Re: quello che vi passa in mente..
Inviato: 24 marzo 2021 00:07
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Ti stai guardando lavorativamente intorno? Anche a livello di, boh, formazione e/o specializzazione, per vedere se nel medio periodo riesci a cambiare lavoro?Cattivo_soggetto ha scritto:Più passano i giorni, più faccio fatica ad andare al lavoro. Non è che lo abbia mai amato particolarmente, ma almeno ci sono sempre andato di buon grado, se non altro perché senza di esso non potrei mantenermi...Ma ultimamente è sempre peggio. Quando il cliente più grosso della nostra azienda ci assorbì, anche a causa di alcune promesse fatteci dal nuovo titolare, pensavo che le cose sarebbero andate meglio, con maggiori risorse, una diversa mentalità nel fare impresa, magari migliori opportunità per fare carriera...Invece, dopo un anno e mezzo abbastanza interlocutorio, in cui sono cambiati due direttori e ci sono stati diversi avvicendamenti fra gli impiegati tecnici, abbiamo preso una china davvero preoccupante. Il direttore che abbiamo adesso è un incompetente, non sono solo io a dirlo, ma è opinione più o meno di tutti: spesso quando gli viene chiesto come procedere con la produzione, vedi proprio che ha un vuoto mentale, non sa come rispondere. L'organizzazione del lavoro è una completa sconosciuta e questo si ripercuote, ovviamente, sulla programmazione in qualsiasi reparto, compreso il mio, che è forse il più nevralgico dell'intero stabilimento. La tensione e il nervosismo sono quasi tangibili. Ormai, nel giro di un anno, fra gente che è andata in pensione e gente che ha cambiato lavoro, se ne sono andate 10 persone e altri tre (fra i più anziani ed esperti) se ne andranno entro qualche mese. E non si pensa di sostituirli con personale altrettanto preparato, no, ma solo con gente assunta come interinale, tutta straniera, senza alcuna esperienza...Io boh, cerco di portare pazienza ancora un po', anche perché momentaneamente mia moglie è senza lavoro, per cui dipende da me ed in un periodo come questo è difficile cambiare lavoro, né, purtroppo, ho conoscenza che potrebbero aiutarmi. Ma ho paura, prima o poi, di non farcela più a reggere la pressione e non so cosa potrebbe succedere. Scusatemi, in genere sono più riservato, ma oggi è stata una giornata molto dura e avevo bisogno di sfogarmi...
coraggioCattivo_soggetto ha scritto: ↑25 marzo 2021 03:15 Più passano i giorni, più faccio fatica ad andare al lavoro. Non è che lo abbia mai amato particolarmente, ma almeno ci sono sempre andato di buon grado, se non altro perché senza di esso non potrei mantenermi...Ma ultimamente è sempre peggio. Quando il cliente più grosso della nostra azienda ci assorbì, anche a causa di alcune promesse fatteci dal nuovo titolare, pensavo che le cose sarebbero andate meglio, con maggiori risorse, una diversa mentalità nel fare impresa, magari migliori opportunità per fare carriera...Invece, dopo un anno e mezzo abbastanza interlocutorio, in cui sono cambiati due direttori e ci sono stati diversi avvicendamenti fra gli impiegati tecnici, abbiamo preso una china davvero preoccupante. Il direttore che abbiamo adesso è un incompetente, non sono solo io a dirlo, ma è opinione più o meno di tutti: spesso quando gli viene chiesto come procedere con la produzione, vedi proprio che ha un vuoto mentale, non sa come rispondere. L'organizzazione del lavoro è una completa sconosciuta e questo si ripercuote, ovviamente, sulla programmazione in qualsiasi reparto, compreso il mio, che è forse il più nevralgico dell'intero stabilimento. La tensione e il nervosismo sono quasi tangibili. Ormai, nel giro di un anno, fra gente che è andata in pensione e gente che ha cambiato lavoro, se ne sono andate 10 persone e altri tre (fra i più anziani ed esperti) se ne andranno entro qualche mese. E non si pensa di sostituirli con personale altrettanto preparato, no, ma solo con gente assunta come interinale, tutta straniera, senza alcuna esperienza...Io boh, cerco di portare pazienza ancora un po', anche perché momentaneamente mia moglie è senza lavoro, per cui dipende da me ed in un periodo come questo è difficile cambiare lavoro, né, purtroppo, ho conoscenza che potrebbero aiutarmi. Ma ho paura, prima o poi, di non farcela più a reggere la pressione e non so cosa potrebbe succedere. Scusatemi, in genere sono più riservato, ma oggi è stata una giornata molto dura e avevo bisogno di sfogarmi...
Ivo inizia con calma e senza fretta a guardarti intorno!! Non è un periodo particolarmente florido ma le opportunità ci sono, un po' di fermento c'è, spinto dalle previsioni sul PIL per l'anno prossimo....vedo un po' di richieste in giro, le cose si muovono....tu ora uno stipendio lo prendi quindi fai buon viso a cattivo gioco e tira avanti, ma nel frattempo senza fretta guardati intorno, vedi anche se c'è la possibilità di fare corsi di formazione e specializzazione per incrementare le competenze...vivi in una zona tra l'altro dove un po' di attività ci sono....vedrai che con calma e pazienza qualche opportunità salta fuori!! Non mollare!!Cattivo_soggetto ha scritto: ↑25 marzo 2021 03:15 Più passano i giorni, più faccio fatica ad andare al lavoro. Non è che lo abbia mai amato particolarmente, ma almeno ci sono sempre andato di buon grado, se non altro perché senza di esso non potrei mantenermi...Ma ultimamente è sempre peggio. Quando il cliente più grosso della nostra azienda ci assorbì, anche a causa di alcune promesse fatteci dal nuovo titolare, pensavo che le cose sarebbero andate meglio, con maggiori risorse, una diversa mentalità nel fare impresa, magari migliori opportunità per fare carriera...Invece, dopo un anno e mezzo abbastanza interlocutorio, in cui sono cambiati due direttori e ci sono stati diversi avvicendamenti fra gli impiegati tecnici, abbiamo preso una china davvero preoccupante. Il direttore che abbiamo adesso è un incompetente, non sono solo io a dirlo, ma è opinione più o meno di tutti: spesso quando gli viene chiesto come procedere con la produzione, vedi proprio che ha un vuoto mentale, non sa come rispondere. L'organizzazione del lavoro è una completa sconosciuta e questo si ripercuote, ovviamente, sulla programmazione in qualsiasi reparto, compreso il mio, che è forse il più nevralgico dell'intero stabilimento. La tensione e il nervosismo sono quasi tangibili. Ormai, nel giro di un anno, fra gente che è andata in pensione e gente che ha cambiato lavoro, se ne sono andate 10 persone e altri tre (fra i più anziani ed esperti) se ne andranno entro qualche mese. E non si pensa di sostituirli con personale altrettanto preparato, no, ma solo con gente assunta come interinale, tutta straniera, senza alcuna esperienza...Io boh, cerco di portare pazienza ancora un po', anche perché momentaneamente mia moglie è senza lavoro, per cui dipende da me ed in un periodo come questo è difficile cambiare lavoro, né, purtroppo, ho conoscenza che potrebbero aiutarmi. Ma ho paura, prima o poi, di non farcela più a reggere la pressione e non so cosa potrebbe succedere. Scusatemi, in genere sono più riservato, ma oggi è stata una giornata molto dura e avevo bisogno di sfogarmi...
Guarda, non sai come ti capisco.Cattivo_soggetto ha scritto: ↑25 marzo 2021 03:15 Più passano i giorni, più faccio fatica ad andare al lavoro. Non è che lo abbia mai amato particolarmente, ma almeno ci sono sempre andato di buon grado, se non altro perché senza di esso non potrei mantenermi...Ma ultimamente è sempre peggio. Quando il cliente più grosso della nostra azienda ci assorbì, anche a causa di alcune promesse fatteci dal nuovo titolare, pensavo che le cose sarebbero andate meglio, con maggiori risorse, una diversa mentalità nel fare impresa, magari migliori opportunità per fare carriera...Invece, dopo un anno e mezzo abbastanza interlocutorio, in cui sono cambiati due direttori e ci sono stati diversi avvicendamenti fra gli impiegati tecnici, abbiamo preso una china davvero preoccupante. Il direttore che abbiamo adesso è un incompetente, non sono solo io a dirlo, ma è opinione più o meno di tutti: spesso quando gli viene chiesto come procedere con la produzione, vedi proprio che ha un vuoto mentale, non sa come rispondere. L'organizzazione del lavoro è una completa sconosciuta e questo si ripercuote, ovviamente, sulla programmazione in qualsiasi reparto, compreso il mio, che è forse il più nevralgico dell'intero stabilimento. La tensione e il nervosismo sono quasi tangibili. Ormai, nel giro di un anno, fra gente che è andata in pensione e gente che ha cambiato lavoro, se ne sono andate 10 persone e altri tre (fra i più anziani ed esperti) se ne andranno entro qualche mese. E non si pensa di sostituirli con personale altrettanto preparato, no, ma solo con gente assunta come interinale, tutta straniera, senza alcuna esperienza...Io boh, cerco di portare pazienza ancora un po', anche perché momentaneamente mia moglie è senza lavoro, per cui dipende da me ed in un periodo come questo è difficile cambiare lavoro, né, purtroppo, ho conoscenza che potrebbero aiutarmi. Ma ho paura, prima o poi, di non farcela più a reggere la pressione e non so cosa potrebbe succedere. Scusatemi, in genere sono più riservato, ma oggi è stata una giornata molto dura e avevo bisogno di sfogarmi...
Senza fretta, senza ansia, comincia da piccole attività molto semplici: ritagliati alcuni momenti nella giornata pr aggiornare il curriculum, fare/aggiornare profili tipo linkedIn, avviare qualche ricerca sui principlai portali. Nonostante la banalità di questi gesti, avrai la percezione (peraltro corretta) di star già facendo qualcosa per smuovere la situazione e inizierai a sentirti meglio.Cattivo_soggetto ha scritto: ↑25 marzo 2021 03:15 Più passano i giorni, più faccio fatica ad andare al lavoro. Non è che lo abbia mai amato particolarmente, ma almeno ci sono sempre andato di buon grado, se non altro perché senza di esso non potrei mantenermi...Ma ultimamente è sempre peggio. Quando il cliente più grosso della nostra azienda ci assorbì, anche a causa di alcune promesse fatteci dal nuovo titolare, pensavo che le cose sarebbero andate meglio, con maggiori risorse, una diversa mentalità nel fare impresa, magari migliori opportunità per fare carriera...Invece, dopo un anno e mezzo abbastanza interlocutorio, in cui sono cambiati due direttori e ci sono stati diversi avvicendamenti fra gli impiegati tecnici, abbiamo preso una china davvero preoccupante. Il direttore che abbiamo adesso è un incompetente, non sono solo io a dirlo, ma è opinione più o meno di tutti: spesso quando gli viene chiesto come procedere con la produzione, vedi proprio che ha un vuoto mentale, non sa come rispondere. L'organizzazione del lavoro è una completa sconosciuta e questo si ripercuote, ovviamente, sulla programmazione in qualsiasi reparto, compreso il mio, che è forse il più nevralgico dell'intero stabilimento. La tensione e il nervosismo sono quasi tangibili. Ormai, nel giro di un anno, fra gente che è andata in pensione e gente che ha cambiato lavoro, se ne sono andate 10 persone e altri tre (fra i più anziani ed esperti) se ne andranno entro qualche mese. E non si pensa di sostituirli con personale altrettanto preparato, no, ma solo con gente assunta come interinale, tutta straniera, senza alcuna esperienza...Io boh, cerco di portare pazienza ancora un po', anche perché momentaneamente mia moglie è senza lavoro, per cui dipende da me ed in un periodo come questo è difficile cambiare lavoro, né, purtroppo, ho conoscenza che potrebbero aiutarmi. Ma ho paura, prima o poi, di non farcela più a reggere la pressione e non so cosa potrebbe succedere. Scusatemi, in genere sono più riservato, ma oggi è stata una giornata molto dura e avevo bisogno di sfogarmi...
Io non so chi possa sostenere una cosa simile, ma l'immobilismo non aiuta eh (nè in pratica nè all'umore).
Ebbi lo stesso sentore anche io anni fa dove lavoravo.Cattivo_soggetto ha scritto: ↑25 marzo 2021 03:15 Più passano i giorni, più faccio fatica ad andare al lavoro. Non è che lo abbia mai amato particolarmente, ma almeno ci sono sempre andato di buon grado, se non altro perché senza di esso non potrei mantenermi...Ma ultimamente è sempre peggio. Quando il cliente più grosso della nostra azienda ci assorbì, anche a causa di alcune promesse fatteci dal nuovo titolare, pensavo che le cose sarebbero andate meglio, con maggiori risorse, una diversa mentalità nel fare impresa, magari migliori opportunità per fare carriera...Invece, dopo un anno e mezzo abbastanza interlocutorio, in cui sono cambiati due direttori e ci sono stati diversi avvicendamenti fra gli impiegati tecnici, abbiamo preso una china davvero preoccupante. Il direttore che abbiamo adesso è un incompetente, non sono solo io a dirlo, ma è opinione più o meno di tutti: spesso quando gli viene chiesto come procedere con la produzione, vedi proprio che ha un vuoto mentale, non sa come rispondere. L'organizzazione del lavoro è una completa sconosciuta e questo si ripercuote, ovviamente, sulla programmazione in qualsiasi reparto, compreso il mio, che è forse il più nevralgico dell'intero stabilimento. La tensione e il nervosismo sono quasi tangibili. Ormai, nel giro di un anno, fra gente che è andata in pensione e gente che ha cambiato lavoro, se ne sono andate 10 persone e altri tre (fra i più anziani ed esperti) se ne andranno entro qualche mese. E non si pensa di sostituirli con personale altrettanto preparato, no, ma solo con gente assunta come interinale, tutta straniera, senza alcuna esperienza...Io boh, cerco di portare pazienza ancora un po', anche perché momentaneamente mia moglie è senza lavoro, per cui dipende da me ed in un periodo come questo è difficile cambiare lavoro, né, purtroppo, ho conoscenza che potrebbero aiutarmi. Ma ho paura, prima o poi, di non farcela più a reggere la pressione e non so cosa potrebbe succedere. Scusatemi, in genere sono più riservato, ma oggi è stata una giornata molto dura e avevo bisogno di sfogarmi...
nonostante faccia un lavoro diverso dal tuo capisco perfettamente quello che stai dicendo, senza scendere nei dettagli é paro paro quello che mi sta succedendo. ho solo la "fortuna" di non avere persone che dipendano da me ma per il resto uguale.Cattivo_soggetto ha scritto: ↑25 marzo 2021 03:15 Più passano i giorni, più faccio fatica ad andare al lavoro. Non è che lo abbia mai amato particolarmente, ma almeno ci sono sempre andato di buon grado, se non altro perché senza di esso non potrei mantenermi...Ma ultimamente è sempre peggio. Quando il cliente più grosso della nostra azienda ci assorbì, anche a causa di alcune promesse fatteci dal nuovo titolare, pensavo che le cose sarebbero andate meglio, con maggiori risorse, una diversa mentalità nel fare impresa, magari migliori opportunità per fare carriera...Invece, dopo un anno e mezzo abbastanza interlocutorio, in cui sono cambiati due direttori e ci sono stati diversi avvicendamenti fra gli impiegati tecnici, abbiamo preso una china davvero preoccupante. Il direttore che abbiamo adesso è un incompetente, non sono solo io a dirlo, ma è opinione più o meno di tutti: spesso quando gli viene chiesto come procedere con la produzione, vedi proprio che ha un vuoto mentale, non sa come rispondere. L'organizzazione del lavoro è una completa sconosciuta e questo si ripercuote, ovviamente, sulla programmazione in qualsiasi reparto, compreso il mio, che è forse il più nevralgico dell'intero stabilimento. La tensione e il nervosismo sono quasi tangibili. Ormai, nel giro di un anno, fra gente che è andata in pensione e gente che ha cambiato lavoro, se ne sono andate 10 persone e altri tre (fra i più anziani ed esperti) se ne andranno entro qualche mese. E non si pensa di sostituirli con personale altrettanto preparato, no, ma solo con gente assunta come interinale, tutta straniera, senza alcuna esperienza...Io boh, cerco di portare pazienza ancora un po', anche perché momentaneamente mia moglie è senza lavoro, per cui dipende da me ed in un periodo come questo è difficile cambiare lavoro, né, purtroppo, ho conoscenza che potrebbero aiutarmi. Ma ho paura, prima o poi, di non farcela più a reggere la pressione e non so cosa potrebbe succedere. Scusatemi, in genere sono più riservato, ma oggi è stata una giornata molto dura e avevo bisogno di sfogarmi...