OSI : OSI [Jim Matheos 'o malamente]
Inviato: 27 aprile 2022 00:28
Non ricordo precisamente come è andata, ne lessi sulle riviste all'epoca della prima uscita e sono passati 20 anni.
Ma deve essere andata per forza così.
Primi anni 2000, Jim Matteo ha finito il disco e il tour di Disconnected con i Fates Warning, e non sa che fare. Ciurla per il manico della chitarra, butta giù qualche nuova idea, pensa che sia arrivata l'ora di fare un nuovo disco solista (ne ha già fatti due - conosco solo il primo, acustico e intimo, bello, al limite del soporifero ma bello). O forse sta decidendo di scrivere un nuovo disco dei FW.
Comunque si ritrova con una buona manciata di riff e decide di chiamare Mikele. Siamo nel periodo in cui Mikele è il Dio del Prog Metal, ha tagliato i capelli e si è fatto le meches bionde, ed è ancora un giovane pepe-al-culo, embrione di quello che diventerà nei dieci anni successivi (ne aveva per chiunque, credo che abbia pure un progetto fatto con la donna delle pulizie del suo studio). Gli manda un demo, a cui Mike aggiunge la batteria e rimanda indietro.
Jim pensa di coinvolgere un peso grosso del giro Prog, che gli sistemi quel demo abbozzato e che ne tiri fuori un disco [nel frattempo ha deciso che non sarà il nuovo FW]. A questo punto l'idea: manda lo stesso demo a Daniel Gildenlow, stella nascente del Prog Metal, e a Kevin Moore, stella caduta, senza dire loro niente del doppio invio. Chi gli restituirà le idee migliori avrà vinto un credito scritto in piccolo sul suo prossimo disco con Mike Portnoy, un disco maschio e piripiri, un disco di Prog come va adesso, un... supergruppo?
Per il supergruppo serve almeno un super bassista; cerca nell'agendina di Portnoy, che gli ha vinto anni prima col gioco delle tre carte, e trova il nome di Sean Malone. "Benone", dice, "questo lo conosco pure io e mo lo chiamo: non serve neanche che faccio la voce di Portnoy con l'accento svedese".
Nel frattempo Gildenlow ha restituito il compitino. Ben fatto, tutto come da manuale del giovane Dio del Prog Metal (scritto da chi potete immaginare). Jim ascolta e gli piace, ma pure gli suona troppo familiare, troppo prevedibile.
Kevin, appena ascoltato il demo di Matheos pensa che è una accozzaglia senza senso di riff, pure buoni, ma messi in fila a caso. Potrebbe funzionare come disco di Akerfeldt, ma di Matheos... non credo proprio. Però lavorandoci sopra, limando, dilatando... zitto zitto anche lui prepara il compitino e spedisce indietro.
Quando ascolta il lavoro di Kevin, Matheos non ha dubbi: lascia un messaggio nella segreteria di Gildenlow scusandosi e dicendo che si era trattato di un errore e che doveva fare la spesa e non sarebbe tornato in tempo, la bambina aveva vomitato stamattina, Aristotele, vicesindaco.
Jim e Kevin si scambiano avanti e indietro pacchi di demo e alla fine hanno un disco vero e proprio. Che sto ascoltando in macchina da almeno quattro giorni e non ricordavo che fosse così bello.
Ma che dico bello, questo è proprio un capolavoro. Tutto mi piace di lui: la voce inespressiva di Moore, i giri ripetuti fino allo spasimo (due, massimo tre idee per ogni brano), le sperimentazioni con i loop, le batterie di Portnoy fatte a brandelli e ricomposte a casaccio.
Mi piace il suono di ogni strumento, e pure un lagnone come Steven Wilson, tirato fuori dalla solita agendina, fa la sua figura.
Mi piacciono tutte le canzoni: poche idee per volta e sviluppate bene.
Sinceramente non so perché non mi sia mai interessato ai loro altri lavori; ricordo che il disco mi piacque da subito, ma forse ero distratto da altre cose in quel periodo.
Comunque vi chiedo: come sono gli altri? Vi va di parlarne?
Evoco @Squall che so essere un fan del progetto.
Ma deve essere andata per forza così.
Primi anni 2000, Jim Matteo ha finito il disco e il tour di Disconnected con i Fates Warning, e non sa che fare. Ciurla per il manico della chitarra, butta giù qualche nuova idea, pensa che sia arrivata l'ora di fare un nuovo disco solista (ne ha già fatti due - conosco solo il primo, acustico e intimo, bello, al limite del soporifero ma bello). O forse sta decidendo di scrivere un nuovo disco dei FW.
Comunque si ritrova con una buona manciata di riff e decide di chiamare Mikele. Siamo nel periodo in cui Mikele è il Dio del Prog Metal, ha tagliato i capelli e si è fatto le meches bionde, ed è ancora un giovane pepe-al-culo, embrione di quello che diventerà nei dieci anni successivi (ne aveva per chiunque, credo che abbia pure un progetto fatto con la donna delle pulizie del suo studio). Gli manda un demo, a cui Mike aggiunge la batteria e rimanda indietro.
Jim pensa di coinvolgere un peso grosso del giro Prog, che gli sistemi quel demo abbozzato e che ne tiri fuori un disco [nel frattempo ha deciso che non sarà il nuovo FW]. A questo punto l'idea: manda lo stesso demo a Daniel Gildenlow, stella nascente del Prog Metal, e a Kevin Moore, stella caduta, senza dire loro niente del doppio invio. Chi gli restituirà le idee migliori avrà vinto un credito scritto in piccolo sul suo prossimo disco con Mike Portnoy, un disco maschio e piripiri, un disco di Prog come va adesso, un... supergruppo?
Per il supergruppo serve almeno un super bassista; cerca nell'agendina di Portnoy, che gli ha vinto anni prima col gioco delle tre carte, e trova il nome di Sean Malone. "Benone", dice, "questo lo conosco pure io e mo lo chiamo: non serve neanche che faccio la voce di Portnoy con l'accento svedese".
Nel frattempo Gildenlow ha restituito il compitino. Ben fatto, tutto come da manuale del giovane Dio del Prog Metal (scritto da chi potete immaginare). Jim ascolta e gli piace, ma pure gli suona troppo familiare, troppo prevedibile.
Kevin, appena ascoltato il demo di Matheos pensa che è una accozzaglia senza senso di riff, pure buoni, ma messi in fila a caso. Potrebbe funzionare come disco di Akerfeldt, ma di Matheos... non credo proprio. Però lavorandoci sopra, limando, dilatando... zitto zitto anche lui prepara il compitino e spedisce indietro.
Quando ascolta il lavoro di Kevin, Matheos non ha dubbi: lascia un messaggio nella segreteria di Gildenlow scusandosi e dicendo che si era trattato di un errore e che doveva fare la spesa e non sarebbe tornato in tempo, la bambina aveva vomitato stamattina, Aristotele, vicesindaco.
Jim e Kevin si scambiano avanti e indietro pacchi di demo e alla fine hanno un disco vero e proprio. Che sto ascoltando in macchina da almeno quattro giorni e non ricordavo che fosse così bello.
Ma che dico bello, questo è proprio un capolavoro. Tutto mi piace di lui: la voce inespressiva di Moore, i giri ripetuti fino allo spasimo (due, massimo tre idee per ogni brano), le sperimentazioni con i loop, le batterie di Portnoy fatte a brandelli e ricomposte a casaccio.
Mi piace il suono di ogni strumento, e pure un lagnone come Steven Wilson, tirato fuori dalla solita agendina, fa la sua figura.
Mi piacciono tutte le canzoni: poche idee per volta e sviluppate bene.
Sinceramente non so perché non mi sia mai interessato ai loro altri lavori; ricordo che il disco mi piacque da subito, ma forse ero distratto da altre cose in quel periodo.
Comunque vi chiedo: come sono gli altri? Vi va di parlarne?
Evoco @Squall che so essere un fan del progetto.