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Million Dollar Baby

Inviato: 3 marzo 2005 23:30
da Kinetic
ragazzi, veramente Bellissimo.

Hilary Swank: dolce, sexy, bravissima.
come sono lontani i tempi di beverly hills 90210..

VEDETEVELO.

Inviato: 4 marzo 2005 00:04
da dragula
che parte faceva in B Hills? sinceramente non la ricordo, i primi ricordi li ho con il magnifico boys don'y cry

Re: Million Dollar Baby

Inviato: 5 marzo 2005 01:12
da TrifiXioN
Kinetic ha scritto: ragazzi, veramente Bellissimo.

Hilary Swank: dolce, sexy, bravissima.
come sono lontani i tempi di beverly hills 90210..

VEDETEVELO.



l'ho appena finito di vedere, davvero un gran film. Però mi ha messo un po' di tristezza :cry2:

L'unica pecca: un ruolo troppo marginale ed in penombra per quel fantastico attore che risponde al nome di Morgan Freeman.

Inviato: 6 marzo 2005 20:32
da Kinetic
dragula ha scritto: che parte faceva in B Hills? sinceramente non la ricordo, i primi ricordi li ho con il magnifico boys don'y cry
la giovane mamma che si fidanza con steve sanders.

Re: Re: Million Dollar Baby

Inviato: 6 marzo 2005 20:34
da Kinetic
TrifiXioN ha scritto: l'ho appena finito di vedere, davvero un gran film. Però mi ha messo un po' di tristezza :cry2:

L'unica pecca: un ruolo troppo marginale ed in penombra per quel fantastico attore che risponde al nome di Morgan Freeman.
davvero commovente. e se ci pensi bene è proprio la sua apparente marginalità che rende ancor+grande l'Interpretazione di Morgan. d'altronde è l'Attore non protagonista..

Inviato: 11 marzo 2005 21:45
da Leppard
non ho parole capolavoro! ancora una una volta grande clint eastwood!

Inviato: 12 marzo 2005 03:12
da Sairus
non male, davvero non male.
Forse un pò superficiale in alcune parti, troppo "americano", spesso si perde nella pura narrazione invece di approfondire gli aspetti psicologici, che sono quelli fondamentali.

Non capisco l'oscar a Freeman, che è stato davvero bravo, ma troppo, troppo marginale per avere un oscar tutto suo.

Immensa la Swank, che è riuscita ad interpretare bene un ruolo difficilissimo, soprattutto se si pensa alla sua personalità, totalmente opposta a quella della pugile.

Grandissimo anche Eastwood, misterioso fino alla fine, e dalla regia molto "poco in vista", che si costruisce sui piccoli particolari invece che sulle scene di grande effetto.

Mi sono piaciuti molto anche i filtri, e l'ambiente ricreato nella palestra, molto intrigante secondo me

Gran film, sicuramente da vedere :)

Inviato: 14 marzo 2005 01:45
da Astutillo M.
Un ottimo film. La fine effettivamente è molto triste...

Inviato: 14 marzo 2005 11:54
da Satanika
Clint sono anni che non sbaglia un colpo.
Meraviglioso.
Bella la lettura che da della famiglia e della chiesa,prese a bucciate.
E poi,nel finale,non c'è redenzione.

Inviato: 14 marzo 2005 20:42
da Ghigliottina
Sairus ha scritto: non male, davvero non male.
Forse un pò superficiale in alcune parti, troppo "americano", spesso si perde nella pura narrazione invece di approfondire gli aspetti psicologici, che sono quelli fondamentali.

Non capisco l'oscar a Freeman, che è stato davvero bravo, ma troppo, troppo marginale per avere un oscar tutto suo.

Immensa la Swank, che è riuscita ad interpretare bene un ruolo difficilissimo, soprattutto se si pensa alla sua personalità, totalmente opposta a quella della pugile.

Grandissimo anche Eastwood, misterioso fino alla fine, e dalla regia molto "poco in vista", che si costruisce sui piccoli particolari invece che sulle scene di grande effetto.

Mi sono piaciuti molto anche i filtri, e l'ambiente ricreato nella palestra, molto intrigante secondo me

Gran film, sicuramente da vedere :)



quoto fondamentalmente tutto quello detto da Sairus, con qualche postilla


1) 21 grammi (come film "analogo" per certi versi) l'ho trovato di gran lunga superiore sebbene estremamente meno pubblicizzato

2) Di Eastwood ho apprezzato di più Mystic river come film drammatico rispetto a questo

3) La scena di Freeman che batte l'altro pugile è abbastanza ridicola e stona nel film

Inviato: 15 marzo 2005 23:14
da TrifiXioN
Astutillo M. ha scritto: Un ottimo film. La fine effettivamente è molto triste...


Cos'è il tuo avatar? Sembra interessante.

Inviato: 15 marzo 2005 23:55
da Ghigliottina
un album dei cure

Inviato: 26 marzo 2005 17:30
da muttley
Bello, bello, proprio bello. La Swank è davvero grande. Mi piacciono molto i sottintesi del film, in modo che ogni spettatore possa dare la sua interpretazione: che fine ha fatto la famiglia di eastwood? Come mai Freeman è caduto in disgrazia? Qual è il passato della Swank?

Un'ultima cosa: vorrei far notare le palle quadrate di Eastwood (repubblicano convinto, tra l'altro) nel trattare un tema così spinoso (e quantomai attuale) nell'America neo-con. Un mito.

Inviato: 26 marzo 2005 19:32
da Ghigliottina
da http://www.ilcineforum.it


QUESTA RECENSIONE MI TROVA D'ACCORDO SU MOLTI PUNTI

21/02/2005 - Certe volte Clint Eastwood dà l?impressione di essere stato assunto a ore da qualche organizzazione per I diritti civili: ?Facci un film su qualche grande e nobile causa?, e lui esegue. A questo ?filone? si devono alcuni tra i peggiori film della sua carriera: Fino a prova contraria (1999), para-thrilling sentimentaloide sulla pena di morte, e Debito di sangue (2002), sgangheratissima sceneggiatura sui drammi di un trapiantato cardiaco, banale e retorica. Qui ci risiamo. Questa volta tocca all?eutanasia, tema quanto mai drammatico e straziante, e dunque assolutamente degno di rispetto. Ma il punto è che non basta parlare di una grande causa per fare un grande film, come non basta parlare di temi ?alti? per produrre un grande libro (tanto per fare un esempio al volo: leggetevi le scemenze pseudofilosofiche, da Baci Perugina, di Paulo Coelho); come, a scuola, non bastava saper ?scrivere bene? per fare un bel tema. Così è, secondo me, di questo film. Perché non c?è dubbio: MDB è ?scritto? molto bene. A cominciare dalla recitazione, per esempio: Eastwood forse mai così intenso, la Swank meravigliosa, Morgan Freeman talmente umano e dolce da rubare quasi la scena al suo grandissimo partner. Per continuare con la sceneggiatura, questa volta rigorosa e concisa, senza sbavature (se vogliamo trascurare il particolare della figlia che lo ha rifiutato, da cui lui cerca di farsi perdonare e di cui Maggie prende il posto, che ha grande importanza nel tessuto della narrazione. Perché è successo? Che cos?ha lui da farsi perdonare?

Non sono domande che possano essere lasciate all?immaginazione dello spettatore), per finire con la fotografia, semplice e asciutta (ma quelle insistite inquadrature dei grattacieli di periferia contro il tramonto sono davvero manieristiche e calligrafiche). Scritto bene, certamente: anche troppo. In effetti, se lo si guarda con attenzione, gli stereotipi e i luoghi comuni ci sono tutti. Il vecchio burbero dal cuore d?oro, che prima si nega e poi, commosso dalla dedizione del giovane, cede e lascia sgorgare tutta la sua saggezza. Specularmente, il giovane inesperto che ?si innamora? del vecchio saggio e che lo elegge a sua guida spirituale (ma ? lasciatemi dire una cattiveria ? a volte la Swank è quasi ridicola, all?inizio del film, nel suo scodinzolare attorno al vecchio Eastwood). Il ?fior del fango?, ovverosia il giovane proveniente da una realtà sociale degradata e che ciò nonostante è uno scrigno di virtù (la ?famiglia cattiva di Maggie è quasi una macchietta). La ?paternità per adozione?, leit motiv di tanti, bellissimi film americani (per esempio, il magnifico I cowboys, con John Wayne). La coppia di vecchi amici, che magari hanno qualcosa da rimproverarsi nel passato ma che sono comunque strettamente legati da affetti, sofferenze ed avventure (anche qui, innumerevoli titoli). Il rovello religioso, che si accompagna e nasconde personali problemi esistenziali. Lo sport ? meglio se duro e doloroso ? come scuola di vita. Il vecchio eroe imbolsito che tuttavia è ancora capace di uno scatto di orgoglio per rimettere le cose a posto. Eccetera, eccetera. Scritto bene, appunto. Ma quando esci, ti fermi un attimo e ti chiedi: e allora? Ma perché? Cosa mi ha detto? Al di là di tante scene ruffiane ? certe volte pare quasi che manchi solo il cartellino ?Attenzione: scena da piangere. Tirare fuori i fazzoletti? ? quello che, come sembrerebbe, nelle intenzioni del regista doveva essere ?il? tema, ?il? problema ? l?eutanasia ? è invece proprio quello che esce più trascurato e più ignorato da questo film, sopraffatto invece dalle emozioni personali dei personaggi e dalla commozione che esse destano nello spettatore. Una storia, in conclusione, chiusa in se stessa, potremmo dire ?una storia inutile?, che ? ed è questa la cosa incredibile ? sembra non avere parentela alcuna con Mystic River, uno dei film più struggenti e intensi degli ultimi anni. Peccato. Anche se ? e sono sincero ? comunque niente riuscirà a scalfire in noi l?amore e il rispetto per questo grandissimo del cinema americano. Provaci ancora, Clint.

Inviato: 27 marzo 2005 02:01
da Kinetic
sì, provaci anche tu a non sparare cazzate.

ogni volta che leggo queste saccenti critiche penso sempre a cos'hanno mai combinato, scritto, girato, prodotto questi qua per maturare la benchè minima competenza in ambito Artistico e la risposta è sempre la stessa: un cazzo.

Inviato: 27 marzo 2005 13:25
da Sairus
Kinetic ha scritto: sì, provaci anche tu a non sparare cazzate.

ogni volta che leggo queste saccenti critiche penso sempre a cos'hanno mai combinato, scritto, girato, prodotto questi qua per maturare la benchè minima competenza in ambito Artistico e la risposta è sempre la stessa: un cazzo.


a prescindere dalla recensione, un critico cinematografico non deve per forza essere una grande attore\regista per dare un opinione su un film.

Inviato: 27 marzo 2005 20:02
da Ghigliottina
Sairus ha scritto: a prescindere dalla recensione, un critico cinematografico non deve per forza essere una grande attore\regista per dare un opinione su un film.



ovvio... mi sembra strano che ancora ci sia qualcuno che si chieda sempre il curriculum vitae a una persona per permettergli di fare il critico o l'opinionista.
Non penso che Mereghetti faccia il regista, come non mi risulta che Gianni Brera fosse un fuoriclasse del pallone.


Inoltre, se uno argomenta in modo corretto, alla fine la recensione può anche essere: "QUESTO FILM E' CACCA". Si può obiettare la recensione, ma non il recensore.

Inviato: 27 marzo 2005 22:28
da muttley
Ghigliottina ha scritto: da http://www.ilcineforum.it
Scritto bene, appunto. Ma quando esci, ti fermi un attimo e ti chiedi: e allora? Ma perché? Cosa mi ha detto? Al di là di tante scene ruffiane ? certe volte pare quasi che manchi solo il cartellino ?Attenzione: scena da piangere. Tirare fuori i fazzoletti? ? quello che, come sembrerebbe, nelle intenzioni del regista doveva essere ?il? tema, ?il? problema ? l?eutanasia ? è invece proprio quello che esce più trascurato e più ignorato da questo film, sopraffatto invece dalle emozioni personali dei personaggi e dalla commozione che esse destano nello spettatore.

Beh, io credo l'eutonaiasia non sia 'il' problema, ma 'un' problema di fronte al quale potremmo trovarci un giorno. Non credo avrebbe avuto molto senso piazzare la Swank per 2 ore paralizzata in un letto: è proprio per l'affetto che si è sviluppato tra i due, per l'anno e mezzo che hanno vissuto "intensamente" insieme che la scelta è così dolorosa.

Però sulla storia delle scene costruite ad arte per commuovere mi trovo d'accordo, ma rimane un gran film

Inviato: 27 marzo 2005 23:44
da Kinetic
Ghigliottina ha scritto: Si può obiettare la recensione, ma non il recensore.
no, se uno non è competente in materia - e qui conta tantissimo conoscere un minimo l'ambiente al quale ci si riferisce - si DEVE obiettare sia la recensione che il recensore stesso. perchè di fatto, senza competenza, non lo si può nemmeno definire tale. poi leggetevi pure le opinioni di chi volete, ma non mettetele sullo stesso piano.

Inviato: 27 marzo 2005 23:47
da Kinetic
e poi se volete tanto leggere una critica - che si possa definire tale - al Cinema hollywoodiano, leggete qualcosa Scritto da Adorno (della Scuola di Francoforte). quantomeno troverete più spunti ed argomentazioni valide e non buttate lì alla kazzo. e non a caso ho citato qualcuno che di certo non ha girato Film.

Inviato: 28 marzo 2005 23:49
da Kinetic

Inviato: 28 marzo 2005 23:54
da Dtrule
mah...

io sono d'accordissimo con la recensione postata invece.
Il film potrà essere tecnicamente realizzato benissimo,l'interpretazione degli attori fantastica e quello che volete.

Ma il fatto che,al di là,delle valutazioni tecniche,il film sia un coacervo di luoghi comuni e banalizzazioni imbarazzanti è lampante.

Il tema della eutanasia è stato toccato in un modo estremamente superficiale e poco credibile.. e non si tratta di indugiare sulle inquadrature delle piaghe da decubito o del moncherino del'arto amputato della Swank.

Si tratta di descrivere un travaglio psicologico di una condizione drammatica.. qui lei non ha dubbi,MAI, sulla propria vita,sul suo nuovo stato,sulla morte,su niente..e se li ha per il regista e lo sceneggiaore sono dettagli trascurabili. Per me è inconcepibile.

ieri ero una vincente,una donna perfetta,oggi sono inabile al 100% ma sono contenta della mia vita e voglio morire per cui uccidimi,ok? sì,grazie,prego. [lacrime].

Un bel film,tecnicamente parlando, si trasforma così nella solita americanata,nel patinato trionfo dei buoni sentimenti,nel puro manicheismo (Freeman,Eastwood e la Swank tre santi, la famiglia di lei delle squallide caricature del male assoluto incarnato),nella fiera delle banalità.

Per fare valutazioni del genere,su cui peraltro si può anche non essere d'accordo, non vedo perchè si debba necessariamente essere addetti ai lavori o cinefili esperti.

Inviato: 29 marzo 2005 14:33
da Willigar- Shadelk!
Bello , ma triste troppo triste!
Preferivo se andava avanti come u Rovky Balboa versione femminile.

Inviato: 29 marzo 2005 16:53
da Arësio
gran bel film

concordo con chi ha trovato la "famigliola" un po' troppo stereotipata e sopra le righe

Inviato: 30 marzo 2005 09:17
da Ubik
Non cerchiamo di fare sempre politica.

Il film è sull'essenza del pugilato, sangue sudore e sofferenza.
L'eutanasia è solo il mezzo tramite il quale il regista vuole sottolineare quanto sia importante giocarsi le proprie chance senza aspettare vivendo una misera vita senza provarci.

Meglio morire che continuare a lottare ad armi impari con la vita.

Gente, avessimo potuto, avremmo staccato anche noi (io e la mia famiglia) la spina a quella povera madre che era mia zia, che dopo tormenti continui si è spenta di fronte ai nostri occhi lentamente.

Che senso ha soffrire quando sei già quasi morto?
O crediamo che la morfina faccia sparire magicamente il dolore?


p.s.
Film magnifico che non vuole essere bonario e pacione ma soltanto SEMPLICE E SCHIETTO.
Anche quella è la vita, che ci copriamo gli occhi o no.

Inviato: 30 marzo 2005 19:30
da Ghigliottina
Dtrule ha scritto:

ieri ero una vincente,una donna perfetta,oggi sono inabile al 100% ma sono contenta della mia vita e voglio morire per cui uccidimi,ok? sì,grazie,prego. [lacrime].





Per fare valutazioni del genere,su cui peraltro si può anche non essere d'accordo, non vedo perchè si debba necessariamente essere addetti ai lavori o cinefili esperti.




eccola lì

Inviato: 31 marzo 2005 12:13
da muttley
Beh, insomma ragazzi secondo me un bel drammone deve essere - perlappunto - un drammone, sennò che drammone è? E allora è piucheggiusto metterci le scene da lacrimoni, sennò uno se ne va a vedere una bella commedia dei Vanzina, no? Tutti i flim drammatici che hanno fatto la storia in fondo in fondo (ma neanche tanto) sono ultra pacchiani, molto ma molto di più di Million Dollar Baby.

Inviato: 31 marzo 2005 19:23
da Ghigliottina
io mi sono trovato a confrontare MDB con uno tra i più bei film (Drammatici e non) che mi sia capitato di vedere... 21 GRAMMI.

Al di là di tutti i giudizi sul film in sè che ognuno può avere, quello mi è sembrato un SIGNOR FILM su temi drammatici, trattati con cognizione di causa... pe MDB... interessante la prima parte, chiudiamo un occhio sul fatto che lei sia un dio in terra della boxe i cui incontri durano dai 15 ai 40 secondi...

...ma per quel che riguarda l'aspetto drammatico... mi è sembrato trattato con il "Manuale della Lacrima Facile"

Inviato: 5 aprile 2005 21:16
da Kinetic
come porca puttana fa corriere.it a mettere online una notizia simile totalmente forzata e utile solo a facili lacrimoni (qui dovete dirlo, non per il Film)


WASHINGTON - Questa volta non è un film. Una docente universitaria di 34 anni, che tre anni or sono vinse un titolo regionale di boxe negli Stati Uniti, è morta in seguito ai traumi cranici riportati in un incontro disputato sabato e valido per il Golden Gloves, la maggiore manifestazione nord-americana di boxe dilettantistica nord-americana.
Becky Zerlentes, 34 anni, di Fort Collins, nel Colorado, è morta domenica pomeriggio. Ma la notizia della sua morte, data dal medico legale della Contea di Denver, viene riferita solo martedì dalla stampa locale. Si ritiene che la Zerlentes sia la prima donna pugilatrice dilettante a morire per le conseguenze dei traumi riportati in un match ufficiale. La sua vicenda ricorda da vicino quella della protagonista di 'Million Dollar Baby', il film premiato con l'Oscar 2005, dove Hilary Swank, vincitrice a sua volta dell'Oscar, è una pugilatrice che giunge a battersi per il titolo mondiale, ma resta paraplegica per i traumi subiti e sceglie di «staccare la spina».
05 aprile 2005


attinenze? 0,1 su 100.

Inviato: 5 aprile 2005 23:44
da Dtrule
in effetti avrebbe pià attinenza on Rocky IV che con MDB :confused:

Inviato: 6 aprile 2005 19:13
da Ghigliottina
Kinetic ha scritto:

WASHINGTON - Questa volta non è un film. Una docente universitaria di 34 anni, che tre anni or sono vinse un titolo regionale di boxe negli Stati Uniti, è morta in seguito ai traumi cranici riportati in un incontro disputato sabato e valido per il Golden Gloves, la maggiore manifestazione nord-americana di boxe dilettantistica nord-americana.
Becky Zerlentes, 34 anni, di Fort Collins, nel Colorado, è morta domenica pomeriggio. Ma la notizia della sua morte, data dal medico legale della Contea di Denver, viene riferita solo martedì dalla stampa locale. Si ritiene che la Zerlentes sia la prima donna pugilatrice dilettante a morire per le conseguenze dei traumi riportati in un match ufficiale. La sua vicenda ricorda da vicino quella di Carl Weathers in 'Rocky IV', il film del 1985, dove Weathers, ex campione del mondo dei pesi massimi, muore in un match benefico contro il giovane campione sovietico Ivan Drago, interpretato da Dolph Lundgren, a causa della potenza devastante dei colpi subiti.
05 aprile 2005



ORA E' MEGLIO!

Inviato: 18 aprile 2005 13:54
da sboretta
Gran bel film, è il gusto della narrazione che come al solito rende grandi i film di Eastwood. Dove sta scritto che doveva fare un trattato socio-psicologico sull'eutanasia ?

Inviato: 19 aprile 2005 19:55
da Kinetic
sboretta ha scritto: Gran bel film, è il gusto della narrazione che come al solito rende grandi i film di Eastwood. Dove sta scritto che doveva fare un trattato socio-psicologico sull'eutanasia ?
appunto.

Inviato: 19 aprile 2005 22:39
da Dtrule
eh sì, io volevo un trattato..
poi mi sono reso conto che era un film e ci sono rimasto male..

ma ora che me lo fate notare questo film mi è piaciuto proprio tanto tanto, la storia verosimile ed i protagonisti molto umani, pertanto il film,grazie a voi,ora è ai miei occhi profondamente emozionante.

Inviato: 20 aprile 2005 05:19
da Kinetic
Dtrule ha scritto: eh sì, io volevo un trattato..
poi mi sono reso conto che era un film e ci sono rimasto male..

ma ora che me lo fate notare questo film mi è piaciuto proprio tanto tanto, la storia verosimile ed i protagonisti molto umani, pertanto il film,grazie a voi,ora è ai miei occhi profondamente emozionante.
:violet: