Erlik_khan ha scritto:Coren, eri tu che parlavi dei sogni lucidi, no?
Ps. Ultimamente sogno tantissimo ma ricordo i sogni solo nel momento in cui faccio la pisciata notturna. Sarebbe interessante trascriverli
Continuo da allora, sogni lunghi e strani, che poi svaniscono. Quello di stanotte lo ricordo un po' meglio, però.
Se avrete la pazienza e la voglia di leggerlo, eccolo qui:
Non so cosa fosse successo prima ( ho vaghi ricordi di esser stato in una stanza da letto con un troione, una mora, pochi dettagli ulteriori) ma mi ritrovo a parlare seduto in mezzo ad un terreno, in una campagna, con una persona che conosco nel sogno ma non nella vita reale, fra erba verdissima e gente che lavora i campi poco lontano.
Ad un certo punto, scorgo sotto una zolla una macchia colorata, ci lavoro un po' e tiro fuori un peperone verde, bello grande e lucido.
"Guarda qui! - dico - chissà chi l'ha piantato". Controllo meglio nella buca, che è già molto più grande, e comincio a trovare, uno dopo l'altro, altri peperoni verdi.
Nel frattempo si è radunata una piccola folla attorno alla buca, profonda circa un metro adesso. Stanno tutti attorno, in silenzio, come gente che veglia alla sepoltura di un morto. Appena raccolgo l'ultimo peperone si forma una gelatina arancione sul terreno che inizia a vibrare e a muoversi, fino a formare una sorta di sagoma umana. La gente inizia a mormorare, più infastidita che stupita da questa sagoma arancione e tozza che vibra, si agita come mossa da onde interne, fin quando comincia a diventare granulosa e a sfaldarsi in pezzi sempre più piccoli e rotondi che fuggono via, come dei vermetti o delle coccinelle impazzite.
Stanno quasi per sparire questi ultimi insetti fra le buche del terreno quando noto qualcosa di metallico mezzo sepolto. Scavo fra gli ultimi vermetti e la terra umida fino a tirare fuori una sorta di giocattolo dalla forma umanoide, praticamente la copia della sagoma arancione dei vermi, ma più in piccolo. Comincio a dire che non è possibile e che deve trattarsi di qualcosa di assurdo, deve esserci un motivo se quei vermi copiavano la forma del giocattolo, mentre la gente attorno mi dice che è solo un pezzo di latta della Fiat, un giocattolo da riciclo, senza importanza. Va bene, sostengo, lo so che è del 70 e che non è così antico, ma come spiegate i vermi di prima? Dove sono spariti? Continuano tutti a sostenere che lo posso rivendere, ma per poco, e che non c'e' niente di strano in quei vermi, è solo una sagoma di metallo.
Disturbato, a quel punto, mi ritrovo in una stradina con un tale, pronto a verificare se ci sia qualcosa di simile ai vermi o alla sagoma oltre una teca enorme in uno stanzino buio, di fatto una porta finestra sigillata che da su un altro modo, una distesa arancione e arida, piena di sassi, fumosa, che ricorda un po' le immagini di
Titano ( mi è venuto in mente adesso).
Mi ritrovo, quindi, in questo stanzino buio e umido, la cui unica fonte di illuminazione, una debole luce arancione, malata, proviene da questi enormi vetri. Il tipo di prima è diventato una signora di 50 anni, che sbircia oltre il vetro fino a strillare entusiasta, ballando, e a indicare qualcosa in un angolo. Mi avvicino, appoggio la testa al vetro e scorgo le pinne di una foca, fra le rocce e la sabbia arancione,che sobbalzano per tirar poi fuori l'intero animale alieno, una foca impolverata ma con un becco lungo e grigio scuro al posto del muso. La foca aliena saltella di pancia e pinne fra le rocce, sporca e coperta da polvere arancione ( come tutto il resto), raggiunta subito dopo da un esemplare identico ma più grande, con una sorte di criniera, e da un batuffolo grigio che capisco essere il cucciolo dei due extraterresti. Cominciamo ad entusiasmarci per questa scoperta chiamando una terza persona che arriva nello stanzino da una stradina del mio paesino siculo... ( vabbeh), gli indichiamo entusiasti i tre animali alieni che si fanno via via più vicini salvo scansarsi, all'improvviso, e lasciar il posto ad un animale molto più simile ad una foca, anche nel muso, ma che urla aggressivamente e ci abbaia contro, saltando contro il vetro e colpendolo con un enorme artiglio giallo, a falce, per pinna, iniziando a scalfirlo e a scatenare la rabbia anche degli altri tre esseri.
Le urla nella stanza cominciano a diventare assordanti, temiamo che il vetro possa rompersi ed iniziamo a temere di essere aggrediti e divorati, nonostante l'ultimo venuto mi conferma che possiamo difenderci, che abbiamo 19 armi con noi, nonostante siamo in 12, dice, ma che le ha dimenticate a casa sua, in paese, e che quindi noi 3 dovremo arrangiarci.
Fuggiamo via, ritrovandoci a scappare fra i vicoli del mio paesino, seguiti a ruota da una bambina bionda che verrà, poi, sommersa, da un'onda di acqua che arriva da un vicolo laterale.
Il sogno è continuato, infine, con scene in un garage buio ed una sorta di festa, ma torna ad essere tutto confuso e poco coerente
