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Domanda
Inviato: 17 febbraio 2017 11:57
da Dopecity
Domanda, al netto della inevitabilità della cosa, siete favorevoli o contrari alla "integrazione" razziale? Ovvero, siete pro o contro a che gente di altri paesi che viene a stare nel vostro?
Così, per sapere.
Re: Domanda
Inviato: 17 febbraio 2017 12:02
da TheNeedleLies
Favorevole, se questo comporta appunto un'integrazione vera e propria e non un semplice "continuare a fare ciò che si faceva prima, ma in un altro paese". Altrimenti l'integrazione non ci sarà mai.
Re: Domanda
Inviato: 17 febbraio 2017 12:38
da Jem7
Favorevole, anche perché io voglio andare a vivere nei loro

Re: Domanda
Inviato: 17 febbraio 2017 12:40
da ultimo_bardo
Mi associo a Needle e mi dichiaro favorevole a patto che sia vera integrazione e non sola condivisione o peggio, accesso concorrente di territorio e risorse.
Come motivazioni posso dire che mi interessa come si comporta una persona, non da dove proviene anche se le due cose non sono indipendenti. Ho conosciuto africani ed asiatici che secondo me si comportano molto meglio, danno un contributo alla società in cui vivono, portando comportamenti, idee, spunti di attività molto migliore di tanti italiani da generazioni con cui ho a che fare.
Adoro gli spagnoli e le ragazze tra Cechia e Baltico di solito sono fiche da paura, se vengono a vivere qua son solo contento!
Re: Domanda
Inviato: 17 febbraio 2017 13:42
da None
Favorevole.
Re: Domanda
Inviato: 17 febbraio 2017 14:06
da johnny blade
Favorevole o no faccio giá fatica ad integrarmi con gli itagliani.
Re: Domanda
Inviato: 17 febbraio 2017 14:26
da Ravenheart
Favorevole solo per chi entra legalmente e chi rispetta le leggi e le usanze italiane. Gli altri se ne restino dove sono
Re: Domanda
Inviato: 17 febbraio 2017 14:42
da johnny blade
johnny-blade ha scritto:Favorevole o no faccio giá fatica ad integrarmi con gli itagliani.
Devo ancora integrarmi nel condominio...nn posso pormi altri "problemi".
Re: Domanda
Inviato: 17 febbraio 2017 15:40
da Månehav
favorevole
Re: Domanda
Inviato: 17 febbraio 2017 16:34
da Ennio
Dici benissimo, "al netto dell'inevitabilità della cosa".
Sono favorevole come si può essere favorevole all'alternarsi delle stagioni o al fatto che la Terra giri intorno al Sole.
Il flusso migratorio è un fenomeno naturale, che non puoi fermare.
Le motivazioni possono essere tante, ma fondamentalmente si lascia un posto perché ci si vive male (guerra, povertà...), per recarsi in un posto migliore.
E siccome penso che l'Occidente viva nel benessere a discapito di altri, penso che l'accoglienza sia dovuta.
Il passaggio accoglienza/integrazione, però, può richiedere un tempo molto lungo e può passare (non necessariamente, ma può succedere) anche da eventi traumatici.
Purtroppo la natura dell'uomo è quella di temere la diversità.
Nel mio condominio non esiste integrazione fra Pescaresi e Chietini, fatti un po' il conto...
E' complesso, davvero.
In cuor mio ci credo e ci spero.
Ma l'integrazione, intesa come convivenza pacifica di due culture diverse, che sappiano rafforzarsi nella propria identità, senza interferenze negative reciproche e che sappiano trovare punti di contatto, è davvero difficile da raggiungere.
Re: Domanda
Inviato: 17 febbraio 2017 16:36
da Ennio
ultimo_bardo ha scritto: le ragazze tra Cechia e Baltico di solito sono fiche da paura
Ti fregano con gli occhi dolci, ma poi sono tutte delle militaresse.
Sono cazzi, credimi.

Re: Domanda
Inviato: 17 febbraio 2017 16:37
da The Philosopher
Jem7 ha scritto:Favorevole, anche perché io voglio andare a vivere nei loro

.
bigio e cattivo_soggetto sucate forte
Re: Domanda
Inviato: 17 febbraio 2017 16:46
da no_one_there
Favorevole, a patto che sia una ricchezza sia per noi che per loro.
Anche io faccio fatica ad integrarmi con gli italiani. Magari con altre etnie andrà meglio.
Re: Domanda
Inviato: 17 febbraio 2017 16:56
da Graz
Contrario.
Re: Domanda
Inviato: 17 febbraio 2017 18:35
da guysperanza
A me fottesega
Re: Domanda
Inviato: 17 febbraio 2017 23:00
da Anakin
Favorevole. Trovo molto limitante ed abbastanza ipocrita pensare di essere proprietario di un intero paese, e di poter decidere chi può viverci e chi no.
Re: Domanda
Inviato: 17 febbraio 2017 23:41
da Ravenheart
Anakin ha scritto:Favorevole. Trovo molto limitante ed abbastanza ipocrita pensare di essere proprietario di un intero paese, e di poter decidere chi può viverci e chi no.
Quindi posso venire a casa tua e viverci senza che tu possa avere voce in capitolo? Il solito ragionamento da frocio col culo degli altri dei sinistrati e poi quando gli tocchi l'orticello apriti cielo

Re: Domanda
Inviato: 17 febbraio 2017 23:47
da The Philosopher
Quando l'hai comprata casa tua?
bigio e cattivo_soggetto sucate forte
Re: Domanda
Inviato: 18 febbraio 2017 00:45
da Fenix
Favorevole purché ci sia buon senso da ambo le parti altrimenti diventa tutto inutile e deleterio.
Re: Domanda
Inviato: 18 febbraio 2017 01:49
da Squall
Ennio ha scritto:Sono favorevole come si può essere favorevole all'alternarsi delle stagioni o al fatto che la Terra giri intorno al Sole.
ecco mi pare che la (non)questione sia semplice.
tutta la specie homo sapiens proviene dall'Africa; i romani scesero dalla zona degli Urali (e nell'invadere l'Italia hanno fatto fuori diverse popolazioni indigene); gli europei hanno imposto la loro emigrazione in TRE cazzo di continenti... l'essere froci col culo degli altri è esattamente l'opposto: pensare che noi in quanto civiltà occidentale possiamo muoverci ed espanderci dove ci pare e i negri, gli arabi e i cinesi se ne debbano stare a casa loro.
forse gli europei si sono adattati alla cultura degli aborigeni australiani o dei vari imperi aztechi, inca...?
adesso abbiamo paura dei musulmani quando per decenni abbiamo lasciato che l'influenza del management all'americana definisse il nostro contesto e ambiente di lavoro, persino le nostre aspettative su noi stessi, che la teoria economica di matrice inglese definisse il nostro modello di sviluppo... (e intanto ci facciamo le seghe ascoltando metal che deriva dal rock che deriva dall'incrocio delle tradizioni musicali irlandesi e africane).
l'identità culturale è mutevole per sua natura: tutte le culture subiscono e impongono la loro influenza sulle altre.
è una domanda mal posta.
Re: Domanda
Inviato: 18 febbraio 2017 13:30
da Brujo
Jem7 ha scritto:Favorevole, anche perché io voglio andare a vivere nei loro
+
Squall ha scritto:Ennio ha scritto:Sono favorevole come si può essere favorevole all'alternarsi delle stagioni o al fatto che la Terra giri intorno al Sole.
ecco mi pare che la (non)questione sia semplice.
tutta la specie homo sapiens proviene dall'Africa; i romani scesero dalla zona degli Urali (e nell'invadere l'Italia hanno fatto fuori diverse popolazioni indigene); gli europei hanno imposto la loro emigrazione in TRE cazzo di continenti... l'essere froci col culo degli altri è esattamente l'opposto: pensare che noi in quanto civiltà occidentale possiamo muoverci ed espanderci dove ci pare e i negri, gli arabi e i cinesi se ne debbano stare a casa loro.
forse gli europei si sono adattati alla cultura degli aborigeni australiani o dei vari imperi aztechi, inca...?
adesso abbiamo paura dei musulmani quando per decenni abbiamo lasciato che l'influenza del management all'americana definisse il nostro contesto e ambiente di lavoro, persino le nostre aspettative su noi stessi, che la teoria economica di matrice inglese definisse il nostro modello di sviluppo... (e intanto ci facciamo le seghe ascoltando metal che deriva dal rock che deriva dall'incrocio delle tradizioni musicali irlandesi e africane).
l'identità culturale è mutevole per sua natura: tutte le culture subiscono e impongono la loro influenza sulle altre.
è una domanda mal posta.
Re: Domanda
Inviato: 18 febbraio 2017 15:29
da moonlit knight
Squall ha scritto:Ennio ha scritto:Sono favorevole come si può essere favorevole all'alternarsi delle stagioni o al fatto che la Terra giri intorno al Sole.
ecco mi pare che la (non)questione sia semplice.
tutta la specie homo sapiens proviene dall'Africa; i romani scesero dalla zona degli Urali (e nell'invadere l'Italia hanno fatto fuori diverse popolazioni indigene); gli europei hanno imposto la loro emigrazione in TRE cazzo di continenti... l'essere froci col culo degli altri è esattamente l'opposto: pensare che noi in quanto civiltà occidentale possiamo muoverci ed espanderci dove ci pare e i negri, gli arabi e i cinesi se ne debbano stare a casa loro.
forse gli europei si sono adattati alla cultura degli aborigeni australiani o dei vari imperi aztechi, inca...?
adesso abbiamo paura dei musulmani quando per decenni abbiamo lasciato che l'influenza del management all'americana definisse il nostro contesto e ambiente di lavoro, persino le nostre aspettative su noi stessi, che la teoria economica di matrice inglese definisse il nostro modello di sviluppo... (e intanto ci facciamo le seghe ascoltando metal che deriva dal rock che deriva dall'incrocio delle tradizioni musicali irlandesi e africane).
l'identità culturale è mutevole per sua natura: tutte le culture subiscono e impongono la loro influenza sulle altre.
è una domanda mal posta.

Re: Domanda
Inviato: 18 febbraio 2017 15:48
da Sairus
Non è questione di integrazione, la mistura delle razze esiste e continuerà ad esistere, volenti o meno.
Il fatto che la legislazione non sappia gestire una persona non di nazionalità italiana che vuile venire a stare da noi è ben altro paio di maniche.
Re: Domanda
Inviato: 18 febbraio 2017 16:11
da Mordred
Ravenheart ha scritto:Anakin ha scritto:Favorevole. Trovo molto limitante ed abbastanza ipocrita pensare di essere proprietario di un intero paese, e di poter decidere chi può viverci e chi no.
Quindi posso venire a casa tua e viverci senza che tu possa avere voce in capitolo? Il solito ragionamento da frocio col culo degli altri dei sinistrati e poi quando gli tocchi l'orticello apriti cielo

non avete capito che non potremmo mai più fare un tread di discussione serio?
Leggo post interessanti e profondi.
Perle ai porci.
Squall cmq ha detto tutto.
lucchetto e ban (cit.)
Re: Domanda
Inviato: 19 febbraio 2017 13:37
da Anakin
Ravenheart ha scritto:Anakin ha scritto:Favorevole. Trovo molto limitante ed abbastanza ipocrita pensare di essere proprietario di un intero paese, e di poter decidere chi può viverci e chi no.
Quindi posso venire a casa tua e viverci senza che tu possa avere voce in capitolo? Il solito ragionamento da frocio col culo degli altri dei sinistrati e poi quando gli tocchi l'orticello apriti cielo

No non puoi venire a casa mia, ma io appunto sono proprietario di casa mia, non di un intero paese, quindi se in un paese ci vive un nativo o uno che viene da fuori, a me non cambia niente. Se poi pensi di essere padrone dell'italia intera, tanto da decidere chi può viverci e chi no, parliamone perchè hai quella quintalata di troppo di manie di grandezza.
Re: Domanda
Inviato: 19 febbraio 2017 16:14
da Michelangelo Corsini
D'accordo con Squall, inoltre i confini tra nazioni sono soltanto linee immaginarie disegnate dall'uomo sulle carte geografiche (anche se qualche volta create con muri).
Re: Domanda
Inviato: 20 febbraio 2017 02:55
da rabe
domanda (del cazzo) che non dovrebbe essere nemmeno posta
Re: Domanda
Inviato: 20 febbraio 2017 09:30
da Sean Olson
E' mai esistita una integrazione che sia tale? Cioè voglio dire, il mondo perfetto nel quale due civiltà/identità/culture si incontrano e PACIFICAMENTE e VICENDEVOLMENTE si scambiano solo il meglio, migliorandosi a propria volta, senza tensioni, è mai esistito?
A memoria mi sembra di no, la storia è sempre stata fatta da colonizzazione (violenta) e (quasi) mai da integrazione.
Ecco, io in merito la penso come Legionarii. Qui ed ora, in questo momento storico, esiste un'identità europea, un patrimonio di culture e tradizioni cd. occidentali, rispetto alle quali sono contrario a qualsiasi forma di integrazione/multiculturalismo/globalizzazzione.
Badate bene, ciò non significa totale chiusura delle frontiere o repressione della diversità. E' da un lato rivendicazione della propria identità e dall'altra difesa dei propri valori. Come ha detto qualcuno "vuoi venire in Italia?", "va bene, ma sei tu che ti devi adattare a me, alla mia cultura e ai miei valori."
Io non voglio cambiare le mie tradizioni o limitare i miei valori solo per favorire l'integrazione di un pinco palla qualunque che un bel giorno decide di venire nel mio paese.
Non me ne frega niente di arricchirmi delle tradizioni dei pigmei del borneo, dei beduini del sahara o degli xavantes dell'amazzonia, se le possono tenere e coltivare a casa loro, per me è solo folklore, non certo qualcosa che possa modificare il mio modus vivendi.
Anche perché, vado sempre a memoria, la cultura occidentale è l'unica che ammette il principio di reciprocità, il resto del mondo non occidentale a casa propria non ti lascia fare quello che ti va in nome di una supposta e fittizia libertà.
Re: Domanda
Inviato: 20 febbraio 2017 09:53
da rabe
Gino ha scritto:E' mai esistita una integrazione che sia tale? Cioè voglio dire, il mondo perfetto nel quale due civiltà/identità/culture si incontrano e PACIFICAMENTE e VICENDEVOLMENTE si scambiano solo il meglio, migliorandosi a propria volta, senza tensioni, è mai esistito?
A memoria mi sembra di no, la storia è sempre stata fatta da colonizzazione (violenta) e (quasi) mai da integrazione.
Ecco, io in merito la penso come Legionarii. Qui ed ora, in questo momento storico, esiste un'identità europea, un patrimonio di culture e tradizioni cd. occidentali, rispetto alle quali sono contrario a qualsiasi forma di integrazione/multiculturalismo/globalizzazzione.
Badate bene, ciò non significa totale chiusura delle frontiere o repressione della diversità. E' da un lato rivendicazione della propria identità e dall'altra difesa dei propri valori. Come ha detto qualcuno "vuoi venire in Italia?", "va bene, ma sei tu che ti devi adattare a me, alla mia cultura e ai miei valori."
Io non voglio cambiare le mie tradizioni o limitare i miei valori solo per favorire l'integrazione di un pinco palla qualunque che un bel giorno decide di venire nel mio paese.
Non me ne frega niente di arricchirmi delle tradizioni dei pigmei del borneo, dei beduini del sahara o degli xavantes dell'amazzonia, se le possono tenere e coltivare a casa loro, per me è solo folklore, non certo qualcosa che possa modificare il mio modus vivendi.
Anche perché, vado sempre a memoria, la cultura occidentale è l'unica che ammette il principio di reciprocità, il resto del mondo non occidentale a casa propria non ti lascia fare quello che ti va in nome di una supposta e fittizia libertà.
domando:
1) rivendicare QUALE identita'?
Qual'e' la tua identita'?
Quella che hai scritto sul passaporto, o quella biologica?
scommetti che se ti faccio un profilo genetico (che per pochi spiccioli puoi fare, tra l'altro) salti fuori che sei africano/pigmeo/ebreo/russo all'80%?
e dove va a finire a quel punto la tua italianissima identita'?
2) che valori vuoi difendere?
i tuoi valori sono diversi da quelli del tuo vicino di casa: quindi dichiari guerra a tutti?
e concludo: sentirsi orgogliosi di essere italiani/napoletani/brasiliani/marziani non vuol dire niente
sei solo nato in quella parte di mondo
Re: Domanda
Inviato: 20 febbraio 2017 10:04
da johnny blade
Quello che scrive Gino quasi mi convince che é vero,tanto che questo ragionamento a volte mi viene da applicarlo tra italiani.
Faccio un esempio: il folklore delle processioni religiose.
Sono usanze dalle quali mi sento molto lontano. L'inchino sotto casa del boss ecc.
Ecco,io nn mi sento di parlare di integrazione di usanze.
Giusto per fare un esempio eh..
A voja..ma che identitá.
Re: Domanda
Inviato: 20 febbraio 2017 10:37
da Sean Olson
1) La biologia l'hai tirata fuori tu. Leggi cose che non ho scritto. Io ho parlato di cultura e tradizioni, che attengono alla storia radicata in un territorio. Ed è chiaro che noi italiani abbiamo una storia, una cultura e delle tradizioni, enucleatesi nel corso di secoli, diverse dai pigmei del borneo.
2) I valori cui faccio riferimento sono proprio quelli che discendono dal vissuto di noi come comunità nel corso di secoli, non dà ultimi i valori cristiani, che sono comuni alla maggioranza delle persone che vivono sul nostro territorio.
3) Non ho parlato di orgoglio nazionale o personale, ancora una volta leggi cose che non ho scritto. Ma è chiaro che difendo la mia identità culturale/tradizionale perché la ritengo confacente alle mie esigenze. Se la ritenessi superiore alle altre, mi verrebbe la tentazione di "esportala". Ma è proprio questo il discorso. A me non frega nulla di esportare le mie tradizioni nel borneo, però vorrei che lo stesso facessero i pigmei. Ben vengano tutti i pigmei, ma non si sognassero di fare i loro riti tribali con sacrifici umani in pizza duomo a milano sostenendo il loro diritto all'integrazione e al multiculturalismo.
Re: Domanda
Inviato: 20 febbraio 2017 11:03
da Dopecity
rabe ha scritto:domanda (del cazzo) che non dovrebbe essere nemmeno posta
Per essere una domanda del cazzo vedo che ne discutete però...
Re: Domanda
Inviato: 20 febbraio 2017 11:22
da rabe
Gino ha scritto:1) La biologia l'hai tirata fuori tu. Leggi cose che non ho scritto. Io ho parlato di cultura e tradizioni, che attengono alla storia radicata in un territorio. Ed è chiaro che noi italiani abbiamo una storia, una cultura e delle tradizioni, enucleatesi nel corso di secoli, diverse dai pigmei del borneo.
2) I valori cui faccio riferimento sono proprio quelli che discendono dal vissuto di noi come comunità nel corso di secoli, non dà ultimi i valori cristiani, che sono comuni alla maggioranza delle persone che vivono sul nostro territorio.
3) Non ho parlato di orgoglio nazionale o personale, ancora una volta leggi cose che non ho scritto. Ma è chiaro che difendo la mia identità culturale/tradizionale perché la ritengo confacente alle mie esigenze. Se la ritenessi superiore alle altre, mi verrebbe la tentazione di "esportala". Ma è proprio questo il discorso. A me non frega nulla di esportare le mie tradizioni nel borneo, però vorrei che lo stesso facessero i pigmei. Ben vengano tutti i pigmei, ma non si sognassero di fare i loro riti tribali con sacrifici umani in pizza duomo a milano sostenendo il loro diritto all'integrazione e al multiculturalismo.
Ho sottolineto 2 cose del tuo quote e I miei due punti si riferivano a quelli
L'orgoglio era un addendum
Sveglia marescia'
@dope: anche la merda fa discutere eh?
Re: Domanda
Inviato: 20 febbraio 2017 11:41
da ultimo_bardo
Ogni volta che saltano fuori questi discorsi di identità nazionale, io che:
1) sono ateo e buddhista e non mi riconosco nella metafisica cristiana (consapevolezza presa dopo lettura attenta dei vangeli);
2) ho una dieta praticamente vegana (che agli italiani se gli tocchi la ciccia sei come lo Dimonio);
3) ascolto principalmente death e black metal che nulla ha a che fare con la tradizione musicale italiana (il fatto che sono 20 anni che suono in un'orchestra a plettro non conta);
4) ho modi di fare riservati, squadrati, diretti più affini ai popoli del nord europa;
mi chiedo sempre se, nelle idee degli identitaristi, dovrei andarmene dal paese perchè non allineato.
A qualcuno l'ho pure chiesto direttamente, vedi punto 4), e ho ricevuto delle bellissime supercazzole come risposte.
Re: Domanda
Inviato: 20 febbraio 2017 12:05
da Sitting Bull
rabe ha scritto:
Ho sottolineto 2 cose del tuo quote e I miei due punti si riferivano a quelli
L'orgoglio era un addendum
Sveglia marescia'
Porta pazienza ma sto giro mi sa che l'hai pestata grossa.
Per carità, sappiamo quanto ti infervori sull'argomento ma il post di gino mi pareva chiaro e difficile da travisare.
Re: Domanda
Inviato: 20 febbraio 2017 12:14
da Ennio
rabe ha scritto:"e concludo: sentirsi orgogliosi di essere italiani/napoletani/brasiliani/marziani non vuol dire niente
sei solo nato in quella parte di mondo".
E' l'argomentazione che di solito uso per smontare discussioni sulla religione. Alla fine è un dato casuale, siamo d'accordissimo.
Re: Domanda
Inviato: 20 febbraio 2017 12:17
da johnny blade
Gino ha scritto:
Ecco, io in merito la penso come Legionarii. Qui ed ora, in questo momento storico, esiste un'identità europea, un patrimonio di culture e tradizioni cd. occidentali, rispetto alle quali sono contrario a qualsiasi forma di integrazione/multiculturalismo/globalizzazzione.
Badate bene, ciò non significa totale chiusura delle frontiere o repressione della diversità. E' da un lato rivendicazione della propria identità e dall'altra difesa dei propri valori. Come ha detto qualcuno "vuoi venire in Italia?", "va bene, ma sei tu che ti devi adattare a me, alla mia cultura e ai miei valori."
Io non voglio cambiare le mie tradizioni o limitare i miei valori solo per favorire l'integrazione di un pinco palla qualunque che un bel giorno decide di venire nel mio paese.
.
Giusto,
la nostra identità e tradizione va salvaguardata dalla contaminazione.
Re: Domanda
Inviato: 20 febbraio 2017 12:25
da Graz
vabbè dai non mi pare ci sia bisogno di scaldarsi
alla fine solo io, o forse massimo in 2, siamo contrari
quindi non credo vi daremo noia con il nostro 0,0002%

Re: Domanda
Inviato: 20 febbraio 2017 12:29
da johnny blade
Graz ha scritto:vabbè dai non mi pare ci sia bisogno di scaldarsi
alla fine solo io, o forse massimo in 2, siamo contrari
quindi non credo vi daremo noia con il nostro 0,0002%

Dai,il bello è parlare insieme,poi mi piace il confronto tra persone di opinioni diverse quando c'è "rispetto".
Re: Domanda
Inviato: 20 febbraio 2017 12:35
da Sean Olson
A volte le semplificazioni sono un male necessario, così come le banalizzazioni.
Se a casa mia io non salgo con i piedi sul divano, non consento nemmeno ai miei ospiti di salirci, anche se per la loro cultura ha un significato particolare.
Il senso è, ben vengano, sono anche felice di ospitarli, ma a casa mia le regole le detto io.
Invece assistiamo a un continuo rovesciamento dei ruoli e siamo quasi noi a doverci giustificare di avere tradizioni, cultura e valori. In un'epoca di relativismo assolutista chi non è pronto a 'imbastardirsi' con altre culture è considerato un retrogrado, ignorante, o peggio ancora fascista e salcazzo vi pare.
Non è una questione ideologica, è semplicemente una questione 'naturale' che penso valga in qualsiasi parte del mondo, tranne qui. Provate ad andare in un altro paese e cercate di applicare i vostri principi di libertà, poi ne riparliamo.