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Stasera hanno ammazzato De Andrè

Inviato: 6 gennaio 2008 04:25
da TheUnquietGrave
Sono appena tornato a casa dopo aver finito di suonare.. Stanco, smontata la strumentazione mi siedo a tavola e accendo la tv.

Raiuno.

Mandano in onda un concerto tributo a De Andrè di qualche anno fa. Non l'ho mai guardato tutto, dopo tre canzoni ero sempre troppo occupato a raccogliermi i coglioni per poter seguire la faccenda.

Stasera lo becco sul finale, ci sono due attori vestiti da prima alla Scala che recitano di diaframma con un pathos veramente fastidioso una canzone di Faber, per ribadire il valore poetico dei testi del nostro. In platea, compiaciuta (dei lauti compensi in diritti d'autore), quella gran puttana della moglie.

Ed ecco la prima coltellata.

De Andrè non è stato un poeta, ne' ha mai voluto esserlo. Al di là delle considerazioni dotte sulla faccenda(e chi le vuole fare si accomodi) se la poesia è quella cosa che accomuna Omero, Dante, Eliot, Cèlan, Campana, Rimbaud e compagnia bella, De Andrè non può essere un poeta. De Andrè è stato un cantautore italiano, forse il più grande, e il cantautore fa una cosa precisa: scrive canzoni e le canta. C'è qualcosa di degradante in questo? Certo, "canzone" è anche il nome di un tipo di componimento lirico e i contorni per gran parte della storia della scrittura creativa sono stati sfumati, ma la canzone come la si intende nella "musica leggera" è un fenomeno estetico autonomo e va trattato come tale anche a livello di "coscienza mainstream". Bisogna per forza ricondurre il povero De Andrè alle "arti belle" per celebrarne l'opera?

Ma questa è la cosa meno grave.

La canzone recitata è "Se ti tagliassero a pezzetti", due considerazioni:

1) La canzone non è di De Andrè. L'ha scritta Massimo Bubola, De Andrè ha scritto solo due strofe. Questa sera alle ore 1.40 circa su rete nazionale Massimo Bubola è stato elevato a sommo poeta. Non ho parole per esprimere il mio disgusto.

2) Una delle famose strofe che ha scritto De Andrè è stata protagonista di uno dei tanti squallidi episodi della storia della discografia italiana, leggiamo la strofa:

"E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
signora libertà signorina fantasia
così preziosa come il vino così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza."

Il testo originale spiacque ai curatori dell'album dove essa appare perchè sostituiva alla parola "fantasia" una ben più esplicita "anarchia". Tutte le volte che De Andrè l'ha cantata su un palco ha rispettato la sua scrittura originale, in più di un'occasione anche raccontando l'episodio.

Ovviamente è stato recitato il testo censurato, cosa perfettamente coerente alla celebrazione del De Andrè scrittore di testi (...).

Il concerto si è concluso con la Ruggiero che cantava "Ave Maria" con un arrangiamento a dir poco ecclesiastico, mangiandosi letteralmente ogni parola.
L'ave maria di De Andrè è la più bella ode alla madonna "sverginata" e femmina di cui i posteri avranno memoria, questi criminali con una subdola e ruffiana operazione musicale sono stati capaci di farne praticamente liturgia. De Andrè cantava la donna, non la madonna. Ma d'altronde se nel 21esimo secolo in Italia su raiuno non si può dire "anarchia" ...

Inviato: 6 gennaio 2008 12:42
da guysperanza
non ho visto il concerto ma mi fido e sono d'accordo con te

Inviato: 6 gennaio 2008 13:38
da Kowalsky
So che alla tomba inquieta bubola sta sui maroni, comunque io assumo invece la sua posizione: la canzone è una forma di poesia. punto. la poesia nasce cantata, è la poesia senza musica a essere un deviazione. indi, de andrè era poeta

il concerto l'avevo visto quache tempo fa, come quasi tutti i tributi ha qualcosa di ottimo e qualcosa di terrificante, un po' come "faber amico fragile" e "mille papaveri rossi". se lo rifanno e si ha il coraggio di resistere a neffa (imbarazzante, ho più voce io) ci si può imbattere in francesco di giacomo che canta bocca di rosa e dolcenera. questultima insieme alla bagascia che ne porta il nome, che comunque sa cantare, peccato che di solito canti canzoni di merda

Inviato: 6 gennaio 2008 15:30
da moonlit knight
guysperanza ha scritto: non ho visto il concerto ma mi fido e sono d'accordo con te

Inviato: 7 gennaio 2008 21:43
da t30n3
a mia madre è piaciuto quel poco che ha visto....

Inviato: 10 gennaio 2008 14:28
da Elric
Io alla premiazione del Campiello 2005 alla Fenice ho dovuto sorbirmi Serena Autieri che cantava un pezzo di De Andrà.

Il coma si è impossessato del teatro.

Re: Stasera hanno ammazzato De Andrè

Inviato: 11 gennaio 2008 04:13
da GAMMAgAY
TheUnquietGrave ha scritto: Sono appena tornato a casa dopo aver finito di suonare.. Stanco, smontata la strumentazione mi siedo a tavola e accendo la tv.

Raiuno.

Mandano in onda un concerto tributo a De Andrè di qualche anno fa. Non l'ho mai guardato tutto, dopo tre canzoni ero sempre troppo occupato a raccogliermi i coglioni per poter seguire la faccenda.

Stasera lo becco sul finale, ci sono due attori vestiti da prima alla Scala che recitano di diaframma con un pathos veramente fastidioso una canzone di Faber, per ribadire il valore poetico dei testi del nostro. In platea, compiaciuta (dei lauti compensi in diritti d'autore), quella gran puttana della moglie.

Ed ecco la prima coltellata.

De Andrè non è stato un poeta, ne' ha mai voluto esserlo. Al di là delle considerazioni dotte sulla faccenda(e chi le vuole fare si accomodi) se la poesia è quella cosa che accomuna Omero, Dante, Eliot, Cèlan, Campana, Rimbaud e compagnia bella, De Andrè non può essere un poeta. De Andrè è stato un cantautore italiano, forse il più grande, e il cantautore fa una cosa precisa: scrive canzoni e le canta. C'è qualcosa di degradante in questo? Certo, "canzone" è anche ilè nome di un tipo di componimento lirico e i contorni per gran parte della storia della scrittura creativa sono stati sfumati, ma la canzone come la si intende nella "musica leggera" è un fenomeno estetico autonomo e va trattato come tale anche a livello di "coscienza mainstream". Bisogna per forza ricondurre il povero De Andrè alle "arti belle" per celebrarne l'opera?

Ma questa è la cosa meno grave.

La canzone recitata è "Se ti tagliassero a pezzetti", due considerazioni:

1) La canzone non è di De Andrè. L'ha scritta Massimo Bubola, De Andrè ha scritto solo due strofe. Questa sera alle ore 1.40 circa su rete nazionale Massimo Bubola è stato elevato a sommo poeta. Non ho parole per esprimere il mio disgusto.

2) Una delle famose strofe che ha scritto De Andrè è stata protagonista di uno dei tanti squallidi episodi della storia della discografia italiana, leggiamo la strofa:

"E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
signora libertà signorina fantasia
così preziosa come il vino così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza."

Il testo originale spiacque ai curatori dell'album dove essa appare perchè sostituiva alla parola "fantasia" una ben più esplicita "anarchia". Tutte le volte che De Andrè l'ha cantata su un palco ha rispettato la sua scrittura originale, in più di un'occasione anche raccontando l'episodio.

Ovviamente è stato recitato il testo censurato, cosa perfettamente coerente alla celebrazione del De Andrè scrittore di testi (...).

Il concerto si è concluso con la Ruggiero che cantava "Ave Maria" con un arrangiamento a dir poco ecclesiastico, mangiandosi letteralmente ogni parola.
L'ave maria di De Andrè è la più bella ode alla madonna "sverginata" e femmina di cui i posteri avranno memoria, questi criminali con una na diventato un mio carosubdola e ruffiana operazione musicale sono stati capaci di farne praticamente liturgia. De Andrè cantava la donna, non la madonna. Ma d'altronde se nel 21esimo secolo in Italia su raiuno non si può dire "anarchia" ...
Ciao Unquiet, sei appena diventato un mio caro amico.


de andrè, si è SEMPRE definito cantautore. Evidentemente vista l'indubbia profondità dei testi, non è un delitto considerarli come qualcosa da accostare alla poesia. Ovviamente prendendo le distanze dall'impegno meramente "tecnico" di quest'arte.
Altro discorso quello sulla madonna e i testi religiosi in generale ... dove quoto anche le virgole di unquiet.
Non si può cerimoniare una liturgia coll'ave maria di de andrè. E' di un'ipocrisia mostruosa , che disonora la memoria di un uomo di cui non si vogliono palesare le idee neanche dopo la morte .. Anche le pietre conoscono l'origine della sua buona novella.La rappresentazione del suo pensiero in proposito è quantomai evidente nella bellissima "il testamento di tito".
De andrè era un ateo beone e bestemmiatore, un reazionario, altro che lustri e fiocchetti della ( bravissima) ruggiero...

Inviato: 15 gennaio 2008 16:09
da Morandar
Uso il mio post di ritorno, commosso dalle citazioni nell'annuale topic sugli utenti, per dire:

mettiamo le bombe.