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Inviato: 29 aprile 2008 11:02
da Sybelius
the gipsy ha scritto:
Se volete ne ho uno anche in ungherese:
Mer a lò nem daras es a krumpli nem tojàs.
Letterale: perchè il cavallo non è la rondine e le patate non sono uova.
In pratica è uguale a perchè due non fa tre.
Stasera ne chiedo qualcun altro a mia madre, al momento non me li ricordo ma ce ne sono di letali.
geniali questi ungheresi....

Inviato: 29 aprile 2008 12:33
da Kayleigh
1. Nò sputà' 'ngiéle ca 'mbacce t'arríve: Non commettere delle azioni che si potrebbero ritorcere contro te stesso - non giudicare senza conoscere (non sputare in cielo che poi ti arriva in faccia)
2. Ci sparte ave 'a mègghia parte: chi divide ha la parte migliore
3. Ci téne lènghe, vé 'nzardègne! : Chi ha lingua va in Sardegna: se chiedi puoi arrivare ovunque
4. Zumbe 'u cetrúle e sspicce 'ngule a ll'ortoláne: salta il cetriolo e va a finire in culo all'ortolano quando si viene accusati di qualcosa oppure si subisce qualcosa inaspettatamente e incolpevolmente, accusa o punizione che sarebbe destinata ad altri (gira e rigira il cetriolo...)
5. 'A Madonne sape a cci porte le recchíne!!: La Madonna sa benissimo chi porta gli orecchini! Come un modo di fare leva sui senzi di colpa di qualcuno che ha commesso qualcosa e quindi ha la coscenza sporca. Stai Attento perchè comunque esiste un'entità suprema che sa che tu sei il colpevole!!
6. Ci tutte l'acjidde canuscèssere 'u granne!: Se tutti gli uccelli conoscessero il grano (e ne comprendessero il valore)! Si usa quando qualcuno non è in grado di apprezzare qualcosa(es.una portata a pranzo).
7. Avisse fatte 'nu puèrche quanne hé nate!! Alméne sté mangiamme sasizze!!: Perche' non ho partorito un maiale al tuo posto? Se non altro staremmo banchettando con insaccati: Figlio mio non vali niente!
8. 'A jaddine face l'ove e a' jadde l'uscke 'u cule: la gallina fa l'uovo e al gallo gli brucia il culo (non so che vuol dire)
9.Sté frisce 'u pèsce e ssté tremènde 'a jatte: Stai friggendo il pesce e guardi la gatta, allo scopo di tenerla d'occhio affinchè non mangi quello che stai cucinando. Il proverbio viene allargato a tutte quelle circostanze in cui una persona fa due cose contemporaneamente e deve stare attenta ad un potenziale pericolo.
10. 'A fatije ca se chiame cucuzze, a mme' me féte e a tte' te puzze: in pratica "voglia di lavorare saltami addosso"
11. Astipe 'a zampogna pe' qquanne abbesògne: credo voglia dire di mettere da parte quello che hai, quello che produci, per quando ne hai bisogno (non sperperare, fai la formichina!)
12. 'Na vote jè fèste a Ppalasciáne: una volta è festa a Palagiano (cittadina nella prov di Taranto). non so che vuol dire. ma viene usata nei riguardi di chi vuole approfittare di qualcuno o insiste nel voler ottenere qualcosa. un po' come c'acchiat a giostr?: hai trovato la giostra? (devo fare tutto io mentre ti diverti?)
13. N'hé fritte de vurpe!: ne hai fatti guai, ne hai di esperienza (generalmente in senso dispregiativo)
14. Fatije e ffatije, e a' sére páne e ccepòdde: per quanto lavori, resti sempre povero, tanto da mangiare pane e cipolle la sera
15. Fa' tu e ffa' chiòvere: fai tu e fai piovere: sorprendimi!
Inviato: 29 aprile 2008 13:29
da the gipsy
GAMMAgAY ha scritto:
belli!
gipsy. posta quelli in ungherese cazzo
Eccomi.
Kutyàbòl nem lesz szalonna
Letterale: dal cane non ricaverai pancetta (bacon)
Equivalente a: il lupo perde il pelo ma non il vizio
Vörös kutya vörös lò vörös zsido/ember egy se jo
Letterale: cane rosso, cavallo rosso, ebreo/uomo rosso niente di buono
Equivalente a: rosso è malu pilu
Röhög mint a fakutya/vadalma
Letterale: sta sghignazzando come il cane di legno/mela selvatica
Equivalente a: ridi in'copp' a o'cazz
A ki màsnak vermet àz maga esik bele
Letterale: chi scava una fossa per qualcuno poi ci casca dentro
Equivalente a: chi la fa l'aspetti
Ugy megverlek mint szodàs a lovàt
Letterale: ti meno come l'uomo della soda al cavallo (l'uomo della soda sarebbe quello che all'epoca, con un carro e un cavallo, portava nelle case le bombolette per fare il selz, e aveva tante consegne da fare)
Equivalente a: te corco de mazzate
Kecskère bizni a kàposzta
Letterale: affidare il cavolo alla capra
Equivalente a: entrare in un sacco a pelo con Aldo Busi (cit.)
Eszi mint kacsa a nokedlit
Letterale: mangiare come l'anatra mangia gli gnocchetti
Equivalente a: mangiare ai 4 palmenti
Purtroppo sono quelli che sono venuti in mente, ma come tutti i proverbi/modi di dire vengono meglio in determinate situazioni e credo ce ne siano di bellissimi, eventualmente aggiornerò.
Inviato: 29 aprile 2008 14:48
da t30n3
me li han rubati tutti i milanesi prima di me

Inviato: 29 aprile 2008 15:29
da GAMMAgAY
Kayleigh ha scritto:
8. 'A jaddine face l'ove e a' jadde l'uscke 'u cule: la gallina fa l'uovo e al gallo gli brucia il culo (non so che vuol dire)
In cilentano:
"A iaddina face l'ova e au iallo re vrucia u culo"
E' una sorta di "hai la coda di paglia".
Ad esempio quando è venuto il tipo a parlare di pornodipendenza e grampasso ha subito reagito agitatamente. Ecco, il tipo ha fatto l'uovo e a grampy è bruciato il culo.
Inviato: 29 aprile 2008 15:31
da GAMMAgAY
Ragazzi, non potete capire quanto mi piacciono.
Inviato: 29 aprile 2008 15:37
da Kayleigh
GAMMAgAY ha scritto:
In cilentano:
"A iaddina face l'ova e au iallo re vrucia u culo"
E' una sorta di "hai la coda di paglia".
Ad esempio quando è venuto il tipo a parlare di pornodipendenza e grampasso ha subito reagito agitatamente. Ecco, il tipo ha fatto l'uovo e a grampy è bruciato il culo.
come sei saggio tu...
Inviato: 29 aprile 2008 18:17
da sbranf
MEGGHIO UN JORNO AGGIANNIARE, CHE CENTO ARRUSSIARE
Letterale: meglio sbiancare un giorno, che arrossire cento.
Parafrasi: meglio un giorno da leone, che cento da pecora, da intendersi che è meglio fare una cosa anche rischiosa, e rischiare di star male, che non farla e vergognarsi della propria inettitudine per una vita.
Inviato: 29 aprile 2008 18:21
da sbranf
CU ADDISIA, E CU SCHIFIA*
Lett: chi desidera, e chi disdegna
Parafrasi: c'è sempre di desidera ardentemente una cosa, che magari alcuni sottovalutano, per il solo fatto di averla. Tipo, vedi uno passare con una fidanzata figa, che magari neanche la guarda in faccia, e tu lì che sbavi... Prendi un respirone, sospiri e dici "eh si, cu addisìa e cu schifìa!!!"
* accento piano su entrambe le parole
Inviato: 29 aprile 2008 18:23
da Thrash
CHI S'ACCONTENTA GODE, MA CHI GODE S'ACCONTENTA DI PIU'!
Grazie.
Inviato: 29 aprile 2008 18:25
da sbranf
A NESCIRI, PURU UN CANTUNE, A TRASIRI, MANCU UN CIRINU
Lett: ad uscire, pure un grosso mattone, ad entrane, neanche un cerino
Parafrasi: adoro questo detto, riferito chiaramente al buco del culo: quando caghi, può uscire pure una montagna di roba, ma quando si tratta di farci entrare qualcosa (...) non ci passa neanche un fiammifero! Almeno a noi siculi tutti etero, maschi e uomini veri!
Inviato: 29 aprile 2008 18:27
da sbranf
PIGGHIA R'IN CULO, E METTI 'O SCURO
Lett: piglia dal culo, e metti al buio
Parafrasi: detto di una persona che, invece di sistemare, prende le cose da una parte e le mette, sempre in disordine, altrove.
Inviato: 29 aprile 2008 18:35
da Attila
bellissimo 3d

Inviato: 29 aprile 2008 19:51
da GAMMAgAY
Kayleigh ha scritto:
come sei saggio tu...

Inviato: 29 aprile 2008 19:52
da GAMMAgAY
sbranf ha scritto:
A NESCIRI, PURU UN CANTUNE, A TRASIRI, MANCU UN CIRINU
Lett: ad uscire, pure un grosso mattone, ad entrane, neanche un cerino
Parafrasi: adoro questo detto, riferito chiaramente al buco del culo: quando caghi, può uscire pure una montagna di roba, ma quando si tratta di farci entrare qualcosa (...) non ci passa neanche un fiammifero! Almeno a noi siculi tutti etero, maschi e uomini veri!
bellissimo
Inviato: 29 aprile 2008 23:12
da Mordred
passer' e cavajuol' arò vai vai i truov: passeri e cavesi (abitanti della città di cava de' tirreni) in qualunque posto li trovi.
Questo perchè i mercanti di Cava avevano il privilegio di non pagare le dogane e quindi di commerciare praticamente ovunque nel regno delle due Sicilie per un episodio risalente al 1460 quando il giovane Re Ferdinando D'Aragona cadde vittima di un imboscata degli Angioini. Gli abitanti di Cava saputa la notizia si armarono in fretta e furia alla meglio, con forconi, altri oggetti di fortuna e armi vere e proprie, e giunti in prossimità del luogo dell'imboscata attaccarono gli Angioini, che sorpresi furono costretti ad arretrare concedendo al re la possibilità di aprirsi una via di fuga verso Napoli. Riconoscente per il coraggio dimostrato ed il servizio reso, il re inviò al sindaco Onofrio Scannapieco una pergamena bianca, su cui la città avrebbe potuto indicare ogni sorta di richiesta. La Pergamena fu lasciata bianca, ed il re insignì l'intera città del titolo di "Fedelissima".