Ieri ho messo su per la prima volta il Blu-ray (a cui ho contribuito per la Start-Up), anche se il documentario lo avevo visto al Cinema Oberdan nel giugno del 2015. Penso anche due volte..
E niente, chissà come sarebbe stato questo film così ambizioso da non essere compreso né dai colossi hollywoodiani dell'epoca e né - a posteriori - dal pubblico di massa? Insomma, visto come sarebbe andato, tutto sommato è stato un bene che non sia uscito nei cinema "normali". Magari in quelli d'essai avrebbe trionfato, però non credo che avrebbe rivoluzionato il concetto di cinema, come intende lo Jodo. Sì, alcune (tante..) cose le abbiamo riviste in diverse pellicole realizzate proprio da quegli studios che hanno avuto uno dei 20 libroni, in cui si poteva letteralmente vedere il film (una cosa stupida da fare, come riportato da chi ha fatto il documentario, d'accordo con un certo Richard Stanley). Però, c'era troppa surrealtà nella sua visione del "Dune" di Frank Herbert.
Perché "Dune" è di Frank Herbert, non di Jodo, Lynch, Villeneuve... o chicchessia!
Ricordavo bene delle musiche che dovevano essere affidate ai Pink Floyd per il pianeta Arrakis e ai Magma per quello degli Harkonnen..però, mi era dimenticato di Orson Welles che doveva interpretare il Barone e, soprattutto, di Dalì nelle vesti dell'imperatore (era compresa anche Amanda Lear)!
Oltre a David Carradine in quelli del padre di Paul (questo interpretato dal figlio di Alejandro), Udo Kier e un certo Mick Jagger, sostituito da Sting nella versione di Lynch. Perché, in pratica, il progetto venne "venduto" direttamente a Dino De Laurentiis, che lo mise nelle mani della figlia Raffaella come se fosse un dono o, come dice il produttore che finanziò Jodorowsky, come se fosse una sorta di "pillola per morire".
Ah, Charlotte Rampling - che ritroviamo in quello di Villeneuve - rifiutò perché non voleva comparire in un film in cui tante persone avrebbero cagato tutte insieme. Lei avrebbe recitato in un "film per tutti"..il limite di questo adattamento, oltre alla durata infinita! Ma, dopo tutto, ormai la gente si è abituata a vedere Serie-TV con mille dialoghi (come dice Jodo) che hanno una durata inutilmente spropositata.
Mentre, da segnalare che l'opera venne ripresa dagli stessi Jodorowsky e Moebius per farne una serie a fumetti:
L'Incal.
Oltre al noto disegnatore - ingaggiato per gli storyboard - venne coinvolto anche l'illustratore di copertine dei libri di fantascienza dell'epoca (tipo quelli di Asimov, ecc.), Chris Foss, per le astronavi.
Compare anche il mitico H. R. Giger, che prima d'allora non aveva mai lavorato per il cinema, ma non Dan O'Bannon (già morto). Entrambi finirono per creare, in pratica,
Alien.
Per chi fosse interessato, consiglio ovviamente di prendere il supporto fisico, che comprende anche degli extra succosi con delle scene tagliate, dove Jodo dà il meglio di sé, con i suoi deliri. C'è anche l'incontro - dopo 30 anni - con colui che lo ha supportato, dopo avergli distribuito i suoi film in Europa: Michel Seydoux.