Sairus ha scritto:L'ambito è lo stesso, ma uno dei due investimenti rende soldi, l'altro no, quindi considerarli alla pari mi sembra una boiata
Vanno considerati alla pari perché sono logica conseguenza uno dell'altro.
Il fatto che al mondo non esista uno straccio di legge per cui qualsiasi soggetto che mette in piedi un'attività deve anche accollarsi i costi del suo eventuale smaltimento è una "prassi" che ha dimensione ormai solo nel pensiero unico capitalista che prescinde da qualsiasi responsabilità in merito alle conseguenze delle proprie azioni.
Phantom ha scritto:Se parli con un esperto dell'ambito con dati alla mano ti rendi conto al volo che anche ottimizzando i lumicini dei cimiteri e ipotizzando che tutti i paesi industrializzati investano nel rinnovabile, non si può prescindere dal nucleare, che fornirebbe una percentuale di fabbisogno tra il 10 e il 20 per cento (gli stabilimenti a petrolio\carbone non rientrano nel quadro, per ovvi motivi).
Il tuo discorso mi pare faccia il paio con quelli degli esperti che fino a ieri sbandieravano l'inderogabile necessità di riempire di rigassificatori mezza Italia, pena patire il rigore siberiano nella stagione invernale. Poi la questione s'è un tantino smontata e di cattedrali nel deserto come l'OLT di Livorno nessuno sa che cazzo farsene ora.
Oltretutto non comprendo quale imprescindibilità abbia il nucleare in un mondo in piena recessione economica e in totale crisi sistemica, quindi con una domanda energetica destinata fisiologicamente al calo.
Il mio discorso riguarda le scorie della fissione, come fanno a non essere inserite? Non ho capito
Non ho capito/non mi ricordo a cosa ti riferisci.
L'imperativo della società all'interno del mio discorso è identico al tuo, solo con tempi diversi. C'è sempre il dinero di mezzo e la difficoltà di attuare lo smaltimento. Guardando alle 3 posizioni "brutali" (un estremo -> il tuo discorso, una via di mezzo -> il mio discorso, l'altro estremo -> il menefreghismo totale) direi che dati i tempi sono stato anche parecchio ottimista pensando che nell'arco di 5 secoli si trovi il modo di stoccare decentemente avendo un mondo che si basa all'80% sulle rinnovabili.
La fallacia del tuo discorso a mio parere sta proprio nella questione temporale. Personalmente non credo che andando avanti di questo passo all'umanità restino ancora 5 secoli di esistenza su questa Terra.