Graz ha scritto: ↑10 novembre 2021 20:47 𝗗𝗲𝗮𝘁𝗵 𝗦𝗦 - 𝗜𝗻 𝗗𝗲𝗮𝘁𝗵 𝗢𝗳 𝗦𝘁𝗲𝘃𝗲 𝗦𝘆𝗹𝘃𝗲𝘀𝘁𝗲𝗿 (𝟭𝟵𝟴𝟴)
Per il 36esimo appuntamento con 𝗗𝗘𝗝𝗔-𝗩𝗨, la rubrica curata dal nostro Alessandro Ariatti che si occupa di analizzare e contestualizzare storicamente i grandi classici del passato, andiamo a toccare con mano uno dei punti più alti della scena nostrana: riferimenti occulti a parte, "𝗜𝗻 𝗗𝗲𝗮𝘁𝗵 𝗢𝗳 𝗦𝘁𝗲𝘃𝗲 𝗦𝘆𝗹𝘃𝗲𝘀𝘁𝗲𝗿" dei 𝗗𝗲𝗮𝘁𝗵 𝗦𝗦 vive di momenti a dir poco esaltanti; la produzione è ovviamente molto spartana, le tecniche di registrazione in Italia sono ancora ben lungi dalla competitività estera, ma anche questa "ingenuità" sonora contribuisce ad accrescere il fascino di un album che è veramente storia con la S maiuscola.
Death SS #deathss #indeathofstevesylvester #dejavu
Un album memorabile, che ha influenzato sia il doom che il black a venire.
Assieme a "Black Mass", è un album che piace "trasversalmente", infatti non sono pochi i "dark" a cui piace.
Sono forse le influenze dark prog e quella di Alice Cooper, a dare una marcia in più, ad un album non solo semplicemente HM.
Graz ha scritto: ↑10 novembre 2021 20:47 𝗗𝗲𝗮𝘁𝗵 𝗦𝗦 - 𝗜𝗻 𝗗𝗲𝗮𝘁𝗵 𝗢𝗳 𝗦𝘁𝗲𝘃𝗲 𝗦𝘆𝗹𝘃𝗲𝘀𝘁𝗲𝗿 (𝟭𝟵𝟴𝟴)
Per il 36esimo appuntamento con 𝗗𝗘𝗝𝗔-𝗩𝗨, la rubrica curata dal nostro Alessandro Ariatti che si occupa di analizzare e contestualizzare storicamente i grandi classici del passato, andiamo a toccare con mano uno dei punti più alti della scena nostrana: riferimenti occulti a parte, "𝗜𝗻 𝗗𝗲𝗮𝘁𝗵 𝗢𝗳 𝗦𝘁𝗲𝘃𝗲 𝗦𝘆𝗹𝘃𝗲𝘀𝘁𝗲𝗿" dei 𝗗𝗲𝗮𝘁𝗵 𝗦𝗦 vive di momenti a dir poco esaltanti; la produzione è ovviamente molto spartana, le tecniche di registrazione in Italia sono ancora ben lungi dalla competitività estera, ma anche questa "ingenuità" sonora contribuisce ad accrescere il fascino di un album che è veramente storia con la S maiuscola.
Death SS #deathss #indeathofstevesylvester #dejavu
Eh beh, qui parliamo di storia del metal (italiano, ma non solo).
Ciao Diego, assolutamente d'accordo con te. Eppure ti assicuro che Metal Forces lo perculò di brutto, creando peraltro una polemica tra alcuni giornalisti di Metal Shock. Un paio di loro attaccarono Beppe Riva per la sua passione verso il gruppo, citando come "pistola fumante" proprio Metal Forces.
Blizzard Of Z ha scritto: ↑10 novembre 2021 21:00
Recensione come al solito molto ben fatta per un disco storico, che si riallaccia al topic che avevo aperto per il metal anni 80 a seguito dell articolo di Gianluca. Certaldo un mito che vive nei cuori di tutti gli heavies italici
prettyface ha scritto: ↑10 novembre 2021 21:14Eppure ti assicuro che Metal Forces lo perculò di brutto, creando peraltro una polemica tra alcuni giornalisti di Metal Shock. Un paio di loro attaccarono Beppe Riva per la sua passione verso il gruppo, citando come "pistola fumante" proprio Metal Forces.
Com'è questa storia?
Approfondisci, sono molto curioso
@cdf Beppe Riva ha sempre avuto una grande predilezione per i Death SS fin dagli inizi, dopo essere stato folgorato dal demo Horned God Of The Witches. Ovviamente questo album fu l'occasione per ribadire tutta la sua ammirazione per il gruppo, ma alcuni giornalisti di Metal Shock (uno in particolare) gli lanciarono qualche frecciatina, che sfociò in un botta e risposta che durò qualche settimana. All'epoca il giornale era quindicinale. In seguito intervenne nella discussione anche Steve Sylvester in persona.
prettyface ha scritto: ↑10 novembre 2021 22:29
@cdf Beppe Riva ha sempre avuto una grande predilezione per i Death SS fin dagli inizi, dopo essere stato folgorato dal demo Horned God Of The Witches. Ovviamente questo album fu l'occasione per ribadire tutta la sua ammirazione per il gruppo, ma alcuni giornalisti di Metal Shock (uno in particolare) gli lanciarono qualche frecciatina, che sfociò in un botta e risposta che durò qualche settimana. All'epoca il giornale era quindicinale. In seguito intervenne nella discussione anche Steve Sylvester in persona.
Ps: grazie per l'apprezzamento
Alessandro Massara
Il disco? Un capolavoro, i veri ed unici Death SS
DON'T TALK ABOUT ME ULTIL YOU HAVE TALK TO ME
DON'T UNDERSTIMATE ME UNTIL YOU CHALLENGE ME.
DON'T JUDGE ME UNTIL YOU KNOW ME.
prettyface ha scritto: ↑10 novembre 2021 22:29
@cdf Beppe Riva ha sempre avuto una grande predilezione per i Death SS fin dagli inizi, dopo essere stato folgorato dal demo Horned God Of The Witches. Ovviamente questo album fu l'occasione per ribadire tutta la sua ammirazione per il gruppo, ma alcuni giornalisti di Metal Shock (uno in particolare) gli lanciarono qualche frecciatina, che sfociò in un botta e risposta che durò qualche settimana. All'epoca il giornale era quindicinale. In seguito intervenne nella discussione anche Steve Sylvester in persona.
Questo non lo risento quasi da quando li ho scoperti con Heavy Demons.
Bella recensione e offro 23.000 lire per il disco!
La guerra e' guerra, non c'e' distinzione tra civili e militari, c'e' solo lo schifo del mondo che da spettacolo di se... l'essere umano in tutto il suo splendore by Ashes ..W La terra dei cachi!! By Silvio B.
Erlik_khan ha scritto: ↑11 novembre 2021 09:15
Questo non lo risento quasi da quando li ho scoperti con Heavy Demons.
Bella recensione e offro 23.000 lire per il disco!
Grazie per l'apprezzamento @Erlik_khan
L'offerta però è bocciata
Twilight ha scritto: ↑11 novembre 2021 16:24
Che disco diabolico!
Ma ancor più diabolico e infernale è Black Mass.
Black Mass risente sicuramente di più dell'influenza dark/prog anni 70 di Steve. La produzione è più ovattata, ed il maggior utilizzo di tastiere è uno degli indizi principali in questo senso. Ha un minor taglio metallico rispetto ad In Death. Ciao @Twilight e grazie del commento.
Da grande estimatore dei Death SS, secondo me Ale ha ragione quando rimarca per BM un suono più oscuro vicino ad un certo Dark anni 70 per mezzo delle tastiere ( anche ), poi per me il disco più riuscito di HM in senso stretto è probabilmente H.Demons; mentre i primi Death SS con Paul sono un'altra band ancora con molte influenze puramente Dark( stavolta anni 80),anche al di fuori di un contesto HM. Sino ad arrivare al sound più gothic metal degli ultimi lavori e l ultimo 'Ten' dai pochi ascolti mi sembra ottimo
Blizzard Of Z ha scritto: ↑11 novembre 2021 22:10
Da grande estimatore dei Death SS, secondo me Ale ha ragione quando rimarca per BM un suono più oscuro vicino ad un certo Dark anni 70 per mezzo delle tastiere ( anche ), poi per me il disco più riuscito di HM in senso stretto è probabilmente H.Demons; mentre i primi Death SS con Paul sono un'altra band ancora con molte influenze puramente Dark( stavolta anni 80),anche al di fuori di un contesto HM. Sino ad arrivare al sound più gothic metal degli ultimi lavori e l ultimo 'Ten' dai pochi ascolti mi sembra ottimo
D'accordo con te praticamente su tutto, bro! Heavy Demons è sicuramente IL disco hm dei Death SS, mentre Black Mass è il più Black Widow oriented (Welcome To My Hell, In The Darkness, la stessa title-track cinematografica). Comunque chi avanzava dubbi sul talento compositivo di Steve senza la penna di Chain, che compare sia nei pezzi di In Death che di Black Mass, con Heavy Demons venne zittito.
Ovvio Ale, infatti era Paul l'anima Dark pura dei Death SS, come ha poi dimostrato nei sui solisti. Per BM come confronto, oltre alla citazione che hai fatto con i BW, metterei anche i discendenti Agony Bag. S.S. ha zittito tutti eccome! Hail Bro!
Sea Shanties infatti è sempre stato un album che SS ha portato in palmo di mano. Le affinità, anche di gusto, col sommo Beppe sono sempre state acclarate.
A metà anni 80, Yngwie Malmsteen non deve già più dimostrare niente a nessuno, dunque l'asso nordico si mette in testa il "pensiero stupendo" di conquistare anche le grandi platee a furia di canzoni memorabili ed orecchiabili, non solamente indirizzate ad un pubblico di "colleghi di strumento" che impazziscono per i suoi irripetibili funambolismi: è il 1988 e vede la luce "𝗢𝗱𝘆𝘀𝘀𝗲𝘆", il suo album più famoso e venduto.
Ne parliamo nella 37esima puntata di 𝗗𝗘𝗝𝗔-𝗩𝗨, la rubrica a cura del nostro 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼 𝗔𝗿𝗶𝗮𝘁𝘁𝗶 che si occupa di analizzare e contestualizzare storicamente i grandi classici del passato.
Official Yngwie Malmsteen #yngwiemalmsteen #odyssey
Siete quasi tutti dei deficienti
"Non può essere UNO del Mozambico a decidere" (cit.) "guarda che bisogna che mi rispondi meglio perchè sennò lo scooter te lo infilo su per il culo" powered by Erotic
Che dire, album fantastico!
Questo e Marching Out sono senza dubbio gli album di YM che adoro più di tutti.
Odyssey rappresenta il perfetto equilibrio tra funambolismo musicale e canzone, praticamente irripetibile (o quasi).
Time is a never ending journey
Love is a never ending smile
Give me a sign to build a dream on
Dream on...
Disco immenso, dove la tecnica si mette al servizio dei brani e non viceversa. La previsione di Turner purtroppo si è avverata... godiamoci questi capolavori della musica senza stare troppo a pensarci Brano preferito: Riot in the Dungeons!
Siete quasi tutti dei deficienti
"Non può essere UNO del Mozambico a decidere" (cit.) "guarda che bisogna che mi rispondi meglio perchè sennò lo scooter te lo infilo su per il culo" powered by Erotic
Come nota di colore dico che il riff portante della prima traccia, Rising Force, è stato scippato tre anni dopo da Salvatore Ostbi per il brano Building a Force (Conception - The Last SUnset).
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"Non può essere UNO del Mozambico a decidere" (cit.) "guarda che bisogna che mi rispondi meglio perchè sennò lo scooter te lo infilo su per il culo" powered by Erotic
Complimenti ad Ale per recensione e scelta del disco, che è un vero capolavoro: meglio Odyssey o S&M? Difficile molto difficile rispondere, forse Odyssey perché i Deep Purple hanno molti altri classici, mentre per Yngwie secondo me rimane il più completo
Cotlod ha scritto: ↑17 novembre 2021 18:07
Come nota di colore dico che il riff portante della prima traccia, Rising Force, è stato scippato tre anni dopo da Salvatore Ostbi per il brano Building a Force (Conception - The Last SUnset).
johnny blade ha scritto: ↑17 novembre 2021 20:38
Mi fate venire voglia di ricomprarlo.
J.L.T. non mi piacque.
Turner era ciò di cui aveva bisogno Yngwie in quel momento storico. Al di là dei gusti, difficile fare meglio. Poi, chiaramente, ognuno la vede a proprio modo. In ogni caso, Malmsteen ha collaborato con ben tre cantanti dei Rainbow: Bonnett, Turner e White. Al di là delle sue dichiarazioni, questo dovrebbe dirla lunga sull'influenza che ha avuto Blackmore nella sua visione musicale.
Re PANIC ha scritto: ↑18 novembre 2021 13:41
disco immenso
p.s.
per slave and master nn si avvicina per niente ad odissey
Ciao PANIC. Ovviamente il riferimento a S&M, che mi sono permesso di citare, è dovuto al fatto che entrambi vedono Turner alla voce. Ma anche alla contiguità stilistica tra Blackmore e Malmsteen che, sopratutto all'epoca, veniva dipinto come l'erede.
Sí ma infatti non sto criticando odissey per la musica ma per il cantante.
Per la contiguità chitarristica sí ma fino ad un certo punto. Stessa ispirazione forse, le esecuzioni le trovo ben distinte, per me hanno stili diversi.
johnny blade ha scritto: ↑18 novembre 2021 18:44
Sí ma infatti non sto criticando odissey per la musica ma per il cantante.
Per la contiguità chitarristica sí ma fino ad un certo punto. Stessa ispirazione forse, le esecuzioni le trovo ben distinte, per me hanno stili diversi.
@johnny blade certo, l'esecuzione è differente, ma l'ispirazione è quella.
Più che una recensione, un vero trattato di storia heavy metal quella della 38esima puntata di 𝗗𝗘𝗝𝗔-𝗩𝗨 ad opera del nostro 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼 𝗔𝗿𝗶𝗮𝘁𝘁𝗶: si incrociano infatti le strade e le influenze di 𝗢𝘇𝘇𝘆 𝗢𝘀𝗯𝗼𝘂𝗿𝗻𝗲, 𝗕𝗹𝗮𝗰𝗸 𝗦𝗮𝗯𝗯𝗮𝘁𝗵, 𝗦𝗮𝘃𝗮𝘁𝗮𝗴𝗲, 𝗥𝗮𝘁𝘁, 𝗥𝗼𝗻𝗻𝗶𝗲 𝗝𝗮𝗺𝗲𝘀 𝗗𝗶𝗼, 𝗥𝗮𝗶𝗻𝗯𝗼𝘄 𝗲 𝗞𝗶𝘀𝘀 nella storia dei 𝗕𝗔𝗗𝗟𝗔𝗡𝗗𝗦 di 𝗝𝗮𝗸𝗲 𝗘. 𝗟𝗲𝗲, che esordiscono nel 1989 con un album omonimo che aveva tutte le potenzialità per fare diventare questa band davvero grande...
Siete quasi tutti dei deficienti
"Non può essere UNO del Mozambico a decidere" (cit.) "guarda che bisogna che mi rispondi meglio perchè sennò lo scooter te lo infilo su per il culo" powered by Erotic
album bellissimo, forse anche più del secondo al quale comunque sono più legato perché lo presi all'uscita amandolo alla follia.
Se t’inchini e t’accorgi di avè quattro palle è troppo tardi: il nemico ti è salito sopra. Se il nemico te l’ha messo in culo non t’agità, faresti il suo gioco...
Formazione spettacolare, disco spettacolare (come il successivo)!!!
Jake E.Lee al meglio, e soprattutto un Ray Gillen che si dimostra cantante ECCEZIONALE (e purtroppo sfortunatissimo), che dà al disco quella marcia in più che lo fa entrare tra i grandissimi lavori hard rock di sempre.
Gruppo che non ha mai avuto la giusta considerazione, anzi, e che, come scritto, avrebbe potuto diventare grandissimo.
DON'T TALK ABOUT ME ULTIL YOU HAVE TALK TO ME
DON'T UNDERSTIMATE ME UNTIL YOU CHALLENGE ME.
DON'T JUDGE ME UNTIL YOU KNOW ME.
Randy Rhoads non si tocca per ovvi motivi ma PER ME Jake E. Lee è IL chitarrista di Ozzy.
@None : sì la mia mirabolante arte di photoshop
ps: ozzy non ce capisce un cazzo, the ultimate sin è il migliore
Siete quasi tutti dei deficienti
"Non può essere UNO del Mozambico a decidere" (cit.) "guarda che bisogna che mi rispondi meglio perchè sennò lo scooter te lo infilo su per il culo" powered by Erotic
Ottima disamina come al solito, per me sono grandissimi comunque anche se non hanno raggiunto la fama che meritavano, non saprei quale scegliere tra i primi due, forse il primo è più cromato e con più potenziali hit, mentre il secondo VH è più 'roots', visto che negli anni 90 molti si dedicavano a tali sonorità e la lista dei gruppi sarebbe enorme. Ben fatto Ale