giopasi ha scritto: ↑12 novembre 2021 15:19
Dtrule ha scritto: ↑11 novembre 2021 21:04
Io sarei a favore di un risarcimento per i rarissimi casi di danni permanenti o addirittura decessi come diretta e comprovabile conseguenza della somministrazione del vaccino.
Non sono informato, ma in termini costituzionali, il risarcimento dovrebbe essere appunto garantito a queste persone.
Per il resto, cosa intendi per obbligatorietà del vaccino? In che forma la vedresti applicata e come puniresti la sua inottempenranza?
Allora, sul risarcimento segnalo solo che la Corte di giustizia dell'EU con la sentenza 21 giugno 2017, causa C-621/15, ha apportato una importante aggiunta rispetto alla possibilità di riconoscere un risarcimento. Ed è che, oltre provare il danno, oltre provare la concausa, è necessario provare anche il nesso fra il difetto del vaccino e la malattia sviluppata. Quindi, non basta che vi sia solo la conseguenza, ma che sia stata dovuto ad un difetto specifico. Come dire, il vaccino non ha funzionato come doveva.
Grazie per la risposta.
Io il legalese lo odio, primo perchè spesso non lo capisco, secondo perchè spesso cozza clamorosamente (a volte, credo, volutamente) col buon senso e la realtà dei fatto.
Sul primo punto tu stesso ci chiarisci, sul piano costituzionale
giopasi" ha scritto:Nota tecnica per chi volesse approfondire.
La legge impositiva di un trattamento sanitario non è incompatibile con l’art. 32 della Costituzione:
a) se il trattamento sia diretto non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri, giacché è proprio tale ulteriore scopo, attinente alla salute come interesse della collettività, a giustificare la compressione di quella autodeterminazione dell’uomo che inerisce al diritto di ciascuno alla salute in quanto diritto fondamentale (cfr. sentenza 1990 n. 307);
b) se vi sia la previsione che esso non incida negativamente sullo stato di salute di colui che vi è assoggettato, salvo che per quelle sole conseguenze, che, per la loro temporaneità e scarsa entità, appaiano normali di ogni intervento sanitario e, pertanto, tollerabili;
c) se nell’ipotesi di danno ulteriore alla salute del soggetto sottoposto al trattamento obbligatorio sia prevista comunque la corresponsione di una “equa indennità” in favore del danneggiato (cfr. sentenza 307 cit. e v. ora legge n. 210/1992).
quindi io stato Italia posso obbligare al vaccino, a patto che a)..., b... e c)... Dove c) vuol dire: ti devi vaccinare, ma se ciò determina un danno alla salute, devi essere risarcito in modo congruo.
Lineare e facile.
Poi mi citi la sentenza europea e mi parli di "difetto" del vaccino. La somministrazione del vaccino - e di qualsiasi farmaco, per altro - reca con sè naturalmente un rischio basso o bassissimo di reazioni avverse, potenzialmente gravi o letali, senza necessariamente che esista un difetto dello stesso.
Quindi, si risarcisce o no?
Se veramente esiste questa incertezza, dovrebbe essere chiarita dal ministero della salute, che ci si augura, possa annunciare che èquesto risarcimento è di fatto previsto da parte dello stato Italia.
In merito all'obbligatorietà, prenderei come considerazione iniziale le sanzioni già previste per le vaccinazioni obbligatorie dei bambini (vedi Legge 119/2017). Principalmente la sanzione prevista è la non ammissione a scuola materna. Per la scuola primaria è previsto cmq l'iscrizione, ma ci sono sanzioni pecuniarie, da 100 a 500 Euro, in caso di non vaccinazione. Tuttavia, visto che sono gli enti locali a doverli applicare, per evitare scontri, sono state in quale maniera "congelate" le sanzioni pecuniarie erogate.
Seconda premessa. Un conto è la vaccinazione obbligatoria, altro è la vaccinazione coatta che, ad oggi, nessuno prende in considerazione (ti lego alla sedia e ti inoculo il siero). Alcuni, pochi ma ci sono, sovrappongono le due.
Ciò premesso, l'obbligatorietà può comportare due conseguenze: 1. Sanzioni pecuniarie 2. Limitazioni
La prima è teoricamente facile da fare, ma difficile da sostenere. Dovresti, per esempio, innanzitutto cambiare la legge sulla privacy e permettere allo stato di sapere il tuo stato vaccinale ed inviarti la sanzione. Inoltre, il rischio di ricorsi massivi che faccia lievitare poi il costo della Giustizia è da tenere in considerazione se si vuole avere un approccio di real politik. Per non parlare delle ripercussioni a livello elettorale. Insomma, è da valutare molto bene.
Rimane, perciò, il mezzo della limitazione dei Diritti. Ottimo esempio concreto di limitazione è l'Austria nella quale, ad oggi, si richiedere la vaccinazione per accedere praticamente in tutti i luoghi pubblici (cinema, palestra, scuola, teatro, uffici, ecc.)
Se dovessimo immaginare un obbligo vaccinale è ragionevole pensare ad un GP limitato ai soli vaccinati, quindi escludendo i non vaccinati completamente dalla vita sociale, lavorativa, ludica e (perchè no?) religiosa della nazione. Volendo, si potrebbe addirittura vietare il loro ingresso nei supermercati, obbligando a fare la spesa on-line. L'unica cosa che non potresti evitare è la loro esistenza.
Questo è il motivo, che io personalmente sposo, secondo il quale si pensa che abbiamo introdotto quasi un obbligo vaccinale senza però fare una legge ad hoc.
Ciò che diciamo toglie le castagne dal fuoco è il tampone che, fattivamente, concede un'alternativa al vaccino permettendoti i medesimi accessi.
Qua siamo veramente alla supercazzola.
Sinceramente, non credo che le limitazioni sottendano un obbligo. Delle limitazioni sono delle limitazioni, io ho la libertà di di non vaccinarmi e di scegliere liberamente di non andare in palestra, al ristorante, ad un concerto, ma nemmeno (in una fase successiva) al lavoro.
Un obbligo è di per sè un provvedimento per il quale, a prescindere da chi sei, dove sei e cosa fai, sei in torto nel momento in cui non lo stai seguendo.
A parte ovviamente la via impraticabile della vaccinazione coatta, e vada quindi per le sanzioni pecuniarie, vigerebbe l'obbligo se io, da non vaccinato o non guarito, non potessi uscire di casa e/o interagire con persone al di fuori del mio nucleo familiare, pena ammenda.
In Austria in questo senso le limitazioni ai non vaccinati non sono un obbligo, perchè si può scegliere (ed in molti lo stanno purtroppo facendo) di fottersene e di andare avanti così senza volersi vaccinare.