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Re: Deep Purple
Inviato: 20 febbraio 2019 13:56
da Aragorn_V
Quindi l'ultimo album non era l'ultimo ma il penultimo...
Re: Deep Purple
Inviato: 20 febbraio 2019 14:13
da johnny blade
Sarà difficile bissare la magnificenza dell'ultimo disco. Ma nn mi stupirei visto che lo hanno fatto con now what!?.
Ma così,per curiosità..
È stato più bello scoprire nell'ascolto infinite o l'ultimo dei Drimoni ?
Re: Deep Purple
Inviato: 20 febbraio 2019 14:19
da Polimar72
johnny-blade ha scritto:Sarà difficile bissare la magnificenza dell'ultimo disco. Ma nn mi stupirei visto che lo hanno fatto con now what!?.
Ma così,per curiosità..
È stato più bello scoprire nell'ascolto infinite o l'ultimo dei Drimoni ?
Vabbè johnny, Infinite è “quasi” un capolavoro.
Re: Deep Purple
Inviato: 20 febbraio 2019 14:33
da johnny blade
Era un pura ed effimera curiosità.
E ti ringrazio di aver esaudito la mia domanda.
Domanda che mi sorgeva dal dubbio se un gruppo di matusa potesse essere più fresco e sorprendente di uno più giovane e affermato .
Tutto qui
Tu Poly sei (quasi sempre

) imprescindibile.

Re: Deep Purple
Inviato: 20 febbraio 2019 14:41
da Polimar72
johnny-blade ha scritto:
Tu Poly sei (quasi sempre

) imprescindibile.


Re: Deep Purple
Inviato: 20 febbraio 2019 14:45
da johnny blade
Polimar72 ha scritto:johnny-blade ha scritto:
Tu Poly sei (quasi sempre

) imprescindibile.


Cazzo ridi. È vero.
Cornutone.

Re: Deep Purple
Inviato: 18 marzo 2019 17:33
da johnny blade
R.I.P. Bernie Tormè.
Grande e stile super originale.
Re: Deep Purple
Inviato: 18 marzo 2019 18:27
da Soulburner
R.I.P.

Re: Deep Purple
Inviato: 19 agosto 2019 10:32
da johnny blade
AUGURI A BIG IAN!
Re: Deep Purple
Inviato: 19 agosto 2019 22:05
da giopasi
Inguaribile Fan

Re: Deep Purple
Inviato: 11 dicembre 2019 13:39
da johnny blade

35 anni fa usciva
perfect strangers.
Un must,un capolavoro.
Il disco dei DP dai testi più folli..
'na bomba!

Re: Deep Purple
Inviato: 11 dicembre 2019 14:04
da Aragorn_V
johnny-blade ha scritto:
35 anni fa usciva
perfect strangers.
Un must,un capolavoro.
Il disco dei DP dai testi più folli..
'na bomba!

Giusto!
Re: Deep Purple
Inviato: 11 dicembre 2019 21:24
da Shock
Si ma si ritirassero adesso, sono patetici

Re: Deep Purple
Inviato: 11 dicembre 2019 21:38
da johnny blade
Ma vatt a durmí.
Re: Deep Purple
Inviato: 11 dicembre 2019 21:48
da Shock
johnny-blade ha scritto: ↑11 dicembre 2019 21:38
Ma vatt a durmí.
Guarda gli ultimi live di questo mese: Gillan sembra un pensionato del bar sotto casa ed è senza voce.
Ma quanto ancora li volete far andare avanti??

Re: Deep Purple
Inviato: 11 dicembre 2019 22:38
da johnny blade
Eh lo sapevo che avresti parlato di Gillan.
Non sei l'unico eh,sei uno dei tanti scontati e banali che non sanno che cazzo dire di uno che a 75 anni è più intonato di tanti altri molto ma molto più giovani di lui.
Ah già. Non ha più acuti. Non ce la fa più..
Child in time e i cazzi molli.. che du cuiun.
Vabbé..
Chissenefrega.
Re: Deep Purple
Inviato: 11 dicembre 2019 22:44
da Shock
johnny-blade ha scritto: ↑11 dicembre 2019 22:38
Eh lo sapevo che avresti parlato di Gillan.
Non sei l'unico eh,sei uno dei tanti scontati e banali che non sanno che cazzo dire di uno che a 75 anni è più intonato di tanti altri molto ma molto più giovani di lui.
Ah già. Non ha più acuti. Non ce la fa più..
Child in time e i cazzi molli.. che du cuiun.
Vabbé..
Chissenefrega.
Contento tu, se ti piace uno che non ha più voce intonato o no.
Per me i Purple erano erano: Lord, the maestro, alle tastiere (morto), Blackmore (alla chitarra un Dio a cui Morse neanche si avvicina) e la voce di Ian (ormai defunta anche quella); da anni dal vivo specialmente non hanno più un perché per me, per tanti "fans" si, godeteveli finché come Lemmy non tirano le quoia.
Re: Deep Purple
Inviato: 11 dicembre 2019 22:47
da johnny blade
Si sono contento.
Ah è morto jon lord?
Ma non dire minchiate. Ma quando?
Su infinite suona alla grande.
Re: Deep Purple
Inviato: 11 dicembre 2019 23:15
da Shock
johnny-blade ha scritto: ↑11 dicembre 2019 22:47
Si sono contento.
Ah è morto jon lord?
Ma non dire minchiate. Ma quando?
Su infinite suona alla grande.

Re: Deep Purple
Inviato: 12 dicembre 2019 09:45
da Erlik_khan
Visti live 6 anni fa circa, a Compofelice di Roccella (

sta cosa mi fa sempre straridere, ma vabbeh)
Vero, Gillian non fece Child in time e altri pezzi più impegnativi, ma a 70 anni aveva comunque una carica ed una grinta enorme.
Furono spettacolari.
Mi capitassero qua andrei a rivederli senza dubbio

Re: Deep Purple
Inviato: 12 dicembre 2019 10:13
da johnny blade
La gente non sa fermarsi ad ascoltare..
Re: Deep Purple
Inviato: 12 dicembre 2019 11:19
da Ank
Idem.
Li vidi annissimi fa (forse la tournée di Purpendicular, o quello dopo, non ricordo. Comunque al palatrussardi, eravamo forse in 200, ma forse. Bellissimo)
Lui comunque dichiarò anni fa che molte canzoni da Burn non era più in grado di farle, quindi piuttosto che farle male o aiutarsi (come molti fanno), decise di lasciare stare. Quindi c'è anche da dargli merito di non fregare con espedienti poco professionali.
E poi, comunque, sul palco fanno ancora la loro porca figura.

Re: Deep Purple
Inviato: 12 dicembre 2019 12:26
da None
johnny-blade ha scritto: ↑11 dicembre 2019 21:38
Ma vatt a durmí.

Re: Deep Purple
Inviato: 12 dicembre 2019 14:10
da The Healer
Metal Shock ha scritto: ↑11 dicembre 2019 21:24
Si ma si ritirassero adesso, sono patetici
Perché non ti ritiri tu dal dire queste sciocchezze?
Ancora adesso danno chilometri di polvere al 99% degli altri artisti.
Qua parliamo di gente che artisticamente ha la palle quadricubiche. Sono dinosauri? Va bene, ma a noi piacciono; se non ti garbano più, senti altro e segui il consiglio di johnny...

Re: Deep Purple
Inviato: 12 dicembre 2019 15:49
da Cotlod
Ank ha scritto: ↑12 dicembre 2019 11:19
Lui comunque dichiarò anni fa che molte canzoni da Burn non era più in grado di farle, quindi piuttosto che farle male o aiutarsi (come molti fanno), decise di lasciare stare.
A me risulta che Gillan non abbia mai voluto cantare le canzoni di Coverdale, ma potrei sbagliare.
Solo un superfan come Johnny può dirci la verità.
In ogni caso

non ci sta mai male.
Sulla band: dei professionisti unici, fra i più alti di tutto il Rock, con ancora la voglia di suonare dei ragazzini. Credo che da questo punto di vista battano praticamente tutti.
Ricordiamoci che Paice, quando non suono con i DP, è in giro con le cover band per tenere fresco il repertorio.
Re: Deep Purple
Inviato: 12 dicembre 2019 15:53
da Ank
Cotlod ha scritto: ↑12 dicembre 2019 15:49
Ank ha scritto: ↑12 dicembre 2019 11:19
Lui comunque dichiarò anni fa che molte canzoni da Burn non era più in grado di farle, quindi piuttosto che farle male o aiutarsi (come molti fanno), decise di lasciare stare.
A me risulta che Gillan non abbia mai voluto cantare le canzoni di Coverdale, ma potrei sbagliare.
Solo un superfan come Johnny può dirci la verità.
In ogni caso

non ci sta mai male.
Sulla band: dei professionisti unici, fra i più alti di tutto il Rock, con ancora la voglia di suonare dei ragazzini. Credo che da questo punto di vista battono praticamente tutti.
Ricordiamoci che Paice, quando non suono con i DP, è in giro con le cover band per tenere fresco il repertorio.
Hai ragione, ho fatto un casino io....

Non voleva fare i pezzi di burn per il discorso coverdale, ma ricordo comunque che lessi un'intervista in cui diceva che i pezzi tipo Child o Burn comunque non riusciva più a cantarli, quindi non li faceva....
Re: Deep Purple
Inviato: 12 dicembre 2019 16:08
da Re PANIC
finchè mi tirano fuori robe del genere possono anche continuare
anche io è qualche buon anno che nn li vedo live, ma tennero botta di brutto nonostante i problemi di gillan.
Re: Deep Purple
Inviato: 12 dicembre 2019 16:15
da johnny blade
L'unico pezzo scritto non da lui coi DP che Gillan canta tutt'ora è solamente hush.
Dei pezzi dei DP non scritti da lui qualcosa giusto della MK1 quando si insidió per la prima volta nella band.
Ricordo un concerto all’Arena di Milano nei primi anni 90, con Blackmore separato in casa che nei suoi deliri di assoli si mise a suonare (nel mezzo di speed king) burn. Immaginatevi Gillan a sorbirselo
Re: Deep Purple
Inviato: 12 dicembre 2019 16:35
da diego
Ank ha scritto: ↑12 dicembre 2019 11:19
Li vidi annissimi fa (forse la tournée di Purpendicular, o quello dopo, non ricordo. Comunque al palatrussardi, eravamo forse in 200, ma forse. Bellissimo)
Al tour di Purpendicular vennero effettivamente al Palatrussardi, se c'eri tu sappi che c'ero anch'io.

Re: Deep Purple
Inviato: 12 dicembre 2019 16:39
da Ank
diego ha scritto: ↑12 dicembre 2019 16:35
Ank ha scritto: ↑12 dicembre 2019 11:19
Li vidi annissimi fa (forse la tournée di Purpendicular, o quello dopo, non ricordo. Comunque al palatrussardi, eravamo forse in 200, ma forse. Bellissimo)
Al tour di Purpendicular vennero effettivamente al Palatrussardi, se c'eri tu sappi che c'ero anch'io.
Eh sai che non ricordo....
Ricordo che c'era pochissima gente....
Re: Deep Purple
Inviato: 12 dicembre 2019 17:54
da Shock
The Healer ha scritto: ↑12 dicembre 2019 14:10
Metal Shock ha scritto: ↑11 dicembre 2019 21:24
Si ma si ritirassero adesso, sono patetici
Perché non ti ritiri tu dal dire queste sciocchezze?
Ancora adesso danno chilometri di polvere al 99% degli altri artisti.
Qua parliamo di gente che artisticamente ha la palle quadricubiche. Sono dinosauri? Va bene, ma a noi piacciono; se non ti garbano più, senti altro e segui il consiglio di johnny...
Vedo che i miei pacatissimi commenti non passano inosservati
Ma metto sempre in conto le eventuali risposte, specie dei fanboy, poi se qualcuno si è offeso chiedo scusa.
Sul disco per i Purple possono ancora dire la loro (Now what era un gran disco, Infinite l'ho trovato noioso), ma a livello live qualsiasi gruppo rock o metal se ha un cantante che non ha più voce perde tantissimo e per me sono inascoltabili (esempi lo sono Coverdale, Bach, Neil, Johnsonn ecc.), quindi saranno anche in grado di offrire un buon spettacolo live i Purple, ma quando inizia a cantare Ian mi cade tutto.
Child in time già trent'anni fa, quando li ho visti a Torino nel tour di Battle, non riusciva a cantarla, infatti i suoi famosi urli li faceva Lord con le tastiere.....(almeno quelli erano i DEEP PURPLE).
Re: Deep Purple
Inviato: 13 dicembre 2019 00:17
da bomber_zee
Non li vedo live e non li seguo da una vita comunque il concerto del 98 a Torino è uno dei migliori 5 che abbia mai visto

Re: Deep Purple
Inviato: 13 dicembre 2019 00:43
da Shock
bomber_zee ha scritto: ↑13 dicembre 2019 00:17
Non li vedo live e non li seguo da una vita comunque il concerto del 98 a Torino è uno dei migliori 5 che abbia mai visto
Allora c'eri anche tu

Re: Deep Purple
Inviato: 13 dicembre 2019 00:49
da Shock
No, un'attimo: io dico Torino 1993, tour di Battle

Re: Deep Purple
Inviato: 13 dicembre 2019 13:44
da bomber_zee
1998 torino monsters of rock.
E per fortuna che ci furono i purple a raddrizzare il festival
Re: Deep Purple
Inviato: 12 febbraio 2020 15:07
da johnny blade
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15/3/2009
Gillan
“Mi trovavo in Polonia per il Capodanno, una settimana tra le montagne innevate a bere vodka e spassarmela. Dopo una visita alle miniere di sale di Wieliczka ero seduto in un caffè del quartiere ebraico di Cracovia, nella zona in cui Spielberg
ha girato ‘Schindler’s list’: il mio amico Tommy era tutto intento a spiegarmi la storia quando dietro di lui, all’improvviso, è apparsa una donna stupenda e mi sono distratto. ‘Ehi, hai un occhio rivolto al Caucaso e l’altro al Marocco!’, mi ha fatto notare, citando un tipico modo di dire polacco. Me ne sono ricordato mentre preparavo il mio nuovo disco. Il Caucaso per i polacchi significava Mosca e il Cremlino, ma per me voleva dire Deep Purple. E questo album era il mio Marocco, una fantasia e un viaggio tutto mio”.
Ian Gillan, grande affabulatore incline a preamboli, parentesi e divagazioni, introduce così “One eye to Morocco”, primo disco solista in dieci anni fitti di impegni con i Purple, rinati a nuova vita dopo l’innesto del chitarrista Steve Morse e del tastierista Don Airey. La metafora del titolo, spiega, viene utile a spiegare una collezione di canzoni che rappresentano anche “una sorta di viaggio mistico e onirico, una strada che ti si srotola davanti. Qui dentro ci sono musiche che con i Deep Purple non avrei mai potuto incidere. Questo disco è un atto d’amore, è stato un piacere registrarlo”. Più difficile accettare compromessi con altri musicisti o caricarsi, come in questo caso, tutto il peso sulle spalle? “La vita intera è un alternarsi di queste situazioni, non puoi separare la musica dalle relazioni personali. A volte funzionano, a volte è come trovarsi nella bocca di un vulcano. Guarda i fratelli Davies dei Kinks…A metà anni Sessanta giocavo spesso a pallone con loro per beneficenza: finivano inevitabilmente per azzuffarsi e per prendersi a pugni. Ray allora guidava come un pazzo, per guadagnare tempo quando il semaforo era rosso passava direttamente sui marciapiedi. Per fortuna era domenica mattina, ed erano poco frequentati dai pedoni. Ma finiva lo stesso che Dave si incavolava e dava inizio a una scazzottata. E’ nella natura delle cose, no? I giovani si accapigliano più volentieri degli anziani. Crescendo si diventa più filosofici, più interessati alla spiritualità. Quando cominci a diventare adulto e ad avere dei figli senti il peso delle responsabilità, devi trovare altri modi di incanalare la ribellione e lo spirito avventuroso. E’ per questo che oggi porto i capelli corti! Me li ero fatti crescere, da ragazzo, perché cavalcando a torso nudo, nei giorni d’estate, mi facevano sentire come un primitivo. Passati i quarant’anni, ho pensato che fosse stupido continuare a tenerli lunghi sulle spalle. Trovo ridicole tutte quelle teste argentate con la coda di cavallo che si vedono in giro… finisci per diventare una caricatura di te stesso”.
Non tutti nei Deep Purple la pensano magari allo stesso modo: ma tant’è, quella è la sua famiglia. “Eh sì”, annuisce Gillan, “una famiglia organizzata, disciplinata: come il Cremlino, appunto. Un gruppo di persone che ha sempre tratto forza dalla diversità dei suoi componenti. Jon Lord aveva un’educazione musicale classica alle spalle. Ritchie Blackmore, al fianco di Joe Meek, è stato forse il primo chitarrista free lance a lavorare a tempo pieno negli studi di registrazione londinesi. Ian Paice era cresciuto con le big band dell’epoca swing, e Roger Glover era attratto dal folk. Quanto a me, avevo un nonno cantante d’opera e mio zio suonava il piano jazz in un gruppo boogie woogie. Io ho cominciato come soprano nel coro della chiesa; poi ascoltai il rock’n’roll e pensai che era arrivata la rivoluzione. Siamo così uniti, oggi, che quando qualcuno di noi sta male facciamo in modo che nessuno se ne accorga. Otto anni fa, alla vigilia di un tour, Steve Morse si fratturò il polso in un incidente motociclistico. Si presentò all’appuntamento con la mano ingessata: poteva arpeggiare con le dita ma non eseguire gli assoli. Si arrangiò tagliando un pezzo dell’ingessatura e noi lo ‘coprimmo’ dando più spazio agli assoli di tastiere. Un’altra volta, e sempre alla vigilia di un un tour, Ian Paice venne colpito da un dolorosissimo attacco di calcoli al fegato. Ed eccolo seduto alla batteria, il giorno dopo, a pisciare sangue da un tubicino. Nessuno ne aveva idea, a parte noi. Quando ho sofferto di problemi alle corde vocali gli altri mi hanno detto di non preoccuparmi: abbiamo cambiato la scaletta inserendo pezzi più facili da cantare e ce la siamo cavata anche quella volta. Siamo come fratelli, ci prendiamo cura uno dell’altro”.
“One eye to Morocco”, che esce domani nei negozi, suona ovviamente diverso dai Purple: molto più blues, molto più funky, e quasi privo di assoli di chitarra (nonostante la presenza di Morse in due brani). “Rodney Appleby, il mio bassista, ogni tanto mi prende in giro sostenendo che il blues lo possono suonare solo i neri. Ma sai cosa ti dico? Che ho imparato a memoria la musica di Little Walter e di Lazy Lester, il blues del Delta, quello del Kansas e di Chicago, e penso che dobbiamo smetterla di provare quel senso di colpa. Non più di quanto gli italiani ne debbano provare perché Giulio Cesare schiavizzò gli inglesi! I testi del blues trasmettono emozioni primitive che tutti possono capire: parlano di sesso, di ubriacature, di lamenti per i supposti torti subiti da una donna. Resta il filo conduttore del mio modo di fare musica, insieme al desiderio di raccontare una storia”. E infatti fin dal titolo “One eye to Morocco” suggerisce panorami esotici, viaggi intercontinentali… “E’ una vita che viaggio per il mondo. Sono stato negli Urali, in Mongolia e in Giappone in tempi in cui raggiungere quei paesi era ancora un’avventura. Quando cominciai a scrivere canzoni con Roger Glover (nella band pre-Purple Episode Six, ndr) volevo imitare lo stile di Chuck Berry ma non ne ero in grado. Non avevamo esperienza, non eravamo stati abbastanza on the road, non c’erano aneddoti da raccontare. Poi le cose sono cambiate: ‘Woman from Tokio’ è una canzone che parla del nostro primo viaggio in Giappone, ‘69’ un brano che rievoca i nostri ricordi di quell’anno, quando suonavamo al Marquee, allo Speakeasy e al Paradiso di Amsterdam girando con un van carico di strumenti…Non potevamo scriverlo allora, un pezzo così, i ricordi erano ancora troppo freschi”.
Desideroso di una vacanza dalla famiglia Purple, Gillan per il suo disco solo s’è tenuto stretto il mentore di tanti dischi: il produttore canadese Nick Blagona, presso i cui studi di Toronto è andato a registrare. “Già. Nick è il produttore di ‘Perfect strangers’ e di ‘The house of blue light’. E di ‘Accidentally on purpose’, il disco che ho pubblicato nel 1988 con Roger (Glover). E’ il mio guru, tecnicamente avanti anni luce rispetto a chiunque altro con cui abbia lavorato in vita mia. Aveva perso la vista, ora l’ha recuperata grazie a un trapianto di cornea. Per dieci anni ha lavorato solo con le orecchie, senza poter vedere i cursori del mixer. A dire il vero non li guarda neppure ora che ci vede benissimo… Io sto attento alle sfumature del suono, e nessuno come lui è in grado di curare i piccoli dettagli che fanno la differenza. Non mi piacciono i suoni tronchi, anodini, zuccherosi, voglio che la musica abbia spazio per respirare. Nick sa fare tutto questo, è incredibilmente inventivo. Una volta ha convinto Ian a usare un piccolo altoparlante come microfono per la grancassa: il miglior suono di batteria che abbia mai sentito! Perché cambiare, quando hai a disposizione qualcuno così capace e che ti capisce perfettamente? Abbiamo lavorato in modo tradizionale: scrivendo le canzoni, provandole e riprovandole con i musicisti fino a trovare la chiave interpretativa adatta, il tempo, l’atmosfera e le dinamiche giuste. Poi ci siamo trasferiti in studio, a registrarle esattamente nello stesso modo. Come faceva Frank Sinatra, come facevano i Beatles con due o quattro piste a disposizione. L’80 per cento del disco è venuto fuori così, interamente dal vivo. Non ci sono click a dare il tempo. E non ci sono assoli di chitarra, è vero: volevo che il chitarrista (Michael Lee Jackson) si preoccupasse soprattutto di dare un contributo melodico. E come batterista (Howard Wilson) ho voluto un Ringo Starr, uno capace di tenere il tempo. Non si tratta di essere degli scienziati, ma ci vuole molta esperienza per far funzionare le cose in questo modo. Nick ha lavorato con Tom Jones e Dusty Springfield, sa come ottenere certi risultati”.
Come farà Gillan a portare in tour il suo amato album, con il poco tempo a disposizione che gli lasciano i Deep Purple? “Tutto sta nel trovare due o tre mesi liberi per provare le canzoni con la band di sette elementi e i tre coristi che vorrei portare con me: tre voci maschili fantastiche, in grado di armonizzare come facevano i Jordaneries con Elvis Presley…Mi piacerebbe che sul palco ci fossero anche dei ballerini. Perché, come mi disse una volta Roger Glover, un disco non è buono se non lo puoi anche ballare. Non puoi apprezzarla solo cerebralmente, la musica, qualche parte del corpo deve mettersi in movimento. Finita una seduta fotografica con Tommaso Mei, qui a Milano, ho messo su ‘One eye to Morocco’. E’ stato uno spettacolo vedere tutti ballare, la stylist, la truccatrice e la parrucchiera. Missione compiuta!”.
Chi, del resto, non ha mai mosso il piedino o imbracciato una immaginaria air guitar ascoltando il riff di “Smoke on the water”: tuttora, da recenti sondaggi, il più amato dal popolo rock. “A essere sinceri, con la sua genesi io c’entro molto poco. Era Blackmore il maestro dei riff e quella è una frase molto semplice di derivazione blues; la stessa sequenza di note con qualche variazione di tempo e di accenti. Non sarebbe neppure finita su ‘Machine head’, non fosse stato per l’incendio a Montreux. La inserimmo come un riempitivo, solo quando cominciammo a suonarla dal vivo capimmo dalla reazione del pubblico che si trattava di un brano speciale. Fu un direttore artistico della casa discografica, a Los Angeles, a convincerci che avevamo un hit in mano. Si trattava solo, ci disse, di accorciare la durata del pezzo per adattarla al formato del 45 giri: ecco un discografico che sapeva fare il suo mestiere. Per me quella canzone è come un puledro, una motocicletta parcheggiata fuori casa che posso cavalcare ogni volta che lo desidero. Quando Luciano Pavarotti mi telefonò a casa per propormi di cantare con lui a Modena mi disse che voleva fare ‘Smoke on the water’. Io replicai che preferivo fare ‘Nessun dorma’, e così andarono le cose. Ma una sera, a cena, mi confidò di essere molto invidioso di me perché ogni volta che cantavo quel pezzo potevo cambiare tempo, fraseggio e intonazione. Lo facessi io con un’aria classica, mi spiegò sospirando, verrei crocifisso sul posto…Ecco cosa vuol dire, la libertà del rock’n’roll!”.
Re: Deep Purple
Inviato: 19 febbraio 2020 16:18
da johnny blade
Mi duole dirlo ma tra poco uscirà il nuovo disco.
Re: Deep Purple
Inviato: 19 febbraio 2020 16:59
da Ennio
perché ti duole?
Re: Deep Purple
Inviato: 19 febbraio 2020 19:36
da johnny blade
Ennio ha scritto: ↑19 febbraio 2020 16:59
perché ti duole?
Perché sono vecchi.
Che è vero, ma..
Re: Deep Purple
Inviato: 19 febbraio 2020 19:59
da Shock
Da Blackmoreiano convinto non sono mai riuscito ad apprezzare i dischi con Morse, a parte No What?! che è un bel disco.
L'ultimo invece per me manca di una certa verve, lo trovo un po' spento.
E purtroppo Ian ormai ha la voce andata.
Sentiremo questo che viene.