AntonioC. ha scritto: ↑9 aprile 2021 08:44
C'è una cara amica di famiglia abilitata avvocato negli anni '60, quando a nord di Napoli di "avvocatesse" se ne contavano sulle dita di una mano. Come chiamarla? Avvocato no, offensivo perchè donna, avvocata o avvocatessa neppure perchè allora non era concepible, quindi lei ha continuato ad essere per tutti semplicemente "dottoressa", anche fuori dal nucleo familiare, praticamente togliendole il titolo perchè non esisteva e poi continuando così per abitudine.
Fortunatamente oggi le cose sono cambiate e in quell'ambiente il rapporto è oramai 1:1 tra maschi e donne, ma ancora si usa avvocato, perchè è linguaggio comune.
Poi ci sono i termini neutri, tipo "giudice", dove qualcuno osa dire "la giudice" o ingegnere, salvato dall'apostrofo all'articolo, anche se quell'ambiente è prettamente maschile.
Architetto? Qualcuno usa architetta, anche se quel "tetta" finale è molto equivoco e facile a doppi sensi.
Sindaca? Non so quale comune fu responsabile di danno erariale perchè avevano stampato bigliettini, manifesti con scritto "sindaca" per poi dovere buttare tutto perchè non andava bene.
Cambiare mentalità è molto difficile, ma sembra che lo sia anche la grammatica, anche in ambienti in cui oramai non ha più senso maschilizzare, visto che i componenti sono in buona parte anche donne.
Certo, se mai si comincia...
Circa poi chi non si identifica in un genere, è comprensibile la frustrazione, ma è difficile che l'1% possa pretendere di cambiare regole linguistiche e farle accettare dal 99%.