ora che ho un po' di tempo argomento, son tutti ovviamente punti di vista, e quindi per loro natura estremamente SOGGETTIVI
allora, sembra un libro scritto non da Palahniuk, ma da uno studente di un corso di scrittura creativa con il compito di copiare il suo stile.
Chuck ha cannato la protagonista. Ha creato una tredicenne, ma non è nelle sue corde. Lui ha una visione della vita (o una capacità di descriverla) troppo distaccata, nichilista e cinica perchè possa esser credibile applicata alla figura di una pre-adolescente, per quanto figlia di gente addentro al business dello spettacolo.
I personaggi secondari sono inutili, sono abbozzati. Quelli riusciti meglio sono i genitori, ma pure loro abbozzati a forza di clichè e neanche tanto approfonditi. Per quel che riguarda i condannati amici della protagonista, stendiamo un velo pietoso.
Tormentoni: in generale li trovo pessimi se messi in un libro, non vi dico poi come in questo caso. Nelle prime 20 pagine ci sarà almeno dieci volte il "Sì, potrò anche essere una [...] ma conosco il significato della parola [...]". Fai perdere spontaneità e credibilità alla lettura e al racconto, appesantendolo inutilmente.
Stessa cosa per i vari Mignotta de Mignottis, Zoccola van Zoccolen, Stronzetta de Stronzettis... imposti e ripetuti fino alla nausea.
Gli è scappata la mano anche con i vari Ctrl+D per il discorso delle telecamere nelle varie case del mondo.
Trama: Chuck non se la sente di far morire una tredicenne in modo veramente pulp, e cosa ti tira fuori. Una menata pazzesca sull'overdose da marjiuana, salvo alla fine fartia "tana" e dirti che è morta per un gioco riuscito male, cioè... manco un vero omicidio... e quello che l'ha ammazzata alla fine lo trova all'inferno, ma il dialogo tra i due rimane tipo a livello "Bella zio/come butta".
Il riscatto sociale postmortem di Madison, con lei che passeggia alla cazzo per l'inferno e incontra come fosse al mercato tutta la feccia degli ultimi secoli, battendoli e automaticamente creandosi un esercito personale è allo stesso tempo tra le cose più ridicole e improbabili che abbia mai letto, almeno per penna di un autore che so aver ben altre freccie nella sua faretra.
Che Satana alla fine le dica (o le faccia credere) che la più grande beffa per Madison "è il fatto che lei non esista" (parafrasando Baudelaire), a me sinceramente non ha mosso un muscolo, ma ammetto che non è la soluzione in sè ad essere debole, ma il metterla alla fine di un'idea letteraria già ormai con le gambe per aria da pagina due.
Inferno: l'idea di dare un visione alternativa del sistema organizzativo dell'inferno era quasi obbligatoria, e sarebbe stato il terreno fertile dove far scatenare Chuck. Si è limitato a qualche pennellata grossolana, come il lavoro al call center o i dolciumi come moneta di scambio, ma senza calcare veramente la mano, preferendo rimanere sul vago e buttando lì qualche cavolata come il Lago di Sperma sprecato, la Montagna delle unghie tagliate e blah blah blah.