wirikuta ha scritto:Se vogliamo trovare un qualche elemento il più possibile oggettivabile su cui argomentare, direi che l'opinione dominante circa un certo album da parte di chi si occupa (recensioni, musicisti e semplici ascoltatori) di musica vada presa come termine su cui costruire una discussione. Poi chiaro, ognuno può avere la sua opinione: posso dire che il Caravaggio è una merda e non sa dipingere , ciò non toglie che esso e universalmente o quasi considerato un artista con i controcazzi, così come Renzo Piano è considerato un grande architetto, Messi un grande calciatore e così via. Quindi col cazzo che "l'opinione della massa" non conta una ceppa, altrimenti finiamo in una spirale di relativismo in cui possiamo affermare tutto e il contrario di tutto. E, per venire al punto, che Dt abbiamo sfornato "solo" 2-3 buoni album è opinione diffusa e comune.
Wirikuta, giuro che non volevo arrivare a questo, ma stai facendo una tale confusione che mi costringi al post-papiro.
Divagherò e sarò prolisso. Così impari.
Punto primo.
Una discussione si può intavolare SOLO se c’è un fattore non oggettivo. Altrimenti di che stiamo a discutere? Se oggi mi metto una camicia verde smeraldo non potrai mai dirmi che è gialla, perché è OGGETTIVO che sia verde smeraldo. Non potrai nemmeno dirmi che è verde bottiglia o verde prato, perché, porca troia, tu non ci crederai è proprio verde smeraldo. Giuro, se vuoi ti do anche il codice Pantone. È, appunto, un dato OGGETTIVO e quindi, in quanto tale, indiscutibile.
Per cui, se si vuole intavolare una discussione di qualunque tipo, su qualunque argomento, è necessario partire da una questione soggettiva. Altrimenti tutti i topic di questo forum sarebbero più o meno così:
“Oh ragazzi il cielo è blu.”
“Ah, è vero.”
“Vero.”
“si si.”
“Proprio blu.”
“Non ci si crede per quanto è blu.”
Per cui, non mi sembra abbia molto senso cercare a tutti i costi un dato “oggettivo” per intavolare una discussione.
Punto secondo.
Occhio perché quello che segue è un dato oggettivo:
nell’arte l’oggettività totale non esiste.
Un’opera d’arte può utilizzare qualunque mezzo o forma d’espressione, ma ha uno e un solo scopo: trasmettere emozioni. È, quindi, una forma di comunicazione. Probabilmente la più alta.
Ma perché una comunicazione avvenga, sono necessari due fattori: qualcuno che TRASMETTA e qualcuno che RICEVA. Diciamo che il 50% di questo compito (la trasmissione) spetta all’artista. E va bene. Ma il resto del “lavoro” tocca al fruitore, che “riceve”. No fruitore, no arte. Posso scrivere anche la nuova divina commedia, ma se nessuno la legge, resto solo io che parlo da solo come un pazzo.
Ora, penso siamo tutti d’accordo sul fatto che possiamo dire che un’opera d’arte sia valida, SE TRASMETTE EMOZIONI. Ma, poiché la trasmissione di queste emozioni dipende almeno al 50% dal fruitore (che cambia di volta in volta) come si può pensare di emettere dei giudizi anche solo lontanamente oggettivi sul valore un’opera d’arte?
Mistero.
I soli fattori su cui forse si possono emettere dei giudizi obiettivi sono la perizia tecnica con cui l’opera d’arte è stata creata e l’importanza storica che ha o ha avuto.
Il che ci porta al tuo esempio.
Caravaggio (visto che me lo tiri in ballo) è indiscutibilmente superbo a livello tecnico ed è stato un innovatore assoluto. MA l’oggettività si ferma qui. Perché se, al netto di tutto questo, Caravaggio non mi trasmette emozioni, allora il buon Caravaggio, pur con tutta la sua perizia e tutto il suo peso storico, ha perso.
E questo con buona pace di tutti i critici di questo mondo.
Si, wirikuta, capisco che è come scoprire che Babbo Natale non esiste, ma devo dirtelo: ti hanno mentito. I critici non contano un cazzo e nell’arte è tutto relativo.
E ti dirò di più, domani potrei anche venire a dirti che Caravaggio mi fa cagare. E tu potrai sciorinarmi i pareri di tutti i critici degli ultimi 400 anni, spiegarmi per quale motivo Caravaggio è stato un innovatore e quanto fosse tecnicamente sovraumano, ma questo non sposterà di una virgola la mia posizione.
Perché, nonostante tutti gli argomenti che mi porterai, io ti guarderò negli occhi e dirò una sola, semplicissima frase.
Ti dirò: “Ok, ma a me non dice nulla. Non mi emoziona.”
E qui, tu prenderai tutti i libroni di storia dell’arte e i manuali di pittura ad olio, e te ne andrai via piangendo silenziosamente, sconfitto.
Perché, grazie a Dio, è così che funziona l’arte.
Punto terzo.
Non so da che dimensione parallela provieni tu, ma nel nostro mondo, il 90% della critica musicale (SOPRATTUTTO la critica che si occupa di metal) considera TUTTI i lavori dei Dream Theater fino a Scenes From a Memory incluso, come album di alto (se non ALTISSIMO) livello. E parliamo di CINQUE full-lenght e un EP.
Fra questi sei lavori, il 90% della “critica” individua almeno DUE capolavori epocali, di quelli che cambiano la storia della musica (poco o molto, ovviamente se ne può discutere). E mi riferisco chiaramente a Images & Words e Awake.
L’unico motivo per cui non ti linko le recensioni di questi album riportate sui principali portali italiani ed esteri è che il regolamenta lo vieta (e, ok, mi rompe il cazzo fare tutto il lavoro). Ma ci metto le palle sul ceppo che molto difficilmente troverai recensioni negative su uno di questi sei lavori.
Quindi questa fantomatica “opinione diffusa” secondo la quale i DT avrebbero sfornato solo 2-3 lavori buoni, devi proprio spiegarmi da dove la vai a pescare.
Punto quarto.
Mi ripeto: sticazzi di ciò che pensa la critica?
AlexSlope ha scritto:Occhio però alle mie parole: dire "questo disco mi fa cagare" è un conto, dire "questo disco è una merda" è un altro.
Almeno, per me c'è parecchia differenza.
Non dovrebbe essere necessario, visto che siamo in un forum di discussione, ma ho apportato una modifica alla mia firma che ti spalancherà un mondo.