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Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 15:05
da Fenix
La scelleratezza del singolo può compromettere la salute di molti.
Se non sbaglio, un singolo individuo potrebbe potenzialmente infettarne altri cinque, maggiore attenzione a placare le nostre voglie matte è necessaria in questo periodo funesto.

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 15:44
da GaYden
ora mi capite quando dico che ci vorrebbe la dittatura?

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 15:48
da johnny blade
Quale? Nel caso bisogna scegliere.

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 16:00
da Ennio
bigio ha scritto: 8 maggio 2020 15:44 ora mi capite quando dico che ci vorrebbe la dittatura?
Capisco perfettamente il tuo pensiero, ma, messa da parte la rabbia che provo, non posso accettarlo.

Certo, tutto questo inneggiare alla libertà e odiare il governo solo perché ti stanno dicendo di stare a casa se no muori o fai morire la gente è davvero inspiegabile.

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 16:38
da Graz
fermo restando che, seppure cattolico e praticante, pure per me non è il caso ancora di riaprire le chiese, non capisco perchè ci si indigna per riaprire edifici mediamente grandi se non enormi con dentro una manciata di persone invece di vedere il vero problema tra navigli parchi e ciclabili che pare davvero che l'italia abbia vinto il mondiale :asd:

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 17:13
da Shock
bigio ha scritto: 8 maggio 2020 15:44 ora mi capite quando dico che ci vorrebbe la dittatura?
Quoto in pieno.

Cosa vi aspettavate? Gente composta ligia alle regole?? Dove vivete??
Fosse per me ordinerei qualche migliaio di camicie brune e manganelli... :look:

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 17:17
da diego
Ma nelle ultime pagine è partita la gara a chi spara la stronzata più grossa così ravviviamo un po' la situazione?

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 17:18
da johnny blade
Andate in Iran.
Con la mascherina però.

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 17:20
da The Philosopher
Graz ha scritto: 8 maggio 2020 16:38 fermo restando che, seppure cattolico e praticante, pure per me non è il caso ancora di riaprire le chiese, non capisco perchè ci si indigna per riaprire edifici mediamente grandi se non enormi con dentro una manciata di persone invece di vedere il vero problema tra fabbriche e uffici che non si sono mai fermati che pare che non ci sia una pandemia in corso
Mi son permesso di apportare una piccola modifica

Peraltro, vi invito a soppesare la gravità di andare in giro per farsi l'aperitivo, che certamente non è la scelta più intelligente da fare in questo momento, e di tenere le attività aperte, mettendo a rischio la salute di un numero di persone molto più alto (ma non la propria), in nome del profitto. Prima i runner, ora i navigli, insomma è sempre, SEMPRE colpa delle persone, mai delle decisioni politiche di tenere aperte le fabbriche di gommini da sedie o di mettere i malati in quarantena negli ospizi.

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 18:15
da johnny blade
The Philosopher ha scritto: 8 maggio 2020 17:20
Graz ha scritto: 8 maggio 2020 16:38 fermo restando che, seppure cattolico e praticante, pure per me non è il caso ancora di riaprire le chiese, non capisco perchè ci si indigna per riaprire edifici mediamente grandi se non enormi con dentro una manciata di persone invece di vedere il vero problema tra fabbriche e uffici che non si sono mai fermati che pare che non ci sia una pandemia in corso
Mi son permesso di apportare una piccola modifica

Peraltro, vi invito a soppesare la gravità di andare in giro per farsi l'aperitivo, che certamente non è la scelta più intelligente da fare in questo momento, e di tenere le attività aperte, mettendo a rischio la salute di un numero di persone molto più alto (ma non la propria), in nome del profitto. Prima i runner, ora i navigli, insomma è sempre, SEMPRE colpa delle persone, mai delle decisioni politiche di tenere aperte le fabbriche di gommini da sedie o di mettere i malati in quarantena negli ospizi.
Ma di cosa ti meravigli?
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Tommaso Di Francesco
EDIZIONE DEL MANIFESTO
08.05.2020

PUBBLICATO
7.5.2020, 23:58

A Taranto non si fanno mancare nulla. Non solo c’è l’impresa Ilva che riproduce lavoro e inquinamento mortale. Nelle prime ore di giovedì scorso la mastodontica portaerei Cavour si è riposizionata con abili manovre per riguadagnare il suo posto d’ormeggio nella Nuova Stazione Mar Grande, per prepararsi a solcare l’oceano Atlantico e raggiungere così gli Stati uniti per caricare lì i cacciabombardieri F35 modello B.

Con gran vanto di Fincantieri, Arsenale Militare Marittimo e Ministero della Difesa, perché si è trattato per due anni di riadattare ponte di volo, hangar, locali tecnici, capacità di imbarco dell’avio-combustibile, strumentazione elettronica. Gran vanto, anche perché a questo punto la Marina Militare italiana, con la Us Navy e la Royal Navy britannico saranno le uniche Marine al mondo in grado di dispiegare portaerei che permettono decollo e atterraggio ai micidiali F35.

A questo punto dunque è chiaro che, per quel che riguarda l’«eccellenza italiana» della produzione di armi per le guerre – i trafficanti di morte che non smette di denunciare, inascoltato è dir poco, papa Francesco – e l’«innovazione degli F35», tanto cara al nuovo direttore de la Repubblica Maurizio Molinari, non solo non cambia nulla ma tutto continua come prima e anzi peggio di prima.

Intanto la portaerei stessa non è proprio un sistema di difesa conforme al dettato costituzionale, visto che trasporterà armi d’offesa in giro per i mari del mondo, ben oltre i confini nazionali.

Ma soprattutto i cacciabombardieri F35 sono un’arma d’offesa, progettati per il first strike, vale a dire per sparare per primi, con capacità perfino di montare ogive nucleari. Ma non eravamo nell’epoca degli interessi comuni e pubblici derivati dal disastro provocato dalla pandemia di Covid 19 che, tutt’altro che debellata, nel mondo sta mietendo centinaia di migliaia di vite umane? La domanda allora diventa spontanea: quanto ci costa quest’avventura?

Ecco la risposta: ogni F35 costa poco più di 100 milioni di euro (156 milioni era quello dei prototipi iniziali), tanto siamo costretti a pagare per il nuovo modello B, il più costoso perché permette il decollo corto e l’atterraggio verticale; ma è un costo approssimato perché si tratta di un «affare» che è un pozzo senza fondo. Una volta comprato deve continuamente essere aggiornato con nuovi sistemi d’arma e sistemi elettronici in mano al committente Usa. Un aggravio pesantissimo per un Paese atlantico come l’Italia la cui spesa militare complessiva ha superato ormai i 70 milioni di euro al giorno.

Ci si chiede: ma quanti reparti di terapia intensiva, quanti respiratori polmonari, quanti sistemi scolastici video-integrati potremmo comprare con la cifra destinata invece da questo governo, come dai governi precedenti, allo sventurato «affare» degli F35B? La Protezione civile, costretta alla sottoscrizione tra i cittadini volenterosi, può fare il calcolo, per favore?

Ora che la corsa folle della Fase 2 si avvia con dichiarazioni improbabili sulle garanzie di sicurezza, forse su questa vergogna una voce di sinistra – dentro, fuori e contro il governo – almeno dovrebbe levarsi. Insieme alla protesta.

Mentre è probabile che ci stiamo preparando solo ad uno sventolio di bandierine tricolori di un popolo festante magari munito dal Ministero della Difesa di mascherine con sopra l’effige d’«eccellenza» degli F35.


Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 19:11
da Shock
The Philosopher ha scritto: 8 maggio 2020 17:20
Graz ha scritto: 8 maggio 2020 16:38 fermo restando che, seppure cattolico e praticante, pure per me non è il caso ancora di riaprire le chiese, non capisco perchè ci si indigna per riaprire edifici mediamente grandi se non enormi con dentro una manciata di persone invece di vedere il vero problema tra fabbriche e uffici che non si sono mai fermati che pare che non ci sia una pandemia in corso
Mi son permesso di apportare una piccola modifica

Peraltro, vi invito a soppesare la gravità di andare in giro per farsi l'aperitivo, che certamente non è la scelta più intelligente da fare in questo momento, e di tenere le attività aperte, mettendo a rischio la salute di un numero di persone molto più alto (ma non la propria), in nome del profitto. Prima i runner, ora i navigli, insomma è sempre, SEMPRE colpa delle persone, mai delle decisioni politiche di tenere aperte le fabbriche di gommini da sedie o di mettere i malati in quarantena negli ospizi.
Considerando che quello che ha fatto finora il governò non lo condivido in pieno, e' colpa del governo l'ammasso di gente ai navigli di ieri? Hai sentito le dichiarazioni di Sala?
Riaprire attività economiche in condizioni di sicurezza è una cosa da fare altrimenti si rischia il tracollo economico peggio della grande depressione; ma la gente che va in giro senza mascherine e distanza di sicurezza quella è colpa loro non del governo.
Vuoi andare a farti un caffè o aperitivo? Prendi vai al bar e poi ritorni a casa in modo consapevole: se invece fai comunella con tanti altri senza protezioni e' perché sei imbecille.
Ecco perché si parla di dittatura: stronzata forse, ma possibile che gli italiani devono avere sempre dietro un carabiniere per seguire le regole? Non si riesce a capire due semplici regole senza che qualcuno ti urli dietro o minacci?
Queste cose le vedo anche sul posto di lavoro, e credimi che la ditta ha fatto e fa di tutto per garantire la sicurezza dei lavoratori ma contro la stupidità umana c'è poco da fare.

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 19:37
da johnny blade
Quindi di chi è la colpa: di chi compra l'aperitivo? O di chi lo vende? O di chi autorizza ?
Ma cosa pensava il sindaco? Di governare 3 negozi, un bar,un giornalaio e un ufficio postale di un paesino di 300 abitanti della Sila?

Quella della gente senza mascherine è un'altra minchiata..

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 19:41
da johnny blade
E questo vale anche quando autorizzano le camminate. Va bene,autorizza,autorizza tutto quello che vuoi. Ricordati pero che Milano non è un paesino di poche anime. Altrimenti tenevi la fase 1 autorizzando solo l'essenziale e non facevi il chiacchierone con gli slogan prima e dopo l'epidemia.

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 20:35
da Shock
Vabbè Johnny, sempre colpa dei politici, il popolo invece è bravo ed intelligente :...:

Chiediti magari perché le persone non fanno come te :elio:

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 20:43
da johnny blade
Ma perché, allora i politici non lo sanno?

Io non lo posso fare perché sto in periferia.
Ci vuole poco a riempire i navigli. È in un centro cittadino. La gente ci abita. Non sono le Maldive disperse nel Pacifico.

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 20:53
da Shock
johnny-blade ha scritto: 8 maggio 2020 20:43 Ma perché, allora i politici non lo sanno?

Io non lo posso fare perché sto in periferia.
Ci vuole poco a riempire i navigli. È in un centro cittadino. La gente ci abita. Non sono le Maldive disperse nel Pacifico.
Sul fatto che è un centro cittadino questo non giustifica assolutamente gli assembramenti.

Tu al posto dei politici cosa avresti fatto? Prorogato il lockdown, facendo fallire un paese?
Oppure avresti consentito solo la ripresa economica ma con continua proroga del restare a casa?

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 20:54
da johnny blade
Poi non bisogna in questo caso ridurre il discorso della e di chi ha la "colpa".
Ognuno quando fa una scelta deve essere conscio( e sapere possibilmente)delle conseguenze che porta. È inutile che si lamenta ora,fa la figura del primo coglione essendo il primo cittadino. Non lo ha deciso il pirla che va a passeggio o che scende di casa se ha voglia.

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 20:57
da Shock
Non mi prende il video, comunque c'è su internet come erano oggi i navigli :elio:

Stessa cosa di ieri :roll:
Sono bastati qualche vigile, e poi certe cose non sono vere...

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 21:03
da johnny blade
Ma certe cose non sono vere cosa?

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 21:03
da GaYden
scusate eh, ma spiegatemi come non riusciate a vedere la differenza tra il far andare una fabbrica con relativamente pochi impiegati in condizioni di sicurezza e l'andare a fare "passeggiate" (leggi "farsi i cazzi propri") a frotte come se non fosse/non stia succedendo nulla.

quello che non vi riesce a entrare nel cervello è che DEVI far ripartire in qualche modo l'economia. sennò dichiariamo fallimento a priori, rinunciamo all'essere Italia e facciamoci assorbire dalla Francia/austria/svizzera/croazia/quel che vi pare.

il problema è, mi ripeto ahimè, che la matrice sinistrorsa sa soltanto scassare la minchia con "le fabbriche aprono/non chiudono perchè il Padrone deve guadagnare" "eh, i lavoratori rischiano" "governo ladro" ecc. Poi però, se si chiude qualcosa allora insorgono per la disoccupazione. Al contempo però "la libertà personale è sacra e inviolabile, il governo se ne approfitta".
sapete che c'è? andate a pigliarvelo nel culo.

sapete solo lamentarvi, qualunque cosa si faccia.

la gente se ne va in giro come se niente fosse perchè non ha capito un cazzo, perchè sono una massa di ignoranti buoni solo a lamentarsi "del governo". quello che mi fa rodere il culo è che se uno se ne vuole fottere ed esce non rischia la pelle solo lui (il che a me fottesega. vuoi rischiare di schiattare? schiatta) ma rischia di danneggiare mezzo paese.

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 21:05
da Shock
bigio ha scritto: 8 maggio 2020 21:03 scusate eh, ma spiegatemi come non riusciate a vedere la differenza tra il far andare una fabbrica con relativamente pochi impiegati in condizioni di sicurezza e l'andare a fare "passeggiate" (leggi "farsi i cazzi propri") a frotte come se non fosse/non stia succedendo nulla.

quello che non vi riesce a entrare nel cervello è che DEVI far ripartire in qualche modo l'economia. sennò dichiariamo fallimento a priori, rinunciamo all'essere Italia e facciamoci assorbire dalla Francia/austria/svizzera/croazia/quel che vi pare.

il problema è, mi ripeto ahimè, che la matrice sinistrorsa sa soltanto scassare la minchia con "le fabbriche aprono/non chiudono perchè il Padrone deve guadagnare" "eh, i lavoratori rischiano" "governo ladro" ecc. Poi però, se si chiude qualcosa allora insorgono per la disoccupazione. Al contempo però "la libertà personale è sacra e inviolabile, il governo se ne approfitta".
sapete che c'è? andate a pigliarvelo nel culo.

sapete solo lamentarvi, qualunque cosa si faccia.

la gente se ne va in giro come se niente fosse perchè non ha capito un cazzo, perchè sono una massa di ignoranti buoni solo a lamentarsi "del governo". quello che mi fa rodere il culo è che se uno se ne vuole fottere ed esce non rischia la pelle solo lui (il che a me fottesega. vuoi rischiare di schiattare? schiatta) ma rischia di danneggiare mezzo paese.
:cornine:

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 21:08
da johnny blade
bigio ha scritto: 8 maggio 2020 21:03 scusate eh, ma spiegatemi come non riusciate a vedere la differenza tra il far andare una fabbrica con relativamente pochi impiegati in condizioni di sicurezza e l'andare a fare "passeggiate" (leggi "farsi i cazzi propri") a frotte come se non fosse/non stia succedendo nulla.

quello che non vi riesce a entrare nel cervello è che DEVI far ripartire in qualche modo l'economia. sennò dichiariamo fallimento a priori, rinunciamo all'essere Italia e facciamoci assorbire dalla Francia/austria/svizzera/croazia/quel che vi pare.

il problema è, mi ripeto ahimè, che la matrice sinistrorsa sa soltanto scassare la minchia con "le fabbriche aprono/non chiudono perchè il Padrone deve guadagnare" "eh, i lavoratori rischiano" "governo ladro" ecc. Poi però, se si chiude qualcosa allora insorgono per la disoccupazione. Al contempo però "la libertà personale è sacra e inviolabile, il governo se ne approfitta".
sapete che c'è? andate a pigliarvelo nel culo.

sapete solo lamentarvi, qualunque cosa si faccia.

la gente se ne va in giro come se niente fosse perchè non ha capito un cazzo, perchè sono una massa di ignoranti buoni solo a lamentarsi "del governo". quello che mi fa rodere il culo è che se uno se ne vuole fottere ed esce non rischia la pelle solo lui (il che a me fottesega. vuoi rischiare di schiattare? schiatta) ma rischia di danneggiare mezzo paese.
Ma sei tu che non capisci un cazzo.
Anche i negozianti hanno il diritto di aprire? Ok giusto. E per chi devono aprire allora se non per una clientela diretta?
Punto. Non rompere il cazzo se la gente va a bere che ai navigli ci somo solo bar e non fabbriche per pendolari.
Hai rotto il cazzo con la sinistra e minchiate varie. Vota Sgarbi e vai a cagare.

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 21:44
da GaYden
Continui, per l'ennesima volta, persistendo, a non capire niente. Nulla. Zero.
Ma a questo punto penso proprio che non ci arrivi a livello intellettivo. Non ce la fai.

Sei stupido. Rassegnamoci

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 21:52
da johnny blade
Si ciao. Capiscione. Ma vatt a fa na cacata.

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 21:57
da johnny blade
Sgarbato.

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 22:16
da The Philosopher
bigio ha scritto: 8 maggio 2020 21:03 scusate eh, ma spiegatemi come non riusciate a vedere la differenza tra il far andare una fabbrica con relativamente pochi impiegati in condizioni di sicurezza e l'andare a fare "passeggiate" (leggi "farsi i cazzi propri") a frotte come se non fosse/non stia succedendo nulla.

quello che non vi riesce a entrare nel cervello è che DEVI far ripartire in qualche modo l'economia. sennò dichiariamo fallimento a priori, rinunciamo all'essere Italia e facciamoci assorbire dalla Francia/austria/svizzera/croazia/quel che vi pare.

il problema è, mi ripeto ahimè, che la matrice sinistrorsa sa soltanto scassare la minchia con "le fabbriche aprono/non chiudono perchè il Padrone deve guadagnare" "eh, i lavoratori rischiano" "governo ladro" ecc. Poi però, se si chiude qualcosa allora insorgono per la disoccupazione. Al contempo però "la libertà personale è sacra e inviolabile, il governo se ne approfitta".
sapete che c'è? andate a pigliarvelo nel culo.

sapete solo lamentarvi, qualunque cosa si faccia.

la gente se ne va in giro come se niente fosse perchè non ha capito un cazzo, perchè sono una massa di ignoranti buoni solo a lamentarsi "del governo". quello che mi fa rodere il culo è che se uno se ne vuole fottere ed esce non rischia la pelle solo lui (il che a me fottesega. vuoi rischiare di schiattare? schiatta) ma rischia di danneggiare mezzo paese.
Ti sei già giocato tutto il credito degli spiegoni, eh.
Prima di tutto, quello che non ha capito che le fabbriche non hanno riaperto, ma non sono MAI state chiuse sei tu. Poi in condizioni di sicurezza, sicuro guarda, ogni anno rimangono uccisi statisticamente 2 lavoratori al giorno per negligenza dei datori di lavoro, però sicuramente ora che c'è il virus son diventati diligenti sulle misure di sicurezza. Sicuro.
E questo porta al secondo punto: la gente che va a ruttarsi in faccia è deficiente? Probabilmente lo è, potrebbe essere più prudente. Ma il peso specifico nella diffusione della malattia e nelle morti (perché qui non stiamo facendo sofismi, qui c'è un sacco di gente che è morta) è ben diverso da chi ha creato dei centri di contgio. E il messaggio da almeno un mese a questa parte è che la colpa di quello che succede è degli stronzi che vanno a correre. Così chi ha preso delle decisioni si scarica delle responsabilità, tanto è colpa dei singoli, mica di chi ha legittimato gli assembramenti.

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 22:28
da Shock
@The Philosopher : scusa tanto, siccome faccio l'operaio, ma quali fabbriche non sono MAI state chiuse? In provincia di Torino per il tempo del lockdown erano quasi tutte chiuse.
In più sono quasi trent'anni che lavoro in fabbrica, o ho culo io o dove ho lavorato gli infortuni sono stato tutta colpa degli operai che spesso e volentieri lavorano alla cazzo e senza i DPI che il datore di lavoro consegna. E me lo ha detto pure un imprenditore!
Scaricare la responsabilità sui datori di lavoro è insensato, detto da insider :elio:

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 22:35
da GaYden
The Philosopher ha scritto: 8 maggio 2020 22:16
bigio ha scritto: 8 maggio 2020 21:03 scusate eh, ma spiegatemi come non riusciate a vedere la differenza tra il far andare una fabbrica con relativamente pochi impiegati in condizioni di sicurezza e l'andare a fare "passeggiate" (leggi "farsi i cazzi propri") a frotte come se non fosse/non stia succedendo nulla.

quello che non vi riesce a entrare nel cervello è che DEVI far ripartire in qualche modo l'economia. sennò dichiariamo fallimento a priori, rinunciamo all'essere Italia e facciamoci assorbire dalla Francia/austria/svizzera/croazia/quel che vi pare.

il problema è, mi ripeto ahimè, che la matrice sinistrorsa sa soltanto scassare la minchia con "le fabbriche aprono/non chiudono perchè il Padrone deve guadagnare" "eh, i lavoratori rischiano" "governo ladro" ecc. Poi però, se si chiude qualcosa allora insorgono per la disoccupazione. Al contempo però "la libertà personale è sacra e inviolabile, il governo se ne approfitta".
sapete che c'è? andate a pigliarvelo nel culo.

sapete solo lamentarvi, qualunque cosa si faccia.

la gente se ne va in giro come se niente fosse perchè non ha capito un cazzo, perchè sono una massa di ignoranti buoni solo a lamentarsi "del governo". quello che mi fa rodere il culo è che se uno se ne vuole fottere ed esce non rischia la pelle solo lui (il che a me fottesega. vuoi rischiare di schiattare? schiatta) ma rischia di danneggiare mezzo paese.
Ti sei già giocato tutto il credito degli spiegoni, eh.
Prima di tutto, quello che non ha capito che le fabbriche non hanno riaperto, ma non sono MAI state chiuse sei tu. Poi in condizioni di sicurezza, sicuro guarda, ogni anno rimangono uccisi statisticamente 2 lavoratori al giorno per negligenza dei datori di lavoro, però sicuramente ora che c'è il virus son diventati diligenti sulle misure di sicurezza. Sicuro.
E questo porta al secondo punto: la gente che va a ruttarsi in faccia è deficiente? Probabilmente lo è, potrebbe essere più prudente. Ma il peso specifico nella diffusione della malattia e nelle morti (perché qui non stiamo facendo sofismi, qui c'è un sacco di gente che è morta) è ben diverso da chi ha creato dei centri di contgio. E il messaggio da almeno un mese a questa parte è che la colpa di quello che succede è degli stronzi che vanno a correre. Così chi ha preso delle decisioni si scarica delle responsabilità, tanto è colpa dei singoli, mica di chi ha legittimato gli assembramenti.
Quindi le attività che hanno avuto il via a ripartire con l'ultimo decreto in realtà sono sempre state aperte?
Interessante.
E dimmi, nella dimensione alternativa in cui vivi tu come ci si arriva? C'è un portale, un tombino magico, oppure basta prendere i mezzi pubblici?

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 23:02
da johnny blade
Un esempio
https://www.google.com/amp/s/www.ilfatt ... 54769/amp/

Lascia perdere Philo, che fai la fine della zecca..

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 23:18
da Shock
Ma lo hai letto bene l'articolo? Se si tante risposte sono li contenute: se una ditta ha chiesto una deroga, ed anche la mia lo ha fatto, chi deve decidere sono le prefetture; se queste si sono limitate a guardare il codice Ateco la colpa è loro.
Inoltre chi lo dice che non si siano messe in sicurezza?
Tra l'altro un articolo del Fatto Quotidiano, noto giornale di parte che un giorno si e l'altro pure attacca Confindustria.
Ah, quelle sono due zone d'Italia' in Piemonte ad esempio hanno tutte chiuso, e la maggior parte hanno riaperto solo lunedì.

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 23:22
da The Philosopher
Metal Shock ha scritto: 8 maggio 2020 22:28 @The Philosopher : scusa tanto, siccome faccio l'operaio, ma quali fabbriche non sono MAI state chiuse? In provincia di Torino per il tempo del lockdown erano quasi tutte chiuse.
In più sono quasi trent'anni che lavoro in fabbrica, o ho culo io o dove ho lavorato gli infortuni sono stato tutta colpa degli operai che spesso e volentieri lavorano alla cazzo e senza i DPI che il datore di lavoro consegna. E me lo ha detto pure un imprenditore!
Scaricare la responsabilità sui datori di lavoro è insensato, detto da insider :elio:
Ah cazzo te l'ha detto un imprenditore! Niente allora scusa, errore mio.
bigio ha scritto: 8 maggio 2020 22:35 Quindi le attività che hanno avuto il via a ripartire con l'ultimo decreto in realtà sono sempre state aperte?
Interessante.
E dimmi, nella dimensione alternativa in cui vivi tu come ci si arriva? C'è un portale, un tombino magico, oppure basta prendere i mezzi pubblici?
Sono principalmente (ma non esclusivamente) attività con interfaccia diretta con il pubblico che non erano classificate come imprescindibili, quindi ristorazione, bar, negozi di giardiaggio, massaggi thailandesi, cliniche per sbiancamento anale, parrucchieri, etc.

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 23:27
da Shock
Scusa ma se non conosci la vicenda la presa per il sedere è inutile, visto che conoscevo benissimo quell'imprenditore, la sua onestà e il suo modo di lavorare.
Prima di emettere sentenze chiedo, grazie.

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 23:31
da Shock
Ma giusto per curiosità se posso, che lavoro fai Philo?

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 8 maggio 2020 23:48
da GaYden
The Philosopher ha scritto: 8 maggio 2020 23:22
Metal Shock ha scritto: 8 maggio 2020 22:28 @The Philosopher : scusa tanto, siccome faccio l'operaio, ma quali fabbriche non sono MAI state chiuse? In provincia di Torino per il tempo del lockdown erano quasi tutte chiuse.
In più sono quasi trent'anni che lavoro in fabbrica, o ho culo io o dove ho lavorato gli infortuni sono stato tutta colpa degli operai che spesso e volentieri lavorano alla cazzo e senza i DPI che il datore di lavoro consegna. E me lo ha detto pure un imprenditore!
Scaricare la responsabilità sui datori di lavoro è insensato, detto da insider :elio:
Ah cazzo te l'ha detto un imprenditore! Niente allora scusa, errore mio.
bigio ha scritto: 8 maggio 2020 22:35 Quindi le attività che hanno avuto il via a ripartire con l'ultimo decreto in realtà sono sempre state aperte?
Interessante.
E dimmi, nella dimensione alternativa in cui vivi tu come ci si arriva? C'è un portale, un tombino magico, oppure basta prendere i mezzi pubblici?
Sono principalmente (ma non esclusivamente) attività con interfaccia diretta con il pubblico che non erano classificate come imprescindibili, quindi ristorazione, bar, negozi di giardiaggio, massaggi thailandesi, cliniche per sbiancamento anale, parrucchieri, etc.
Ah bè allora è tutta un'altra storia.

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 9 maggio 2020 00:15
da Squall
ah, se solo vivessimo in sveziagiapponeolandaregnounito, dove la gente sa comportarsi a modino e le strade sono sempre pulite. :bu:

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 9 maggio 2020 00:24
da Shock
Pretendi troppo :look:

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 9 maggio 2020 10:05
da None
Squall ha scritto: 9 maggio 2020 00:15 ah, se solo vivessimo in sveziagiapponeolandaregnounito, dove la gente sa comportarsi a modino e le strade sono sempre pulite. :bu:
:nono:

era "dove l'erba è verde e le ragazze sono carine"

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 9 maggio 2020 10:49
da Ennio
None ha scritto: 9 maggio 2020 10:05 "dove l'erba è verde e le ragazze sono carine"
citazione colta :...:

:asd:

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 9 maggio 2020 11:07
da johnny blade
Ennio ha scritto: 9 maggio 2020 10:49
None ha scritto: 9 maggio 2020 10:05 "dove l'erba è verde e le ragazze sono carine"
citazione colta :...:

:asd:
GnR
paradise city

Re: Questa cazzo di influenza

Inviato: 9 maggio 2020 11:14
da johnny blade
Metal Shock ha scritto: 8 maggio 2020 20:57 Non mi prende il video, comunque c'è su internet come erano oggi i navigli :elio:

Stessa cosa di ieri :roll:
Sono bastati qualche vigile, e poi certe cose non sono vere...
Ieri ai navigli c'era tanta gente quanta il giorno prima.

“Con il teleobiettivo che hai in mano, se volessi potresti far sembrare che c’è un sacco di gente dove in realtà ce n’è poca?”

“Certo, con la giusta inquadratura” risponde il fotografo. Un collega che ascolta non gradisce la domanda: “ma non dire puttanate“.

Milano, Darsena, il giorno dopo le fotografie incriminate a cui il sindaco Sala ha reagito con la minaccia: “C’è da incazzarsi, se succede ancora chiudo i navigli e i bar da asporto, è un ultimatum“.

I fotografi sono tutti lì, a cercare immagini. Forse immagini che dicano quanta gente ci sia davvero in giro, o forse in realtà solo belle immagini che raccontino una giornata di sole in un fine settimana di maggio in cui le persone escono a passeggiare, dopo essere state chiuse in casa due mesi. Compare un gruppo di ragazze in pantaloncini corti e rollerblade e tutti gli obiettivi sono per loro.

I fotografi si difendono: “la colpa non è nostra” incalza quello che si era risentito per la domanda “ma dei giornali che su una foto poi ci fanno i titoli e le campagne“.

I Navigli sono militarizzati. Mezzi della Polizia, dei Carabinieri e soprattutto della Polizia Locale fanno avanti e indietro di continuo. Gli agenti guardano tutto ma non intervengono mai, tranne quando un ragazzo si avvicina ai fotografi e ad alta voce spiega che quelle foto non sono state gradite. Arrivano due poliziotti in moto, uno suona il clacson, la cosa finisce lì.

Tutti quei lampeggianti perché Sala al mattino lo aveva detto: oggi mando i vigili.
“Sì, ma com’è il vostro lavoro?”
“È come raccogliere il brodo con un cucchiaino” dice una vigilessa appena arrivata per iniziare il turno.

Il punto è: quale sarebbe il brodo da raccogliere? Le persone in giro sono tante. In Darsena, sui Navigli, nel parchetto vicino. Adulti, giovani, genitori con i bambini piccoli, tante bici, qualche cane. La mascherina ce l’hanno tutti, tranne chi si avventa a correre sul pavé. Assembramenti non se ne vedono. Le coppie camminano vicine, gli altri tengono una distanza di sicurezza misurata a buon senso.

“La sola differenza con ieri è tutta questa Polizia che ieri non c’era” afferma un commerciante.
E l’ultimatum di Sala?
“Se il sindaco non vuole le persone deve chiudere” dice un uomo che afferma di vivere lì, sul Naviglio Grande. “Le persone escono perché possono” insiste.
“Ma ieri c’erano più persone?”
“No, ieri era uguale a oggi“.

Uguale a oggi. Anche il ragazzo del bar che vende aperitivi da asporto lo dice. Stessa gente.
Ma gli affari?
“Ieri quaranta cockail da asporto, oggi fino a questo momento otto“.
In un venerdi normale quanti ne fai?
“Quattrocento”

Forse il cockatil non è l’unità di misura più corretta. Allo storico negozio di fumetti, però, hanno numeri simili. Dieci volte meno di una giornata normale, le vendite.

Tanti, tra coloro che potrebbero tenere aperto, sono chiusi. La libreria che il primo giorno dopo la quarantena aveva riaperto ha le saracinesche giù. I bar che fanno l’asporto non sono molti.

Nessuno si azzarda a bere seduto sui muretti, la sorveglianza è continua.
Se non sono i vigili, sono le telecamere delle tv che sono tutte lì.

Le strade che prima erano il simbolo del divertimento ora sono il simbolo della paura. Non è dichiarata, nessuno dice di avere paura, tutti dicono di essere lì per passeggiare e prendere aria. Ma c’è. C’è nel modi di guardarsi l’un l’altro, c’è negli obiettivi che scrutano alla ricerca dello scoop, c’è nel “la mascherina” che sale come un rimprovero, anonimo, quando un ciclista se la abbassa un momento. C’è nei lampeggianti blu che fanno avanti e indietro e c’è quando a un certo punto uno di quei lampeggianti è quello di un’ambulanza che si ferma a lungo davanti a un portone.

Arriva il sindaco. Si scatta una foto dove c’è solo lui assieme a un vigile. Finisce sui suoi social. “Navigli, ora meglio. Grazie” la didascalia.

Il sole scende e scalda il colore dei lucchetti degli innamorati sul ponte dedicato ad Alda Merini, la poetessa che viveva qui, in un’epoca in cui era tutto diverso.