Jem7 ha scritto:prima leggevo l'espresso, alla paginetta dedicata al cinema, davano una stella su cinque a black swan

Da grande estimatore di Aronofsky, il mio giudizio è un capolavoro a metà. Dal punto di vista fotografico, narrativo, interpretativo è perfetto, e questo in qualche modo diventa anche il suo limite. Dovendogli appuntare qualche difetto infatti, da una parte una leggerezza in alcune scelte eccessivamente didascaliche (soprattutto negli effetti sonori), che comunque è trascurabile; dall'altra l'ho trovato un po' registicamente commercializzato (da quil'accenno precedente sulla perfezione tecnica): non a caso sono stati tirati in ballo Lynch e Cronenberg, ma Aronofsky non è nessuno dei due, alcuni suoi elementi tipici mancano e questo per me è stato un dispiacere.
Non concordo invece con chi ha sottolineato la banalità della contrapposizione bianco/nero, o meglio, ha assolutamente ragione, ma per me è il punto vincente del film: una trama assolutamente classica (nel vero significato del termine, tant'è che viene da un balletto) in una rappresentazione fortemente moderna (perfetta a proposito la scelta di spoilerare e dichiarare l'intento del film in bellezza - il discorso del maestro - all'inizio dello stesso ).
Per me che sono facilmente impressionabile è stata molto coinvolgente la seconda metà del film (però anche qui, ha lavorato molto più sulla sofferenza fisica piuttosto che sull'ansia e la pressione mentale), ritmicamente perfetta la pausa al culmine della tensione, quando lei sviene in camera e poi rinviene, degna di un fill di Harrison (Gavin, non Ford).
