URIZEN ha scritto:
Quello che io penso è che per scelta aziendale i disegnatori della Bonelli non hanno MAI potuto proporre sperimentazioni od evoluzioni, se non in parti minime. Il fatto però che a "livello italiano" l'azienda stra domini il mercato(basti vedere da dove provengono 9 fumetti su 10 nelle edicole), induce i lettori a pensare che non ci sia niente di meglio.
Il raffronto è facile, lo stile di disegno, a mio avviso approssimativo, di un Tex del 1960 è identico ad un Dylan Dog del 2006.
Altro errore comune d'interpretazione, è quello di pensare che un disegnatore Bonelli sia nato alla Bonelli e non faccia altro che disegnare per l'azienda.
Non è così e anzi, questi disegnatori, altrove offrono dei lavori qualitativamente superiori. Poi però, sempre tornando alle scelte aziendali, si devono castrare per disegnare secondo lo stile bonelliano. Molti di loro ad esempio hanno pubblicato in Francia che obiettivamente è la capitale del fumetto europeo. Un mercato anni luce avanti a quello italiano.
Poi, ben inteso, io mi tolgo il cappello di fronte al "vero grande fumetto italiano", mi rifersico a Hugo Pratt o Crepax ad esempio.
Ma sinceramente l'azienda Bonelli è ora che si renda conto che gli anni passano e le generazioni anche.
disegnatori come Roi, Casertano, Villa, Castellini, Piccatto, Stano, hanno proposto sperimentazioni ed evoluzione, affermare il contrario è sinonimo di incompetenza.
il fatto che stradomini il mercato non mi induce, e credo non induca nessuno, a pensare che la Bonelli sia la migliore nel campo.
è un tycoon e come tale ha strozzato altre realtà, ma se a queste manovre oscure non accompagni comunque un buon prodotto non vai da nessuna parte.
il disegno di Tex è approsimativo?
povero Galep....
anche il discorso che un artista nato in Bonelli ( clamorosa castroneria questa... ) non faccia altro a livello europeo-mondiale, dimostra una tua certa faciloneria nel disquisire nel campo dei comics.
gli anni passano?
dillo a Tex e Zagor...
