Re: Twin Peaks, il ritorno. Nel 2016.
Inviato: 5 giugno 2021 13:02
da diego
Ecco qui il contributo che mi ha convinto di più per struttura e ricchezza. Non metto sotto spoiler quindi chi non ha visto Twin Peaks stia alla larga!
(ringrazio @STIV_V perché è tratto dal sito che mi ha segnalato lui)
Partiamo dal piano esistenziale che per comodità chiamerò “realtà”, sottolineando il fatto che tuttavia nessun piano esistenziale è più “reale” di un altro.
Nella “realtà”, oggi 23 settembre del 2017 sono seduta davanti al mio computer e scrivo di quando, nel maggio del 1992 usciva un film ideato da David Lynch, anche regista, e Mark Frost, suo autore. Quel giorno io ero spettatrice di un film, delle vite dei personaggi, ma ero anche spettatrice della vicenda vissuta da David Lynch e Mark Frost. Esattamente 25 anni dopo, con una precisione cronometrica persino nel giorno, veniva presentata a Cannes la serie tv che aveva ispirato quel film, e a sua volta ispirata dalla serie tv andata in onda 27 anni prima. Nel maggio del 1992 veniva attuato il piano di Lynch e Frost, grazie alla complicità di uno dei loro personaggi preferiti. Il piano dava a entrambi la possibilità di, parafrasando Gordon: “to kill two birds with one stone”. I due obiettivi erano:
1 – denunciare il male perpetrato dalla razza umana attraverso i gesti tremendi compiuti da alcuni, in nome di Saturno
2 -riparare al torto subito durante la messa in onda della serie tv che voleva denunciare quegli stessi fatti. Il torto includeva: l’obbligo a snaturare l’essenza della serie rivelando un particolare insignificante dal punto di vista narrativo, cioè chi fosse l’assassino della protagonista; porre l’attenzione proprio sull’impianto narrativo anziché sul significato; impedire la prosecuzione del lavoro con la cancellazione della messa in onda.
Esattamente 25 anni dopo l’inizio del piano, quindi nel maggio del 2017, Lynch e Frost, o se volete Gordon Cole e il Maggiore Briggs, con l’aiuto di Dale Cooper, e usando sempre lo stesso sasso di allora, cioè Laura, riescono nell’impresa che tuttavia è profondamente fallimentare per sua natura, poiché una volta svelati ai non dormienti gli oscuri piani del male, non potranno mai impedire che tali piani vengano messi in atto.
Avete capito cosa ho fatto?
Ho parlato del piano di Lynch e Frost, usando le parole di Gordon! Ho intersecato due diversi piani esistenziali. Ecco, questo è Twin Peaks.
Ok, voglio spiegarvelo meglio.
Dal piano “reale” in cui Lynch si muove come regista, arriviamo al piano in cui Lynch è Gordon.
Questo è quello che chiamerò “fiction” e che riassumerò a vantaggio solo di chi già conosce i fatti esposti nel film , nella serie e nei libri, quindi con un numero di dettagli sicuramente incompleto.
Questo piano, quello narrativo, pare essere quello che ha suscitato maggior interesse negli spettatori, nonostante presenti numerose incongruenze ed errori che, a mio avviso, ne dimostrano l’inadeguatezza alla comprensione profonda dei fatti. Siete pronti? Ve la berrete? Non tutti, lo so, ma, anche voi che siete più attenti, fate finta che questa sia la spiegazione che stavate aspettando.
Nella fiction Gordon Cole, vice direttore dell’unità criminale investigativa dell’FBI, si reca a Twin Peaks per la prima volta nel 1983 insieme all’agente Philip Jeffries. Durante il loro soggiorno hanno occasione di visitare la postazione d’ascolto Alpha, dopo la chiamata del sindaco Milford e di alcuni abitanti preoccupati per quella presenza presso la Blue Pine Mountain. Cole tranquillizzerà la popolazione rispondendo che la postazione faceva parte di un progetto di difesa militare, per la previsione meteo, promosso dalla presidenza Reagan. In verità tale postazione, supervisionata dal Maggiore Briggs, era un progetto classificato portato avanti dal fratello del sindaco Milford, destinato all’ascolto dello spazio, da cui provenivano segnali di vita da altri pianeti. L’incontro con Briggs darà origine alla collaborazione tra i due, che, successivamente ai fatti accaduti a Twin Peaks nel febbraio del 1989, vedrà l’intervento anche del giovane Agente Dale Cooper. Briggs e Cole, ancor prima che Laura Palmer fosse uccisa,erano già sulle tracce di un’entità malvagia, soprannominata “Judy”, e avevano già inviato Philip Jeffries a Buenos Aires per incontrare un informatore che aveva maggiori informazioni. Philip Jeffries non aveva fatto più ritorno fino al 16 febbraio 1989, quando era apparso in circostanze misteriose, mandando in tilt i sistemi di registrazione dell’ufficio di Cole, e balbettando alcune strani frasi a proposito della missione “Judy”, che pare voglia tener nascosta all’agente Cooper, del quale sembra avere paura. Quella strana apparizione era durata pochi minuti e stranamente i presenti, nel corso degli anni, sembrano perderne memoria. Una settimana dopo quell’evento Cooper saluta la sua segretaria Diane, cioè io, e parte per Twin Peaks, dove è stato rinvenuto, avvolto nella plastica, il corpo di Laura Palmer. Nel corso della sua indagine egli ha occasione di conoscere meglio la popolazione di Twin Peaks e di incontrare il Maggiore Garland Briggs, (che stranamente ha lostesso nome di Judy Garland, ovvero Dorothy nel Mago di Oz), già in contatto con Gordon Cole, il quale inizia ad informarlo dell’esistenza della postazione Alpha. L’8 marzo Gordon Cole raggiunge a Twin Peaks l’agente Cooper, subito dopo che quest’ultimo era stato ricoverato per una ferita da arma da fuoco, a seguito di un’attentato nella sua stanza, la 315 del Great Northern Hotel. Cole informa Cooper dell’evasione di Windom Earle dal centro in cui era stato rinchiuso a seguito dell’omicidio di sua moglie, amante al tempo di Cooper. Nei giorni successivi Windom Earle si scoprirà essere sulle tracce di una dimensione alternativa, la Loggia Nera, che Cooper, segretamente, in seguito al confronto con Cole, (si suppone) potrà aver collegato alla ricerca di “Judy”. L’indagine di Cooper, portata avanti con il suo inconfondibile modus operandi che pone l’intuito al primo posto, ha successo. Egli scopre che Laura, dal 1983 era vittima degli abusi di suo padre, Leland, il quale agiva sotto l’influenza di un demone che ne aveva preso possesso, Bob. Bob desiderava Laura poiché attraverso le sue sofferenze poteva trarre nutrimento per sé e per i suoi simili, trasformando quel dolore in crema di granturco, da loro chiamata Garmonbozia. Laura tuttavia pone fine alle sue sofferenze indossando un anello consegnatole in sogno da un abitante della Loggia, e materializzatosi nelle sue mani, qualche giorno prima della sua morte. Indossando quell’anello il suo destino sarebbe stato segnato: avrebbe riportato l’anello nella Loggia, morendo. Lo indossa pur di non essere ancora sottoposta alla violenza di Bob, nonostante avesse sognato l’agente Cooper, da lei mai conosciuto in vita, che la invitata a non prendere l’anello. Lo stesso Cooper aveva sognato Laura, seduta accanto a lui nella Loggia Nera che gli sussurrava all’orecchio il nome dell’assassino, nome che non ricorderà fino al momento in cui, con l’aiuto di un Gigante altre forme non-materiche provenienti dalla Loggia Bianca, ricorda il nome e incastra Leland. Bob abbandona il corpo di Leland in seguito alla sua morte, di cui egli stesso è causa, obbligandolo a sbattere la testa con forza contro le pareti della cella in cui era stato rinchiuso da Cooper e dallo Sceriffo Truman. A questo punto Bob è rientrato nella Loggia Nera e Sarah Palmer, drogata da Leland ogni volta che egli voleva commettere un omicidio, resta sola nella casa in fondo alla strada al numero 708. Cooper a questo punto dovrebbe abbandonare Twin Peaks ma viene privato del suo distintivo in seguito all’azione oltre confine non autorizzata, per il salvataggio di Audrey Horne. Ne approfitta per andare a pesca con Briggs, il quale, proprio quella notte scompare in circostanze misteriose, “rapito” da una forza misteriosa che lo catapulta in un nuovo universo, facendogli provare sensazioni di incommensurabile dolore, e sperimentando uno stato di coscienza da cui, una volta riemerso conserva perfettamente il ricordo, tanto che decide di raccontare a Cole quel che ha visto. Intuisce che la sperimentazione di quella condizione di profondo dolore è la via per trovare e combattere “Judy”. Il piano messo a punto con la partecipazione di Cooper prevede che l’agente entri nella Loggia Nera alla ricerca di Judy, ma anche a caccia di Windom Earle, rapitore di Annie, la ragazza che aveva incontrato e amato nei suoi ultimi giorni a Twin Peaks. Il Maggiore Briggs aveva potuto “vedere” il piano già completo e realizzato e aveva quindi informato Cole delle cose che sarebbero successe. Cooper svanisce nel punto indicato dalla mappa, i “dodici sicomori” e dice a Cole di cercarlo se non fosse tornato.
Al suo ingresso nella Loggia Cooper si accorge che il tempo non scorre linearmente e si ritrova seduto accanto a Laura Palmer, che tuttavia, gli viene presentata come la cugina del'”Man From Another Place” (è in effetti la figlia di Bob, di cui Mike/MFAP ci parla come suo fratello). Laura gli dice che si incontreranno nuovamente dopo 25 anni e lo abbandona con un urlo di paura al suo destino nella Loggia, in cui incontra Bob. Gli cede la sua anima per la salvezza di Annie, ma Bob ne riconosce l’anima inviolabile ed è costretto a mandare indietro il tempo per restituirgliela, accordandosi però con il Doppelganger di Cooper il quale, vincendo nel confronto con il Buon Dale, a causa della paura di quest’ultimo, riesce a uscire dalla Loggia, portando con sé Bob fuori dai 12 sicomori. Accanto al corpo del Cooper Cattivo giace Annie, che ha l’anello al dito, il quale verrà poi rubato da un’infermiera che si occupa di lei all’ospedale in cui viene ricoverata. Evil Cooper a questo punto è libero di circolare nel mondo e la sua missione è quella di continuare a causare “dolore e sofferenza”, ma allo stesso tempo cercare Judy, per riunirsi con il Male Supremo, da cui lui stesso era stato generato in occasione di uno dei più grandi crimini dell’umanità: la prima esplosione nucleare. Egli conosce, grazie a Bob che è con lui, la mappa dei portali, ciascuno guidato da un numero, come lo stesso Briggs aveva potuto scoprire, che gli consentono di viaggiare nel tempo e nello spazio, attraverso l’elettricità. Infatti una volta uscito dalla Loggia, dal Great Northern si reca in ospedale, dove probabilmente recupera l’anello dall’infermiera, quindi va da Audrey Horne, in coma per l’esplosione avvenuta il giorno prima in banca, e la violenta. Audrey resta incinta, ma non si risveglierà mai dal come. Il giorno seguente raggiunge Garland Briggs in casa del Maggiore. Questi gli racconta ogni cosa, lo mette al corrente del piano, forse pensando che Gordon non l’abbia ancora fatto, prima di accorgersi tuttavia che qualcosa non quadra. Il suo “mayday” lanciato dalla postazione al Blue Pine arriva troppo tardi e finisce vittima di un incendio. Il suo corpo non verrà ritrovato subito dopo l’incidente. Negli attimi appena successivi alla visita di Evil Cooper tuttavia ha occasione di lasciare degli indizi circa il piano a beneficio di chi non ne era informato, in modo che Bobby aiutasse lo sceriffo a trovare Naido e lo sceriffo potesse conservare per il Buon Cooper la chiave numero 315. A questo punto Evil Cooper inizia la sua caccia a Judy, durata 25 anni. Vive a Rio, tenta di mettersi in contatto con Jeffries, contatta Albert, incontra Diane e la violenta. Si sposta avanti e indietro nel tempo potendo prevedere gli eventi che accadono e mette in piedi una piccola rete criminale, assoldando alcuni sicari. Lo stesso Gordon Cole, tuttavia, sa di doverlo lasciar fare, seguendo le sue tracce, per permettere a Cooper, dalla Loggia, di portare a compimento il piano. Sa che quando Cooper potrà uscire si farà sentire lui e non si preoccupa più di tanto del “tradimento” di Diane, poiché anche questo era stato previsto da Briggs, così come il fatto che Jeffries fingesse di fare il doppio gioco. Non così Albert che non era stato messo al corrente del piano. Evil Cooper si difende prevenendo il momento in cui le porte saranno di nuovo aperte, e il Buon Cooper potrà uscire facendolo ritornare nella Loggia. A tal fine crea nel 1997 un Tulpa di Dale, una specie di altro da sé, che tuttavia, pur avendo origine dal seme giusto, mischiato a parti di sé, cioè la parte cattiva di Dale, risulta essere una versione di Cooper incline ai vizi e quindi alla gola, al gioco d’azzardo, alla lussuria, alla corruzione. Contemporaneamente, grazie alla ricchezza che il suo potere di prevedere gli eventi gli consente, posiziona a New York una specie di trappola per Judy, che, nel giorno giusto, sarà attirata da un rito sessuale, poiché l’amore e la paura aprono le porte, dando indicazioni alla sicurezza di lasciarli soli quando fosse arrivato il momento. Non riuscendo più a fidarsi di Philip Jeffries cerca una nuova complice nel Tulpa di Diane, che diventa il suo aggancio con le mosse dell’FBI alla ricerca di Judy. La vera Diane, da lui catturata in occasione della violenza, viene consegnata, grazie al portale aperto dalla sua paura, alla dimensione isolata dalle Logge, la Mauve Zone, e resa irriconoscibile da Cooper, nel caso in cui egli fosse riuscito a raggiungere quella zona. La missione di Cooper è quasi impossibile, ma egli tenta comunque. Il piano messo a punto con Cole prevede infatti che egli segua il “sogno” di Judy, poiché essa è il male che governa l’universo e lega ciascuno a un destino ineluttabile, ma scenda poi nel punto più lontano dell’Universo stesso, quello da cui persino Judy ha avuto origine, e grazie all’aiuto di Jeffries, ormai padrone della mappa, possa recarsi nel punto dello spazio-tempo in cui Laura poteva ancora scegliere, determinando così il suo destino. Riaccompagnarla a casa quella notte, significa impedire il suo assassinio, con conseguente cambiamento degli eventi successivi. Per fare questo esce dalla Loggia e incontra il Maggiore Briggs nella Mauve Zone, di cui è rimasta solo la testa poiché l’immagine del suo corpo, lì presente non dalla sua morte, bensì dal momento del suo rapimento nel 1989 quando ha potuto vedere l’universalità del disegno, è stato scaraventato fuori dal warmhole aperto da Hastings e Ruth nella ricerca della Zona. Egli stesso aveva voluto incontrarli per consegnare le coordinate che sarebbero servite però a Evil Cooper per essere incastrato. Tuttavia nel ritorno all’interno della Zona, gli uomini che seguono la volontà di Judy, i veri operatori del male, detti Woodsmen, sono intervenuto nel chiudere il warmhole con l’omicidio di Ruth. Insieme a Evil Cooper riportano Hastings indietro nel tempo nel suo letto, senza per questo, impedirgli la percezione dei fatti accaduti grazie al fenomeno di continua-attivazione nella fase REM . Di Briggs resta il corpo che viene portato insieme alla testa di Ruth sul luogo del rinvenimento dei cadaveri, nel letto di Ruth, grazie all’azione di Hank e Chip. Nel losco intrigo è coinvolta anche la moglie di Hastings, ma questi sono solo piccole operazioni per Evil Cooper che, tuttavia, non sa di star facendo esattamente il gioco di Cole e del Buon Cooper. Nel frattempo Cooper, subito dopo esser passato dal Gigante per un paio di consigli, utili a non dimenticare quale è la sua vera natura, anche quando avesse cambiato il corso degli eventi, esce dalla Loggia, passa attraverso la Glass Box messa lì per deviare il suo percorso, incontrare Judy e portarla fuori con sé, viene invece salvato da Naido che si sacrifica, uscendo dalla Mauve Zone senza prima recuperare il suo aspetto, e lo spedisce nel punto in cui la sua uscita eventuale era stata programmata da Evil Cooper, cioè al posto di Dougie Jones. Evil Cooper aveva creato il Tulpa di Diane probabilmente con parti di Janey-E, poiché entrambe vengono spesso definite “tipe toste” da chi le incontra. A questo punto il Buon Dale non riesce a comunicare, ma comprende nel profondo ogni cosa, che ricorderà appena l’elettricità passerà nuovamente attraverso il suo corpo. Nei panni di Dougie Jones, con l’aiuto di Mike, Il Buon Cooper rivela sé stesso più volte, fino a migliorare persino la vita di chi incontra, un po’ come gli era già accaduto arrivando a Twin Peaks. Ma quando torna a essere il nostro Dale, ciascuno è rapito da un moto di gioia. Lui è l’FBI. Dovremmo ricordarcelo, perché poi nella trattazione del piano simbolico, potrebbe essere una frase importante. La riunione avviene nell’unico posto in cui era giusto sperarla: presso l’ufficio dello sceriffo Truman, a Twin Peaks. Qui arriva anche Evil Cooper intrappolato nella gabbia creata dal Gigante e da Briggs, che nel passaggio verso Judy, gli impediscono di recarsi a casa di Sarah, dirottandolo appunto nel luogo preposto al compimento. Qui Freddie, il supereroe designato dal Gigante/Fireman, sconfigge Bob che torna nella Loggia, uccidendo Evil Cooper, il quale, grazie all’anello siede ora al posto di Cooper e brucia. A questo punto Cooper ha un’ultima cosa da fare per completare il piano: salvare Laura. Per fare questo deve scendere dove tutto ha origine, dietro la vecchia porta 315 del Great Northern, dove Judy rubò l’anima a Josie. Ma l’amore vero lo rapisce per un secondo: riconosce Diane e finalmente la bacia, come tutti abbiamo sempre voluto. Anche Diane ricorda ogni cosa, poiché era presente quando Briggs, mentalmente aveva comunicato, o ricordato, il piano a Cooper, lì nella Mauve Zone. Presa la chiave chiede a Diane e Gordon di accompagnarlo, li saluta e da loro appuntamento all’ultima scena, in cui sa già ci saranno tutti, ma sa anche che forse non si riconosceranno, perché le vite saranno diverse se gli eventi avranno preso un nuovo corso. L’incontro con Jeffries lo guida fino alla notte della morte di Laura. Laura lo segue e gli eventi cambiano. Non ci è dato sapere cosa succede quindi a ciascuno: a Pete, a Josie, a Gordon, persino a Laura, che pur in salvo è ancora preda di Leland. Quel che sappiamo è che Laura non viene uccisa quella notte, quindi Dale non andrà mai a Twin Peaks. A questo punto egli non è mai entrato nella Loggia e quindi, appena fuori, in uno spazio-tempo di confine, incontra Diane. Insieme compiono l’ultimo passo: trovare una porta dimensionale che li guiderà in una nuova realtà. Scelgono di rischiare e entrano nel portale. Appena nella nuova direzione si fermano in un motel per compiere quello che forse è il rito necessario al passaggio definitivo: amore e paura insieme nel rito sessuale che li trasforma. All’alba infatti Cooper è Richard, un agente dell’FBI che ha avuto una storia con Linda. Lei lo abbandona poiché non lo riconosce. Richard non è il nostro Cooper: è più Evil Cooper, Dougie Jones e Cooper insieme. Naturalmente infatti il suo passaggio nella Loggia non può essere cancellato ed egli è quindi ora uomo evoluto, quindi completo, in cui bene e male coesistono. La sua missione a Odessa è comunque cercare Laura, poiché egli ricorda, grazie ai suggerimenti del Gigante/Fireman. Segue gli indizi che lo portano al Judy’s poiché nella sua natura c’è il modus operandi intuitivo. Salva una cameriera poiché Cooper difende i deboli, ma è cinico e freddo nella punizione dei cowboys, poiché egli è anche Evil Cooper e come lui sa ferire e uccidere. Giunto presso Laura si rende conto che qualcosa non va, ma insiste poiché sa di dover compiere la missione che intuisce. La casa al 708 a Twin Peaks tuttavia non è la casa dei Palmer, non hanno mai abitato lì. Perchè? Battuta al suo stesso gioco Judy infatti, proprio in quella casa, ma nell’altra linea temporale, continua ad uccidere Laura senza riuscire mai a ferirla e resta così intrappolata in quel momento che tuttavia non esiste più. Ma con Judy impegnata e intrappolata Laura, inviata sulla Terra da Fireman, Laura stessa non ha più necessità di esistere, così Sarah non incontra Leland e i Palmer non abiteranno mai in quella casa. Cooper non capisce, ma qualcosa gli ronza in testa..e qui la nostra parabola narrativa inciampa di brutto. In che anno siamo? Possibile che nessuno, nel piano esistenziale “realtà” abbia seguito tutta questa storia senza chiederselo? Framm! La quarta parete vien giù, la natura di finzione della serie viene svelata, Laura capisce di essere un personaggio cinematografico destinata a morire. Corto circuito. Sipario. Sono andata troppo in fretta e ho svelato il vero finale, vi prego fingete di non aver letto. Restiamo sul piano “fiction”. Cooper si chiede in che anno siamo perchè si accorge che la sua intuizione, o meglio i suoi ricordi stanno facendo la guerra con la sua nuova realtà. E proprio in quel momento anche Laura ricorda della Loggia, ricorda cosa le è accaduto, sconfiggendo Judy che la voleva “inesistente”. Esiste, ma è destinata a essere uccisa. Judy perde. Corto circuito. Sipario.
Amici, quello che vi ho raccontato è quello che abbiamo visto. Le interpretazioni sono ridotte al minimo. Non ho incluso le numerose divagazioni narrative incluse nella linea principale, per esempio il fatto che Andy e Lucy hanno probabilmente perso il bambino o che questo sia stato ucciso da Evil Cooper e poi sostituito da un attore, fortemente voluto da Harry Truman che temeva per la sanità mentale di Lucy. Ma per chi vuole accettare questa soluzione: possibile che non vi siate accorti che nessuno ci dice mai in che anno siamo e che quando ce lo dicono, l’anno è di sicuro sbagliato?
Dopo di che c'è una chiusa relativa alla chiave di lettura temporale.
Amici miei, sono davvero passati 25 anni da quando Lynch portò al cinema Fuoco Cammina Con Me, quindi Laura è davvero morta 25 anni fa, ma per noi, non per i personaggi. Per Lynch, non per Gordon. Ho capito come dovevo procedere quando Dale saluta Gordon e Diane dicendo “see you at curtain call”. Ci vediamo al momento del sipario. Sì, perché c’è un altro momento cronologico in cui Dale incontra nuovamente Diane e Gordon: nei titoli di coda. Ma per noi, non per lui! Lui non sa di essere un personaggio di fiction, siamo noi che lo vediamo così. E quando Gordon saluta Cooper, il suo sguardo è così commovente perché è Lynch che saluta il suo personaggio, non Gordon che saluta Coop. Provate a riguardare quella scena da questo nuovo punto di vista: Lynch dice addio al suo eroe più importante, quindi a quegli anni, alla sua vita. Iniziate a capire? Siamo nel 2017 certo, noi che abbiamo visto il film nel 1992. Nel 2016 c’è Lynch che 25 anni prima lo girava. Ma i personaggi sono nel 2014, 25 anni dopo la morte di Laura, tuttavia qualcosa fa presumere loro e noi che siano nel 2016.
In realtà l'analisi prosegue ulteriormente con approfondimenti sulla parte "simbologica", ma questa riportata sopra è la porzione che ho trovato fondamentale per approdare ad un discreto livello di compensione.
Re: Twin Peaks, il ritorno. Nel 2016.
Inviato: 5 giugno 2021 21:35
da Dtrule
diego ha scritto: ↑5 giugno 2021 17:06
Dtrule ha scritto: ↑5 giugno 2021 15:11
Diego, a me quell'interpretazione piace pochissimo, devo essere sincero.
Tanto di cappello per il grande sbattimento e lo studio meticoloso dei dettagli.
Mi limito però a dire che l'autore ha voluto razionalizzare quasi tutto in chiave sci-fi e mistero usando gli elementi di Frost e rendendoli addirittura chiave. Insomma, a mio modestissimo parere, compie esattamente l'errore che fa chi legge i libri di Frost pensando di trovarci una chiave per capire meglio il TP di Lynch.
Gli incontri ravvicinati del terzo tipo del maggiore Briggs, l'ufologia, Windom Earl, Annie, l'intrigo di Josie e la segheria etc sono tutte creazioni di Frost che potrebbero tranquillamente sparire dal computo, mantenendo la costruzione di Lynch inalterata. Con quella analisi invece non si può...
Forse l'ho apprezzata proprio per questo, perché si limita (anche se è un termine che non piace considerando lo sbattone, come giustamente hai rilevato tu) ad un piano di lettura più "superficiale" e quindi più "facilmente" accessibile per uno come me che si approcciava per la prima volta a Lynch e a Twin Peaks.
Va anche detto che l'analisi prosegue con una seconda parte (parecchio lunga) che prima non ho postato e che prende maggiormente in considerazione la componente lynchana; se avrai voglia di leggerla e farmi sapere che ne pensi di questa, eccola qui:
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Penso che sia veramente impressionante la mole di informazioni e di correlazioni che questa persona ha messo in fila. La sua versione è scritta benissimo e si legge con piacere, nonostante la lunghezza e le tante informazioni.
Personalmente condivido pochino anche di questa parte, forse perchè io stesso ho una visione molto diversa che, inevitabilmente, mi condiziona, ma anche e soprattutto perchè non mi piace quando si cerca a tutti i costi di farsi quadrare qualcosa forzando nell'interpretazione.
Dove vede questa persona un così forte elemento autobiografico da parte del regista e creatore? Perchè deve essere per forza lui il sognatore, il mago, etc? Chi l'ha detto? Solo per la scenz con Monica Bellucci, in cui David/Gordon si gira e vede la botteghina in cui lavorava da giovane? Il tutto mi sembra estremamente forzato verso una direzione e questo non mi piace.
Io credo che ci sia un'interpretazione di massima, un livello base di essa su cui tutti potremmo trovarci d'accordo:
TP è un mondo fittizio, è una storia creata (da chi e a quale scopo -> next level) che si confronta col mondo del creatore, un confronto in cui i due piani si intersecano, ed in cui compare una curiosa interfaccia (la red room) che determina l'accesso da un mondo all'altro e popolata da misteriosi personaggi.
Io mi spingerei oltre, a dire che i personaggi che popolano questo dietro le quinte (il nano, MIKE, il tizio con la maschera dal naso puntuto che salta etc) sono il truccatore, lo scenografo, il suggeritore, il costumista etc. E' come essere dietro le quinte di una recita teatrale (le tende rosse...).
Abbiamo il MALE, creato da Judy (pep.8) e quindi BOB e i woodsman che contaminano il mondo di TP.
Abbiamo un'indagine da parte di un personaggio che proviene "da fuori" e che entra da esterno nel mondo di TP per capire e svelare un mistero e con lui il suo team di agenti dell FBI guidati da Gordon Cole. Cooper non è altri che il successore di Jeffries prima (David Bowie) e dell'agente Desmond poi (film fuoco cammina con me), guarda caso tutti spariti nella red room.
Quindi un mondo finto, il male, il dietro le quinte, un'indagine.
Il passo successivo, per me, è:
A- si tratta di una meta-fiction? Ossia, il tema è un'opera che parla di sè stessa, o meglio, di una forma d'arte che parla di sè stessa? Il messaggio e la chiave intepretativa corretta stanno nel considerare la serie di TP come una storia che simboleggia il processo creativo e le dinamiche di sviluppo (origine, corso, fine) dei personaggi (di una serie tv, di un libro, di una rappresentazione teatrale etc) e delle loro storie, ed il confronto con il piano del mondo "reale", quello del creatore e del pubblico? Sono questi i due mondi= Se scegliamo A abbiamo ovviamente milioni di possibili interpretazioni e, mi pare, l'autore della lunga disamina da te postata sia su questa linea di pensiero.
B- Non si tratta di una meta-fiction o, meglio, l'elemento di meta-fiction c'è, ma la creazione "cinematografica" o "teatrale" è a sua volta un simbolo di un processo creativo mentale, interiore, come quello di un sogno o dell'inconscio (e del suo modo criptato di elaborare i ricordi, le paure, i desideri, i traumi).
Se scegliamo B, anche qui le interpretazioni possono essere tantissime.
Chi è che sogna? A o B?
L'autore del tuo post non dice A, dice A 136457,45 che, per quanto ammirevole, vale quanto un 136457,44 o un ,46 di altri appassionati (o quanto il mio B 3454385,32) e, quindi, nello scendere troppo nel dettaglio, sforzandosi per forza di spiegare tutto in un modo razionale (comprese le parti di Frost che non c'entrano nulla) finisce - a mio parere - per essere poco convincente.