The Prestige
Inviato: 22 dicembre 2006 22:25
Trama
Londra, fine Ottocento. In epoca vittoriana gli illusionisti più bravi sono celebrità di prim'ordine. Robert Angier e Alfred Borden lavorano come apprendisti maghi nello stesso spettacolo sino a quando una leggerezza del secondo provoca la morte della moglie di Robert. Da quel momento i due diventano acerrimi nemici, nella vita e nella professione. Trucco dopo trucco, spettacolo dopo spettacolo, le loro sfide ed intrusioni a distanza divengono sempre più forti. Angier è più uomo da palco, mentre Borden non ha pari come illusionista. Quando questi mette a punto un trucco che ne prevede sparizione e apparizione in luoghi differenti, l'ossessione di Angier si fa accecante, tanto da volare negli Usa per tentare di carpirne e migliorarne il segreto...
Recensione(da http://www.35mm.it/index.jsp)
Un film da novero dei classici moderni, come e più di altri degli ultimi decenni. Esagerato? Forse. Ma tutto è di una tale precisione, fantasia e intensità che sembra davvero di assistere a un gioco di prestigio.
Siamo in balia della storia, e dei suoi interpreti, impressionanti anch'essi: Caine e Bale sono a livelli di eccellenza - con Jackman un gradino sotto, ma in crescendo (esploso come bello e rude ormai si sta costruendo una versatilità discreta e sta crescendo anche quanto a capacità attoriali... Quando riuscirà a dare spessore e continuità sarà ottimo. Ancora un po' di pazienza!) - e profondono un carisma che solo l'eterno 'Duca Bianco' Bowie riesce ad offuscare.
"Presentazioni" su "presentazioni", per un susseguirsi di "Colpi di scena" che non perdono di corpo o di effetto per il solo moltiplicarsi. Onore al merito quindi, per la costruzione (è proprio il caso di dirlo, considerato che i nostri più che maghi appaiono soprattutto ingegneri e scienziati) di una sceneggiatura che segue le regole che detta e ci mostra un gioco di specchi e di inganni, a più livelli, interni e palesi, un gioco anche di scritture e di protagonisti, nel quale i fruitori, il pubblico, solo in maniera accessoria è quello pagante.
Preparatevi quindi ad assistere a una guerra più cruenta di altre più banalmente esplicitate, combattuta con freddezza e calcolo, sempre lasciando indizi che possano rendere la sconfitta una beffa e la vittoria un contrappasso più crudele in una costante ricerca di risposte strumentale e fittizia, mirata all'ottenimento di una gratificazione superiore per il proprio ego.
Ma non c'è morale, per quanto se ne intravedano i lembi, c'è solo lo spettacolo e la conclusione di un meraviglioso artificio preparato a lungo, un definitivo ed inappellabile "Prestige".
Voto 5/5
Londra, fine Ottocento. In epoca vittoriana gli illusionisti più bravi sono celebrità di prim'ordine. Robert Angier e Alfred Borden lavorano come apprendisti maghi nello stesso spettacolo sino a quando una leggerezza del secondo provoca la morte della moglie di Robert. Da quel momento i due diventano acerrimi nemici, nella vita e nella professione. Trucco dopo trucco, spettacolo dopo spettacolo, le loro sfide ed intrusioni a distanza divengono sempre più forti. Angier è più uomo da palco, mentre Borden non ha pari come illusionista. Quando questi mette a punto un trucco che ne prevede sparizione e apparizione in luoghi differenti, l'ossessione di Angier si fa accecante, tanto da volare negli Usa per tentare di carpirne e migliorarne il segreto...
Recensione(da http://www.35mm.it/index.jsp)
Un film da novero dei classici moderni, come e più di altri degli ultimi decenni. Esagerato? Forse. Ma tutto è di una tale precisione, fantasia e intensità che sembra davvero di assistere a un gioco di prestigio.
Siamo in balia della storia, e dei suoi interpreti, impressionanti anch'essi: Caine e Bale sono a livelli di eccellenza - con Jackman un gradino sotto, ma in crescendo (esploso come bello e rude ormai si sta costruendo una versatilità discreta e sta crescendo anche quanto a capacità attoriali... Quando riuscirà a dare spessore e continuità sarà ottimo. Ancora un po' di pazienza!) - e profondono un carisma che solo l'eterno 'Duca Bianco' Bowie riesce ad offuscare.
"Presentazioni" su "presentazioni", per un susseguirsi di "Colpi di scena" che non perdono di corpo o di effetto per il solo moltiplicarsi. Onore al merito quindi, per la costruzione (è proprio il caso di dirlo, considerato che i nostri più che maghi appaiono soprattutto ingegneri e scienziati) di una sceneggiatura che segue le regole che detta e ci mostra un gioco di specchi e di inganni, a più livelli, interni e palesi, un gioco anche di scritture e di protagonisti, nel quale i fruitori, il pubblico, solo in maniera accessoria è quello pagante.
Preparatevi quindi ad assistere a una guerra più cruenta di altre più banalmente esplicitate, combattuta con freddezza e calcolo, sempre lasciando indizi che possano rendere la sconfitta una beffa e la vittoria un contrappasso più crudele in una costante ricerca di risposte strumentale e fittizia, mirata all'ottenimento di una gratificazione superiore per il proprio ego.
Ma non c'è morale, per quanto se ne intravedano i lembi, c'è solo lo spettacolo e la conclusione di un meraviglioso artificio preparato a lungo, un definitivo ed inappellabile "Prestige".
Voto 5/5