Che ne pensate di 'sto articolo di Coen da Repubblica ?
Le dieci vere motivazioni
della crisi di Cunego
Decalogo di una sconfitta e analisi della Grande Delusione ("Damiano taca al turbo", era l'incitamento dei tifosi a 7,5 chilometri dal traguardo). Dieci valide ragioni per dire che il Giro 2005 è stato perso non da Damiano Cunego ma da chi ha preteso di guidare la sua squadra, la Lampre, sacrificando il giovane campione per sostenere Gilberto Simoni.
1) Alla vigilia del Giro Cunego ha sfiorato il successo nel Romandia, dimostrando ottima condizione di forma, in crescendo, e miglioramenti nella specialità a lui più ostica, quella a cronometro. In genere il Romandia, come il Giro del Trentino - corse che precedono il Giro d'Italia - sono considerati il test più valido per valutare la forma dei corridori.
2) Dunque, l'inquietante crisi di ieri a che cosa è dovuta, in realtà? Ad un malessere improvviso? O non è stata piuttosto una resa voluta, quella di Cunego, per evitare di dover aiutare Simoni contro Basso, come era invece nella strategia di squadra?
3) Qualcuno ipotizza che nel Giro d'Italia vinto da Cunego i cosiddetti "tapponi" erano più brevi di quelli presenti nell'attuale edizione. Ma questo non era valido pure per gli avversari?
4) Cunego è giovane, una défaillance ci sta e non dovrebbe creargli problemi. Tuttavia se già domani, nel secondo tappone di montagne vere, lo vedremo andare all'attacco, a cosa dovremo pensare? Ad una strategia suicida da parte della Lampre: perché Simoni sul suo terreno preferito, ossia la salita durissima, è stato nettamente dominato da Basso che è molto più forte del corridore trentino nelle prove a cronometro (ne manca ancora una).
5) Ammettiamo che Cunego abbia esaurito la carica, così, appena dopo la prima settimana: perché è successo? Due le risposte logiche e verosimili: perché è stato stressato (obbligo di dimostrare che è il più forte e necessità di legittimare il successo dell'anno scorso); perché l'hanno costretto a dar battaglia fin da subito. Nel primo caso, era da attendersi che lo stress avrebbe lasciato qualche segno; nel secondo, è stata una scelta scriteriata da parte dei direttori sportivi della Lampre. Infatti Basso ha lasciato fare, ha atteso la crono di Firenze per saldare i debiti in classifica e ha mollato un uppercut ieri, sul Duran.
6) Cunego cambierà squadra, per essere capitano unico, leader di una formazione equilibrata e fedele. Ha già ricevuto un paio di offerte interessanti, non solo sotto il profilo economico.
7) Nel frattempo Basso ha intessuto alleanze trasversali con altre squadre: segnatamente la Liquigas di Garzelli e Cioni (ormai tagliati fuori da ogni ambizione di vittoria finale) e la Discovery di Savoldelli, al quale conviene fare corsa parallela con il campione varesino, peraltro pronosticato vincitore da Lance Armstrong, segno di rispetto e investitura per il futuro. Il padrone del ciclismo ha scelto il delfino: che non è Cunego e questo ha ferito profondamente l'orgoglio di Damiano.
8) Qualsiasi logica aziendale punta ad investimenti mirati per le strategie commerciali future; la Lampre ha fatto esattamente il contrario, almeno a giudicare da quello che ha fatto sinora in questo Giro.
9) Cunego ha poi una caratteristica fisiologica invidiabile: ha naturalmente un valore elevato di ematocrito (come suo padre), oltre i limiti proibiti. Come avere in mano un poker d'assi. Un vantaggio rispetto alla concorrenza.
10) E' dall'inizio del Giro che l'espressione di Damiano Cunego denuncia una certa sofferenza: come avesse dovuto accettare un'imposizione non condivisa. Secondo Franco Ballerini, il cittì della nazionale, per tutto la prima settimana è stato angustiato dalla voglia, anzi, dalla necessità di vincere una tappa per dimostrare non solo a se stesso, ma soprattutto a Simoni e al suo entourage che lui meritava d'essere il leader della formazione. Ora è libero dalle incombenze di classifica. Ha due opzioni davanti a sé: correre alla corsara, infischiandosene delle direttive e quindi mollando poi la Lampre per la nuova destinazione; o patteggiare i suoi attacchi contro Basso per favorire Simoni, in cambio però della leadership assoluta (alloira sarà Simoni a sloggiare).
Si accettano obiezioni, suggerimenti e ipotesi diverse. Scrivere a:
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A proposito: quest'anno le strade del Giro d'Italia sono più mute, rispetto a quelle dello scorso anno, nel senso che si leggono meno striscioni. La recessione colpisce anche il tifo? Comunque, ieri, salendo verso Zoldo Alto, ho letto questo che considero il più simpatico e arguto della tappa: "Col dopi al no te tira pi".