il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
Pantani lo massacrarono..
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
Graz ha scritto: mi fermo qui sennò mi bannano
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
Comunque penso che lo sport è quasi tutto marcio, anche a livelli inferiori. Mi ricordo che anni fa quando giocavo a pallone avevo tra i compagni di squadra uno che quando era più giovane giocava in categorie superiori, e mi raccontava che loro prendevano a volte durante l'intervallo, la famosa "bomba" (quella che andava di moda negli anni 50/60), e mi raccontò del loro portiere che grazie a questa roba fece un tempo intero con la clavicola fratturata come se niente fosse.
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
Ghigliottina ha scritto:Graz ha scritto: mi fermo qui sennò mi bannano
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
Oh, finalmente Armstrong ha avuto la palla di confessare.
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Laplace: "Primo Console, non ho avuto bisogno di questa ipotesi."
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
... coltivo i sassi x vivere ...
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Praticamente sei una derivata di un cazzaro. (Erotic.Nightmares cit.)
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
MaxOwaR666 ha scritto:Oh, finalmente Armstrong ha avuto la palla di confessare.
Non è il mestiere mio questo mestiere qua di galleggiare nel cerchio di mezzo sempre a metà ma sfasato dal centro un po' più in là.
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
http://www.gazzetta.it/Ciclismo/18-01-2 ... 2100.shtml
Che schifo.
Ma scusate, ma come cavolo è possibile doparsi come un cavallo per SETTE tour e non essere mai beccato??
Che schifo.
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
ma poi era evidente era palese cazzo l'avrebbe capito pure bocelli porca puttana
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
viene definito come il doping più sofisticato della storia...Ktulu ha scritto:http://www.gazzetta.it/Ciclismo/18-01-2 ... 2100.shtml
Che schifo.
Ma scusate, ma come cavolo è possibile doparsi come un cavallo per SETTE tour e non essere mai beccato??
Sono Analcolico perchè bevo Astemio,volete capirlo o no teste di cazzo ?
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
conto i soldi che ha portato all'organizzazione tour de france avere armstrong come unica stella.Ktulu ha scritto: Ma scusate, ma come cavolo è possibile doparsi come un cavallo per SETTE tour e non essere mai beccato??
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
ebbe anche il coraggio di insinuare delle cose su Marco Pantani, sto stronzo americano...Graz ha scritto:quanto te odio li mortacci tua mi fai schifo mi farebbe schifo pure sputarti in faccia
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
per me restano 7 sul campo.
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
Principalmente per l'enorme difficoltà nel rilevare l'uso di EPO con gli standard antidoping disponibili al tempo (ma anche con quelli disonobili oggi).Ktulu ha scritto:http://www.gazzetta.it/Ciclismo/18-01-2 ... 2100.shtml
Che schifo.
Ma scusate, ma come cavolo è possibile doparsi come un cavallo per SETTE tour e non essere mai beccato??
Da qualche anno si sta ovviando con il passaporto biologico o con i controlli a sorpresa durante gli allenamenti, per i quali i ciclisti hanno l'obbligo di comunicare il luogo o i luoghi dove li svolgeranno. Uno dei problemi dell'EPO è infatti che l'effetto perdura anche per diverso tempo dopo l'assunzione (qualche settimana credo), quando ormai non è più rintracciabile nel sangue, Armstrong lo assumeva probabilmente in modo "scientifico", seguendo un programma che gli permettesse di arrivare al massimo nel periodo del tour; i controlli durante gli allenamenti dovrebbero cercare in teoria di beccare l'epo nel sangue durante il periodo in cui viene assunto.
Gran parte delle squalifiche o sospensioni a danno dei grossi nomi degli ultimi tempi sono avvenute senza la positività per l'antidoping, o in seguito a indagini (intercettazioni, testmonianze, sequestri di materiale) come nel caso di Basso, Valverde e tutti i coinvolti nell'operacion Puerto o per irregolarità nei valori del passaporto biologico (es. Pellizotti). Diciamo che le indagini sul conto di Armstrong sono arrivate con un ritardo sospetto, e soprattutto solo dopo che Landis e alcuni altri ex compagni hanno deciso di vuotare il sacco.
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
Di ciclismo ci capisco zero, non mi è mai interessato più di tanto. Ma ieri sera ne parlavo con un amico che è stato un corridore di un certo rilievo fino a una decina d'anni fa, quindi ne ometto il nome.
Lui mi diceva che è la norma. E che nei circuiti minori (quindi non Tour o Giro d'Italia, parliamo di classi professioniste ma emergenti) è ancora peggio, si bombano di qualunque cosa senza alcun controllo per aumentare le prestazioni e fare carriera. Questo perchè ormai si sono spinti talmente in avanti con le necessità atletiche che sono arrivati al punto in cui o usi qualche sostanza o altrimenti sei automaticamente fuori dal professionismo. Ormai i ciclisti professionisti a qualunque livello devono avere prestazioni tali per cui il solo allenamento non serve più. Lui infatti ha smesso ed è passato al ciclismo amatoriale proprio perchè era preoccupato dei possibili rischi per la salute e non se l'è sentita di prendersi il rischio, dato che ai suoi livelli praticamente ti usano come "cavia" per verificare gli effetti e i miglioramenti sulle prestazioni delle tecniche doping. Quindi se si metteressero a fare controlli antidoping realmente a tappeto, beccherebbero praticamente tutti.
Sarà vero? Boh...sicuramente negli ultimi anni c'è stato un aumento prestazionale dei ciclisti che è spaventoso....può fisicamente un essere umano fare quello che fanno loro senza qualche "aiutino" dalla regia? Mah...
Lui mi diceva che è la norma. E che nei circuiti minori (quindi non Tour o Giro d'Italia, parliamo di classi professioniste ma emergenti) è ancora peggio, si bombano di qualunque cosa senza alcun controllo per aumentare le prestazioni e fare carriera. Questo perchè ormai si sono spinti talmente in avanti con le necessità atletiche che sono arrivati al punto in cui o usi qualche sostanza o altrimenti sei automaticamente fuori dal professionismo. Ormai i ciclisti professionisti a qualunque livello devono avere prestazioni tali per cui il solo allenamento non serve più. Lui infatti ha smesso ed è passato al ciclismo amatoriale proprio perchè era preoccupato dei possibili rischi per la salute e non se l'è sentita di prendersi il rischio, dato che ai suoi livelli praticamente ti usano come "cavia" per verificare gli effetti e i miglioramenti sulle prestazioni delle tecniche doping. Quindi se si metteressero a fare controlli antidoping realmente a tappeto, beccherebbero praticamente tutti.
Sarà vero? Boh...sicuramente negli ultimi anni c'è stato un aumento prestazionale dei ciclisti che è spaventoso....può fisicamente un essere umano fare quello che fanno loro senza qualche "aiutino" dalla regia? Mah...
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
ecco, questa è una cosa che ho sempre sospettato. Anche nell'atleticaErotic.Nightmares ha scritto:Lui infatti ha smesso ed è passato al ciclismo amatoriale proprio perchè era preoccupato dei possibili rischi per la salute e non se l'è sentita di prendersi il rischio, dato che ai suoi livelli praticamente ti usano come "cavia" per verificare gli effetti e i miglioramenti sulle prestazioni delle tecniche doping.
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
ne butto qualcuno così a caso, dimmi se ci ho preso o meno:Erotic.Nightmares ha scritto:Di ciclismo ci capisco zero, non mi è mai interessato più di tanto. Ma ieri sera ne parlavo con un amico che è stato un corridore di un certo rilievo fino a una decina d'anni fa, quindi ne ometto il nome.
Wladimir Belli, Dario Frigo, Cristian Moreni, Paolo Lanfranchi, Maurizio Piccoli, Ivan Quaranta, Emanuele Sella, Fabrizio Guidi...
io credo che da almeno 15-20 anni tutti gli sport siano diventati più tirati e più stressanti...Erotic.Nightmares ha scritto: Lui mi diceva che è la norma. E che nei circuiti minori (quindi non Tour o Giro d'Italia, parliamo di classi professioniste ma emergenti) è ancora peggio, si bombano di qualunque cosa senza alcun controllo per aumentare le prestazioni e fare carriera. Questo perchè ormai si sono spinti talmente in avanti con le necessità atletiche che sono arrivati al punto in cui o usi qualche sostanza o altrimenti sei automaticamente fuori dal professionismo. Ormai i ciclisti professionisti a qualunque livello devono avere prestazioni tali per cui il solo allenamento non serve più. Lui infatti ha smesso ed è passato al ciclismo amatoriale proprio perchè era preoccupato dei possibili rischi per la salute e non se l'è sentita di prendersi il rischio, dato che ai suoi livelli praticamente ti usano come "cavia" per verificare gli effetti e i miglioramenti sulle prestazioni delle tecniche doping. Quindi se si metteressero a fare controlli antidoping realmente a tappeto, beccherebbero praticamente tutti.
Sarà vero? Boh...sicuramente negli ultimi anni c'è stato un aumento prestazionale dei ciclisti che è spaventoso....può fisicamente un essere umano fare quello che fanno loro senza qualche "aiutino" dalla regia? Mah...
il ciclismo certo non poteva fare eccezione, dal momento che già rappresenta uno degli sport più "duri" per eccellenza...
ma penso pure che ad esempio negli anni successivi al 2°dopoguerra il doping era quasi inesistente, eppure Coppi, Bartali, Magni ecc. scalavano lo Stelvio sotto la neve o l'Izoard al Tour de France sullo sterrato, e ai tempi non vi era altro modo per farlo che allenarsi duramente.
Poi nel tempo ha acquisito sempre maggiore importanza anche il discorso del "gioco di squadra", prima poco presente nel ciclismo e soprattutto nelle grandi corse a tappe, che negli ultimi tempi rende ha reso le competizioni sempre più veloci, quando intere squadre con i loro gregari si mettono a tirare a tutta per tenere il ritmo alto o andare a prendere subito gli inseguitori (e da qui, alcune medie folli che a volte si raggiungono nelle corse, anche nelle tappe meno impegnative).
Secondo me una delle soluzioni oggi è quella di creare percorsi di media difficoltà, se mi disegni una tappa con 4 o 5 gpm a 1800-2000 mt. e oltre, con le squadre dei "big" che tirano già dal km 1 come detto, penso che a volte ricorrere a sostanze dopanti per alcuni corridori divenga quasi una necessità, purtroppo
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
Mi risulta che invece anche quelli prendessero dei beveroni (caffeina, ect.).Dr. Stein ha scritto:
ma penso pure che ad esempio negli anni successivi al 2°dopoguerra il doping era quasi inesistente, eppure Coppi, Bartali, Magni ecc. scalavano lo Stelvio sotto la neve o l'Izoard al Tour de France sullo sterrato, e ai tempi non vi era altro modo per farlo che allenarsi duramente.
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
Secondo me pure ai tempi di Coppi e Bartali ci si prendeva tutto quello che la conoscenza del tempo permetteva per migliorare le proprie prestazioni.
Il fatto che poi questo, a quel tempo, non rientrarsse per vari motivi sotto la definizione di doping è un'altra faccenda. Non credo che andassero su solo con le gambe e i polmoni che mammà aveva fatto loro.
Però non lo si ammetterà mai, è necessario mantenere un'aura di intonsa epicità verso i padri nobili di quegli anni, e mi sa che i primi a voler "nè vedere nè sentire" sono in primis proprio gli appassionati.
Il fatto che poi questo, a quel tempo, non rientrarsse per vari motivi sotto la definizione di doping è un'altra faccenda. Non credo che andassero su solo con le gambe e i polmoni che mammà aveva fatto loro.
Però non lo si ammetterà mai, è necessario mantenere un'aura di intonsa epicità verso i padri nobili di quegli anni, e mi sa che i primi a voler "nè vedere nè sentire" sono in primis proprio gli appassionati.
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
nel ciclismo non saprei bene ma il doping negli sport di forza e bodybuilding inizia a fare capolino a metà anni cinquanta circa; nei primi '60 moltissimi facevano uso di testosterone...
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
un mio ex-compagno di squadra è stato un ciclista professionista. Il discorso, ovviamente, è venuto fuori più volte, e più volte lui ha asserito le stesse cose che dice l'amico dell'Erotico. Mi raccontò come, nell'anno del passaggio dagli amatori ai professionisti non riusciva a star dietro ai compagni di squadra nemmeno in pianura. Dopo oltre un anno di allenamento l'andatura in pianura era ok, ma la salita completamente infattibile alle loro velocità. Lui ha sempre rifiutato qualunque tipo di doping, dopo 3-4 anni ha smesso rimanendo sempre nelle riserve. Che lui sapesse tutti quelli che andavano si dopavano, nessuno escluso. Alcuni abbandonavano per problemi di salute legati al doping.
Secondo la sua esperienza l'unico modo di rendere possibile ai non dopati di competere sarebbe quella di accorciare le tappe, perchè sulle distanze più brevi (si parla di un centinaio di km) il paragone reggeva, superate quelle soglie la resistenza veniva meno per chi non si aiutava con sostanze illegali.
Io non ho mai apprezzato il ciclismo, quindi ne capisco relativamente, ma all'interno dell'ambiente sportivo (e quello l'ho frequentato e lo frequento ancora un bel pò) ha una pessima nomea da quel punto di vista. Sembra che le società di ciclismo siano delle farmacie.
Tra l'altro, non so come funzioni l'antidoping da quelle parti, ma nel nuoto è presente sin dai livelli più bassi. Anche ora che sono nel circuito master (dove vanno a finire i nuotatori dopo l'agonismo, quando l'età avanza, se vogliono continuare a fare competizioni ad un certo livello), dove soldi non ne girano e c'è un clima molto disteso, il controllo antidoping viene fatto a tantissimo atleti.
Secondo la sua esperienza l'unico modo di rendere possibile ai non dopati di competere sarebbe quella di accorciare le tappe, perchè sulle distanze più brevi (si parla di un centinaio di km) il paragone reggeva, superate quelle soglie la resistenza veniva meno per chi non si aiutava con sostanze illegali.
Io non ho mai apprezzato il ciclismo, quindi ne capisco relativamente, ma all'interno dell'ambiente sportivo (e quello l'ho frequentato e lo frequento ancora un bel pò) ha una pessima nomea da quel punto di vista. Sembra che le società di ciclismo siano delle farmacie.
Tra l'altro, non so come funzioni l'antidoping da quelle parti, ma nel nuoto è presente sin dai livelli più bassi. Anche ora che sono nel circuito master (dove vanno a finire i nuotatori dopo l'agonismo, quando l'età avanza, se vogliono continuare a fare competizioni ad un certo livello), dove soldi non ne girano e c'è un clima molto disteso, il controllo antidoping viene fatto a tantissimo atleti.
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
Ecco, mi diceva la STESSA cosa. Anche secondo lui negli ultimi 15 anni hanno pesantemente esagerato con la lunghezza delle tappe, mantenere certe velocità e certi ritmi su percorsi così lunghi e impervi è fisicamente impossibile per qualunque essere umano.Sairus ha scritto:Secondo la sua esperienza l'unico modo di rendere possibile ai non dopati di competere sarebbe quella di accorciare le tappe, perchè sulle distanze più brevi (si parla di un centinaio di km) il paragone reggeva, superate quelle soglie la resistenza veniva meno per chi non si aiutava con sostanze illegali.
@Stikkio: non te lo dico.
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
Si i controlli ci sono anche a livello di gare amatoriali, anche se non sistematici (e non sono mancati di recente casi di positività anche durante gran fondo a livello di sagra paesana o poco più).Sairus ha scritto: Tra l'altro, non so come funzioni l'antidoping da quelle parti, ma nel nuoto è presente sin dai livelli più bassi. Anche ora che sono nel circuito master (dove vanno a finire i nuotatori dopo l'agonismo, quando l'età avanza, se vogliono continuare a fare competizioni ad un certo livello), dove soldi non ne girano e c'è un clima molto disteso, il controllo antidoping viene fatto a tantissimo atleti.
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
Tra il 1999 e il 2009 al Tour è stata superata la media di 40 km/h in 8 edizioni su 10, guarda caso si tratta proprio del periodo coincidente grossomodo con il dominio di Armstrong e della US Postal/Discovery.Dr. Stein ha scritto: Poi nel tempo ha acquisito sempre maggiore importanza anche il discorso del "gioco di squadra", prima poco presente nel ciclismo e soprattutto nelle grandi corse a tappe, che negli ultimi tempi rende ha reso le competizioni sempre più veloci, quando intere squadre con i loro gregari si mettono a tirare a tutta per tenere il ritmo alto o andare a prendere subito gli inseguitori (e da qui, alcune medie folli che a volte si raggiungono nelle corse, anche nelle tappe meno impegnative).
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Quando la US Postal è arrivata al Tour con una disponibilità finanziaria che nessun altro aveva nemmeno lontanamente, ha cambiato radicalmente il modo di intendere le corse a tappe; si potevano permettere 4-5 gregari che in altre squadre sarebbero stati tranquillamente capitani (come Heras, Hamilton, lo stesso Landis) che tiravano il gruppo a velocità impossibili, aggiungendo a questo un uso "scientifico" e programmato del doping.
Alle altre squadre non è restato che adeguarsi, complice la più totale miopia dell''UCI che è stata a guardare mentre i personaggi più improbabili (da Rumsas a Beloki a Kohl, Virenque o lo stesso Basso) si ritrovavano dal nulla a lottare per il podio al Tour, oltre che a ignorare, per motivi di convenienza, i continui sospetti su Armstrong e la sua squadra.
Negli ultimi 3-4 anni c'è stata un'inversione di tendenza, come dimostrano le tappe più brevi, i minori km di salita, le medie leggermente inferiori e il giro di vite sul "blood doping" con l'introduzione del passaporto biologico...ma per 10 anni dov'è stata L'UCI o l'organizzazione del Tour?
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
non voglio certo sapere il nome, ma dimmi solo se è uno di quelli che ho citatoErotic.Nightmares ha scritto:@Stikkio: non te lo dico.
quoto tutto!AnDagda ha scritto:Tra il 1999 e il 2009 al Tour è stata superata la media di 40 km/h in 8 edizioni su 10, guarda caso si tratta proprio del periodo coincidente grossomodo con il dominio di Armstrong e della US Postal/Discovery.Dr. Stein ha scritto: Poi nel tempo ha acquisito sempre maggiore importanza anche il discorso del "gioco di squadra", prima poco presente nel ciclismo e soprattutto nelle grandi corse a tappe, che negli ultimi tempi rende ha reso le competizioni sempre più veloci, quando intere squadre con i loro gregari si mettono a tirare a tutta per tenere il ritmo alto o andare a prendere subito gli inseguitori (e da qui, alcune medie folli che a volte si raggiungono nelle corse, anche nelle tappe meno impegnative).
Secondo me una delle soluzioni oggi è quella di creare percorsi di media difficoltà, se mi disegni una tappa con 4 o 5 gpm a 1800-2000 mt. e oltre, con le squadre dei "big" che tirano già dal km 1 come detto, penso che a volte ricorrere a sostanze dopanti per alcuni corridori divenga quasi una necessità, purtroppo
Quando la US Postal è arrivata al Tour con una disponibilità finanziaria che nessun altro aveva nemmeno lontanamente, ha cambiato radicalmente il modo di intendere le corse a tappe; si potevano permettere 4-5 gregari che in altre squadre sarebbero stati tranquillamente capitani (come Heras, Hamilton, lo stesso Landis) che tiravano il gruppo a velocità impossibili, aggiungendo a questo un uso "scientifico" e programmato del doping.
Alle altre squadre non è restato che adeguarsi, complice la più totale miopia dell''UCI che è stata a guardare mentre i personaggi più improbabili (da Rumsas a Beloki a Kohl, Virenque o lo stesso Basso) si ritrovavano dal nulla a lottare per il podio al Tour, oltre che a ignorare, per motivi di convenienza, i continui sospetti su Armstrong e la sua squadra.
Negli ultimi 3-4 anni c'è stata un'inversione di tendenza, come dimostrano le tappe più brevi, i minori km di salita, le medie leggermente inferiori e il giro di vite sul "blood doping" con l'introduzione del passaporto biologico...ma per 10 anni dov'è stata L'UCI o l'organizzazione del Tour?
...e poi sono sempre gli italiani a imbrogliare (semi-cit.)
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
In ogni caso non è per giustificare Armstrong o gli altri che si sono dopati, ma come ben detto da Sarius e Erotic relativamente ai loro conoscenti, i corridori ad un certo punto si sono venuti a trovare all’interno di un sistema che non lasciava molte possibilità…e chi per lo rifiutava significava essere messo ai margini (basta ricordarsi Simeoni).
Il doping è sempre esistito, probabilmente anche ai tempi di Coppi, e in qualunque sport, ma, almeno nel ciclismo, un fenomeno così vasto, radicato, diffuso a tutti i livelli e soprattutto non più individuale ma manovrato dalle squadre è una prerogativa degli ultimi 20 anni.
Ed è stata una conseguenza dell’entrata in gioco di quantità sempre maggiori di soldi, di sponsor sempre più esigenti, delle supersquadre che hanno portato ad estremizzare il modo di correre e ad essere disposti a qualunque cosa pur di essere in prima fila tra i pochi eletti; le mosse dell’UCI, come l’introduzione delle licenze Pro Tour che hanno segato le gambe alle squadre medio-piccole, hanno solo peggiorato le cose.
Il doping è sempre esistito, probabilmente anche ai tempi di Coppi, e in qualunque sport, ma, almeno nel ciclismo, un fenomeno così vasto, radicato, diffuso a tutti i livelli e soprattutto non più individuale ma manovrato dalle squadre è una prerogativa degli ultimi 20 anni.
Ed è stata una conseguenza dell’entrata in gioco di quantità sempre maggiori di soldi, di sponsor sempre più esigenti, delle supersquadre che hanno portato ad estremizzare il modo di correre e ad essere disposti a qualunque cosa pur di essere in prima fila tra i pochi eletti; le mosse dell’UCI, come l’introduzione delle licenze Pro Tour che hanno segato le gambe alle squadre medio-piccole, hanno solo peggiorato le cose.
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
Scusa ma allora se tutti si dopano Armostrong era il migliore, come migliore era Pantani.AnDagda ha scritto:
Il doping è sempre esistito, probabilmente anche ai tempi di Coppi, e in qualunque sport, ma, almeno nel ciclismo, un fenomeno così vasto, radicato, diffuso a tutti i livelli e soprattutto non più individuale ma manovrato dalle squadre è una prerogativa degli ultimi 20 anni.
Se tutti si dopano alla fine la difefrenza la fa comunque l'uomo, almeno che non si voglia sostenere che un tipo di doping sia meglio di un altro. E' così?
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
L'uso di EPO o il ricorso alle autotrasfusioni è un tipo di doping complesso e sofisticato, lontano dal "farsi la bomba" di una volta, ed è necessario avere il supporto di medici che conoscono bene le procedure, come ha dimostrato quel coglione di Riccò che ha rischiato di ammazzarsi con le sue trasfusioni caserecce...Armstrong, da quello che è emerso, questi mezzi li aveva a disposizione, gli altri forse no o comunque sono arrivati troppo tardi (l'operacion Puerto che aveva rivelato come diversi corridori avevano tentato di rivolgersi al famigerato Eufemiano Fuentes per le autotrasfusioni risale al 2006, quando Armstrong era già a fine carriera).Gino ha scritto:
Scusa ma allora se tutti si dopano Armostrong era il migliore, come migliore era Pantani.
Se tutti si dopano alla fine la difefrenza la fa comunque l'uomo, almeno che non si voglia sostenere che un tipo di doping sia meglio di un altro. E' così?
E' un discorso che probabilmente è già stato fatto....solo se l'uso di determinate sostanze fosse legale e avvenisse alla luce del sole forse si avrebbe qualche garanzia in più che i corridori partano dallo stesso "livello di doping".
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
è stata a guardareAnDagda ha scritto:Tra il 1999 e il 2009 al Tour è stata superata la media di 40 km/h in 8 edizioni su 10, guarda caso si tratta proprio del periodo coincidente grossomodo con il dominio di Armstrong e della US Postal/Discovery.Dr. Stein ha scritto: Poi nel tempo ha acquisito sempre maggiore importanza anche il discorso del "gioco di squadra", prima poco presente nel ciclismo e soprattutto nelle grandi corse a tappe, che negli ultimi tempi rende ha reso le competizioni sempre più veloci, quando intere squadre con i loro gregari si mettono a tirare a tutta per tenere il ritmo alto o andare a prendere subito gli inseguitori (e da qui, alcune medie folli che a volte si raggiungono nelle corse, anche nelle tappe meno impegnative).
Secondo me una delle soluzioni oggi è quella di creare percorsi di media difficoltà, se mi disegni una tappa con 4 o 5 gpm a 1800-2000 mt. e oltre, con le squadre dei "big" che tirano già dal km 1 come detto, penso che a volte ricorrere a sostanze dopanti per alcuni corridori divenga quasi una necessità, purtroppo
Quando la US Postal è arrivata al Tour con una disponibilità finanziaria che nessun altro aveva nemmeno lontanamente, ha cambiato radicalmente il modo di intendere le corse a tappe; si potevano permettere 4-5 gregari che in altre squadre sarebbero stati tranquillamente capitani (come Heras, Hamilton, lo stesso Landis) che tiravano il gruppo a velocità impossibili, aggiungendo a questo un uso "scientifico" e programmato del doping.
Alle altre squadre non è restato che adeguarsi, complice la più totale miopia dell''UCI che è stata a guardare mentre i personaggi più improbabili (da Rumsas a Beloki a Kohl, Virenque o lo stesso Basso) si ritrovavano dal nulla a lottare per il podio al Tour, oltre che a ignorare, per motivi di convenienza, i continui sospetti su Armstrong e la sua squadra.
Negli ultimi 3-4 anni c'è stata un'inversione di tendenza, come dimostrano le tappe più brevi, i minori km di salita, le medie leggermente inferiori e il giro di vite sul "blood doping" con l'introduzione del passaporto biologico...ma per 10 anni dov'è stata L'UCI o l'organizzazione del Tour?
perchè il ciclismo fino all'arrivo di Armstrong era uno sport strettamente europeoe il mercato era saturo, solo saltuariamente arrivava l'atleta extraeuropeo.
oggi è uno sport a cui si è aperto il grande mercato del mondo anglosassone e che riesce a sfruttare praticamente tutto l'anno con corse di massimo livello a tutte le latitudini.
per un certo verso il discorso potrebbe essere simile a quello della pista. la pista un tempo era una disciplina popolare quanto la strada, poi la necessità di essere sempre più spettacolare ha portato ad estremizzare la pista, con gente che c'ha rimesso la salute se non la pelle. a un certo punto s'è deciso di dare un taglio. è diminuita anche la spettacolarità, ma lo sport non è morto.
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
ben svegliati
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
Dal Fb di Cassani
Ormai siamo per tutti lo sport dei drogati, la feccia di questa società. Sei un ciclista? Sei un dopato. Correre in bicicletta, è sempre stata la mia passione, da quando sono un ragazzino ho dedicato la mia vita alla realizzazione di un sogno, correre il Giro d'Italia. Avevo 15 anni quando il sabato sera me ne tornavo a casa fregandomene degli sberleffi dei miei coetanei che, rincasando alle 9 di sera mi consideravano un mezzo rincoglionito. Avevo 16 anni quando nel branco ero l'unico che si rifiutava di prendere una sigaretta in bocca perchè non era quella che mi faceva diventare grande, avevo 18 anni quando allo sballo del vino facile e abbondante preferivo un bicchiere di spuma al cedro. Avevo 21 anni quando il mio sogno si è avverato e 35 quando mi sono reso conto che era meglio cambiar mestiere. Non è passato giorno che non abbia pensato alla mia professione che poi era anche la mia passione. Andare a letto alle 10 non è mai stato un sacrificio e non mi sentivo ferito neanche quando qualche idiota a bordo strada mi prendeva per il culo solo perchè ero l'ultimo, a mezzora dal primo. Ho gioito come un bambino tutte le volte che ho dedicato gambe e cuore ad un compagno di squadra più forte di me, ho toccato il cielo con un dito quelle poche volte che sono riuscito a vincere una corsa e ho pianto dal dolore non so quante volte quando, insanguinato e ferito, riprendevo la mia bicicletta per andare insieme all' arrivo. Ho trascurato la mia famiglia, assecondato il mio istinto, seguito il mio cuore. Ho macinato 800.000 km, scalato salite impossibili. Ho lottato contro la neve della marmolada, combattuto l'afa sull' Aubisque. Ho cercato sempre di portare la bicicletta all'arrivo e mi sono sempre sentito un eroe anche se per la maggior parte della gente ero un mezzo corridore. Da corridore non mi è mai importato niente del giudizio altrui perchè ero in armonia con me stesso. Come sono in armonia ora nonostante il mio sport sia trattato come il peggiore di tutti. I corridori? Delle merde di uomini che son capaci solo di doparsi. Che poi siano capaci di correre sotto la neve o con 40 gradi nessuno lo dice. Che il 50% di loro guadagni 40.000 lordi cioè 1 euro a km (un prof può arrivare a percorrere 40000 km in un anno) non frega niente a nessuno e che l'unico loro pensiero sia quello di aiutare un proprio compagno di squadra dimostrando una generosità che non è più di questo mondo, una dote che mai viene sottolineata.
No, siamo un branco di drogati. Punto e basta. Poi viene fuori l'operacion Puerto. 500 sportivi coinvolti, 250 sacche di sangue in frigorifero. Dal 2006 solo il nome di qualche ciclista è saltato fuori. Italiani, tedeschi, colombiani ma soprattutto solo ciclisti. Fuentes dice che è disposto a collegare i codici ai nomi ma nessuno gli chiede nulla. Il file del pc non viene toccato per il diritto alla privacy. Fuente dice che se parla salta lo sport in Spagna e per essere tranquilli qualcuno pensa bene di lasciare le sacche di sangue fuori dal figorifero cosi, essendo danneggiate, non servono più a nulla. Il presidente di una squadra di calcio accusa il suo predecessore dicendo che ha pagato a Fuentes centinaia di migliaia di euro. Notizia che va a finire nelle brevi. Esce il nome di una squadra di calcio italiana ma subito a dire che è il nome di un corridore (ovvio) dell' est. Su un numero imprecisato di sacche c'era scritto "campionato d'Europa" e da quel che so io nel ciclismo non c'è tale manifestazione, nel calcio si. Fuentes dice di aver curato anche tennisti, calciatori, atleti dell'atletica leggera ecc ecc ma i nomi che vengono fuori di chi sono? Solo ciclisti. La wada si è presentata ai mondiali di calcio del 2006 ma sono stati rimandati a casa e nessuno ha mai detto nulla. Facile essere forti con i deboli e deboli con i forti. Cipollini era dopato? Non lo so, lo scopriremo ma vorrei sapere chi erano gli altri sportivi che tenevano sacche di sangue in quel frigorifero e soprattutto perchè io che sono un ciclista sono un dopato e tutti gli altri sono dei santi. Ma davvero pensate che il doping sia un problema solo del ciclismo? Ma se sono tra i pochi che accettano passaporto biologico, esami del sangue, reperibilità obbligatoria, perchè gli altri rifiutano tutto questo?
Ormai siamo per tutti lo sport dei drogati, la feccia di questa società. Sei un ciclista? Sei un dopato. Correre in bicicletta, è sempre stata la mia passione, da quando sono un ragazzino ho dedicato la mia vita alla realizzazione di un sogno, correre il Giro d'Italia. Avevo 15 anni quando il sabato sera me ne tornavo a casa fregandomene degli sberleffi dei miei coetanei che, rincasando alle 9 di sera mi consideravano un mezzo rincoglionito. Avevo 16 anni quando nel branco ero l'unico che si rifiutava di prendere una sigaretta in bocca perchè non era quella che mi faceva diventare grande, avevo 18 anni quando allo sballo del vino facile e abbondante preferivo un bicchiere di spuma al cedro. Avevo 21 anni quando il mio sogno si è avverato e 35 quando mi sono reso conto che era meglio cambiar mestiere. Non è passato giorno che non abbia pensato alla mia professione che poi era anche la mia passione. Andare a letto alle 10 non è mai stato un sacrificio e non mi sentivo ferito neanche quando qualche idiota a bordo strada mi prendeva per il culo solo perchè ero l'ultimo, a mezzora dal primo. Ho gioito come un bambino tutte le volte che ho dedicato gambe e cuore ad un compagno di squadra più forte di me, ho toccato il cielo con un dito quelle poche volte che sono riuscito a vincere una corsa e ho pianto dal dolore non so quante volte quando, insanguinato e ferito, riprendevo la mia bicicletta per andare insieme all' arrivo. Ho trascurato la mia famiglia, assecondato il mio istinto, seguito il mio cuore. Ho macinato 800.000 km, scalato salite impossibili. Ho lottato contro la neve della marmolada, combattuto l'afa sull' Aubisque. Ho cercato sempre di portare la bicicletta all'arrivo e mi sono sempre sentito un eroe anche se per la maggior parte della gente ero un mezzo corridore. Da corridore non mi è mai importato niente del giudizio altrui perchè ero in armonia con me stesso. Come sono in armonia ora nonostante il mio sport sia trattato come il peggiore di tutti. I corridori? Delle merde di uomini che son capaci solo di doparsi. Che poi siano capaci di correre sotto la neve o con 40 gradi nessuno lo dice. Che il 50% di loro guadagni 40.000 lordi cioè 1 euro a km (un prof può arrivare a percorrere 40000 km in un anno) non frega niente a nessuno e che l'unico loro pensiero sia quello di aiutare un proprio compagno di squadra dimostrando una generosità che non è più di questo mondo, una dote che mai viene sottolineata.
No, siamo un branco di drogati. Punto e basta. Poi viene fuori l'operacion Puerto. 500 sportivi coinvolti, 250 sacche di sangue in frigorifero. Dal 2006 solo il nome di qualche ciclista è saltato fuori. Italiani, tedeschi, colombiani ma soprattutto solo ciclisti. Fuentes dice che è disposto a collegare i codici ai nomi ma nessuno gli chiede nulla. Il file del pc non viene toccato per il diritto alla privacy. Fuente dice che se parla salta lo sport in Spagna e per essere tranquilli qualcuno pensa bene di lasciare le sacche di sangue fuori dal figorifero cosi, essendo danneggiate, non servono più a nulla. Il presidente di una squadra di calcio accusa il suo predecessore dicendo che ha pagato a Fuentes centinaia di migliaia di euro. Notizia che va a finire nelle brevi. Esce il nome di una squadra di calcio italiana ma subito a dire che è il nome di un corridore (ovvio) dell' est. Su un numero imprecisato di sacche c'era scritto "campionato d'Europa" e da quel che so io nel ciclismo non c'è tale manifestazione, nel calcio si. Fuentes dice di aver curato anche tennisti, calciatori, atleti dell'atletica leggera ecc ecc ma i nomi che vengono fuori di chi sono? Solo ciclisti. La wada si è presentata ai mondiali di calcio del 2006 ma sono stati rimandati a casa e nessuno ha mai detto nulla. Facile essere forti con i deboli e deboli con i forti. Cipollini era dopato? Non lo so, lo scopriremo ma vorrei sapere chi erano gli altri sportivi che tenevano sacche di sangue in quel frigorifero e soprattutto perchè io che sono un ciclista sono un dopato e tutti gli altri sono dei santi. Ma davvero pensate che il doping sia un problema solo del ciclismo? Ma se sono tra i pochi che accettano passaporto biologico, esami del sangue, reperibilità obbligatoria, perchè gli altri rifiutano tutto questo?
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
bella figura di merda
mi pare lo stesso discorso fatto qui su corona
ingiusto punire lui quando c'è chi ha fatto peggio ancora libero
che ragionamento del cazzo..
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
bah, chiedere che la giustizia venga applicata anche nei confronti degli altri non mi sembra un ragionamento del cazzo o una figura di merda
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
Ma di Cipollini ne vogliamo parlare?
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Re: il vincitore di sette tour de france... anzi, no!
sarò populista Ma se viene arrestato riina la prima reazione è "meno male" e non "eeeeeh Ma perché buscetta è libero allora"?Spritz_al_Campari ha scritto:bah, chiedere che la giustizia venga applicata anche nei confronti degli altri non mi sembra un ragionamento del cazzo o una figura di merda
Grazie al cazzo che Ci deve essere equità Ma sta solidarietà tra ciclisti buffoni e imbroglioni c'ha rotto il cazzo
ancora me le ricordo le indignazioni di Cassani quando 10 anni fa si parlava del doping di quel bastardo di armstrong
e di ricco'
e piepoli
e rebellin
e noè
e cipollini
e basso
ecc ecc
devo continuare la lista?
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