Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Il puzzle iracheno tra USA e Iraq
Per chi segue queste cose, è plausibile un impegno così esteso dell'Iran nella gestione del potere mediorentale, tale da mettere in discussione e scalzare il ruolo delle monarchie del Golfo Persico?
Per chi segue queste cose, è plausibile un impegno così esteso dell'Iran nella gestione del potere mediorentale, tale da mettere in discussione e scalzare il ruolo delle monarchie del Golfo Persico?
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
premettendo che non è il mio campo e che quindi posso sbagiarmi di moltoPhantom ha scritto:Il puzzle iracheno tra USA e Iraq
Per chi segue queste cose, è plausibile un impegno così esteso dell'Iran nella gestione del potere mediorentale, tale da mettere in discussione e scalzare il ruolo delle monarchie del Golfo Persico?
che l'Iran soppianti sauditi e compagnia non mi sembra una prospettiva realistica. che invece l'Iran possa usare le crisi attuali per tornare a imporsi come una potenza regionale legittimata, mi sembra invece una prospettiva realistica. se è vero che gli USA hanno sempre meno intenzione di intervenire direttamente nel medioriente per concentrare tutte le attenzioni sul pacifico (cosa su cui mi sembra molto più convinto l'esercito rispetto all'amministrazione Obama), se è vero che inglesi e francesi non sono più in grado di fare i "vice sceriffi", allora è necessario che ci sia un attore che riequilibri la presenza sempre più ingombrante e revisionista dei sauditi e dei turchi.
d'altra parte, aldilà delle volontà di Obama e dell'esercito, tra gli elementi che hanno impedito l'intervento diretto occidentale nella guerra di Siria c'è anche il fatto che non si può far saltare la Siria senza perdere l'unico ponte diplomatico degli occidentali verso l'Iran.
le due cose, mi pare, si sostengono a vicenda.
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Al momento non lo è, considerando che l’intervento al fianco di Assad è già costato molto all’Iran sia in termini economici che di sicurezza tanto che qualcuno nella repubblica islamica (forse con una visione eccessivamente pessimistica del fatalismo islamico) ha iniziato a parlare di una possibile escalation verso un “nostro Vietnam”.Kowalsky ha scritto:Phantom ha scritto:Il puzzle iracheno tra USA e Iraq
Per chi segue queste cose, è plausibile un impegno così esteso dell'Iran nella gestione del potere mediorentale, tale da mettere in discussione e scalzare il ruolo delle monarchie del Golfo Persico?
che l'Iran soppianti sauditi e compagnia non mi sembra una prospettiva realistica.
Un grosso peso sul futuro della situazione in medio oriente potrebbero averlo i possibili problemi legati alla successione al trono saudita. Il tentativo di riavvicinamento degli USA all’Iran, ma anche la politica “attendista” nei confronti della Siria, sono almeno in parte connessi ai timori che qualcosa non vada per il verso giusto (al momento la questione della successione viene vista negli USA sia come possibile innesco per una svolta in senso maggiormente democratico sia come possibile fonte di instabilità) con il rischio di perdere il controllo sul principale partner politico ed economico in medio oriente. L'iran in questo senso, come hai sottolineato, potrebbe essere l'unico paese in grado di garantire equilibrio nella regione.
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
In merito ai costi siriani del fronte a sostengo di Assad (Iran con Hezbollah ma anche Russia), se avete qualcosa da segnalare, sarebbe utile un approfondimento. Alla fine si sa molto di come è stata messa in piedi la sgangherata compagine degli insorti al regime, ma c'è opacità totale in merito alle risorse con cui il governo siriano ha tenuto botta per tre anni.
Il riavvicinamento degli USA all'Iran a me pare molto preso per i capelli e comunque di input più iraniano che statunitense. L'amministrazione Obama da spesso l'impressione di sentirsi tirata per la giacchetta quando si tratta di sporcarsi le mani in medio oriente, non si capisce bene se per disimpegno strategico, ritrosia a tirar fuori le palate di polvere nascosto sotto i tappeti da 8 anni di amministrazioni Bush, o per un mix di questi e altri fattori.
A tal proposito, proprio l'atteggiamento verso l'Iran (e di riflesso verso la Turchia) è piuttosto illuminante, mi riferisco al paradosso di un Iran con cui si tratta per il nucleare ma che si esclude dalle sedute ginevrine in cui si cerca, con poca convinzione, di mettere una pezza alla guerra civile siriana (mentre Erdogan viene lasciato totalmente a briglia sciolta, quasi quanto sauditi e compagnia che però tengono per le palle agli Stati Uniti con il commercio petrolifero).
In merito all'Iraq, pensate sia plausibile l'ipotesi secondo cui, al netto dell'attendismo, del riposizionamento strategico ecc, gli Stati Uniti abbiano lasciato correre lo sfascio del paese per sbilanciare gli equilibri siriani?
Mi spiego: da un anno abbondante gli insorti si lamentano del fatto che Assad ha troppa potenza di fuoco, i bombardamenti della scorsa estate erano invocati esclusivamente per stravolgere gli equilibri sul campo, ne più ne meno di quanto fatto dalla NATO in Libia nel 2011. Siccome la propaganda non è riuscita a creare legittimazione a quell'intervento non se n'è fatto nulla e il regime siriano è riuscito a stabilizzare la propria presenza sul territorio oggetto di conflitto. Contemporaneamente gli "amici della Siria" e disgraziati assortiti hanno tirato i remi in barca anche sulla forniture d'armi agli insorti, perché è risaputo che quella roba finisce a girare per il mondo e magari la si ritrova impiegata in qualche attentato a casa nostra.
Allora consci del fatto che il confinante Iraq è pingue di materiale utile alla destabilizzazione siriana, si chiude un occhio sulla debacle di Maliki (che poi dalle nostre parti non è mai piaciuto particolarmente visto che si rifiutò di firmare l'accordo bilaterale che avrebbe dato consistenza giuridica alla presenza militare americana alla fine "ufficiale" della terza guerra del golfo) e si consente agli insorti siriani di portare oltre confine una nutrita quantità di armamenti (era di questi giorni la notizia di carri armati M1 e Humvee razziati dai miliziani dell'ISIL) che potrebbe minare gli equilibri sul terreno, magari con una mano dell'aviazione israeliana che unilateralmente è tornata a bombardare le postazioni siriane nel Golan.
Il riavvicinamento degli USA all'Iran a me pare molto preso per i capelli e comunque di input più iraniano che statunitense. L'amministrazione Obama da spesso l'impressione di sentirsi tirata per la giacchetta quando si tratta di sporcarsi le mani in medio oriente, non si capisce bene se per disimpegno strategico, ritrosia a tirar fuori le palate di polvere nascosto sotto i tappeti da 8 anni di amministrazioni Bush, o per un mix di questi e altri fattori.
A tal proposito, proprio l'atteggiamento verso l'Iran (e di riflesso verso la Turchia) è piuttosto illuminante, mi riferisco al paradosso di un Iran con cui si tratta per il nucleare ma che si esclude dalle sedute ginevrine in cui si cerca, con poca convinzione, di mettere una pezza alla guerra civile siriana (mentre Erdogan viene lasciato totalmente a briglia sciolta, quasi quanto sauditi e compagnia che però tengono per le palle agli Stati Uniti con il commercio petrolifero).
In merito all'Iraq, pensate sia plausibile l'ipotesi secondo cui, al netto dell'attendismo, del riposizionamento strategico ecc, gli Stati Uniti abbiano lasciato correre lo sfascio del paese per sbilanciare gli equilibri siriani?
Mi spiego: da un anno abbondante gli insorti si lamentano del fatto che Assad ha troppa potenza di fuoco, i bombardamenti della scorsa estate erano invocati esclusivamente per stravolgere gli equilibri sul campo, ne più ne meno di quanto fatto dalla NATO in Libia nel 2011. Siccome la propaganda non è riuscita a creare legittimazione a quell'intervento non se n'è fatto nulla e il regime siriano è riuscito a stabilizzare la propria presenza sul territorio oggetto di conflitto. Contemporaneamente gli "amici della Siria" e disgraziati assortiti hanno tirato i remi in barca anche sulla forniture d'armi agli insorti, perché è risaputo che quella roba finisce a girare per il mondo e magari la si ritrova impiegata in qualche attentato a casa nostra.
Allora consci del fatto che il confinante Iraq è pingue di materiale utile alla destabilizzazione siriana, si chiude un occhio sulla debacle di Maliki (che poi dalle nostre parti non è mai piaciuto particolarmente visto che si rifiutò di firmare l'accordo bilaterale che avrebbe dato consistenza giuridica alla presenza militare americana alla fine "ufficiale" della terza guerra del golfo) e si consente agli insorti siriani di portare oltre confine una nutrita quantità di armamenti (era di questi giorni la notizia di carri armati M1 e Humvee razziati dai miliziani dell'ISIL) che potrebbe minare gli equilibri sul terreno, magari con una mano dell'aviazione israeliana che unilateralmente è tornata a bombardare le postazioni siriane nel Golan.
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Phantom ha scritto:Allora consci del fatto che il confinante Iraq è pingue di materiale utile alla destabilizzazione siriana, si chiude un occhio sulla debacle di Maliki (che poi dalle nostre parti non è mai piaciuto particolarmente visto che si rifiutò di firmare l'accordo bilaterale che avrebbe dato consistenza giuridica alla presenza militare americana alla fine "ufficiale" della terza guerra del golfo) e si consente agli insorti siriani di portare oltre confine una nutrita quantità di armamenti (era di questi giorni la notizia di carri armati M1 e Humvee razziati dai miliziani dell'ISIL) che potrebbe minare gli equilibri sul terreno, magari con una mano dell'aviazione israeliana che unilateralmente è tornata a bombardare le postazioni siriane nel Golan.
Forse. Ma sta andando un po' diversamente
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Col senno di poi è buono chiunque a fare valutazioni.
Le armi raziate in Iraq da ISIL, comunque, in questi giorni sono state determinanti per far sloggiare i "concorrenti" di al Nusra da alcune loro postazioni in territorio siriano, anche se mi pare che al momento gli sforzi principali del neo califfato siano concentrati nella guerra con quel che resta dello stato iracheno.
Rizzi, tu che la Cina l'hai studiata, mi dai un parere su questo punto di vista?
Le armi raziate in Iraq da ISIL, comunque, in questi giorni sono state determinanti per far sloggiare i "concorrenti" di al Nusra da alcune loro postazioni in territorio siriano, anche se mi pare che al momento gli sforzi principali del neo califfato siano concentrati nella guerra con quel che resta dello stato iracheno.
Rizzi, tu che la Cina l'hai studiata, mi dai un parere su questo punto di vista?
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Non concordo su molte cose, su quasi niente.Phantom ha scritto:Col senno di poi è buono chiunque a fare valutazioni.
Le armi raziate in Iraq da ISIL, comunque, in questi giorni sono state determinanti per far sloggiare i "concorrenti" di al Nusra da alcune loro postazioni in territorio siriano, anche se mi pare che al momento gli sforzi principali del neo califfato siano concentrati nella guerra con quel che resta dello stato iracheno.
Rizzi, tu che la Cina l'hai studiata, mi dai un parere su questo punto di vista?
Il discorso è complicato perchè implica di dare una risposta a una domanda a cui nessuno ha un vera risposta: cosa da diritto di rivendicare un territorio? Ognuno dei territori citati ha una storia complessa e sicuramente la Cina può portare degli argomenti decisamente più forti, soprattutto per quanto riguarda Tibet e Xinjiang, di quanto faccia intendere l'autore dell'articolo.
Per quanto riguarda i territori marittimi, ci sono alcune precisazioni da fare. Vero che gli argomenti di rivendicazione di sovranità sugli "scogli" da parte della Cina non sono particolarmente forti, ma non sono forti per nessuno. Vero anche che i vari stati hanno cominciato a trattare la questione per problemi di rifornimenti energetici, rotte commerciali e (l'articolo non lo dice ma è importante) pesca.
Caso a parte quello delle Diaoyu/Senkaku. Secondo me, che siano legittimamente territorio della RPC, è innegabile. Con una storia breve per gli standard cinesi ma molto precisa. Erano disabitate, fino a fine '800 solo la Cina si era presa la briga di dargli un nome, i giapponesi no. Entrano a far parte del territorio giapponese con la guerra sino-giapponese del 1895. Nel '45 sono passate sotto il controllo americano, nella stessa divisione amministrativa di Okinawa, col progetto esplicito di restituire Okinawa e Diaoyu/Senkaku alla Cina alla fine del governo militare. Senonchè, nel frattempo diventa chiaro che in Cina sta vincendo Mao, quindi gli americani cambiano idea e si tengono Okinawa per metterci su la base militare. Le Diaoyu/Senkaku restano disabitate, fino appunto a quando cominciano a essere importanti per questioni di pesca e di rotte commerciali (gas e petrolio invece non ce ne sono, almeno lì). Detto questo, uno potrebbe anche obiettare che se si ha a cuore la pace (se si ha interesse alla pace) si può lasciar perdere una rivendicazione su un territorio così piccolo. Sensato. Di fatto è quello che ha fatto la Cina dall'inizio delle riforme. Sulle Diayu/Senkaku la crisi è stata innescata dai nazionalisti giapponesi, su questo non ho dubbi. Ne parlavo qui.
Ma a parte tutto questo, è vero quanto dice l'articolo? E' vero che da quando c'è Xi Jinping la Cina ha assunto un atteggiamento imperialista?
Dal punto di vista cinese è un no secco. La Cina sta portando avanti rivendicazioni che sono quelle solite. Non c'è differanza tra Xi e Hu e Jiang e Deng. Dal punto di vista cinese, non si tratta di imperialismo ma di completare la riconquista di sovranità su territori che facevano parte dello stato cinese prima dell'inizio delle invasioni straniere. Secondo me è un punto di vista che alcune buone ragioni storiche ma che soprattutto ha una sua coerenza interna, per quanto alcune ragioni siano deboli e ovviamente strumentali, non si tratta di rivendicazioni a casaccio per andare ovunque ci siano risorse, sono effettivamente territori che la Cina ha sempre rivendicato.
Nel primo periodo delle riforme la politica ufficiale era quella del basso profilo: cercare soluzioni con la trattativa e dove non era possibile, soprassedere, ci si sarebbe pensato in seguito. Com'è naturale per gli stato post coloniali, sono innumerevoli i conflitti di sovranità sui territori, quello che non dicono gli allarmisti da "aiuto la Cina imperialista ci invaderà tutti" è che negli ultimi 30 anni ci sono state decine di dispute in maniera negoziale. Invece si fa finta che l'unica trend sia quello del conflitto.
Si ma comunque la Cina è più assertiva rispetto a prima?
Beh, rispetto a prima quando? Rispetto a 30 anni fa quando non aveva una marina? Decisamente si. Rispetto a prima che ci fosse Xi Jinping? Secondo me, no. Secondo me già con Hu Jintao era finito il periodo in cui si lasciava a decantare qualunque questione su cui non si riuscisse a trovare la quadra. Forse quello che è cambiato è che gli altri stati dell'area, complice il pivot to Asia dell'esercito americano, non sono da meno. Durante la presidenza Bush, con tutta la sua attenzione rivolta al medioriente, gli alleati tradizionali degli Stati Uniti si sono comportati a modino con Hu Jintao. Da quando il Pacifico è tornato al centro ci sono paesi, come le Filippine, che sono tornati a giocare il ruolo dei vice-sceriffi degli USA all'interno delle organizzazioni regionali come l'ASEAN.
Ma allora non c'è proprio nessuna colpa della Cina?
Eh, no. Un attimo. è del tutto evidente che all'interno della Cina ci sono forze a cui una belle guerretta potrebbe sembrare cosa utile. Non tanto per il rally round the flag, quanto perchè l'ultimo conflitto combattuto dall'esercito cinese è stato quello col Vietnam ai tempi del disgelo Reagan-Deng. Un paio di ere geologiche fa. All'interno dell'esercito è diffusa l'idea che la Cina sia già in guerra con l'occidente su molti fronti non convenzionali (era, già nel '99 la tesi di Unrestricted Warfare) e sarà inevitabile in futuro uno scontro anche in termini convenzionali. Non una guerra totale, probabilmente nella froma di proxy war, però pur sempre uno scontro militare sul campo. Come fare allora a capire se l'esercito è veramente pronto? Una bella guerretta di prova su una questione molto ristretta sarebbe l'ideale.
Quando c'è stata la crisi pesante sulle Diaoyu/Senkaku con manifestazioni e incidenti, quando si è deciso che le manifestazioni erano andate troppo oltre, tra le varie cose che sono state dette dai media ufficiali (cioè, tutti) è che i manifestanti violenti erano infiltrati da provocatori della cricca di Bo Xilai. Al 99%, una boiata (più probabile che la new left abbia provato a usare quella situazione per ridarsi una legittimità dopo che la caduta di Bo). Però, dimostra anche quanto nel discorso ufficiale, in realtà, si sia puntato ad addossare questo tipo di spinte a quello che ormai è diventato il capro espiatorio di tutti i mali cinesi.
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Bella Rizzi, come al solito.
Detto questo, riporto qui un'analisi per cui mi piacerebbe avere qualche riscontro. Evito la discussione sulla Palestina visto che è andata ormai in vacca.
Riflessioni su quel che accade in Palestina e le le premesse di un disastro senza precedenti.
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
ostia, l'areo sull'Ucraina...
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
una giornata leggera leggera: http://www.aljazeera.com/news/middleeas ... 88122.html
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Sull'aereo malese abbattuto in Ucraina l'unico sul pezzo è Remondino, almeno per ora.
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Che cosa succede in Germania?
Rizzi, se hai testa caccia due parole sulla tua visione della cosa. Io non concordo gran che con lo scenario neo bipolare riassunta in chiusura di articolo.
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Kiev, crisi di governo. Ora mancano i soldi per stipendi e armi
Le comiche cazzo! Ci sarebbe da farsi delle grasse risate se sti soggetti non fossero dei fasci piazzati a fare gli statisti anche da noi. Di questo passo ci penserà il solito generale inverno a riportare a più miti consigli tutti quanti da quelle parti.
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
però 2 anni fa organizzarono i cazzi di europei di calcio....
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
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Chiedo a chi ne sa, una panoramica/commento su quanto è successo in Argentina?
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Dai una letta a questo se hai voglia.The Philosopher ha scritto:Chiedo a chi ne sa, una panoramica/commento su quanto è successo in Argentina?
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Ma del contigente olandese condannato per i simpativi fatti di Srebenica avevate letto, no?Phantom ha scritto:Kosovo: i capi dell’Uck accusati di crimini contro l’umanità e pulizia etnica
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Ho visto che hanno dato un colpo al cerchio e una alla botte, di fatto sancendo che le missioni ONU sono giusto una passerella per soldatini e poco di più (come per altro si rivide due anni dopo in Ruanda).Erlik_khan ha scritto:Ma del contigente olandese condannato per i simpativi fatti di Srebenica avevate letto, no?
Comunque, nel merito dello sfascio jugoslavo e di Srebrenica trovai interessante questa intervista, che mette giù la situazione un po' meno a senso unico rispetto a come siamo abituati a sentire e pensare.
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Visto che questo topic si è un po' trasformato in un repositorio di articoli e Phantom è l'unico che si impegna volevo offrire questo spunto sul ruolo dell'Italia nella recente recrudescenza del conflitto a Gaza a fianco di Israele.
L'articolo è in inglese, ma se interessano la politica estera allora è veramente doveroso conoscere almeno quella lingua.
L'articolo è in inglese, ma se interessano la politica estera allora è veramente doveroso conoscere almeno quella lingua.
Sono date senza opener e iniziano alle 20:30.
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
La traduzione italiana, per altro ospitata dall'unico portale di qualità in merito ai fatti mediorientali che io conosca.eXdeath ha scritto:Visto che questo topic si è un po' trasformato in un repositorio di articoli e Phantom è l'unico che si impegna volevo offrire questo spunto sul ruolo dell'Italia nella recente recrudescenza del conflitto a Gaza a fianco di Israele.
L'articolo è in inglese, ma se interessano la politica estera allora è veramente doveroso conoscere almeno quella lingua.
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Il discorso su JFK saltato fuori nella discussione su Israele è interessante.
La visione del personaggio progressista ai limiti dell'angelico non è più o meno la stessa che ha calato Oliver Stone nel suo film?Kowalsky ha scritto: sarebbe più facile rispondere se non fosse evidente che non hai capito una beneamata fava di quello che è stato scritto.
Raven continua a usare una roboante retorica antimperialista antiamericana, ma dimostra di essere permeato di un certo tipo di sub-cultura americana che vede il governo degli stati uniti impegnato in continui complotti e nefandezze salvo alcuni personaggi angelici che ogni tanto riescono a emergere salvo poi essere causalmente fatti fuori. una sub-cultura che peraltro può indicare il buono-fatto-fuori-in-maniera-sporca sia in Kennedy che in Nixon...
Se aldilà della retorica antimperialista ci fosse un po' di sostanza, Kennedy andrebbe ricordato come l'artefice dell'intervento americano in Vietnam e dell'alleanza militare tra Stati Uniti e Israele.
(non ho bisogno di calare i titoli accademici, su queste cose sono anni di discussioni sul forum che dimostrano chi è preparato e chi interviene per cacare il cazzo)
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
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A 7 anni da Lehman Brothers le criticità di sistema stanno tutte dov'erano, anzi per certi versi sono pure peggiorate.
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Appunto, Stone è molto influenzato da quel tipo di cultura complottista.Phantom ha scritto:Il discorso su JFK saltato fuori nella discussione su Israele è interessante.
La visione del personaggio progressista ai limiti dell'angelico non è più o meno la stessa che ha calato Oliver Stone nel suo film?Kowalsky ha scritto: sarebbe più facile rispondere se non fosse evidente che non hai capito una beneamata fava di quello che è stato scritto.
Raven continua a usare una roboante retorica antimperialista antiamericana, ma dimostra di essere permeato di un certo tipo di sub-cultura americana che vede il governo degli stati uniti impegnato in continui complotti e nefandezze salvo alcuni personaggi angelici che ogni tanto riescono a emergere salvo poi essere causalmente fatti fuori. una sub-cultura che peraltro può indicare il buono-fatto-fuori-in-maniera-sporca sia in Kennedy che in Nixon...
Se aldilà della retorica antimperialista ci fosse un po' di sostanza, Kennedy andrebbe ricordato come l'artefice dell'intervento americano in Vietnam e dell'alleanza militare tra Stati Uniti e Israele.
(non ho bisogno di calare i titoli accademici, su queste cose sono anni di discussioni sul forum che dimostrano chi è preparato e chi interviene per cacare il cazzo)
Non è il mestiere mio questo mestiere qua di galleggiare nel cerchio di mezzo sempre a metà ma sfasato dal centro un po' più in là.
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Due parole sul disastro del volo malesiano per fare la tara rispetto a tutte le sparate complottiste o di parte.
Alcune considerazioni sulle diverse versioni del disastro aereo del volo MH17
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Chi parla di terza guerra mondiale?
Domanda per i quattro gatti che seguono con la testa quel che ci succede intorno: è così consistente la possibilità di svegliarci una mattina col mondo in fiamme?
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Purtroppo è un articolo fazioso, di parte e complottaro almeno quanto quelli di Raven. Magari nel prossimo leggeremo che anche la Politkovskaya era una bandita. La possibilità è reale, ma l'articolo è sbilanciato da una parte sola.Phantom ha scritto:Chi parla di terza guerra mondiale?
Domanda per i quattro gatti che seguono con la testa quel che ci succede intorno: è così consistente la possibilità di svegliarci una mattina col mondo in fiamme?
Comunque, per chi non seguisse Vice News, consiglio i loro ottimi reportage sull'Ucraina. Ne posto due a caso:
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Dimmi qualcosa di più.Heartagram ha scritto:Purtroppo è un articolo fazioso, di parte e complottaro almeno quanto quelli di Raven. Magari nel prossimo leggeremo che anche la Politkovskaya era una bandita. La possibilità è reale, ma l'articolo è sbilanciato da una parte sola.
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Quell'articolo potrebbe essere tranquillamente un editoriale di Russia Tv, quindi per quanto mi riguarda carta straccia, o bit sprecati. Se dovessi mettermi a smontarlo punto per punto finirei domani mattina.Phantom ha scritto:Dimmi qualcosa di più.Heartagram ha scritto:Purtroppo è un articolo fazioso, di parte e complottaro almeno quanto quelli di Raven. Magari nel prossimo leggeremo che anche la Politkovskaya era una bandita. La possibilità è reale, ma l'articolo è sbilanciato da una parte sola.
Il rischio c'è perché le forze di Kiev stanno riguadagnando "metri", e se le cose dovessero mettersi troppo male per gli indipendentisti la Russia, secondo un copione ben collaudato altrove, minaccerebbe uno dei soliti "interventi umanitari" (cosi' li chiamano), che potrebbe scatenare conflitti piu' ampi.
Quanto al perché si combatta in Ucraina (secondo l'autore dell'articolo), non si capisce perché finché l'approvvigionamento energetico del paese è per i 2/3 in mano alla Russia va tutto bene, nel momento in cui il paese cerca di diversificare le fonti per sottrarsi ai soliti ricatti (i prezzi del gas russo non hanno fatto che aumentare negli ultimi anni, essendo usati come leva ricattatoria), allora c'è un grande scandalo e un grande complotto dellibbbbberomercatodegliamericaniguerrafondai.
Per chi volesse capirne un po' di piu' delle dinamiche sciiti vs sunniti e su quello che sta succedendo in Irak e in medio oriente, ecco un ottimo articolo dello scorso anno che spiega in maniera fattuale gli avvenimenti, senza storture, faziosità politiche o teorie della cospirazione.
http://www.ilpost.it/2013/08/29/che-cos ... o-in-iraq/
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Belìn proprio tanta roba eh.Heartagram ha scritto:Quell'articolo potrebbe essere tranquillamente un editoriale di Russia Tv, quindi per quanto mi riguarda carta straccia, o bit sprecati. Se dovessi mettermi a smontarlo punto per punto finirei domani mattina.
Il rischio c'è perché le forze di Kiev stanno riguadagnando "metri", e se le cose dovessero mettersi troppo male per gli indipendentisti la Russia, secondo un copione ben collaudato altrove, minaccerebbe uno dei soliti "interventi umanitari" (cosi' li chiamano), che potrebbe scatenare conflitti piu' ampi.
Quanto al perché si combatta in Ucraina (secondo l'autore dell'articolo), non si capisce perché finché l'approvvigionamento energetico del paese è per i 2/3 in mano alla Russia va tutto bene, nel momento in cui il paese cerca di diversificare le fonti per sottrarsi ai soliti ricatti (i prezzi del gas russo non hanno fatto che aumentare negli ultimi anni, essendo usati come leva ricattatoria), allora c'è un grande scandalo e un grande complotto dellibbbbberomercatodegliamericaniguerrafondai.
Per chi volesse capirne un po' di piu' delle dinamiche sciiti vs sunniti e su quello che sta succedendo in Irak e in medio oriente, ecco un ottimo articolo dello scorso anno che spiega in maniera fattuale gli avvenimenti, senza storture, faziosità politiche o teorie della cospirazione.
http://www.ilpost.it/2013/08/29/che-cos ... o-in-iraq/
La prossima volta evito di farti "scomodare" per un riscontro tanto misero.
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Invece i link messi a ripetizione senza commento immagino siano piu' interessanti. Purtroppo non mi interessano le religioni politiche, ne ho gia' abbastanza di quelle propriamente dette.Phantom ha scritto: Belìn proprio tanta roba eh.
La prossima volta evito di farti "scomodare" per un riscontro tanto misero.
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Insomma non me la canto e suono a sufficienza, pure il commento alla Mollica da solo dovrei farmi...Heartagram ha scritto:Invece i link messi a ripetizione senza commento immagino siano piu' interessanti. Purtroppo non mi interessano le religioni politiche, ne ho gia' abbastanza di quelle propriamente dette.
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
La crisi: come vanno le cose?
La chiave di volta del pezzo di Giannuli, almeno per quello che intessa a me, è porre i Brics al centro dell'esplosione della prossima crisi.
Delle criticità del mercato immobiliare cinese avevo già letto (se i soliti noti potessero confermare/confutare le "analogie" con la bolla americana dello scorso decennio e magari spendere due parole su come si sta muovendo Xi Jinping sarebbe cosa gradita). Non so, invece, niente per quel che riguarda Brasile (fatta eccezione per le manifestazioni/rivolte in concomitanza coi mondiali) India e Sud Africa che l'autore del pezzo non nomina (probabilmente perché il paese opera da sub fornitore della grande industria occidentale, quindi se sbaracca quella, tanti saluti anche alla crescita sudafricana). Per la Russia credo che la questione si esaurisca col fatto di avere un'economia che si regge sull'esportazione delle materie prime, con l'aggravante di non essere legate a doppia mandata con gli interessi americani come nel caso dell'Arabia Saudita.
Viste le criticità segnalate nell'articolo e il fatto che i Brics (Cina a parte ma solo parzialmente) non si pongono come sistema antitetico a quello economico occidentale, torna verosimile il fatto che anche questa crisi sfoci in un po' di "sana" distruzione di capitale con una bella guerra tra imperialismi economici concorrenti?
La chiave di volta del pezzo di Giannuli, almeno per quello che intessa a me, è porre i Brics al centro dell'esplosione della prossima crisi.
Delle criticità del mercato immobiliare cinese avevo già letto (se i soliti noti potessero confermare/confutare le "analogie" con la bolla americana dello scorso decennio e magari spendere due parole su come si sta muovendo Xi Jinping sarebbe cosa gradita). Non so, invece, niente per quel che riguarda Brasile (fatta eccezione per le manifestazioni/rivolte in concomitanza coi mondiali) India e Sud Africa che l'autore del pezzo non nomina (probabilmente perché il paese opera da sub fornitore della grande industria occidentale, quindi se sbaracca quella, tanti saluti anche alla crescita sudafricana). Per la Russia credo che la questione si esaurisca col fatto di avere un'economia che si regge sull'esportazione delle materie prime, con l'aggravante di non essere legate a doppia mandata con gli interessi americani come nel caso dell'Arabia Saudita.
Viste le criticità segnalate nell'articolo e il fatto che i Brics (Cina a parte ma solo parzialmente) non si pongono come sistema antitetico a quello economico occidentale, torna verosimile il fatto che anche questa crisi sfoci in un po' di "sana" distruzione di capitale con una bella guerra tra imperialismi economici concorrenti?
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08 ... e/1093944/
Non solo manifestanti, violenti e non: a Ferguson la polizia continua a fermare e arrestare giornalisti e reporter. Gli Stati Uniti mostrano ancora una volta il loro vero volto di stato nazi/fascista, esattamente come accadeva negli anni 60 sotto Nixon
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
sono molto scettico sulle ipotesi neo-bipolari. nel senso che non vedo, per parecchi motivi, la formazione di un blocco che faccia permanentemente da contraltare a quello a guida statunitense.Phantom ha scritto:Che cosa succede in Germania?
Rizzi, se hai testa caccia due parole sulla tua visione della cosa. Io non concordo gran che con lo scenario neo bipolare riassunta in chiusura di articolo.
d'altra parte anche la teoria del concerto dei sette imperi (versione rivista e aggiornata dei tre imperi che andavano di moda fino a qualche anno fa) mi sembra basata più sul desiderio che prima o poi il g7/8/20 e il consiglio di sicurezza assumano un ruolo di governo mondiale piuttosto che su una qualche evidenza che il mondo vada verso quella roba lì
resto ancorata alla "vecchia" visione del mondo multipolare che si è sviluppata a partire dai primi anni '00. Gli USA in declino mantengono il loro campo ma non sono più in grado di essere egemoni, sono dominanti per potere economico e militare, ma sono costretti a lasciare più spazio di manovra agli alleati e a subirlo. Russia e Cina sono potenze mondiali economiche e politiche e culturali ma non hanno la possiblità (ne, imho, gran convenienza) a sfidare a livello globale la forza militare statunitense, avendo molto più gioco a farsi valere militarmente a livello regionale. Ci sono tutta una serie di altre potenze che non solo gli altri BRICS (i paesi del Golfo, l'Iran, la Turchia etc etc) che si muovono in ordine sparso spesso cercando di fare una "politica dei due forni".
questo ovvviamente non mettendo in conto l'ipotesi catastrofica della guerra mondiale.
e, altrettanto ovviamente, sapendo che tutte queste tendenze sono contraddittorie, che all'interno di ogni campo ci sono forze che giocano contro e che ci sono vari elementi di aleatorietà che nessuno sa controllare...
sul possibile allineamento di Germania, Cina e Russia c'è l'ultimo numero di Limes, che mi pare scriva cose molto interessanti.
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Re: Topic per le cose che non c'entrano con Berlusconi
Una considerazione veloce su un dettaglio.Kowalsky ha scritto:sono molto scettico sulle ipotesi neo-bipolari. nel senso che non vedo, per parecchi motivi, la formazione di un blocco che faccia permanentemente da contraltare a quello a guida statunitense.
d'altra parte anche la teoria del concerto dei sette imperi (versione rivista e aggiornata dei tre imperi che andavano di moda fino a qualche anno fa) mi sembra basata più sul desiderio che prima o poi il g7/8/20 e il consiglio di sicurezza assumano un ruolo di governo mondiale piuttosto che su una qualche evidenza che il mondo vada verso quella roba lì
resto ancorata alla "vecchia" visione del mondo multipolare che si è sviluppata a partire dai primi anni '00. Gli USA in declino mantengono il loro campo ma non sono più in grado di essere egemoni, sono dominanti per potere economico e militare, ma sono costretti a lasciare più spazio di manovra agli alleati e a subirlo. Russia e Cina sono potenze mondiali economiche e politiche e culturali ma non hanno la possiblità (ne, imho, gran convenienza) a sfidare a livello globale la forza militare statunitense, avendo molto più gioco a farsi valere militarmente a livello regionale. Ci sono tutta una serie di altre potenze che non solo gli altri BRICS (i paesi del Golfo, l'Iran, la Turchia etc etc) che si muovono in ordine sparso spesso cercando di fare una "politica dei due forni".
questo ovvviamente non mettendo in conto l'ipotesi catastrofica della guerra mondiale.
e, altrettanto ovviamente, sapendo che tutte queste tendenze sono contraddittorie, che all'interno di ogni campo ci sono forze che giocano contro e che ci sono vari elementi di aleatorietà che nessuno sa controllare...
sul possibile allineamento di Germania, Cina e Russia c'è l'ultimo numero di Limes, che mi pare scriva cose molto interessanti.
Gli USA sono e resteranno a lungo dominanti per potere tecnologico e militare (su quest'ultimo aspetto si potrebbero spendere un mare di considerazioni).
Economicamente penso che saranno (presto?) sopravanzati dalla Cina, che tuttavia ha ancora molta strada davanti prima di colmare il divario tecnologico, soprattutto per quel che riguarda l'informatica e le telecomunicazioni. In questo senso bisogna rendere "merito" alla classe dirigente statunitense di averne compreso le potenzialità con larghissimo anticipo rispetto a competitori ed "alleati".
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