La Terra Dei Morti Viventi
Inviato: 17 luglio 2005 03:34
Sono appena tornato a casa da una bella serata che ha incluso la visione del quarto capitolo dedicato alla saga dei morti viventi, portata alla celebrità da quel leggendario regista che risponde al nome di George Romero
(pausa per inginocchiarsi e pregare)
Beh, cosa dire? A quasi 40 anni (!) dal primo episodio il Maestro dimostra di aver ancora molto da dire sull'argomento, sviluppando alcune intuizioni già presenti in "Zombi" ed "Il Giorno Dei Morti Viventi" ed aprendo nuove frontiere per il genere.
Non mi dilungo in commenti che rischierebbero di tramutarsi in "spoiler", e visto che il film è uscito solo ieri sarebbe un crimine privare i futuri spettatori della gioia di scoprire fotogramma per fotogramma un film atteso venti anni.
Per il momento mi limito a dire che George ha saputo confezionare, come al solito, un film con numerosi livelli e chiavi di lettura, formulando una spietata e lucida critica dell'attuale società americana senza risultare pedante. Infatti, anche volendo ignorare il profondo significato del film, "Dead Reckoning" (questo avrebbe dovuto essere il titolo nella volontà del regista) intrattiene lo spettatore (o quantomento questo spettatore) con un'atmosfera intensa ed una trama che, pur muovendosi nell'ambito di un genere plurisaccheggiato, riesce a dire qualcosa di nuovo.
Merito di una regia d'altri tempi, deliziosamente lenta e curata, l'esatto contrario di quei frenetici montaggi stile MTV che sembrano caratterizzare il 99% degli horror attualmente in circolazione. Poco computer negli effetti speciali (non ho letto i titoli di coda, quindi non posso esserne sicuro, ma l'apparizione del divino Tom Savini in veste di zombi dovrebbe essere un marchio di garanzia), morti viventi che si muovono secondo logica, DANNATAMENTE LENTI E BARCOLLANTI (in culo a chi vorrebbe propinarci dei centometristi dopati... chi ha detto Danny Boyle?) e soprattutto, tanto, tanto, tanto gore vecchio stile e politicamente scorretto.
La sala echeggiava dei gridolini provenienti da nuovi yuppies (di entrambi i sessi) accorsi al cinema in virtù di una presunta riscoperta del cinema di serie B, nuova moda dei radical chic nata sull'onda del successo di ribelli all'acqua di rose come Tarantino o degli ignobili ibridi prodotti dal mercato orientale, capace di vendere ad un tanto al dollaro la saggezza dei maestri Shaolin celebrata negli anni '70.
Ok, ok, sto esagerando ed il contenuto di questo post non deve diventare un ricettacolo di opinioni e contrasti politico/cinematografici a causa del mio fomento, bensì un tributo ad un Maestro del cinema che, dopo aver combattutto per due decenni contro produzioni modaiole e perbeniste è riuscito a riportare sugli schermi un vero, autentico horror.
Un consiglio? Correte a vederlo dato che la programmazione massima di questo film sembra essere settata su una settimana, a quanto mi diceva la cassiera. Lasciate perdere i rinnegati come Sam Raimi, persi fra tele di ragnatela e produzioni dove viene apposta una firma celebre per nascondere film mediocri, se in passato avete provato anche un solo po' di passione per l'horror (eppure mai come in questo caso il termine risulta riduttivo) fatto con il cuore non perdete l'occasione di tributare il vostro rispetto al Maestro proprio come lui vorrebbe: seduti davanti ad un grande telo bianco posto in una sala scura.
"La Terra Dei Morti Viventi" merita ben di più del vostro schermo casalingo.
Sono ansioso di sentire i vostri commenti positivi ed anche negativi (alla fine il mondo è bello perché è vario, no? Sennò pensate che palle
)
P.s. peccato per la presenta di Asia Argento, attrice che proprio non riesco a digerire... almeno si facesse doppiare...
(pausa per inginocchiarsi e pregare)
Beh, cosa dire? A quasi 40 anni (!) dal primo episodio il Maestro dimostra di aver ancora molto da dire sull'argomento, sviluppando alcune intuizioni già presenti in "Zombi" ed "Il Giorno Dei Morti Viventi" ed aprendo nuove frontiere per il genere.
Non mi dilungo in commenti che rischierebbero di tramutarsi in "spoiler", e visto che il film è uscito solo ieri sarebbe un crimine privare i futuri spettatori della gioia di scoprire fotogramma per fotogramma un film atteso venti anni.
Per il momento mi limito a dire che George ha saputo confezionare, come al solito, un film con numerosi livelli e chiavi di lettura, formulando una spietata e lucida critica dell'attuale società americana senza risultare pedante. Infatti, anche volendo ignorare il profondo significato del film, "Dead Reckoning" (questo avrebbe dovuto essere il titolo nella volontà del regista) intrattiene lo spettatore (o quantomento questo spettatore) con un'atmosfera intensa ed una trama che, pur muovendosi nell'ambito di un genere plurisaccheggiato, riesce a dire qualcosa di nuovo.
Merito di una regia d'altri tempi, deliziosamente lenta e curata, l'esatto contrario di quei frenetici montaggi stile MTV che sembrano caratterizzare il 99% degli horror attualmente in circolazione. Poco computer negli effetti speciali (non ho letto i titoli di coda, quindi non posso esserne sicuro, ma l'apparizione del divino Tom Savini in veste di zombi dovrebbe essere un marchio di garanzia), morti viventi che si muovono secondo logica, DANNATAMENTE LENTI E BARCOLLANTI (in culo a chi vorrebbe propinarci dei centometristi dopati... chi ha detto Danny Boyle?) e soprattutto, tanto, tanto, tanto gore vecchio stile e politicamente scorretto.
La sala echeggiava dei gridolini provenienti da nuovi yuppies (di entrambi i sessi) accorsi al cinema in virtù di una presunta riscoperta del cinema di serie B, nuova moda dei radical chic nata sull'onda del successo di ribelli all'acqua di rose come Tarantino o degli ignobili ibridi prodotti dal mercato orientale, capace di vendere ad un tanto al dollaro la saggezza dei maestri Shaolin celebrata negli anni '70.
Ok, ok, sto esagerando ed il contenuto di questo post non deve diventare un ricettacolo di opinioni e contrasti politico/cinematografici a causa del mio fomento, bensì un tributo ad un Maestro del cinema che, dopo aver combattutto per due decenni contro produzioni modaiole e perbeniste è riuscito a riportare sugli schermi un vero, autentico horror.
Un consiglio? Correte a vederlo dato che la programmazione massima di questo film sembra essere settata su una settimana, a quanto mi diceva la cassiera. Lasciate perdere i rinnegati come Sam Raimi, persi fra tele di ragnatela e produzioni dove viene apposta una firma celebre per nascondere film mediocri, se in passato avete provato anche un solo po' di passione per l'horror (eppure mai come in questo caso il termine risulta riduttivo) fatto con il cuore non perdete l'occasione di tributare il vostro rispetto al Maestro proprio come lui vorrebbe: seduti davanti ad un grande telo bianco posto in una sala scura.
"La Terra Dei Morti Viventi" merita ben di più del vostro schermo casalingo.
Sono ansioso di sentire i vostri commenti positivi ed anche negativi (alla fine il mondo è bello perché è vario, no? Sennò pensate che palle
P.s. peccato per la presenta di Asia Argento, attrice che proprio non riesco a digerire... almeno si facesse doppiare...