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[Matrimonio] Unioni civili, religiose, PACS

Inviato: 4 giugno 2006 12:20
da Pelpa
Ultimamente si parla insistentemente di PACS come uno dei provvedimenti cardine del governo Prodi.

Il matrimonio civile e quello religioso mi pare siano istituzionalmente identici: tralasciando le implicazioni religiose del secondo, le due forme di unione danno luogo ad un rapporto fra due persone che, a livello legale, prevede gli stessi diritti e doveri tra i due contraenti.

I PACS vorrebbero estendere tali diritti e doveri alle coppie di fatto.

Quindi che differenze istituzionali ci sarebbero tra un matrimonio civile e un PACS? Non sarebbero equivalenti?

Re: [Matrimonio] Unioni civili, religiose, PACS

Inviato: 4 giugno 2006 12:26
da Kowalsky
Pelpa ha scritto: Ultimamente si parla di insistentemente di PACS come uno dei provvedimenti cardine del governo Prodi.

Il matrimonio civile e quello religioso mi pare siano istituzionalmente identici: tralasciando le implicazioni religiose del secondo, le due forme di unione danno luogo ad un rapporto fra due persone che, a livello legale, prevede gli stessi diritti e doveri tra i due contraenti.

I PACS vorrebbero estendere tali diritti e doveri alle coppie di fatto.

Quindi che differenze istituzionali ci sarebbero tra un matrimonio civile e un PACS? Non sarebbero equivalenti?


i pacs dovrebbero dare diritti e doveri minori.

Re: Re: [Matrimonio] Unioni civili, religiose, PACS

Inviato: 4 giugno 2006 12:35
da Pelpa
Rizzi Hansen ha scritto: i pacs dovrebbero dare diritti e doveri minori.


Sai quali?

Inviato: 4 giugno 2006 13:26
da URIZEN
Secondo me se una coppia gay si sposa in comune ha gli stessi dirirtti e dovere di una coppia etero.
Non penso ci siano differenze.

Re: [Matrimonio] Unioni civili, religiose, PACS

Inviato: 4 giugno 2006 13:49
da Woland
Pelpa ha scritto: Ultimamente si parla insistentemente di PACS come uno dei provvedimenti cardine del governo Prodi.

Il matrimonio civile e quello religioso mi pare siano istituzionalmente identici: tralasciando le implicazioni religiose del secondo, le due forme di unione danno luogo ad un rapporto fra due persone che, a livello legale, prevede gli stessi diritti e doveri tra i due contraenti.

I PACS vorrebbero estendere tali diritti e doveri alle coppie di fatto.

Quindi che differenze istituzionali ci sarebbero tra un matrimonio civile e un PACS? Non sarebbero equivalenti?


Ti si è ingolfato il motore di ricerca?
:lollissim

http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_civile#Italia

http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_civile_in_Italia

Re: Re: [Matrimonio] Unioni civili, religiose, PACS

Inviato: 4 giugno 2006 13:58
da Pelpa
Woland ha scritto: Ti si è ingolfato il motore di ricerca?
:lollissim

http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_civile#Italia

http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_civile_in_Italia


Ma il link non chiarisce bene le differenze... e' più che altro un excursus sulle proposte di legge.

Mi sembra che l'argomento dei PACS sia ormai legato alla discussione sull'unione delle coppie omosessuali, per il fatto che il matrimonio prevede solo l'unione di coppie eterosessuali.

Perchè invece una coppia dovrebbe scegliere il PACS piuttosto che il matrimonio civile?

Inviato: 4 giugno 2006 14:02
da Pelpa
L'unica cosa che ho trovato è questa:
Il Pacs ha natura esclusivamente contrattuale e non modifica lo stato civile delle parti. Per
sottoscrivere un Pacs i due partner devono avere una vita in comune e prestarsi
reciprocamente sostegno materiale. Per vita in comune non si intende soltanto la
comunione di interessi e la coabitazione, ma soprattutto la residenza in comune e la vita di
coppia. I partenaires non hanno alcun obbligo di fedeltà, di soccorso o di assistenza, ma
soltanto quello della contribuzione reciproca. È perciò un vincolo patrimoniale. Il sostegno
reciproco e materiale è un dovere, senza il quale il Pacs viene meno. In caso di disaccordo
sulle modalità di attuazione di questo dovere, è il giudice a decidere in relazione alle
capacità proprie di ogni partenaire.

Inviato: 4 giugno 2006 14:09
da Satanika
i pacs sono roba per chi non h ale palle di prendersi responsabilità.

Inviato: 4 giugno 2006 14:17
da Woland
Satanika ha scritto: i pacs sono roba per chi non h ale palle di prendersi responsabilità.


O forse per chi è conscio del girone dantesco che si percorre per ottenere prima la separazione e poi il divorzio, in questa repubblica teocratica.

Inviato: 4 giugno 2006 14:35
da Jem7
Satanika ha scritto: i pacs sono roba per chi non h ale palle di prendersi responsabilità.
stronzate
il matrimonio non è un dovere

Inviato: 4 giugno 2006 15:00
da TheUnquietGrave
Woland ha scritto: O forse per chi è conscio del girone dantesco che si percorre per ottenere prima la separazione e poi il divorzio, in questa repubblica teocratica.

Inviato: 4 giugno 2006 15:40
da estizi
Per esempio io disprezzo il matrimonio civile in quanto banale clone di quello religioso.

Mi bastano come esempio i tre anni di separazione prima del divorzio.

Inviato: 4 giugno 2006 15:49
da Sairus
Woland ha scritto: O forse per chi è conscio del girone dantesco che si percorre per ottenere prima la separazione e poi il divorzio, in questa repubblica teocratica.
forse dimentichi che questa eventualità dovrebbe essere un eccezione, non la normalità

Non è che ultimamente il matrimonio si prende con troppa leggerezza? :)

Inviato: 4 giugno 2006 15:53
da Woland
Sairus ha scritto: forse dimentichi che questa eventualità dovrebbe essere un eccezione, non la normalità


In un paese emancipato e rispettoso dei diritti umani, che concede il divorzio breve, in mancanza di figli, magari; non in questo.
Sairus ha scritto: Non è che ultimamente il matrimonio si prende con troppa leggerezza? :)


Troppa leggerezza rispetto a cosa?
E' un semplice contratto, se le due parti non sono più soddisfatte, che motivo ha di protrarsi (al di là dei diritti dei minori, che vengono prima)?

Inviato: 4 giugno 2006 15:54
da TheUnquietGrave
Sairus ha scritto: forse dimentichi che questa eventualità dovrebbe essere un eccezione, non la normalità


A me sembra più normale che due persone responsabili ,civili e concretamente dotate di pari diritti possano convenire alla fine della propria unione quando non sussistono i presupposti.

Inviato: 4 giugno 2006 15:56
da Kowalsky
a me pare sensato che chi non riesc epiù a stare insieme divorzi, meglio che ammazzare tutta la famiglia

Inviato: 4 giugno 2006 16:01
da Sairus
Woland ha scritto: In un paese emancipato e rispettoso dei diritti umani, che concede il divorzio breve, in mancanza di figli, magari; non in questo.



Troppa leggerezza rispetto a cosa?
E' un semplice contratto, se le due parti non sono più soddisfatte, che motivo ha di protrarsi (al di là dei diritti dei minori, che vengono prima)?


ne fai un discorso puramente legale-sociale, io ne facevo un discorso più... "sentimentale"...

In pratica è un semplice contratto, è vero, ma in teoria dovrebbe essere qualcosa di più profondo. Io stesso lo vedo come una specie di utopia, una cosa da "evitare assolutamente", ma è innegabile che sia una cosa di suprema importanza.

Se le due parti non sono più "soddisfatti" è giusto che pongano fine alla loro unione (come giustamente dici tu, ponendo prima i diritti dei minori), ma ultimamente quest'eventualità mi pare venga fuori troppo spesso.

La gente sta dimenticando l'importanza di questo "contratto", non credo sia una cosa positiva.

Inviato: 4 giugno 2006 16:05
da TheUnquietGrave
Sairus ha scritto:
La gente sta dimenticando l'importanza di questo "contratto", non credo sia una cosa positiva.


Secondo me l'eventualità sta diventando frequente perchè finalmente una delle parti in causa si sta emancipando dal predominio secolare dell'altra e da altri meccanismi sociali. Anzi ,la possibilità del divorzio "facile" in termini sociali e logistici fa di un matrimonio un'unione reale e "sentimentalmente" rilevante.

Inviato: 4 giugno 2006 16:12
da Woland
Sairus ha scritto: ne fai un discorso puramente legale-sociale, io ne facevo un discorso più... "sentimentale"...


Questo perché abbiamo un'idea "malsana" :hi: del rapporto di coppia. Le relazioni che durano una vita, sentimentalmente, sono eccezioni, non dobbiamo pretendere che sia la norma.

Ogni relazione, avrà un inizio e una fine, darà ciò che deve dare e amen, anche se non dura mezzo secolo può essere ugualmente preziosa.

"l'amore eterno dura sei mesi"

- Confucio -

Inviato: 4 giugno 2006 16:17
da Woland
TheUnquietGrave ha scritto: Secondo me l'eventualità sta diventando frequente perchè finalmente una delle parti in causa si sta emancipando dal predominio secolare dell'altra e da altri meccanismi sociali. Anzi ,la possibilità del divorzio "facile" in termini sociali e logistici fa di un matrimonio un'unione reale e "sentimentalmente" rilevante.


Infatti, si potrebbe dire che oggi, finalmente, il matrimonio acquista il significato di unione sentimentale (ovviamente quando lo è).
Mentre prima era quasi sempre una semplice unione economica. La donna veniva allocata per dare una prole, ed essere mantenuta (il marito era ne più e ne meno un mezzo di sostentamento che si sostituiva al padre).
Prima di dire "si stava meglio quando si stava peggio", ci penserei bene.

Inviato: 4 giugno 2006 16:19
da Sairus
Woland ha scritto: Questo perché abbiamo un'idea "malsana" :hi: del rapporto di coppia. Le relazioni che durano una vita, sentimentalmente, sono eccezioni, non dobbiamo pretendere che sia la norma.

Ogni relazione, avrà un inizio e una fine, darà ciò che deve dare e amen, anche se non dura mezzo secolo può essere ugualmente preziosa.

"l'amore eterno dura sei mesi"

- Confucio -


diciamo allora che:

chi vuole allevare un figlio, in teoria dovrebbe "prevedere" una durata presumibilmente eterna del suo legame col partner :)

chi non procrea dovrebbe valutare il matrimonio come un unione un pò più importante di quanto si fa ora, e orientarsi verso una PACS nelle relazioni "non eterne"

Inviato: 4 giugno 2006 16:31
da TheUnquietGrave
Woland ha scritto: Infatti, si potrebbe dire che oggi, finalmente, il matrimonio acquista il significato di unione sentimentale (ovviamente quando lo è).
Mentre prima era quasi sempre una semplice unione economica. La donna veniva allocata per dare una prole, ed essere mantenuta (il marito era ne più e ne meno un mezzo di sostentamento che si sostituiva al padre).
Prima di dire "si stava meglio quando si stava peggio", ci penserei bene.


Ma infatti.
Volendo spostare il discorso sui massimi sistemi :asd: se il matrimonio è un "positivo" ed ha un "valore" è perchè a) esiste in concreto la possibilità del suo "negativo" e b) questa possibilità non si verifica.
Se dimentichiamo questo siamo in piena dogmatica.

Inviato: 4 giugno 2006 17:42
da estizi
Sairus ha scritto: diciamo allora che:

chi vuole allevare un figlio, in teoria dovrebbe "prevedere" una durata presumibilmente eterna del suo legame col partner :)

chi non procrea dovrebbe valutare il matrimonio come un unione un pò più importante di quanto si fa ora, e orientarsi verso una PACS nelle relazioni "non eterne"


Rispondo allora che:

1) Basta con sta retorica dei figli. Ho 25 anni, se i miei divorziano non me ne frega un cazzo, mi dispiace per loro ma a me non cambia nulla.

2) Non è che si decide a tavolino se procreare o se la relazione sarà eterna

Inviato: 4 giugno 2006 17:53
da Woland
estizi ha scritto: Ho 25 anni, se i miei divorziano non me ne frega un cazzo, mi dispiace per loro ma a me non cambia nulla.
Ci mancherebbe altro che avessi ancora cordoni ombelicali psicologici.
Si parlava di minori, non di minorati (il tuo caso specifico :hi: ).

Inviato: 4 giugno 2006 18:17
da estizi
Woland ha scritto: Ci mancherebbe altro che avessi ancora cordoni ombelicali psicologici.
Si parlava di minori, non di minorati (il tuo caso specifico :hi: ).


Sairus ha scritto: "chi vuole allevare un figlio, in teoria dovrebbe "prevedere" una durata presumibilmente eterna del suo legame col partner "

Inviato: 4 giugno 2006 19:02
da Sairus
sottovalutate l'appoggio che può dare una famiglia unita ad un figlio anche trentenne

Inviato: 4 giugno 2006 19:04
da TheUnquietGrave
Sairus ha scritto: sottovalutate l'appoggio che può dare una famiglia unita ad un figlio anche trentenne


Più che altro speriamo (credo) che un figlio trentenne possa anche farne a meno.

Che poi l' "unità" della famiglia ancora non me l'ha spiegata nessuno.
Una famiglia è fatta di individui ,l'unità è determinata dalla concordia di questi individui e dai sentimenti che li legano.
Se questi presupposti mancano il fatto che siano sposati che rilevanza ha?

Inviato: 4 giugno 2006 19:07
da estizi
Sairus ha scritto: sottovalutate l'appoggio che può dare una famiglia unita ad un figlio anche trentenne


Qual è?

Inviato: 4 giugno 2006 19:10
da Sairus
estizi ha scritto: Qual è?


te ne accorgi nel momento in cui i genitori si dividono, impossibile da spiegare a priori, fidati.

@unquiet: la fai troppo semplice, una "base" su cui contare è fondamentale per un individuo, anche soltanto il sapere che "sono lì"

Inviato: 4 giugno 2006 19:13
da TheUnquietGrave
Sairus ha scritto:
@unquiet: la fai troppo semplice, una "base" su cui contare è fondamentale per un individuo, anche soltanto il sapere che "sono lì"


La "base" su cui un individuo conta sono i suoi affetti indipendentemente da quelli che legano le altre persone..

Inviato: 4 giugno 2006 19:18
da Sairus
TheUnquietGrave ha scritto: La "base" su cui un individuo conta sono i suoi affetti indipendentemente da quelli che legano le altre persone..


non credo se si tratta dei propri genitori

Inviato: 4 giugno 2006 19:24
da TheUnquietGrave
Sairus ha scritto: non credo se si tratta dei propri genitori


mi spieghi perchè?

Inviato: 4 giugno 2006 19:28
da Sairus
TheUnquietGrave ha scritto: mi spieghi perchè?
l'ho detto prima, è inspiegabile, mi spiace :\

Inviato: 4 giugno 2006 19:30
da TheUnquietGrave
mistero della fede :asd:

Inviato: 4 giugno 2006 19:31
da Sairus
TheUnquietGrave ha scritto: mistero della fede :asd:
già ^_^

Inviato: 4 giugno 2006 19:33
da TheUnquietGrave
Ritieniti ovviamente libero di non rispondere: sei figlio di divorziati?

Inviato: 4 giugno 2006 19:37
da Sairus
TheUnquietGrave ha scritto: Ritieniti ovviamente libero di non rispondere: sei figlio di divorziati?


no, per ora no...

Inviato: 4 giugno 2006 19:47
da TheUnquietGrave
Io sono figlio di divorziati; ho avuto la fortuna di ritrovarmi due genitori che pur non avendomi trasmesso mai l'illusione di un' "unità familiare" sono riusciti a farmi passare un'infanzia felicissima e francamente non ho mai sentito l'esigenza di rivederli assieme.
La mia "base" sono ,com'è naturale ,le mie relazioni affettive indipendentemente dalla "struttura" che esse assumono.
La mia esperienza personale mi insegna che due persone possono porre fine alla loro unione con intelligenza senza creare problemi a terzi.
Trovo profondamente malsana la visione "chiusa" della famiglia in cui la prospettiva dell' allontanamento di un membro diventa il diavolo sul muro. La "famiglia" come valore universale da preservare indipendentemente dalle relazioni realide alle circostanze è soltanto un'appendice della nostra insicurezza.

Inviato: 4 giugno 2006 19:51
da Sairus
TheUnquietGrave ha scritto: Io sono figlio di divorziati; ho avuto la fortuna di ritrovarmi due genitori che pur non avendomi trasmesso mai l'illusione di un' "unità familiare" sono riusciti a farmi passare un'infanzia felicissima e francamente non ho mai sentito l'esigenza di rivederli assieme.
La mia "base" sono ,com'è naturale ,le mie relazioni affettive indipendentemente dalla "struttura" che esse assumono.
La mia esperienza personale mi insegna che due persone possono porre fine alla loro unione con intelligenza senza creare problemi a terzi.
Trovo profondamente malsana la visione "chiusa" della famiglia in cui la prospettiva dell' allontanamento di un membro diventa il diavolo sul muro. La "famiglia" come valore universale da preservare indipendentemente dalle relazioni realide alle circostanze è soltanto un'appendice della nostra insicurezza.


Ok, ci sto, ma io vedo una separazione dei genitori comunque come un trauma per un figlio, indipendentemente dall'intelligenza e dal modus operandi del caso

Inviato: 4 giugno 2006 19:53
da Woland
TheUnquietGrave ha scritto: Io sono figlio di divorziati; ho avuto la fortuna di ritrovarmi due genitori che pur non avendomi trasmesso mai l'illusione di un' "unità familiare" sono riusciti a farmi passare un'infanzia felicissima e francamente non ho mai sentito l'esigenza di rivederli assieme.
La mia "base" sono ,com'è naturale ,le mie relazioni affettive indipendentemente dalla "struttura" che esse assumono.
La mia esperienza personale mi insegna che due persone possono porre fine alla loro unione con intelligenza senza creare problemi a terzi.
Trovo profondamente malsana la visione "chiusa" della famiglia in cui la prospettiva dell' allontanamento di un membro diventa il diavolo sul muro. La "famiglia" come valore universale da preservare indipendentemente dalle relazioni realide alle circostanze è soltanto un'appendice della nostra insicurezza.


Questo e quello che pensi tu...

...i traumi verranno fuori, e ti ritroverai a fare i provini per il Grande Fratello.
:hi: