Premetto che non sto riportando una mia idea personale, né voglio entrare nel merito delle mie, delle tue o delle altrui opinioni, ma credo di capire il punto espresso da Mordred, Coren e qua sopra dal Graz.johnny blade ha scritto: ↑18 ottobre 2021 13:39Aberrazione giuridica?Graz ha scritto: ↑18 ottobre 2021 13:30 A me dà fastidio, da vaccinato.
Anzi lo trovo proprio ingiusto, non è questione di vaccino anche perché te lo danno pure temporaneo col tampone ma il pass è una porcata nonché un aberrazione giuridica: un atto amministrativo che limita diritti fondamentali nelle democrazie occidentali non era immaginabile.
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E su cosa si basa? Con quale legge contrasta questo green pass?
Perché qua a me sembra che parliate su principi morali (vostri).
A me sembra un "atto amministrativo" che mi permette di poter fare le cose che facevo prima, grazie al vaccino ovviamente.
Vedete che siete ambigui eh, se pur involontariamente.
Quindi a te andare a un concerto col green pass è anche in questo caso una aberrazione contro le libertà (individuale immagino eh, ognuno pensa ai cazzi suoi alla fine..).
Io mi sento libero.
In sostanza loro (ed altri) dicono: se tu Governo decidi che il vaccino è l'unica strada, perché non introduci l'obbligo vaccinale?
Invece te la cavi con il green pass, che sostanzialmente consiste in un permesso per fare determinate cose, che finché sono / erano di carattere ludico / ricreativo (ristorante, partita di calcio, concerto) uno poteva anche non essere d'accordo ma se ne faceva una ragione e decideva liberamente se fruirne o meno, ma nel momento in cui diventa un permesso per andare a lavoro (che è un mezzo di sostentamento, anzi l'unico, e non una fonte di divertimento), quando nell'ultimo anno e mezzo si è andati a lavorare comunque (e quindi nei fatti decade il ragionamento "Il green pass è uno strumento per salvaguardare la sicurezza sui luoghi di lavoro, altrimenti avresti dovuto prevederlo ben prima"), allora qui le cose cambiano, perché sa tanto di soluzione vorrei (che tutti si vaccinassero) ma non posso (e quindi la prendo alla larga, sottoponendo le persone ad una sorta di "ricatto").