La butto lì, quest'anno arrivo un po' arrancando...
1) Wolverine - Communication lost
Semplicemente il disco di miglior qualità: non un minuto fuori luogo, tutto perfetto e mirato dalla prima nota all'ultima. Alcuni pezzi trattano temi molto personali e la mimesi compositore-ascoltatore riesce perfettamente. Un capolavoro di prog metal senza il minimo tecnicismo, tutto giocato sugli arrangiamenti e con un missaggio perfetto. E Stefan Zell è un cantante esagerato.
2) Arch/Matheos - Neurotically wired
L'altra faccia del prog metal, che ultimamente digerisco molto meno. E' un disco sul semplice piacere di incrociare tra loro voce, chitarra e batteria, linee melodiche e linee ritmiche. Un disco barocco eppure a suo modo minimalista: ti perdi tra gli innumerevoli ricami e poi improvvisamente ti si apre davanti il chorus definitivo. Peccato per i (brevi) cali nella seconda parte del disco, fossero mancati non avrei saputo scegliere tra questo e i Wolverine. E John Arch è un cantante esagerato.
3) Puscifer - Conditions of my parole
Dopo due dischi "di genere", l'outsider che nel mio 2011 ha rappresentato il "crossover": il tema dominante è il contrasto tra la pesantezza della batteria e degli effetti elettronici e la leggerezza dei cori. Se i Cynic ardiscono suonare Rothko-metal, questo è Vasarely-post-synth-rock. Anche qui, seconda parte leggermente inferiore, ma i pezzi sono quasi tutti ottimi. Ah, e Maynard è scarso...
4) Cynic - Carbon-based anatomy
Normalmente non metterei un EP, ma per questa volta farò un eccezione. Ci avevano promesso un viaggio e così è stato; la bellezza di questo EP sta tutta nel fatto che nasce e ruota tutto intorno alla stessa melodia tribale: un unico pezzo di roccia scolpito dalle possenti verghe di Masvidal e Reinert. E il secondo ce l'ha più grosso.
5) Jolly - The audio guide to happiness part 1
Qualità alta e ben distribuita in tutta la lunghezza del disco. Sono anche bravi a spingere un po', mentre molti gruppi prog quando ci provano si perdono. Li ho preferiti agli Amplifier perchè non ho mai avuto il tempo di ascoltare "The octopus" per intero...
6) Yes - Fly from here
Palle dodecaedriche (e camuse) per i vecchietti del prog rock. La suite è stupenda, poi altalena un po', ma è sempre un piacere. Inutile dire che c'è chi ha moltissimo ancora da imparare.
7) Steven Wilson - Grace for drowning
Manco questo sono riuscito a finirlo, tuttavia, anche ascoltato qua e là, si sente la mano di un maestro (che a dir la verità non sentivo così nettamente da un po') che riesce a dare quel valore aggiunto in più che molti si scordano. Più vario di quel che mi aspettassi.
8) Pendragon - Passion
Stilisticamente un mix dei due precedenti (e io adoro "Believe"), riesce a cogliere il meglio da entrambi: ottimo bilanciamento tra parti veloci e lente, apprezzabile l'ammodernamento del suono.
9) Leprous - Bilateral
Dopo due anni devo ancora inquadrarli bene. Alla fine devo ammettere che il talento è davvero molto, ma mi sembra che ancora non abbia trovato la propria strada per concretizzarsi più organicamente.
10) Dredg - Chuckles and Mr. Squeezy
Se andate nel topic al 90% trovate scritto "bello ma non da top10", e forse è così, tuttavia l'ho ascoltato molto e alla fine mi ci sono anche affezionato. Secondo me è ancora uno stile grezzo, ma le idee sono tante e valide.
Altri dischi ottimi quelli degli Amplifier, dei Primus e di Zorn, ma non li ho assimilati abbastanza bene per poterli giudicare meglio.
Mi aspettavo di più da Andromeda, Communic, Lydia e Pain of salvation (ma anche dai Dredg), nonostante poi abbiano tutti fatto delle buone cose, ma gli album si sfaldano durante l'ascolto tra pezzi ottimi e pezzi mediocri.
Inoltre mi restano colpevolmente da ascoltare i dischi di Arena (da quel poco che ho sentito sembra da top10), Sylvan (la durata mi inquieta), Subsignal, Fair to Midland, e anche gli Earth, a forza di provarci hanno cominciato ad incuriosirmi. E tantissime altre cose che recupererò grazie a voi.
(edit: ah, dimenticavo, la top10 si fa così...

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