Samuhell ha scritto:Devo dire la verità: a me è piaciuto il simbolo perduto, ho notato che DB, dopo aver ricevuto tutte quelle critiche riguardo le cazzate che diceva, si è limitato a scrivere cose che, al 90% sono vere.
Per quanto riguarda l'autore in generale sinceramente non lo trovo il top però è carino da leggere anche perchè anche con i concetti più difficili trova il modo semplice per spiegartelo. A mio parere è proprio questa dote che ha (lo scrivere semplice) che lo ha reso famoso.
Resta il fatto che DB è da leggere.
il finale del libro fa cagare. anzi estremamente cagare.
resta poi il problema per un europeo di capire la geografia di Washington e dei suoi "affascinanti monumenti". Ok giocando a Fallout3 mi sapevo orientare ma gli altri?
In saecula saeclorum.
In stagnum ignis et sulphuris
Samuhell ha scritto:Devo dire la verità: a me è piaciuto il simbolo perduto, ho notato che DB, dopo aver ricevuto tutte quelle critiche riguardo le cazzate che diceva, si è limitato a scrivere cose che, al 90% sono vere.
Per quanto riguarda l'autore in generale sinceramente non lo trovo il top però è carino da leggere anche perchè anche con i concetti più difficili trova il modo semplice per spiegartelo. A mio parere è proprio questa dote che ha (lo scrivere semplice) che lo ha reso famoso.
Resta il fatto che DB è da leggere.
il finale del libro fa cagare. anzi estremamente cagare.
resta poi il problema per un europeo di capire la geografia di Washington e dei suoi "affascinanti monumenti". Ok giocando a Fallout3 mi sapevo orientare ma gli altri?
Però c'è da dire che se un conosci un po' Washington e i suoi monumenti bene o male!
cazziqyesta gif la teno pure io e hoprovatosvariate olte caricarla comeavatar ma nulla da fare!
Samu....c'è un 3d che si chiama "Sbronze Pesanti" sei dei nostri ??? O avevi sonno??? (by MIKE5150)
Corpsegrinder ha scritto:il finale del libro fa cagare. anzi estremamente cagare.
resta poi il problema per un europeo di capire la geografia di Washington e dei suoi "affascinanti monumenti". Ok giocando a Fallout3 mi sapevo orientare ma gli altri?
direi anche chissenefrega.
cioè, io scrivo un libro e lo ambiento dove mi pare, non sto a pensare alla location e se il pubblico la conosce o meno.
Corpsegrinder ha scritto:il finale del libro fa cagare. anzi estremamente cagare.
resta poi il problema per un europeo di capire la geografia di Washington e dei suoi "affascinanti monumenti". Ok giocando a Fallout3 mi sapevo orientare ma gli altri?
direi anche chissenefrega.
cioè, io scrivo un libro e lo ambiento dove mi pare, non sto a pensare alla location e se il pubblico la conosce o meno.
non avendo letto il libro vado un po' a caso
tendenzialmente quoto jem, non è che si possono scrivere i libri pensando che gli europei non conoscono washington o che, al contrario, gli ammeregani non conoscono roma.
e però, non so se sia questo il caso, ultimamente c'è in giro gente che scrive come se stesse facendo l'itinerario col tuttocittà... (qualcuno ha detto faletti?)
Non è il mestiere mio questo mestiere qua di galleggiare nel cerchio di mezzo sempre a metà ma sfasato dal centro un po' più in là.
Seguo il flusso delle onde e vedo il nulla all'orizzonte.
è una critica spendibile anche per gli altri libri di Dan Brown, a sto punto (Roma e Parigi).
cmq Brown non è che esageri con i dettagli topografici, piuttosto ci dà dentro su quelli artistici, che senza un supporto visivo "rendono" poco...
infatti le edizioni speciali dei suoi libri, corredati di fotografie, sono veramente validi e probabilmente farebbero coinvolgere di più il lettore.
Io ho visto quella de IL SIMBOLO PERDUTO ed è veramente un qualcosa.
ma infatti io roma e parigi per quanto "le conosca" non posso dire se le ha descritte bene o male, ma nemmeno me ne frega.
dà un tocco esotico, per così dire, al tutto, ma poi non ci deve interessare come sia la città
il punto è quanto ti fermi come autore sui dettagli
se cominci a descrivere colonne o colonnette, viuzze o amenità varie... beh, chiaro che se non sei uno del luogo sono tutte chiacchere al vento. Meglio dare una descrizione generale, come mi sembra faccia Brown.
Ghigliottina ha scritto:è una critica spendibile anche per gli altri libri di Dan Brown, a sto punto (Roma e Parigi).
cmq Brown non è che esageri con i dettagli topografici, piuttosto ci dà dentro su quelli artistici, che senza un supporto visivo "rendono" poco...
infatti le edizioni speciali dei suoi libri, corredati di fotografie, sono veramente validi e probabilmente farebbero coinvolgere di più il lettore.
Io ho visto quella de IL SIMBOLO PERDUTO ed è veramente un qualcosa.
se un romanzo ha bisogno di un pesante supporto visivo per coinvolgere il lettore, significa che lo scrittore ha fallito miseramente.
Il contenuto di questo post è un’opinione, non la verità assoluta. Se vi interessa la verità, l'aula di filosofia del professor Tyre è in fondo al corridoio. Siete noiosi e polemici come pochi al mondo.Powered by Graz
Ghigliottina ha scritto:è una critica spendibile anche per gli altri libri di Dan Brown, a sto punto (Roma e Parigi).
cmq Brown non è che esageri con i dettagli topografici, piuttosto ci dà dentro su quelli artistici, che senza un supporto visivo "rendono" poco...
infatti le edizioni speciali dei suoi libri, corredati di fotografie, sono veramente validi e probabilmente farebbero coinvolgere di più il lettore.
Io ho visto quella de IL SIMBOLO PERDUTO ed è veramente un qualcosa.
se un romanzo ha bisogno di un pesante supporto visivo per coinvolgere il lettore, significa che lo scrittore ha fallito miseramente.
wait
non ho detto che non è coinvolgente, tutt'altro.
E' che per natura dei suoi ultimi romanzi, avere un supporto visivo (chi ha detto pesante?) di certi passaggi permette una comprensione più chiara
non è che tutti abbiano in testa "La vergine delle rocce" di Leonardo per dire... poi tu puoi essere pure un mago a descriverla, ma essendo un oggetto esistente, se ci piazzi lì la foto il lettore è facilitato
beh ho visto l'edizione speciale del codice da vinci e ti assicuro che definire quel supporto visivo "pesante" è dire poco... qualche immagine in più e diventava un fotoromanzo
un supporto visivo (leggero quasi pleonastico, direi) puoi vederlo su Il Nome della Rosa, per dire... ma qui parliamo di Eco, cioè uno Scrittore, non uno scappato di casa che non vale gli alberi tagliati per produrre la carta su cui stampano la sua merda.
(il mio amore per Dan Brown credo sia noto, ormai)
Il contenuto di questo post è un’opinione, non la verità assoluta. Se vi interessa la verità, l'aula di filosofia del professor Tyre è in fondo al corridoio. Siete noiosi e polemici come pochi al mondo.Powered by Graz
fatto a copia-incolla degli ultimi due-tre romanzi, quindi con un minimo d'abilità, e con l'aiuto di capitoletti brevi, linguaggio facile, due-tre situazioni portate avanti in contemporanea, qualche segretello pure interessante rivelato... e diciamo che il libro lo si finisce in breve.
detto questo, il libro è abbastanza deludente.
Non c'è in questo romanzo quello che salvava il culo a Brown ne Il codice da Vinci e Angeli e demoni, e cioè una storiella abbastanza morbosetta e ingrifante che ti fa passare sopra a piè pari sugli strafalcioni storici e su certi passaggi esplificativi esposti in modo abbastanza ingenuo e didascalico.
Qui i personaggi sono quasi tutti fiacchi, come fiacche sono le motivazioni che li muovono, siano essi buoni e cattivi. Il colpo di scena è telefonato, la morale finale sarebbe anche interessante se fosse stato sviluppato in modo organico, e non nello spazio di tre paginette.
Peccato perchè molte cose che Brown spiega riguardo al doppio nodo che lega massoneria, Washington e i Padri Fondatori sono interessanti, ma vanno perse in un libro che implode in sè stesso come un souflè.