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Michael Hedges - Aerial Boundaries

Inviato: 30 ottobre 2005 21:52
da TheUnquietGrave
Torno a parlare ,per l'ennesima volta ,di questo disco.
A me ha cambiato la vita.
Nel mio piccolo il mio percorso artistico ha un "prima" e un "dopo" l'incontro con questo piccolo grande capolavoro.
E' il disco di un musicista con una chitarra ,non il disco di un chitarrista.
E' il disco in cui si esplorano per la prima volta tutte (o almeno tutte le più sensate)le possibilità esecutive della chitarra (acustica ma non solo) ,fuori dalla concezione monodica e geometrica del chitarrismo moderno.
Ogni volta che lo ascolto vengo trasportato in luoghi lontani ,ora sopra le nuvole al tramonto ,ora in campi sterminati dove il vento soffia forte tra l'erba.

Esperienze oniriche a parte quando posso me lo suono tutto ,dall'inizio alla fine.

Se non l'avete fatto ascoltatelo.

Inviato: 2 novembre 2005 11:39
da Erotic.Nightmares
Michael Hedges è uno di quei chitarristi che, insieme a Pierre Bensusan, hanno stravolto il mio modo di concepire la chitarra acustica...
Prima di scoprirli la vedevo come uno strumento sul quale impegnarmi con una concezione puramente monofonica...linee sparate a mille alla Al Di Meola (con tutto l'infinito rispetto che ho per lui!), una sorta di trasposizione dell'elettrica...
Con loro ho scoperto un mondo fatto di accordature aperte, di mille voci contemporanee, di arpeggi che disegnano trame splendide...
Ottimi gusti, Uniquet!!! Complimenti!!

Inviato: 2 novembre 2005 13:01
da Cotlod
vi amo (platonicamente)

Inviato: 4 novembre 2005 00:22
da invictus
sicuramente michael hedges è stato uno dei precursori ma penso che a me l'abbia cambiata di + antonio forcione.. un disco qualunque della sua discografia è un capolavoro

Inviato: 6 novembre 2005 05:35
da TheUnquietGrave
Forcione è semplicemente sconcertante.
Dovrebbero ritirare dal commercio i suoi dischi ,ogni volta che l'ascolto rischio l'esaurimento nervoso.
ma come cazzo fa a suonare in quel modo?
Ogni due note che fa sprigiona una ricerca tecnicostilistica di portata disumana.
E' come se avesse tutto il mondo che gli suona nelle mani ,dal flamenco ai ritmi africani ,dalla bossa alla celtica.

Si nominava Bensusan sopra.
Ecco ,lui è un altro che mi fa pensare di star perdendo tempo dietro il plettro :D .
Un gusto sovrumano ,mai sentita tanta sensibilità melodica concentrata in un solo strumentista..

P.S. Tra due settimane dovrò esibirmi ad una mostra suonando quasi integralmente Aerial Boundaries ,auguratemi buona fortuna :D

Inviato: 10 novembre 2005 00:34
da Slash
TheUnquietGrave ha scritto: P.S. Tra due settimane dovrò esibirmi ad una mostra suonando quasi integralmente Aerial Boundaries ,auguratemi buona fortuna :D


:eek: :eek:

Addio! :hi:

Piuttosto mi sai dire se il precedente "Breakfast in the field" merita? :)

Inviato: 10 novembre 2005 00:50
da TheUnquietGrave
Slash ha scritto: :eek: :eek:

Addio! :hi:

Piuttosto mi sai dire se il precedente "Breakfast in the field" merita? :)


:hi:

Merita? anche solo Silent Anticipations giustificherebbe l'acquisto di tutta la discografia di Hedges :hi:

Inviato: 2 gennaio 2006 12:09
da Cotlod
Ho rimediato il disco un po' di tempo fa, e devo dire che ad un primo ascolto non mi ha colpito (AAAHHHHH!!!!!! UNQUIET IL MIO PROFETA DI METAL.OT MI HA TRADITO!!!!).

Invece qualche giorno fa l'ho ripreso in mano, e me lo sono ascoltato con le tablature sott'occhio (powertabs :cry2: ). Paura. Sto signore aveva un controllo della dinamica pauroso, me no sono accorto solo dopo aver visto lo spartito. Paura e sconforto (<<neanche tra mille anni avrò la sensibilità di un dito del piede di Michael Hedges...>>).

A parte questo le composizioni sono eccezionali. Ovviamente lo direi pure se il disco fosse suonato da dieci chitarristi, che la musica è bella a prescindere; però sapere che faceva tutto da solo me lo fa piacere un poco di più.

PS per chi come me sbavazza al semplice suono di questo angelico nome... in un paio di pezzi ci suona pure Michael Manring... sbavazza...

Inviato: 2 gennaio 2006 14:54
da TheUnquietGrave
procurati qualche video..
le scene terribili sono quando prende a schiaffi la chitarra al 12 (tap harmonics? no ,schiaffi) ed escono precisi limpidi e cristallini 3 armonici naturali disposti su corde distanti.
Poi mena un altro schiaffo apparentemente uguale ed escono gli altri 3 armonici.

Ecco ,questa cosa a me sembra quantomeno sovrannaturale..

Inviato: 16 agosto 2006 00:42
da Cotlod
riascoltando questo disco per l'ennesima volta mi è venuta in mente una frase che ho sentito in una intervista alla TV di Renzo Arbore; era uno speciale su Umbria Jazz di qualche anno fa, e a un certo punto dice una cosa tipo: il regalo più bello che puoi fare ad un amico è di fargli scoprire il jazz.

Ecco il jazz non c'entra una fava, però io sto disco l'ho scoperto grazie all'Inquieto utente e dico che è uno dei più bei dischi che abbia mai sentito. Magari posso fare lo stesso regalo (riciclato aoh!) a qualcuno, così riuppo il thread.

Bella Michael! :guitar:

Inviato: 17 agosto 2006 21:09
da TheUnquietGrave
:)