in effetti nico giraldi, nato a tormarancia, e monnezza, ladruncolo del quartaccio, non c'entrano una mazza l'un con l'altro
anzi, nico è un ex ladro passato all'altra sponda, mentre il monnezza, all'anagrafe sergio marazzi, rimarrà per sempre un delinquente
tuttavia, ricostruire in modo preciso e dettagliato la loro storia è alquanto improbabile, in quanto i registi ed i produttori dell'epoca (Sacchetti, Lenzi, Massi e molti altri) si fregavano i personaggi dei film precedenti che avevano avuto più successo, creando ex novo dei collegamenti che non tornavano assolutamente con quanto narrato antecedentemente
il "Monnezza" appare per la prima volta nel film "Il Trucido e lo Sbirro" (Lenzi, 1976), un film abbastanza drammatico in cui i dialoghi non sono ancora scritti dallo stesso Milian, come invece accadrà nel seguente "La banda del Trucido" (Massi, 1977), nettamente più comico proprio a causa dell'importanza del ruolo di Milian, che si scrive i dialoghi, ma non torna quasi nulla in questo film: il Monnezza ha una trattoria, è sposato e ha una "scuola di ladri"; insomma, un bel furto da parte di Stelvio Massi che dà largo spazio comico in questa pellicola.
Lenzi, qualche mese più tardi, se lo riprende ne "La Banda del Gobbo" (1977) forse il film + famoso della "serie" e le carte vengono ancora mescolate: il Monnezza viene fatto diventare il fratello del "Gobbo", alias Vincenzo Marazzi (sempre Milian), personaggio che era stato introdotto in "Roma a Mano Armata" (sempre di Lenzi del 1976) solo che qui il Gobbo si chiama Vincenzo Moretto, non Vincenzo Marazzi!!!
Insomma un bel casino, un mix di dispetti, furti e scambi di personaggi da parte di registi che cercavano di prevalere sugli altri. (infatti poi ad esempio Martinelli fece morire il commissario Betti (Maurizio Merli) nel film Italia a Mano Armata del 1976 che giocoforza concluse la trilogia iniziata con Roma Violenta e proseguita con Napoli Violenta, proprio perchè il produttore aveva fatto girare Napoli Violenta a Lenzi invece che a Martinelli stesso, facendo morire il commissario nella scena finale del film).
Molti meno problemi per Nico Giraldi, nei film + diffusi e distribuiti che tuttora si trovano con facilità. Sposato con Olimpia di Nardo (Angelina, anche se nel primo film Assassinio sul Tevere Angelina è interpretata da Roberta Manfredi, la figlia di Nino), è spesso identificato col nome "Monnezza" proprio per il grande successo di questo personaggio, interpretato ed anzi direi creato dallo stesso Milian e concedetemelo dal superbo doppiaggio di Ferruccio Amendola.
Proprio per questo, per non infangare la memoria del padre, quella faccia di merda di Claudio Amerdola avrebbe dovuto rifiutarsi di fare una sconceria del genere.
"Ma", come diceva Milian, "la merda anche se coperta dalla neve sempre merda è e se rimestata puzza sempre de più."
