La lenta erosione della civiltà del lavoro...
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Attanasio
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Di per sé non mi dispiace lo smart working. L'unica pecca è che in passato ho lavorato di notte per molto tempo e (avendo cambiato lavoro) durante gli ultimi anni mi ero abituato ad uscire di casa molto presto, mantenendo ritmi nei quali mi trovavo a mio agio. Restare a casa mi ha (in parte) privato delle lunghe passeggiate mattutine da casa alla stazione e (soprattutto) della possibilità di uscire quando intorno è ancora buio. Inoltre, ho abitato per alcuni periodi della mia vita in posti dove (durante alcuni mesi dell'anno) vedevo la luce del sole per poche ore al giorno. Ritrovarmi a lavorare durante il giorno, per giunta in una primavera ed estate caldissime, mi ha un po' destabilizzato. Non nascondo che (pur essendo tornato in Italia da diversi anni), il mio 2020 sia stato un po' difficile principalmente per questo motivo. Se non fosse che ora non posso permettermelo, mi trasferirei appena possibile ad altre latitudini. Nel mio ultimo impiego, lavorare in ufficio non era essenziale, ma gia nei primi mesi del 2020 mi ero ritrovato (quasi) senza clienti e alcuni compiti extra che in ufficio mi avrebbero tenuto occupato, di fatto non erano gestibili da casa. Peccato.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
dove hai vissuto Attanasio?
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Ma niente ti impedisce di lavorare di notte col favore delle tenebre e di giorno ritirarti nel tuo sarcofago.Atanarjuat ha scritto:Di per sé non mi dispiace lo smart working. L'unica pecca è che in passato ho lavorato di notte per molto tempo e (avendo cambiato lavoro) durante gli ultimi anni mi ero abituato ad uscire di casa molto presto, mantenendo ritmi nei quali mi trovavo a mio agio. Restare a casa mi ha (in parte) privato delle lunghe passeggiate mattutine da casa alla stazione e (soprattutto) della possibilità di uscire quando intorno è ancora buio. Inoltre, ho abitato per alcuni periodi della mia vita in posti dove (durante alcuni mesi dell'anno) vedevo la luce del sole per poche ore al giorno. Ritrovarmi a lavorare durante il giorno, per giunta in una primavera ed estate caldissime, mi ha un po' destabilizzato. Non nascondo che (pur essendo tornato in Italia da diversi anni), il mio 2020 sia stato un po' difficile principalmente per questo motivo. Se non fosse che ora non posso permettermelo, mi trasferirei appena possibile ad altre latitudini. Nel mio ultimo impiego, lavorare in ufficio non era essenziale, ma gia nei primi mesi del 2020 mi ero ritrovato (quasi) senza clienti e alcuni compiti extra che in ufficio mi avrebbero tenuto occupato, di fatto non erano gestibili da casa. Peccato.
Io sperimentavo, prima di accartocciarmi su me stesso, la botta di endorfine dovute all'attività fisica svolta prima che il sole sorgesse, under the uipin Moon e devo ammettere che è una figata che puoi permetterti solo in smart. Sudata, doccetta, colazione e alle otto sei online carico a molla
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
...infatti stavo pensando di fare qualche corso per qualche lavoro prettamente notturno. Il problema è che trovare lavoro in Italia è molto difficile, quantomeno avendo una laurea che qui è poco considerata. Purtroppo ho gia notato in diverse occasioni che talvolta anche per lavori in cui servono la mia laurea o altre competenze meno specifiche (come ad sempio il patentino del muletto), vengono preferiti candidati che (pur non avendo quelle competenze o gli attestati necessari), sono semplicemente "giovani e pieni di voglia di fare"... solo che quando ero giovane io, il discorso (qui in Italia) era opposto: "Non ci interessa se sai fare questo o quello, devi avere laurea e/o attestato". In fin dei conti, lavoravo comunque molto di più e con più facilità (svolgendo anche lavori migliori) prima di iniziare l'università (...ho iniziato l'università a 24 anni). Sapessi quanti soldi ho speso per certificare competenze di cui ero gia in possesso (per lavori che avevo gia svolto in precedenza), senza farmene NULLA!STIV_V ha scritto: ↑2 febbraio 2021 11:27Ma niente ti impedisce di lavorare di notte col favore delle tenebre e di giorno ritirarti nel tuo sarcofago.Atanarjuat ha scritto: ...
Io sperimentavo, prima di accartocciarmi su me stesso, la botta di endorfine dovute all'attività fisica svolta prima che il sole sorgesse, under the uipin Moon e devo ammettere che è una figata che puoi permetterti solo in smart. Sudata, doccetta, colazione e alle otto sei online carico a molla.
Purtroppo in Italia quasi tutti vogliono che i propri dipendenti parlino una determinata lingua, ma non la considerano una competenza vera e propria (forse anche perché su FB e su Linkedin... e quindi anche sui CV) troppe persone scrivono di avere competenza C1 in 4 o 5 lingue differenti, mentre chi ne ha studiate realmente anche solo 2, raramente si autovaluta oltre B2. È una questione di "prospettiva" e di "approccio"... anni fa mi capitò di essere scartato per un lavoro in cui serviva parlare danese e feci il colloquio insieme all'altro candidato (cosa già di per sé terribile). Era stato in Danimarca pochi mesi prima e per un breve periodo. Prima del colloquio parlammo un po' (in danese) e lui non lo parlava davvero. Non era proprio capace (cioè: pronuncia da neofita e lessico poverissimo). Non fecero nessuna prova di lingua (a nessuno di noi due) e lo presero "sulla fiducia".
1) candidato con esperienza breve e "casuale"
2) candidato laureato con esperienza più consistente ed esperienze lavorative in quel Paese
...Odino chi avrebbe scelto?
Per quanto riguarda l'uscire per passeggiata e/o corsetta prima del lavoro, sono semplicemente sfortunato... perche abito sul confine tra citta e provincia, a pochissimi chilometri dalla Svizzera, per cui il rischio di essere fermato e multato è molto alto (o quantomeno lo era sino ad alcuni mesi fa). Durante il primo lockdown qui in zona piovevano multe come fossero coriandoli... per fortuna ho molti boschi dove potermi rifugiare, ma nei weekend sembra di essere in centro Milano.
Sono tipo da lunghe nuotate in piscina, ma ora (e da mesi!)...
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Anche a me manca molto la piscina 
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Non capisco perchè non sia così da sempre, davveroMordred ha scritto: ↑22 febbraio 2021 15:05 https://forbes.it/2021/02/16/spotify-di ... %20manager.
rendiamoci conto
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Perchè serve una mentalità volta alla responsabilizzazione (che, a sua volte, parte dalla fiducia) e non al controllo.Sairus ha scritto: ↑22 febbraio 2021 15:15Non capisco perchè non sia così da sempre, davveroMordred ha scritto: ↑22 febbraio 2021 15:05 https://forbes.it/2021/02/16/spotify-di ... %20manager.
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E, per quel che può valere la mia esperienza, ne siamo ancora lontani (anche se il Covid ha dato una certa accelerata).
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
avete ragione entrambi, ed infatti parafrasando il buon Soulburner mi domando e dico: quanti di questi dipendenti lasceranno un'azienda che gli permette di lavorare ovunque avendo il potere d'acquisto di un salario da paese del Primo Mondo? 3.000 dollari quanto sono pesanti in Portogallo o in Brasile? quanti di questi lavoreranno piú che bene pur di restare lí?
stesso discorso per Virgin: i dipendenti posso prendere le holiday che vogliono e possono scegliersi la giornata lavorativa da fare, se di 2 ore, se di 4 se di 10. risultato? la produttivitá é aumentata di non so che percentuale e nessuno ripeto nessuno lavora male perché col cazzo che vogliono farsi licenziare a quelle condizioni.
stesso discorso per Virgin: i dipendenti posso prendere le holiday che vogliono e possono scegliersi la giornata lavorativa da fare, se di 2 ore, se di 4 se di 10. risultato? la produttivitá é aumentata di non so che percentuale e nessuno ripeto nessuno lavora male perché col cazzo che vogliono farsi licenziare a quelle condizioni.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Lo capisco io, lo capisci tu, lo capiscono praticamente tutti... tranne i datori di lavoro a quanto pare.Mordred ha scritto: ↑22 febbraio 2021 16:59 avete ragione entrambi, ed infatti parafrasando il buon Soulburner mi domando e dico: quanti di questi dipendenti lasceranno un'azienda che gli permette di lavorare ovunque avendo il potere d'acquisto di un salario da paese del Primo Mondo? 3.000 dollari quanto sono pesanti in Portogallo o in Brasile? quanti di questi lavoreranno piú che bene pur di restare lí?
stesso discorso per Virgin: i dipendenti posso prendere le holiday che vogliono e possono scegliersi la giornata lavorativa da fare, se di 2 ore, se di 4 se di 10. risultato? la produttivitá é aumentata di non so che percentuale e nessuno ripeto nessuno lavora male perché col cazzo che vogliono farsi licenziare a quelle condizioni.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Non lo so, al di là del fatto che io provo piacere ad andare in ufficio un paio di giorni a settimana (più per avere un contatto umano con colleghi con cui mi trovo bene che altro), penso che il full remote working oltre alla fiducia da parte del datore di lavoro richieda anche una discreta capacità organizzativa personale (e, sempre basandomi sulla mia esperienza, non è cosa da tutti o scontata).Sairus ha scritto: ↑22 febbraio 2021 17:21Lo capisco io, lo capisci tu, lo capiscono praticamente tutti... tranne i datori di lavoro a quanto pare.Mordred ha scritto: ↑22 febbraio 2021 16:59 avete ragione entrambi, ed infatti parafrasando il buon Soulburner mi domando e dico: quanti di questi dipendenti lasceranno un'azienda che gli permette di lavorare ovunque avendo il potere d'acquisto di un salario da paese del Primo Mondo? 3.000 dollari quanto sono pesanti in Portogallo o in Brasile? quanti di questi lavoreranno piú che bene pur di restare lí?
stesso discorso per Virgin: i dipendenti posso prendere le holiday che vogliono e possono scegliersi la giornata lavorativa da fare, se di 2 ore, se di 4 se di 10. risultato? la produttivitá é aumentata di non so che percentuale e nessuno ripeto nessuno lavora male perché col cazzo che vogliono farsi licenziare a quelle condizioni.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
fidati che a quelle condizioni la capacitá organizzativa te la fai venire fuori pure a cazzotti tipo cosí:


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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
SIamo sempre parlando di colossi della tecnologia, aziende proiettate al futuro per loro stessa natura. Ribadisco che il tessuto lavorativo non è fatto solo di aziende di questo tipo, ci sono le fabbricheeeeeette, le aziendine, gli studi di ingegneria di dieci persone.....calare nella testa dei datori di lavoro di queste realtà (fortemente ancorate al concetto Mazzarò-style della "roba mia") è praticamente impossibile. La strada imboccata è quella, ma ci vorranno anni (tanti) prima di poter davvero fare un cambio rivoluzionario di questo tipo.
By the way, c'è un aspetto che ancora non viene affrontato (proprio perchè lo smart working non è ancora così diffuso soprattutto qui dalle nostre parti). Ci sono ovviamente categorie che per la natura stessa del proprio mestiere non possono fare smart working (operai, manutentori....) i quali già oggi pensano che se uno non si sporca le mani di grasso e non torna a casa la sera con la schiena spaccata non fa un cazzo e ruba lo stipendio. Il divario sociale e la lotta di classe intestina tra i lavoratori si inasprirà ancora di più...se già oggi l'operaio Ilva pensa che io in ufficio non faccio un cazzo di niente, figurarsi cosa penserà quando potrò lavorare comodo comodo dal soggiorno di casa mia.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Anche la difficoltà di paragonare il lavoro fisico a quello mentale è un problema in effetti... alla base c'è sempre l'ignoranza, comunque la giri.Erotic.Nightmares ha scritto: ↑23 febbraio 2021 08:51 SIamo sempre parlando di colossi della tecnologia, aziende proiettate al futuro per loro stessa natura. Ribadisco che il tessuto lavorativo non è fatto solo di aziende di questo tipo, ci sono le fabbricheeeeeette, le aziendine, gli studi di ingegneria di dieci persone.....calare nella testa dei datori di lavoro di queste realtà (fortemente ancorate al concetto Mazzarò-style della "roba mia") è praticamente impossibile. La strada imboccata è quella, ma ci vorranno anni (tanti) prima di poter davvero fare un cambio rivoluzionario di questo tipo.
By the way, c'è un aspetto che ancora non viene affrontato (proprio perchè lo smart working non è ancora così diffuso soprattutto qui dalle nostre parti). Ci sono ovviamente categorie che per la natura stessa del proprio mestiere non possono fare smart working (operai, manutentori....) i quali già oggi pensano che se uno non si sporca le mani di grasso e non torna a casa la sera con la schiena spaccata non fa un cazzo e ruba lo stipendio. Il divario sociale e la lotta di classe intestina tra i lavoratori si inasprirà ancora di più...se già oggi l'operaio Ilva pensa che io in ufficio non faccio un cazzo di niente, figurarsi cosa penserà quando potrò lavorare comodo comodo dal soggiorno di casa mia.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Già i magutti prenderebbero a tazze del cesso in testa i vari geometri/architetti/ingegneri, te pensa se questi qua si "permettessero" pure di inviar loro istruzioni con videochiamata dal calduccio del loro ufficio/casa/loft. Appena li vedono, li sbranano. 
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
essendo per mia estrazione sociale piú vicino al mondo operaio che "dirigenziale", avendo anche lavorato per 5 anni (da stagionale) in una fabbrica dove c'era il padrone e 8 ore non le ho mai fatte, ed avendo appurato mio malgrado che sono gli stessi operai che se lo mettono nel culo anziché essere uniti, eccetera. Ecco, dopo questa lunga premessa, se un operaio A ME fa brutto perché io posso lavoro da casa gli rispondo sti grandissimi cazzi.Erotic.Nightmares ha scritto: ↑23 febbraio 2021 08:51 se già oggi l'operaio Ilva pensa che io in ufficio non faccio un cazzo di niente, figurarsi cosa penserà quando potrò lavorare comodo comodo dal soggiorno di casa mia.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
I couldn't agree more.
Eh ma non risolvi il problema che, sono certo, si presenterà. Gli puoi anche rispondere stì grandissimi cazzi ma lui resterà sempre incazzato con te perchè stai a casa "a non fare un cazzo" mentre lui si spacca le mani e la schiena in fabbrica. Quindi si amplificherà la differenza di classe, i lavoratori saranno sempre meno uniti, blablabla.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Senza contare che la stragrande maggioranza di chi si spaccherà la schiena sarà ancor di più straniera (o di origine straniera), anzi praticamente tutti.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
non ho capito come intendi inserire questa considerazione nella discussione, ti andrebbe di approfondire?
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
cmq scrivendo il mio post mi sono reso conto che potrei passare per uno stronzo egoista preoccupato solo per un mio presunto privilegio.
se ho dato questa impressione agli amici a casa me ne scuso.
tornando un attimo al senso primigenio di questo tread, la lenta erosione della civiltá del lavoro, quindi dei diritti e dei doveri, io questo vorrei dire: non deve passare il concetto che chi puó lavorare da casa é un eletto e chi va a fare l'operaio o peggio ancora é diventato disoccupato per questa pandemia é uno stronzo. per cui tra lavoratori non dovremmo farci ostruzionismo perché piú diritti per uno significa indirettamente piú diritti per un altro.
quando dissi che qui in Irlanda stanno discutendo in Parlamento di introdurre nuovi e precisi diritti ai remote workers questo volevo intendere: nuovi diritti per una modalitá di lavoro fondamentalmente inedita e coeva ai tempi che corrono. e guardate un pó che é successo? a questo disegno di legge hanno perfezionato il social welfare (leggasi dato piú soldi) a chi é rimasto a casa per la natura del suo lavoro che non permetteva il lavoro remoto.
i diritti degli operai devono essere ampliati e protetti, il blocco dei licenziamenti sacrosanto non devono manco provare a toglierlo ora come ora. il diritto di iscriversi ad un sindacato invece che ad un altro perché al padrone non piace the tu sia iscritto alla FIOM e allora ti dá turni balordi per punirti (disclaimer: si chiama mobbing e potete fare il culo a strisce ai dirigenti) devono rimanere intatti.
se ho dato questa impressione agli amici a casa me ne scuso.
tornando un attimo al senso primigenio di questo tread, la lenta erosione della civiltá del lavoro, quindi dei diritti e dei doveri, io questo vorrei dire: non deve passare il concetto che chi puó lavorare da casa é un eletto e chi va a fare l'operaio o peggio ancora é diventato disoccupato per questa pandemia é uno stronzo. per cui tra lavoratori non dovremmo farci ostruzionismo perché piú diritti per uno significa indirettamente piú diritti per un altro.
quando dissi che qui in Irlanda stanno discutendo in Parlamento di introdurre nuovi e precisi diritti ai remote workers questo volevo intendere: nuovi diritti per una modalitá di lavoro fondamentalmente inedita e coeva ai tempi che corrono. e guardate un pó che é successo? a questo disegno di legge hanno perfezionato il social welfare (leggasi dato piú soldi) a chi é rimasto a casa per la natura del suo lavoro che non permetteva il lavoro remoto.
i diritti degli operai devono essere ampliati e protetti, il blocco dei licenziamenti sacrosanto non devono manco provare a toglierlo ora come ora. il diritto di iscriversi ad un sindacato invece che ad un altro perché al padrone non piace the tu sia iscritto alla FIOM e allora ti dá turni balordi per punirti (disclaimer: si chiama mobbing e potete fare il culo a strisce ai dirigenti) devono rimanere intatti.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Non posso che essere più d'accordo.Mordred ha scritto: ↑23 febbraio 2021 12:46 cmq scrivendo il mio post mi sono reso conto che potrei passare per uno stronzo egoista preoccupato solo per un mio presunto privilegio.
se ho dato questa impressione agli amici a casa me ne scuso.
tornando un attimo al senso primigenio di questo tread, la lenta erosione della civiltá del lavoro, quindi dei diritti e dei doveri, io questo vorrei dire: non deve passare il concetto che chi puó lavorare da casa é un eletto e chi va a fare l'operaio o peggio ancora é diventato disoccupato per questa pandemia é uno stronzo. per cui tra lavoratori non dovremmo farci ostruzionismo perché piú diritti per uno significa indirettamente piú diritti per un altro.
quando dissi che qui in Irlanda stanno discutendo in Parlamento di introdurre nuovi e precisi diritti ai remote workers questo volevo intendere: nuovi diritti per una modalitá di lavoro fondamentalmente inedita e coeva ai tempi che corrono. e guardate un pó che é successo? a questo disegno di legge hanno perfezionato il social welfare (leggasi dato piú soldi) a chi é rimasto a casa per la natura del suo lavoro che non permetteva il lavoro remoto.
i diritti degli operai devono essere ampliati e protetti, il blocco dei licenziamenti sacrosanto non devono manco provare a toglierlo ora come ora. il diritto di iscriversi ad un sindacato invece che ad un altro perché al padrone non piace the tu sia iscritto alla FIOM e allora ti dá turni balordi per punirti (disclaimer: si chiama mobbing e potete fare il culo a strisce ai dirigenti) devono rimanere intatti.
Aggiungo che, non so voi, ma è da sempre che provano a farmi sentire "colpevole" perchè ho una laurea in ingegneria, perchè parlo molto bene del mio lavoro e perchè sono impiegato a tempo indeterminato. Ancora devo capire il perchè.
In certe cose mi sento (e sono) privilegiato, è vero. Ma è altrettanto vero che la condizione lavorativa in cui ti trovi spesso dipende dalla persona stessa. La frase classica che mi viene detta è "la fai facile TU", di solito quando argomento contro il lavoro fatto male, gli orari di merda, le aziende che non ti valorizzano, la possibilità avere un minimo di autonomia. Mi viene sempre da ridere, ragionano come se a me il lavoro e la situazione in cui sono mi fossero caduti dal cielo. Ho fatto mille colloqui (e ne continuo a fare), ho detto DECINE di volte no ad un lavoro adeguato (le offerte per un lavoro non adeguato neanche le conto), mi continuo a formare e cerco di fare al meglio quello che faccio tutti i giorni, mi rendo indispensabile nella mia azienda, combatto e mi incazzo ogni volta che il capo prova a fare qualcosa che mi suona strano, che sia un giorno di ferie revocato o una mansione "strana" che mi viene affidata. Tutto ciò mi sembra normale, non ci trovo nulla di speciale. Sbaglio?
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
sul lato personale ovvio che hai ragione ed in piccola parte succede anche a me, anzi forse con me sono ancora piú avvelenati perché con una laurea in lettere mi sono "salvato" facendo un lavoro dignitoso e ben pagato (sebbene sia dovuto emigrare ma grazie al remote working forse me ne torno in Italia
).
il discorso sul lavoro in Italia é ampio e complesso e non mi ci voglio nemmeno mettere a parlarne qui in questo tread, anche perché non ho competenze né conosco bene le norme.
sarebbe opportuno peró che certe modalitá di lavoro da remoto, che presuppongono la fiducia e non il controllo, venissero applicate anche al lavoro normale.
il padroncino che ha la fabricheeeta con 20 operai POTREBBE anche dire "ragá, fate una cosa i turni regolatevi voi, decidete quante ore fare ma considerate che il 28 bisogna fare/spedire/finire questo".
quanti se ne approfitterebbero? riformulo: quanti perderebbero un'occasione del genere solo per fottersi due-tre giorni in piú di vacanza?
questo é un altro vantaggio per "osmosi" dal remote working.
il discorso sul lavoro in Italia é ampio e complesso e non mi ci voglio nemmeno mettere a parlarne qui in questo tread, anche perché non ho competenze né conosco bene le norme.
sarebbe opportuno peró che certe modalitá di lavoro da remoto, che presuppongono la fiducia e non il controllo, venissero applicate anche al lavoro normale.
il padroncino che ha la fabricheeeta con 20 operai POTREBBE anche dire "ragá, fate una cosa i turni regolatevi voi, decidete quante ore fare ma considerate che il 28 bisogna fare/spedire/finire questo".
quanti se ne approfitterebbero? riformulo: quanti perderebbero un'occasione del genere solo per fottersi due-tre giorni in piú di vacanza?
questo é un altro vantaggio per "osmosi" dal remote working.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
a me verrebbe da dire "parecchi".
storie come quelle dei timbratori di cartellini, delle casse malattia, ecc onestamente non è che mi istillino questa gran fiducia.
aggiungiamo i discorsi che avete tirato in ballo sulla diversità tra lavoro manuale e lavoro intellettuale: già cagano il cazzo a me che uso le mani "eh, dottò, lei sa quando entra e sa quando esce. io mi sveglio alle 4/5/6, comincio e chissà quando torno a casa con la schiena a pezzi ecc"
inoltre ho notato, tristemente, tristissimamente notato, che per gli operai/agricoltori/gente che fa lavoro manuale il solo fatto che qualcuno abbia una laurea gli conferisce automaticamente ricchezze smisurate "vabbè, ma tanto tizia/caio è laureato, i soldi li guadagna". e penso a quei poveri cristi che fanno tirocini in culo al mondo per 14 ore senza beccare una lira, o quelli che vengono assunti con contratti del cazzo e prendono 400€ al mese.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
te hai due lauree, dovresti cagare soldi 
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Bigio hai praticamente introdotto tre mega thread in un questo post: il mondo del lavoro in Italia, la Pubblica Amministrazione da Circo Togni, e tutta la tiritera post-studio da Treu all'alternanza scuola-lavoro che é il MALE. ed in piú come bonus track la triste e stucchevole prosopopea del "lei non sa chi sono io" che purtroppo c'é.
vorrei peró restare su questo tema:
gli stronzi che fanno i furbi basta sgamarli e fotterli con la sabbia, ma questo é un altro discorso.
ho un parente che ha lavorato in ospedale per 30 anni quando i contratti statali erano a prova di bomba, so tutto.
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come tu hai i tuoi esempi negativi io anche posso portarti quelli positivi di aziende che hanno adottato questa politica con effetti immediati, non nel prossimo trimestre. mi sembra che la Ducati in Italia faccia cosí, non vorrei sbagliare.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Seguivo il discorso di Erotic delle differenze di classe, la differenza di nazionalità acuisce la differenza di classe visto che siamo ancora ben lontani (credo mai) da un concetto di piena reciproca integrazione. Si andrà sempre di più verso impiegato italiano vs. operaio straniero creando due blocchi ancora più distanti e potenzialmente più esplosivi.
La cosa mi preoccupa, soprattutto in un prossimo futuro.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Ma no, mordry, le mie nn sono esperienze. È roba che ho sentito in TV nel corso degli anni. Di sicuro c'è gente che sfrutterebbe questa opportunità in modo onesto e intelligente. Sarebbe da capire quanti.Mordred ha scritto: ↑23 febbraio 2021 19:22 Bigio hai praticamente introdotto tre mega thread in un questo post: il mondo del lavoro in Italia, la Pubblica Amministrazione da Circo Togni, e tutta la tiritera post-studio da Treu all'alternanza scuola-lavoro che é il MALE. ed in piú come bonus track la triste e stucchevole prosopopea del "lei non sa chi sono io" che purtroppo c'é.
vorrei peró restare su questo tema:come tu hai i tuoi esempi negativi io anche posso portarti quelli positivi di aziende che hanno adottato questa politica con effetti immediati, non nel prossimo trimestre. mi sembra che la Ducati in Italia faccia cosí, non vorrei sbagliare.
gli stronzi che fanno i furbi basta sgamarli e fotterli con la sabbia, ma questo é un altro discorso.
ho un parente che ha lavorato in ospedale per 30 anni quando i contratti statali erano a prova di bomba, so tutto.
Poi il vecchio adagio "l'occhio del padrone ingrassa nonricordocosa" qua in Italia è ben radicato..non so quanto a torto o a ragione.
@Jem7 pensa che, come vi avevo accennato, non sono 2 ma 3. Dovrei avere i miliardi
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Ecco, vedi te allora...
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Tornando al discorso di @Erotic.Nightmares dobbiamo chiederci: perchè un piccolo-medio imprenditore ha la necessità (o il desiderio?) di controllare il dipendente fisicamente presente sul posto di lavoro? Che armi ha in mano l'imprenditore nel caso in cui il dipendente non svolgesse correttamente i propri compiti? Il punto credo stia tutto qui.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Te lo dico io, gli urla addosso, lo sgrida, bestemmia, lancia cose. Scena vista mille volte dai miei fornitori in 24 anni (sigh, invecchio porca troia.....) che faccio questo mestiere. Ne ha un bisogno fisico, lo considera roba sua e vuole disporne liberamente. In più venendo quasi tutti dal mondo manifatturiero/produttivo ed essendo cresciuti prima come operai e solo dopo come imprenditori hanno tutti inculcato in testa il concetto che se non vedono fisicamente una persona fare qualcosa allora non sta facendo un cazzo di niente.Soulburner ha scritto: ↑24 febbraio 2021 11:09 Tornando al discorso di @Erotic.Nightmares dobbiamo chiederci: perchè un piccolo-medio imprenditore ha la necessità (o il desiderio?) di controllare il dipendente fisicamente presente sul posto di lavoro? Che armi ha in mano l'imprenditore nel caso in cui il dipendente non svolgesse correttamente i propri compiti? Il punto credo stia tutto qui.
Ti faccio un esempio riferito non a persone ma a materiali e tecnologia. In Danieli avevo un Cliente nell'alta Brianza, un estrusore di alluminio famosissimo che non nomino per correttezza. Questo è uno che ha in testa un concetto: se non compra ferro allora sta sprecando i suoi soldi. Aveva il sistema di supervisione di una linea estrusione vecchissimo, ancora basato su Windows 95 con un sistema sviluppato ad hoc praticamente non più manutenibile in caso di guasto. Per un paio d'anni gli abbiamo proposto un revamping (costo complessivo meno di 40k€, quindi spiccioli) ma si è sempre rifiutato. Un giovedì sera mi chiama il capo manutenzione dicendo che si è piantato tutto, il venerdì mattina gli mando uno dei miei che rappezza alla meno peggio il sistema e bene o male li rimette in marcia...alchè torno dal tipo e gli dico "Guarda che al prossimo guasto ti muore la linea di estrusione e per rifare tutto mi ci vogliono almeno 5 settimane, pensaci bene". Risposta: "Io roba che non pesa e non posso toccare non la compro, quello funziona, non cambio un cazzo". Benissimo. Risultato: tre settimane dopo si è schiantato il PC, abbiamo provato a reinstallare tutto su un PC più moderno ma non c'è stato verso perchè driver e dll erano sviluppate ad hoc, abbiamo provato pure con una macchina virtuale ma niente, non c'è stato verso di rimettere in piedi il sistema. Ha dovuto fermare la linea per quasi due mesi, tieni conto che faceva circa 15 tonnellate al giorno di profili estrusi in leghe di alluminio abbastanza raffinate, a spannazze diciamo che è roba che sul mercato vale almeno 7/8€ al kg.....vedi tu quanti soldi ha perso per la sua ottusità da operaietto brianzolo coi soldi che se non compra ferro sta sprecando soldi.....e secondo voi uno così può parlare di smart working e infrastruttura di rete per agevolare il lavoro remoto?
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Tonica, terza, quinta, settima diminuita. Resta dunque irrisolto l'accordo della mia vita?
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Ellamadonna, hai a che fare con gli animali?Erotic.Nightmares ha scritto: ↑24 febbraio 2021 11:28 Te lo dico io, gli urla addosso, lo sgrida, bestemmia, lancia cose. Scena vista mille volte dai miei fornitori in 24 anni (sigh, invecchio porca troia.....) che faccio questo mestiere. Ne ha un bisogno fisico, lo considera roba sua e vuole disporne liberamente. In più venendo quasi tutti dal mondo manifatturiero/produttivo ed essendo cresciuti prima come operai e solo dopo come imprenditori hanno tutti inculcato in testa il concetto che se non vedono fisicamente una persona fare qualcosa allora non sta facendo un cazzo di niente.
In questo ambiente ci vivo e ci sono nato, sarò stato fortunato ma queste scene da campi di cotone non le ho mai viste, per lo meno direttamente.
Non che si viva comunque nella raffinatezza eh?
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Fenix giusto per capire, stai forse dicendo che é difficile licenziare un nullafacente? se sí come si inserisce il tuo discorso nello smart working?
veramente vorrei capire senza arroganza
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
io sono stato dipendente solo un anno
il titolare puntualmente offendeva, fisicamente e psichicamente, tutti i suoi 30 dipendenti, da quello entrato da 1 anno a quelli che erano entrati in azienda prima di lui
dalla prima volta avevo capito che sarei durato poco poichè, pensavo, se lo fa con tutti prima o poi lo farà anche con me
e così è stato
gli ho detto che non sono suo figlio o suo fratello e, anche se sbagliavo, di rivolgersi a me con educazione
è finita malissimo
questo per dar man forte, non che ne avesse bisogno, al discorso di erotic
altro che smart working
il titolare puntualmente offendeva, fisicamente e psichicamente, tutti i suoi 30 dipendenti, da quello entrato da 1 anno a quelli che erano entrati in azienda prima di lui
dalla prima volta avevo capito che sarei durato poco poichè, pensavo, se lo fa con tutti prima o poi lo farà anche con me
e così è stato
gli ho detto che non sono suo figlio o suo fratello e, anche se sbagliavo, di rivolgersi a me con educazione
è finita malissimo
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Sono sempre così criptico? 
Mi riferivo solo alle modalità così ruvide, diciamo. (anche se i miei vecchi rimpiangono sempre i bei tempi andati)
Che poi sia difficile licenziare è vero fino ad un certo punto, se vuoi cacciare qualcuno ce la fai sempre; semmai è difficile licenziare senza avere strascichi (minimo qualche mensilità in più riesce sempre a strapparla il licenziato).
Nel mondo della piccola imprenditoria/artigianato vedo lo smartworking poco applicabile, se non per quanto riguarda la contabilità o poco altro, visto che si opera per lo più in ambito manifatturiero.
Fondamentalmente poi il piccolo imprenditore non si fida di nessuno (spesso manco di se stesso anche se non vuole darlo a vedere) ed è gelosissimo della sua creatura, unica vera ragione di vita, ragion per cui delega a malincuore qualsiasi cosa della sua attività, con la convinzione che non andrà mai bene nulla se non ci mette la sua mano (a volte sì, altre proprio no).
Mi riferivo solo alle modalità così ruvide, diciamo. (anche se i miei vecchi rimpiangono sempre i bei tempi andati)
Che poi sia difficile licenziare è vero fino ad un certo punto, se vuoi cacciare qualcuno ce la fai sempre; semmai è difficile licenziare senza avere strascichi (minimo qualche mensilità in più riesce sempre a strapparla il licenziato).
Nel mondo della piccola imprenditoria/artigianato vedo lo smartworking poco applicabile, se non per quanto riguarda la contabilità o poco altro, visto che si opera per lo più in ambito manifatturiero.
Fondamentalmente poi il piccolo imprenditore non si fida di nessuno (spesso manco di se stesso anche se non vuole darlo a vedere) ed è gelosissimo della sua creatura, unica vera ragione di vita, ragion per cui delega a malincuore qualsiasi cosa della sua attività, con la convinzione che non andrà mai bene nulla se non ci mette la sua mano (a volte sì, altre proprio no).
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
minchia e chi era l'allenatore di Mila e Shiro?Graz ha scritto: ↑24 febbraio 2021 12:50 io sono stato dipendente solo un anno
il titolare puntualmente offendeva, fisicamente e psichicamente, tutti i suoi 30 dipendenti, da quello entrato da 1 anno a quelli che erano entrati in azienda prima di lui
dalla prima volta avevo capito che sarei durato poco poichè, pensavo, se lo fa con tutti prima o poi lo farà anche con me
e così è stato
gli ho detto che non sono suo figlio o suo fratello e, anche se sbagliavo, di rivolgersi a me con educazione
è finita malissimo
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
mi hanno detto che è la normalità, perlomeno in quelle zone, nelle aziende di quella dimensione e tipologia
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Non so che in settore lavori tu, ma nel mio settore è assolutamente normale. Ho visto personalmente decine di scene simili. Il paron vuole comandare e chi non fa come dice lui peste lo colga. Potrei anche raccontarti di un mio ex collega nonchè caro amico che è finito a lavorare in una farmaceutica padronale (circa 200 dipendenti quindi già un'azienda di medie/grandi dimensioni) nella quale ogni mattina alle 8 il paron voleva fare il giro dei reparti e tutti gli operatori si dovevano mettere in riga a salutarlo con le divise aziendali ben stirate e ben indossate tipo militare, pena urla e offese davanti a tutti. Poi alle 10 faceva la riunione con i responsabili dei vari uffici durante la quale come prima cosa urlava e insultava i collaboratori, cazziandoli senza senso per ogni minima cagata che lui riteneva fosse importante. A valle di questo trattamento generalmente usciva bestemmiando e gridando che aveva una massa di coglioni in azienda, poi la "massa di coglioni" chiudeva la porta e iniziava a lavorare davvero. Risultato: permanenza media dei funzionari in azienda meno di un anno. Quando il mio ex collega dopo tre mesi ha presentato le dimissioni quella del personale gli ha detto "E' normale, succede sempre, ho budget per darti fino al 25% di aumento di stipendio più bonus di posizione se resti almeno 24 mesi, ma firmi la penale che se te ne vai prima mi ridai tutto". Lui ha ovviamente e giustamente rifiutato.Fenix ha scritto: ↑24 febbraio 2021 11:50Ellamadonna, hai a che fare con gli animali?Erotic.Nightmares ha scritto: ↑24 febbraio 2021 11:28 Te lo dico io, gli urla addosso, lo sgrida, bestemmia, lancia cose. Scena vista mille volte dai miei fornitori in 24 anni (sigh, invecchio porca troia.....) che faccio questo mestiere. Ne ha un bisogno fisico, lo considera roba sua e vuole disporne liberamente. In più venendo quasi tutti dal mondo manifatturiero/produttivo ed essendo cresciuti prima come operai e solo dopo come imprenditori hanno tutti inculcato in testa il concetto che se non vedono fisicamente una persona fare qualcosa allora non sta facendo un cazzo di niente.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Erotic.Nightmares ha scritto: ↑24 febbraio 2021 14:07Non so che in settore lavori tu, ma nel mio settore è assolutamente normale. Ho visto personalmente decine di scene simili. Il paron vuole comandare e chi non fa come dice lui peste lo colga. Potrei anche raccontarti di un mio ex collega nonchè caro amico che è finito a lavorare in una farmaceutica padronale (circa 200 dipendenti quindi già un'azienda di medie/grandi dimensioni) nella quale ogni mattina alle 8 il paron voleva fare il giro dei reparti e tutti gli operatori si dovevano mettere in riga a salutarlo con le divise aziendali ben stirate e ben indossate tipo militare, pena urla e offese davanti a tutti. Poi alle 10 faceva la riunione con i responsabili dei vari uffici durante la quale come prima cosa urlava e insultava i collaboratori, cazziandoli senza senso per ogni minima cagata che lui riteneva fosse importante. A valle di questo trattamento generalmente usciva bestemmiando e gridando che aveva una massa di coglioni in azienda, poi la "massa di coglioni" chiudeva la porta e iniziava a lavorare davvero. Risultato: permanenza media dei funzionari in azienda meno di un anno. Quando il mio ex collega dopo tre mesi ha presentato le dimissioni quella del personale gli ha detto "E' normale, succede sempre, ho budget per darti fino al 25% di aumento di stipendio più bonus di posizione se resti almeno 24 mesi, ma firmi la penale che se te ne vai prima mi ridai tutto". Lui ha ovviamente e giustamente rifiutato.Fenix ha scritto: ↑24 febbraio 2021 11:50Ellamadonna, hai a che fare con gli animali?Erotic.Nightmares ha scritto: ↑24 febbraio 2021 11:28 Te lo dico io, gli urla addosso, lo sgrida, bestemmia, lancia cose. Scena vista mille volte dai miei fornitori in 24 anni (sigh, invecchio porca troia.....) che faccio questo mestiere. Ne ha un bisogno fisico, lo considera roba sua e vuole disporne liberamente. In più venendo quasi tutti dal mondo manifatturiero/produttivo ed essendo cresciuti prima come operai e solo dopo come imprenditori hanno tutti inculcato in testa il concetto che se non vedono fisicamente una persona fare qualcosa allora non sta facendo un cazzo di niente.