Baker ha scritto:Forse ancora non siete arrivati a toccare il fondo. Spero ci arriverete prima o poi.
Tranne qualche eccezione vedo solo utenti che non partecipano mai e quando lo fanno è solo per cacare il cazzo. Alcuni di voi raggiunge il 100% di pareri negativi, se pensate di star bene con la testa mi sa che ci vuole qualche mesetto di analisi.
Esprimere pareri negativi è legittimo, farlo 10 volte nello stesso topic è da malati di mente o da provocatori. Choose your side.
Dai non costringermi a cercare uno ad uno tutti i topic in cui compari solo ed esclusivamente per esprimere più e più volte lo stesso parere negativo. Non ho né il tempo né la voglia.
Risparmiaci certe cagate, che ci si conosce da un bel po' qui.
Polimar72 ha scritto:Credo che la conversazione abbia preso una piega diversa da questo commento, che spiegatemi cosa centra col disco dei SX.
Io posto quasi solo esclusivamente in Classic, ma leggendo altre sezioni soprattutto quelle unplugged è una pratica comune fare cosi. Tu hai tutta la libertà del mondo e tutto il mio rispetto nel dire che per te il disco dei SX è merda. Ma la tua libertà finisce e anche il mio rispetto quando dici che io sono un bulimico che si tracanna tutto quello che il mercato gli propone. La risposta te la devi aspettare e non ti lamentare se arriva.
Rivendico il diritto di dire che non capite un cazzo quando dimostrate palesemente di non capire un cazzo. Come nel caso di questi tre singoli, uno più brutto dell'altro.
Ma poi lamentarsi di che? Incazzatevi pure, che al massimo mi ci diverto.
Quanto alla bulimia, amplio quanto accennato da diego, che è l'unico che ha afferrato davvero il punto (e dinanzi al quale mi prosto in segno di adorazione per aver sintetizzato la questione molto meglio di quanto non farò io).
Fino ai 25 anni circa avrò ascoltato come minimo una ventina di dischi l'anno, in media (vado a spanne, ma ci siamo capiti) .
E quando dico "ascoltato", intendo dire che quei dischi li ascoltavo sul serio: un album per volta, cuffie in testa (o stereo a palla) e via. Non schiaffavo 2000 album sull'ipod per ascoltarli con un decimo di cervello acceso mentre correvo/guidavo/scopavo/giocavo al pc/leggevo/stavo in spiaggia (quanta tristezza, mamma mia).
Li ascoltavo leggendo i testi, sfogliando il libretto, ammirando l'artwork, gustando ogni singola nota, ogni singolo arrangiamento, ogni sfumatura. Gli album che ho scoperto ed amato in quegli anni mi sono entrati dentro e quando dico che li amo (o li odio) parlo con cognizione di causa. Di quei dischi conosco a memoria testi, storie delle band, significati nascosti, ogni singola cazzata.
Perché? Per tre fattori essenziali: amavo la musica, ero "giovane" e ignorante e (soprattutto) non avevo praticamente un cazzo da fare dalla mattina alla sera (e quindi avevo mooolto tempo libero).
Ora ho 35 anni, amo ancora la musica, sono più maturo e (leggermente) meno ignorante, ma, soprattutto, avrò si e no un paio d'ore a settimana per ascoltare la musica in quel modo (che è l'unico modo in qui dovrebbe essere ascoltata). E comunque spesso quelle due ore finisco per impiegarle facendo altro, perché magari ho cose più urgenti da fare.
Questo stato di cose e l'esperienza di 35 anni di ascolti, mi hanno reso più rapido e selettivo. Per forza di cose. Per cui non posso più permettermi di perdere tempo prezioso della mia vita cercando di farmi piacere un disco mediocre (come feci, ad esempio, da ragazzo, con Re-Load, fallendo miseramente).
Conosco i miei gusti, so cosa cerco in un brano o in un album. E se manca quella scintilla, beh, tanti saluti e passo oltre. Spesso anche al primo ascolto, si.
Per cui, visto che qui siamo tutti come minimo coetanei (salvo poche eccezioni), posso dire tranquillamente che se un uomo (o una donna) della mia età riesce ad apprezzare un numero così elevato di album, le possibilità sono tre:
1. Ha un molto tempo libero. Costantemente. Ogni giorno.
2. In trenta e passa anni non ha mai sviluppato uno straccio di senso critico degno di questo nome, che gli (o le) permetta di scremare le proposte sul mercato in base ai suoi gusti o a ciò che cerca nella musica.
3. Li ascolta col culo, magari facendo tutt'altro e a cervello spento. Quindi, dopo un paio di ascolti fatti in questo modo, mette la spunta accanto al titolo dell'album in un lungo elenco mentale di roba da sentire, così, per far numero e passa oltre. Ma a conti fatti, quell'album NON L'HA ASCOLTATO. E due settimane dopo se n'è già dimenticato (ed ecco la bulimia di cui parlavo).
Forse, anziché parlare di quanta e quale roba si ascolta (in una sorta di gara implicita a chi ce l'ha più lungo), sarebbe il caso di cominciare a cercare di capire "come" la si ascolta.