Ripeto, sono del parere che, in mano a gente capace, determinate situazioni di "disagio al limite della paura" si possano tranquillamente ricreare.
Ovviamente occorre usare un linguaggio diverso, visto che il medium è differente.
Questo semplicemente perché ciò che funziona sulla pagina, non funziona quasi mai sullo schermo.
Prendiamo il lavoro che ha fatto Kubrick con Shining: l'ossatura della storia è quella, ma Kubrick è andato avanti sottraendo, togliendo senza pietà materiale narrativo che nel libro dava spessore alla vicenda (tutta la ricostruzione storia dell'Overlook Hotel, la storia personale di Jack) o che sulla pagina poteva pure starci, ma sullo schermo avrebbe fatto ridere (le siepi semoventi!).
Il risultato è stato un film PERFETTO, che a 30 anni di distanza è ancora una pietra di paragone per un genere intero, che conserva gli elementi di base del romanzo pur senza seguirlo pedissequamente, che spaventa e inquieta con metodi diversi, ma ugualmente efficaci.
Per It un lavoro del genere è assolutamente possibile. Materiale buono ce n'è in abbondanza, tanto che perfino un filmetto indegno come la trasposizione per la TV del '90 qualche sequenza efficace l'azzeccava. Dai, che cazzo, un clown assassino funziona per forza, è inquietante proprio di suo!
Semmai ciò che rischia di andar perso (ahimè) è quel senso di epicità che impregna tutto il romanzo e il tema dell'occhio nostalgico con cui King guarda all'infanzia e al processo della crescita (perché quando rimuovi tutti gli orpelli narrativi ti rendi conto che è DI QUESTO che si parla in IT).
Il filmettino per la TV di cui sopra crollava miseramente nella seconda parte per due semplici motivi: a nessuno frega un cazzo degli adulti puzzoni (i ragazzini sono molto più interessanti) e si lascia intendere che It sia in realtà un pessimo ragnone di gomma (in stop motion!).
Ora, il primo è un errore "tecnico", per così dire. Separare la vicenza in due tronconi è una cazzata galattica, fatta da gente che non sa cosa significhi raccontare una storia. King, invece, che non sarà il nuovo Faulkner, ma, cazzo, una storia SA RACCONTARLA, nel romanzo lascia procedere le vicende dei ragazzini intrecciandole a quelle degli adulti, in un continuo rimando temporale che non lascia MAI "sedere" la storia.
Il secondo, invece, è un errore causato dall'incapacità di chi ha girato quel film, unita probabilmente ai limiti di budget. It NON É un ragnone gigante, cazzo! É molto, ma molto di più. E il fatto che la gente che ha visto quel film non sappia cosa siano i Pozzi Neri, la Tartaruga, l'Altro, il rito di Chud... beh mi ha sempre rattristato.
Mi rendo conto solo ora che mi sono dilungato in maniera quasi Franziana, ma adoro quel romanzo, ci sono cresciuto.
