Annata bella piena, era da parecchio che non compravo così tanti dischi: 49 CD (di cui 22 usciti nel 2017), per una spesa totale di 567,85€ (bilancio sul quale incidono non poco le 50 bombe per l'edizione ultrafichetta di Aweken The Guardian).
Tanta buonissima musica, qualche ripescaggio eccellente ed alcune piccole delusioni.
Entriamo nel dettaglio, con una classifica divisa vagamente per generi ed in ordine assolutamente casuale:
CLASSIC E DINTORNI
WITHERFALL -
NOCTURNES AND REQUIEMS
Quando ascolti un disco e ti ritrovi a pensare ai Control Denied c'è poco da cazzeggiare, capisci subito che è cosa buona e giusta.
La cosa migliore di questo lavoro probabilmente è la naturalezza con cui viene gestito questo mix di Metal classico, oscuro ma allo stesso tempo melodico, che pesta pesante quando deve, ci ficca il virtuissmo chitarristico senza sbrodolare, si lancia in progressioni e strutture piuttosto intricate senza però eccedere in masturbazioni e senza annoiare, anche dove la durata della canzone sembrerebbe eccessiva.
Si giocano il titolo di debutto dell'anno con questi appena sotto.
LUNAR SHADOW -
FAR FROM LIGHT *cinque alto e birra virtuale offerta a Polimar72 per questa segnalazione, li ho scoperti grazie a te!
Questo disco ha due difetti. Facciamo due e mezzo.
Una produzione non all'altezza (seppur dignitosa).
Un cantante non all'altezza (seppur dignitoso).
La tendenza ad allungare le canzoni oltre il dovuto (ma neanche tanto).
Io non dico che devi presentarti con un suono ultrapompato, mi va benissimo un approccio vintage, però cazzo un minimo di pulizia.
E non devi avere per forza un fenomeno dietro al microfono, ma un po' di grinta, per Dio!
Casualmente ascoltavo questo disco più o meno in contemporanea con l'ultimo Ayreon, e più di una volta mi sono ritrovato a pensare al salto di qualità che farebbe questa band se si avvalesse, rimanendo sulle stesse corde, di un cantante vero, tipo Michael Eriksen (e non sto neanche a scomodare invece qualche sogno bagnato, tipo John Arch).
La cosa meravigliosa è che comunque, nonostante questi difettucci, questo disco riesce a commuovere da quanto è bello, c'è tutta la magia e la purezza del metal, una canzone come Cimmeria la posso ascoltare in repeat per un giorno intero senza mai stancarmi, ed eiaculando copiosamente ogni volta che arriva il minuto 5:25.
Se non si è capito li ho amati moltissimo.
UNLEASH THE ARCHERS -
APEX
Da un disco con alcuni difetti ben evidenti, ad uno che praticamente ne è privo.
E, paradossalmente, se i difetti del primo finiscono per esaltarne in qualche modo la grandezza, la perfezione di questi altri ad un certo punto risulta quasi stucchevole, per quanto ogni cosa è al punto giusto, quasi ti fa sperare in qualche passaggio a vuoto per tirare un po il fiato.
Invece no, questi non ci pensano proprio. son canadesi, son fatti così.
Disco di compattezza e continuità formidabile, un vero inno all'Heavy Metal, crescita esponenziale rispetto al precedente lavoro.
Brittney Slayes Metal Queen del 2017.
EPIC/DOOM
PALLBEARER -
HEARTLESS
Ci sono dischi che ti entrano dentro.
Non sono tantissimi, ti colgono chinato e con le braghe calate in un determinato momento della tua vita e taac, sono dentro.
Ancora più raramente, però, ci sono dischi che sono già dentro di te, fin dal primissimo ascolto.
Tipo che premi play e, da quel momento in avanti, tutte le note che escono ti sembra di averle composte te che stai ascoltando, ti sembra di conoscerle già a memoria, ti sembra che sia roba tua.
Questo è uno di quei dischi.
Partono gli intrecci delle chitarre di I Saw The End e io so già tutto.
E quegli intrecci lì, di quelle chitarre lì, struggenti e bellissime, si ripetono per tutto il disco, vanno a creare delle strutture sontuose, la voce diventa quasi accessorio, accompagnamento, salvo ritagliarsi spazio per l'unico vero ritornello (stravincente) di tutto il disco in Cruel Road.
Amore al primo ascolto.
BELOW -
UPON A PALE HORSE
Questi fanno il paio con gli arcieri.
Sono giovani, hanno studiato e si sono applicati.
Essendo svedesi e suonando Epic Doom è superfluo dire quale fosse il libro di testo.
Magari osare qualcosa di più la prossima volta, ma di fronte ad una tale applicazione e ad un cantante così in forma non si può veramente dire niente. Bravi!
HOLY MARTYR -
DARKNESS SHALL PREVAIL
Grande, grandissimo disco, anche quest'anno la quota Epic è salva.
Perché vengano cagati così pochi per me rimane un mistero, erano splendidi a velocità più sostenuta e lo sono altrettanto nell'interpretazione di questo Epic sempre classicissimo, che a tratti flirta volentieri con il Doom.
E poi hanno quella cosa buffissima dei ritornelli che giocano tutti sulla ripetizione del nome proprio di città/luogo/persona/stirpe, un punto in più solo per quello.
PAGAN ALTAR -
THE ROOM OF SHADOWS
Fuori dal tempo. Fuori da qualsiasi moda. Meraviglioso.
Tra Nwobhm, Doom, Folk c'è di che godere per chiunque ami questo suono antico ed ammaliante.
Questo è il testamento dei Pagan Altar e di Terry Jones, favoloso cantastorie che ci accompagna in un altro mondo con la sua voce inconfondibile.
ARGUS -
FROM FIELDS OF FIRE
Mi sbilancio. Molti non saranno d'accordo, ma questo è il miglior disco degli Argus.
Ci sono dentro più o meno tutte le loro anime, bilanciate ed impastate in questo loro suono che pur essendo la roba più vecchia del mondo, è anche incredibilmente personale e riconoscibile.
Esperienza e consapevolezza, il disco della piena maturità.
PROG
PAIN OF SALVATION -
IN THE PASSING LIGHT OF DAY
Ne ho lette di ogni sul forum e nell'internet, tutto e il contrario di tutto.
Eravamo tutti lì al varco ad aspettare Danielino e la mia personalissima impressione è che in molti non ci abbiano capito un cazzo.
I POS non sono una band come le altre, non puoi metterti lì col bisturi a sezionare, è un fottuto flusso di coscienza, musica e parole dal quale bisogna lasciarsi travolgere.
Non sono un fanatico dei testi, però se conoscete i POS lo sapete, sono fondamentali per comprendere e per amare ancora di più la loro musica; questo è un disco profondamente personale, racconta di una persona trovatasi sul letto di morte e questo, semplicemente, non lo si può ignorare.
Io mi ci sono abbandonato, l'ho amato dal primo momento, in questo 2017 è il disco al quale ho dedicato il maggior numero di ascolti e ancora non mi stanco, ancora mi emoziona.
Non mi piace fare le classifiche, ma se proprio devo ordinare i numeri, questo si aggiudica la prima posizione, nonostante la copertina orribile.
NEED -
HEGAIAMAS: A SONG FOR FREEDOM
PORCA PUTTANA!
Questo ho pensato, con la meraviglia negli occhi, al termine del primo ascolto.
I Need se ne escono con il miglior disco di Prog Metal classico che abbia sentito da molti anni a questa parte. Roba che pare di essere catapultati a metà degli anni 90.
Se non vi vengono i brividoni forti mentre cantate A sooong for freeeedooom! siete delle brutte persone.
DAMNATIONS DAY -
A WORLD AWAKENS *cinque alto e birra virtuale offerta a Baker per questa segnalazione, li ho scoperti grazie a te!
Dal Prog classico, che più classico non si può, a quello che probabilmente neanche si può definire tale, giusto una spruzzata per condire un Metal bello moderno, potente e incredibilmente trascinante.
Ci sono parecchie cose esaltanti in questo disco, ad esempio c'è probabilmente il vincitore del titolo di miglior ritornello a squarciagola dell'anno ("In the darkness, Colours shimmer in light. In the silence, Voices whisper in rhyme." - Colours of Darkness), e c'è una power ballad in chiusura del disco (Diagnose) che sembra uscita dalla penna dei migliori Alter Bridge.
Ma, soprattutto, c'è la voce portentosa di Mark Kennedy, che sembra veramente non avere limiti e che per quanto mi riguarda è la rivelazione dell'anno.
AYREON -
THE SOURCE
Vi dirò la verità, dopo essermi esaltato con l'anticipazione di The Day That the World Breaks Down ed aver messo il disco immediatamente in lista acquisti, il primo ascolto mi ha lasciato freddino.
Peggio, mi ha spinto a pormi la domanda:"Forse sono troppo vecchio per queste stronzate, forse le ayreonate con tutto il loro immaginario sci-fantasy e gli ospitoni e il miscuglione prog non fanno più per me".
Deve essere stato un fugace momento di debolezza, poi fortunatamente sono subito rinsavito e il dubbio ha lasciato posto alla consapevolezza: delle ayreonate probabilmente non sarò mai sazio, specie quando sono della miglior fattura come questa The Source.
C'è tutto quello che amiamo di Arjen Lucassen, c'è la solita scuderia di cantanti utilizzati benissimo (a parte i soliti noti ho veramente apprezzato Michael Eriksen, bravissimo), ci sono momenti più progressivi, ma anche splendide sfuriate power (Run! Apocalypse! Run!).
E il solito making of che vale da solo l'acquisto.
ALTRO
SEA -
THE GRIP OF TIME
Un disco di Hard Rock classico ci vuole sempre in una classifica di fine anno, se arriva dal nord ancora meglio.
Tanta energia, belle chitarrone gemelle, voce col graffio, ottima produzione.
Che minchia chiedere di più?
ROYAL THUNDER -
WICK
Croocked Doors era stato il mio Top 2015, una fantastica evoluzione del già ottimo debutto, un album che partiva sottotraccia e che pian piano si insinuava, ascolto dopo ascolto, finendo per creare dipendenza.
Wick fa esattamente lo stesso. Parte abbastanza lento, all'inizio sembra fin troppo omogeneo, poi però comincia a conquistarti e non ti molla più.
Insieme ai Baroness sono uno delle cose migliori che siano capitate al Rock negli ultimi 10 anni, stringiamoli forte e vogliamogli bene.
LETHE -
THE FIRST CORPSE ON THE MOON
La cosa che più mi sorprende dei Lethe è come diavolo facciano a piacermi.
Il loro miscuglio di avanguardia, elettronica, trip-hop e altre robe strane è qualcosa che sulla carta difficilmente rientrerebbe nei miei gusti, eppure 3 anni dopo lo splendido esordio li ritrovo ancora tra i miei top.
Certo, stavolta l'elemento sorpresa viene meno, non mi hanno proprio fottuto il cervello come l'altra volta, ma resta un piacevolissimo ascolto di rottura.
LE DELUSIONI
LEPROUS -
MALINA
Lo so, chiunque lo ha messo tra i top nelle classifiche di fine anno (così come l'anno scorso chiunque aveva messo gli Haken), ma la lista è mia, quindi non dovete cacarmi la minchia.
Io ad ogni uscita ci riprovo con pazienza e tanta apertura mentale, ma quelli post Bilateral sono, semplicemente, dei Leprous che a me nel migliore dei casi non interessano, nel peggiore addirittura mi procurano una sensazione di fastidio.
Lagnosetti oltre il tollerabile, io così proprio non ci riesco.
Grazie lo stesso, però, coi primi due mi avete fatto sognare.
ARDUINI/BALICH -
DAWN OF AGES
Qui mi sono fottuto da solo, è colpa mia.
Vuoi per i due personaggi in ballo, vuoi perchè il precedente di ex Fates Warning con la / in mezzo si chiamava Arch/Matheos e mi parte l'orgasmo solo a pensarci, mi ero creato delle aspettative esagerate.
Il disco non è brutto eh, regalandogli qualche ascolto tende a migliorare, però onestamente è un po' un mattonazzo.
Massima stima comunque per il tentativo, anche perché comunque ognuno dei due poi, uno direttamente, l'altro indirettamente, si è comunque ampiamente riscattato nel corso dell'anno.
RISTAMPE GLORIOSE
VENDETTA -
BRAIN DAMAGE
Una delle cose che amo di più del Metal è che, dopo oltre vent'anni, ancora puntualmente scopro delle più o meno piccole band di culto delle quali ignoravo l'esistenza.
Tipo i Vendetta, che ho appreso essere venerati da ogni thrasher che si rispetti.
Io non sono un tharsher e non so se mi rispetto, ma ora li venero anch'io.
Che bomba questo Brain Damage!
RIOT -
NIGHTBREAKER/INISHMORE
Se ne è più volte discusso nel forum, ormai non serve neanche più ripetersi.
Se nel mondo ci fosse un po' di giustizia i Riot sarebbero considerati allo stesso livello dei grandissimi e farebbero gli headliner in tutti i cazzo di festival del pianeta.
Io purtroppo li ho riscoperti tardi, ma grazie alle puntualissime ristampe di Metal Blade sto recuperando in fretta, regalandomene un paio all'anno, godendo tantissimo e incazzandomi ogni volta, incapace di comprendere come tanta grandezza sia stata ignorata.
OMEN -
THE CURSE
Ancora una volta grazie a Metal blade.
Ancora una volta esaltazione pura.
Quello che hanno fatto gli Omen tra il 1984 e il 1986 con i lori primi 3 dischi è semplicemente LEGGENDA.
Dopo aver messo l'anno scorso una pezza allo scaffale Epic con Paradise Lost dei Cirith Ungol, ora finalmente sono più tranquillo e ho riempito un altro buco che mi pesava.
Ora rimane giusto un po' di spazio per gli Heavy Load...
GRAN PREGIO 2017
FATES WARNING -
AWAKEN THE GUARDIAN
Perché ogni tanto bisogna togliersi anche qualche sfizio.
Tipo comprare il cofanettone edizione deluxe della celebrazione di Awaken The Guardian.
E non stiamo neanche a dirci quanto è stato importante questo disco nella storia del Metal, quanto l'abbia amato, quanto sia bello rivederli tutti nuovamente insieme dopo 30 anni, in gran forma, con un Arch commovente.
Ma l'oggetto, signori, l'oggetto in sè, a prescindere dalla musica che contiene, mi procura del gran godimento già solo a vederlo lì sullo scaffale dei cofanetti belli.
PERDONAMI, MI ERO SBAGLIATO
Piccola eccezione, questo non è un disco uscito o acquistato quest'anno, era lì da una vita.
Allora, non chiedetemi per quale motivo preciso perché non lo so, ma succede che quest'anno, dopo la morte di Paul O'Neill, le mie sinapsi mi portano a togliere un po' di polvere da Handful of Rain.
Credo che il ragionamento, più o meno, sia stato quello di andare a ripescare quel disco particolarmente sofferto, morte chiama morte.
Ora, non so che rapporto avete con Handful of Rain, ma io, per qualche ragione, lo avevo fissato nella memoria come disco minore, "quello di Chance e Alone You Breathe".
Un po' per le recensioni abbastanza contraddittorie, un po' per quel fatto lì, che alcuni neanche lo consideravano un vero e proprio disco dei Savatage, ma più uno sfogo di Olivone nostro.
Ci metto un attimo a capire che sono un grandissimo coglione.
Handful of Rain è un disco enorme, come tutti quelli dei Savatage.
Certo, Chance è un pezzo fenomenale e Alone You Breathe è una delle canzoni più struggenti di sempre, ogni fottuta volta che l'ascolto e arriva il punto in cui si ricollega a Believe a me scende la lacrimuccia.
Ma oltre a quelle due mi ritrovo tutta una serie di pezzoni uno meglio dell'altro, non si butta via niente, canzoni che tendenzialmente quasi nessuno cita mai si trasformano in veri e propri inni, tipo Symmetry, che mi fa sbroccare con quel "I want to live my life with you dying hard!" che diventa istantaneamente un ritornello della vita (mia e di John McClane).
Insomma, minore sto grandissimo cazzo.
Handful of Rain è il mio disco preferito dei Savatage.
Come tutti i dischi dei Savatage.
INCOMPRESI
Ovvero i dischi che piacciono tanto a tutti, tranne che a me.
Ma siccome vi fomentano così tanto, se sono in una zona di mio interesse io comunque ci provo e ci riprovo, magari scatta la scintilla.
E invece niente da fare, perdonatemi.
VINTERSORG e WINTERSUN, sono in moltissime classifiche di fine anno, e avendoci provato capisco benissimo perché posso piacere così tanto, ma io proprio non mi ci ritrovo, non sono nelle mie corde.
Non prendetevela, come se avessi accettato.
INCOMPRENSIBILI
Perché certe cose uno le può capire, ma altre vanno al di là del bene e del male.
Cose tipo i KELDIAN
Io ve lo dico, non mi sono ancora del tutto levato dalla testa che in verità sia una supercazzola molto ben congegnata, uno scherzone architettato con maestria. Molto divertente.
Oppure che è tipo una setta, il Culto degli Adoratori di Keldian, e vi hanno fatto il lavaggio del cervello.
O rapito qualche parente o persona cara.
Perché altrimenti non si spiega.
Cosa vi spinge a farlo?
Spingitori di metallari?
Nella scala del metallo, i Keldian sono al livello "Gazosa" -->
https://darlin.it/wp-content/uploads/2014/10/gazosa.jpg
A confronto le Baby Metal sono i Black Sabbath.
NEL CARRELLO
Purtroppo per motivi di tempo, di portafoglio o semplicemente per umore del periodo, non tutti i dischi riescono ad arrivare sullo scaffale.
JAG PANZER
SPIRIT ADRIFT
IMPURE WILHELMINA
PROCESSION
HALLATOR
EUROPE
CRADLE OF FILTH
NE OBLIVISCARIS
PERSEFONE
LABYRINTH