: 28 aprile 2008 14:31
da Coroner
Fidete de la volp e anca del tas, ma no sta fidarte de le done dal cul bas
fidati della volpe e anche del tasso, ma non fidarti delle donne dal culo basso
mai fidarsi delle donne
Inviato: 28 aprile 2008 15:04
da Mordred
Erotic.Nightmares ha scritto:
Cazzo c'entra......
vabbè che ero fidanzato effettivamente...ma è vero che no ci avevo provato giuro
sono troppo orgoglioso per dire che ho acchiappato un palo (tra l'atlro mai avuti

)
Inviato: 28 aprile 2008 19:35
da the gipsy
L'orghen de Bagg me l'ha rubato Black Morgoth e per questo sarà punito duramente.
Romagnolo maccheronicissimo:
Bej o brott ghe de ciavai tott
(Gli orefizi femminili) belli o brutti bisogna penatrarli tutti.
Veneto maccheronicissimo:
Russa de cavei, golosa de usei
Generalmente le donne dalla capigliatura rosseggiante sono assai golose di fave.
Se volete ne ho uno anche in ungherese:
Mer a lò nem daras es a krumpli nem tojàs.
Letterale: perchè il cavallo non è la rondine e le patate non sono uova.
In pratica è uguale a perchè due non fa tre.
Stasera ne chiedo qualcun altro a mia madre, al momento non me li ricordo ma ce ne sono di letali.
Inviato: 28 aprile 2008 19:51
da Sitting Bull
Su fortuna e sfortuna:
"Ci nassi fortunà el pol pisar en let e dir che l'ha sudà.
Ci nassi desfortunà ghe fioca sul cul anca da sentà."
Trad:
"Chi nasce fortunanto può pisciarsi a letto e dire che ha sudato.
A chi nasce sfortunato nevica sul culo anche da seduto."
Sul tempo:
"Tenp cul e siori i fa quel che i vol lori"
Trad:
"Tempo, culo e signori (ricchi) fan quello che vogliono."
"Quando el Baldo el ga el capél, o che fa brut o che fa bél"
Trad:
"Quando il Baldo ha il cappello o fa brutto o fa bello" (questo mi fa spaccare perchè non vuol dire un cazzo)
Salute:
"Tromba de cul, sanità de corpo."
Trad:
"Tromba di culo, sanità di corpo."
Inviato: 28 aprile 2008 22:43
da GAMMAgAY
belli!
gipsy. posta quelli in ungherese cazzo

Inviato: 28 aprile 2008 22:49
da Coroner
quella del Baldo c'è anche dalle mie parti, solo con la Paganella
aggiungo
'Na pisada senza en pet l'è come en violin senza l'archet
Una pisciata senza un peto è come un violino senza l'archetto
Inviato: 28 aprile 2008 23:42
da GAMMAgAY
Coroner ha scritto:
quella del Baldo c'è anche dalle mie parti, solo con la Paganella
aggiungo
'Na pisada senza en pet l'è come en violin senza l'archet
Una pisciata senza un peto è come un violino senza l'archetto

Inviato: 29 aprile 2008 00:28
da Sitting Bull
"Quando la merda la monta 'n scan, o che la spusa o che la fa dan"
Quando una nullità occupa posti di prestigio, arreca danno.
Inviato: 29 aprile 2008 02:31
da Etilico
Ne prendo alcuni direttamente da un sito tutto in ascolano:
http://88.56.223.100/wikiliva/index.php ... principale
Nen ce pescià nchella fonde, ca ce può rebbeve
(Non orinare in quella sorgente ! Puoi aver bisogno di tornarci a bere )
Chi te loda a tutte fiate, o te freca o tè frecate
(Chi ti loda a tutto fiato, o ti imbroglia o già lo ha fatto)
Inviato: 29 aprile 2008 11:02
da Sybelius
the gipsy ha scritto:
Se volete ne ho uno anche in ungherese:
Mer a lò nem daras es a krumpli nem tojàs.
Letterale: perchè il cavallo non è la rondine e le patate non sono uova.
In pratica è uguale a perchè due non fa tre.
Stasera ne chiedo qualcun altro a mia madre, al momento non me li ricordo ma ce ne sono di letali.
geniali questi ungheresi....

Inviato: 29 aprile 2008 12:33
da Kayleigh
1. Nò sputà' 'ngiéle ca 'mbacce t'arríve: Non commettere delle azioni che si potrebbero ritorcere contro te stesso - non giudicare senza conoscere (non sputare in cielo che poi ti arriva in faccia)
2. Ci sparte ave 'a mègghia parte: chi divide ha la parte migliore
3. Ci téne lènghe, vé 'nzardègne! : Chi ha lingua va in Sardegna: se chiedi puoi arrivare ovunque
4. Zumbe 'u cetrúle e sspicce 'ngule a ll'ortoláne: salta il cetriolo e va a finire in culo all'ortolano quando si viene accusati di qualcosa oppure si subisce qualcosa inaspettatamente e incolpevolmente, accusa o punizione che sarebbe destinata ad altri (gira e rigira il cetriolo...)
5. 'A Madonne sape a cci porte le recchíne!!: La Madonna sa benissimo chi porta gli orecchini! Come un modo di fare leva sui senzi di colpa di qualcuno che ha commesso qualcosa e quindi ha la coscenza sporca. Stai Attento perchè comunque esiste un'entità suprema che sa che tu sei il colpevole!!
6. Ci tutte l'acjidde canuscèssere 'u granne!: Se tutti gli uccelli conoscessero il grano (e ne comprendessero il valore)! Si usa quando qualcuno non è in grado di apprezzare qualcosa(es.una portata a pranzo).
7. Avisse fatte 'nu puèrche quanne hé nate!! Alméne sté mangiamme sasizze!!: Perche' non ho partorito un maiale al tuo posto? Se non altro staremmo banchettando con insaccati: Figlio mio non vali niente!
8. 'A jaddine face l'ove e a' jadde l'uscke 'u cule: la gallina fa l'uovo e al gallo gli brucia il culo (non so che vuol dire)
9.Sté frisce 'u pèsce e ssté tremènde 'a jatte: Stai friggendo il pesce e guardi la gatta, allo scopo di tenerla d'occhio affinchè non mangi quello che stai cucinando. Il proverbio viene allargato a tutte quelle circostanze in cui una persona fa due cose contemporaneamente e deve stare attenta ad un potenziale pericolo.
10. 'A fatije ca se chiame cucuzze, a mme' me féte e a tte' te puzze: in pratica "voglia di lavorare saltami addosso"
11. Astipe 'a zampogna pe' qquanne abbesògne: credo voglia dire di mettere da parte quello che hai, quello che produci, per quando ne hai bisogno (non sperperare, fai la formichina!)
12. 'Na vote jè fèste a Ppalasciáne: una volta è festa a Palagiano (cittadina nella prov di Taranto). non so che vuol dire. ma viene usata nei riguardi di chi vuole approfittare di qualcuno o insiste nel voler ottenere qualcosa. un po' come c'acchiat a giostr?: hai trovato la giostra? (devo fare tutto io mentre ti diverti?)
13. N'hé fritte de vurpe!: ne hai fatti guai, ne hai di esperienza (generalmente in senso dispregiativo)
14. Fatije e ffatije, e a' sére páne e ccepòdde: per quanto lavori, resti sempre povero, tanto da mangiare pane e cipolle la sera
15. Fa' tu e ffa' chiòvere: fai tu e fai piovere: sorprendimi!
Inviato: 29 aprile 2008 13:29
da the gipsy
GAMMAgAY ha scritto:
belli!
gipsy. posta quelli in ungherese cazzo
Eccomi.
Kutyàbòl nem lesz szalonna
Letterale: dal cane non ricaverai pancetta (bacon)
Equivalente a: il lupo perde il pelo ma non il vizio
Vörös kutya vörös lò vörös zsido/ember egy se jo
Letterale: cane rosso, cavallo rosso, ebreo/uomo rosso niente di buono
Equivalente a: rosso è malu pilu
Röhög mint a fakutya/vadalma
Letterale: sta sghignazzando come il cane di legno/mela selvatica
Equivalente a: ridi in'copp' a o'cazz
A ki màsnak vermet àz maga esik bele
Letterale: chi scava una fossa per qualcuno poi ci casca dentro
Equivalente a: chi la fa l'aspetti
Ugy megverlek mint szodàs a lovàt
Letterale: ti meno come l'uomo della soda al cavallo (l'uomo della soda sarebbe quello che all'epoca, con un carro e un cavallo, portava nelle case le bombolette per fare il selz, e aveva tante consegne da fare)
Equivalente a: te corco de mazzate
Kecskère bizni a kàposzta
Letterale: affidare il cavolo alla capra
Equivalente a: entrare in un sacco a pelo con Aldo Busi (cit.)
Eszi mint kacsa a nokedlit
Letterale: mangiare come l'anatra mangia gli gnocchetti
Equivalente a: mangiare ai 4 palmenti
Purtroppo sono quelli che sono venuti in mente, ma come tutti i proverbi/modi di dire vengono meglio in determinate situazioni e credo ce ne siano di bellissimi, eventualmente aggiornerò.
Inviato: 29 aprile 2008 14:48
da t30n3
me li han rubati tutti i milanesi prima di me

Inviato: 29 aprile 2008 15:29
da GAMMAgAY
Kayleigh ha scritto:
8. 'A jaddine face l'ove e a' jadde l'uscke 'u cule: la gallina fa l'uovo e al gallo gli brucia il culo (non so che vuol dire)
In cilentano:
"A iaddina face l'ova e au iallo re vrucia u culo"
E' una sorta di "hai la coda di paglia".
Ad esempio quando è venuto il tipo a parlare di pornodipendenza e grampasso ha subito reagito agitatamente. Ecco, il tipo ha fatto l'uovo e a grampy è bruciato il culo.
Inviato: 29 aprile 2008 15:31
da GAMMAgAY
Ragazzi, non potete capire quanto mi piacciono.
Inviato: 29 aprile 2008 15:37
da Kayleigh
GAMMAgAY ha scritto:
In cilentano:
"A iaddina face l'ova e au iallo re vrucia u culo"
E' una sorta di "hai la coda di paglia".
Ad esempio quando è venuto il tipo a parlare di pornodipendenza e grampasso ha subito reagito agitatamente. Ecco, il tipo ha fatto l'uovo e a grampy è bruciato il culo.
come sei saggio tu...
Inviato: 29 aprile 2008 18:17
da sbranf
MEGGHIO UN JORNO AGGIANNIARE, CHE CENTO ARRUSSIARE
Letterale: meglio sbiancare un giorno, che arrossire cento.
Parafrasi: meglio un giorno da leone, che cento da pecora, da intendersi che è meglio fare una cosa anche rischiosa, e rischiare di star male, che non farla e vergognarsi della propria inettitudine per una vita.
Inviato: 29 aprile 2008 18:21
da sbranf
CU ADDISIA, E CU SCHIFIA*
Lett: chi desidera, e chi disdegna
Parafrasi: c'è sempre di desidera ardentemente una cosa, che magari alcuni sottovalutano, per il solo fatto di averla. Tipo, vedi uno passare con una fidanzata figa, che magari neanche la guarda in faccia, e tu lì che sbavi... Prendi un respirone, sospiri e dici "eh si, cu addisìa e cu schifìa!!!"
* accento piano su entrambe le parole
Inviato: 29 aprile 2008 18:23
da Thrash
CHI S'ACCONTENTA GODE, MA CHI GODE S'ACCONTENTA DI PIU'!
Grazie.
Inviato: 29 aprile 2008 18:25
da sbranf
A NESCIRI, PURU UN CANTUNE, A TRASIRI, MANCU UN CIRINU
Lett: ad uscire, pure un grosso mattone, ad entrane, neanche un cerino
Parafrasi: adoro questo detto, riferito chiaramente al buco del culo: quando caghi, può uscire pure una montagna di roba, ma quando si tratta di farci entrare qualcosa (...) non ci passa neanche un fiammifero! Almeno a noi siculi tutti etero, maschi e uomini veri!
Inviato: 29 aprile 2008 18:27
da sbranf
PIGGHIA R'IN CULO, E METTI 'O SCURO
Lett: piglia dal culo, e metti al buio
Parafrasi: detto di una persona che, invece di sistemare, prende le cose da una parte e le mette, sempre in disordine, altrove.
Inviato: 29 aprile 2008 18:35
da Attila
bellissimo 3d

Inviato: 29 aprile 2008 19:51
da GAMMAgAY
Kayleigh ha scritto:
come sei saggio tu...

Inviato: 29 aprile 2008 19:52
da GAMMAgAY
sbranf ha scritto:
A NESCIRI, PURU UN CANTUNE, A TRASIRI, MANCU UN CIRINU
Lett: ad uscire, pure un grosso mattone, ad entrane, neanche un cerino
Parafrasi: adoro questo detto, riferito chiaramente al buco del culo: quando caghi, può uscire pure una montagna di roba, ma quando si tratta di farci entrare qualcosa (...) non ci passa neanche un fiammifero! Almeno a noi siculi tutti etero, maschi e uomini veri!
bellissimo
Inviato: 29 aprile 2008 23:12
da Mordred
passer' e cavajuol' arò vai vai i truov: passeri e cavesi (abitanti della città di cava de' tirreni) in qualunque posto li trovi.
Questo perchè i mercanti di Cava avevano il privilegio di non pagare le dogane e quindi di commerciare praticamente ovunque nel regno delle due Sicilie per un episodio risalente al 1460 quando il giovane Re Ferdinando D'Aragona cadde vittima di un imboscata degli Angioini. Gli abitanti di Cava saputa la notizia si armarono in fretta e furia alla meglio, con forconi, altri oggetti di fortuna e armi vere e proprie, e giunti in prossimità del luogo dell'imboscata attaccarono gli Angioini, che sorpresi furono costretti ad arretrare concedendo al re la possibilità di aprirsi una via di fuga verso Napoli. Riconoscente per il coraggio dimostrato ed il servizio reso, il re inviò al sindaco Onofrio Scannapieco una pergamena bianca, su cui la città avrebbe potuto indicare ogni sorta di richiesta. La Pergamena fu lasciata bianca, ed il re insignì l'intera città del titolo di "Fedelissima".