Lampedusa 03.10.2013
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Lampedusa 03.10.2013
Io non credo che il mondo si divida tra Italiani e stranieri, tra "casa mia" e "casa loro", credo che si divida solo tra oppressi e oppressori. Le colpe storiche dell'Occidente sono sotto gli occhi di tutti, o almeno di chi vuol vedere. Non sono un "buonista", non voglio una immigrazione selvaggia, vorrei delle regole che evitassero quello che è successo oggi. Senza moralismi, pero' reputo che l'unica cosa che possiamo esprimere per quello che è successo, sia il rispetto per 200 poveri cristi morti in mare solo perchè volevano vivere meglio.
To think we both will die alone...you too!
[b]« Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato. » [/b]
"...Vedrai bruciare ancora la rabbia negli occhi di chi non vince mai,
uniti più d'allora ci sentirai marciare e se ci cercherai
dalla stessa parte ci ritroverai,
perché a perdere non ci si abitua mai..."
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Re: Lampedusa 03.10.2013
Il nobel per la pace a Lampedusa farebbe il paio, quanto a inutilità, al medesimo premio assegnato a Obama e all'UE.
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Re: Lampedusa 03.10.2013
.Phantom ha scritto:Il nobel per la pace a Lampedusa farebbe il paio, quanto a inutilità, al medesimo premio assegnato a Obama e all'UE.
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Re: Lampedusa 03.10.2013
Infatti il punto era la descrizione dei soccorsi da parte dell'elettricista, altrimenti linkavo la petizione
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Re: Lampedusa 03.10.2013
io invece sono un buonista.no_one_there ha scritto: Non sono un "buonista", non voglio una immigrazione selvaggia, vorrei delle regole che evitassero quello che è successo oggi. Senza moralismi, pero' reputo che l'unica cosa che possiamo esprimere per quello che è successo, sia il rispetto per 200 poveri cristi morti in mare solo perchè volevano vivere meglio.
credo che le persone debbano essere libere di muoversi e vivere come preferiscono.
questo omicidio ha dei colpevoli: turco, napolitano, bossi, fini, letta, e tutti i complici che hanno votato questi assassini.
(oppure chiudiamo le frontiere, da tutti i lati però: anch merci, anche capitali, ville all'estero, fabbrichette all'estero).
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Re: Lampedusa 03.10.2013
Nico, io intendevo che, poichè siamo ancora ben lontani da frontiere e spazi liberi per tutti, al momento attuale sarebbe già un grosso successo avere delle regole che evitino questi scempi, come ad esempio dei corridori umanitari per i rifugiati.Satanika ha scritto:io invece sono un buonista.no_one_there ha scritto: Non sono un "buonista", non voglio una immigrazione selvaggia, vorrei delle regole che evitassero quello che è successo oggi. Senza moralismi, pero' reputo che l'unica cosa che possiamo esprimere per quello che è successo, sia il rispetto per 200 poveri cristi morti in mare solo perchè volevano vivere meglio.
credo che le persone debbano essere libere di muoversi e vivere come preferiscono.
questo omicidio ha dei colpevoli: turco, napolitano, bossi, fini, letta, e tutti i complici che hanno votato questi assassini.
(oppure chiudiamo le frontiere, da tutti i lati però: anch merci, anche capitali, ville all'estero, fabbrichette all'estero).
Un ulteriore spunto di riflessione:
http://www.repubblica.it/cronaca/2013/1 ... ef=HREC2-8
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Re: Lampedusa 03.10.2013
Mi spiace scrivere proprio per puntualizzare, ma visto che il messaggio di no_one fa riferimento alle "regole"..
...non capisco il nesso tra un'imbarcazione che prende fuoco perchè sono stati accesi dei fuochi a bordo e la questione dell'immigrazione, me lo spiegate? Li trovo due episodi puramente indipendenti (da quello che leggo sul web).
...non capisco il nesso tra un'imbarcazione che prende fuoco perchè sono stati accesi dei fuochi a bordo e la questione dell'immigrazione, me lo spiegate? Li trovo due episodi puramente indipendenti (da quello che leggo sul web).
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12 Gennaio 2013, i Maya non ci hanno capito un cazzo. [cit. Erotico]
...perchè la musica è agonismo!!! [cit. Franzi]
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Re: Lampedusa 03.10.2013
Immagino che ci sia gente contentissima della strage, da utilizzare quanto meglio come deterrente nei confronti di possibili (im)migranti clandestini
La guerra e' guerra, non c'e' distinzione tra civili e militari, c'e' solo lo schifo del mondo che da spettacolo di se... l'essere umano in tutto il suo splendore by Ashes
..W La terra dei cachi!! By Silvio B.
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Re: Lampedusa 03.10.2013
credo che ce ne sia altrettanta contenta per il motivo opposto, purtroppoErlik_khan ha scritto:Immagino che ci sia gente contentissima della strage, da utilizzare quanto meglio come deterrente nei confronti di possibili (im)migranti clandestini
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Re: Lampedusa 03.10.2013
non erano in crociera.Sairus ha scritto: Li trovo due episodi puramente indipendenti (da quello che leggo sul web).
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Re: Lampedusa 03.10.2013
la cosa più penosa è la rincorsa che stanno facendo i parlamentari a far vedere quanto la loro coscienza sia pulita e lucente.
ci mancano solo le lacrime posticce.
Una tragedia immane, ed è chiaro che l'Italia nn puo' (e nn sa) gestire i flussi migratori.
Su questo hanno ragione tutti, gli altri stati europei devono aiutarci.
O no?
ci mancano solo le lacrime posticce.
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Re: Lampedusa 03.10.2013
Allora non ho capito cosa è successo...Mordred ha scritto:la cosa più penosa è la rincorsa che stanno facendo i parlamentari a far vedere quanto la loro coscienza sia pulita e lucente.
ci mancano solo le lacrime posticce.
Una tragedia immane, ed è chiaro che l'Italia nn puo' (e nn sa) gestire i flussi migratori.
Su questo hanno ragione tutti, gli altri stati europei devono aiutarci.
O no?
..
..la barca non è andata a fuoco prima di arrivare a terra?
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Re: Lampedusa 03.10.2013
hai dimenticato anche Arafat. Che notoriamente era un pacifista al pari di Obama e della UEPhantom ha scritto:Il nobel per la pace a Lampedusa farebbe il paio, quanto a inutilità, al medesimo premio assegnato a Obama e all'UE.
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Re: Lampedusa 03.10.2013
non era manco da rispondere.Satanika ha scritto:
non erano in crociera.
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Re: Lampedusa 03.10.2013
A dividere i tre soggetti ci sta giusto il fatto che il primo era nel calderone degli oppressi, gli altri due invece sono tra i principali esponenti degli oppressori. Roba da poco in effetti.Corpsegrinder ha scritto:hai dimenticato anche Arafat. Che notoriamente era un pacifista al pari di Obama e della UEPhantom ha scritto:Il nobel per la pace a Lampedusa farebbe il paio, quanto a inutilità, al medesimo premio assegnato a Obama e all'UE.
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Re: Lampedusa 03.10.2013
questa è tipo quando si manifesta e si rompe qualche vetrina, ennò! ennò! manifestate e siate manganellati senza far casino, e che cavoloCorpsegrinder ha scritto:hai dimenticato anche Arafat. Che notoriamente era un pacifista al pari di Obama e della UEPhantom ha scritto:Il nobel per la pace a Lampedusa farebbe il paio, quanto a inutilità, al medesimo premio assegnato a Obama e all'UE.
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Re: Lampedusa 03.10.2013
cari care tutti tutte
tette
ci siamo abbracciati
cercherò
di scrivere a modino...
chiudere tutti i tipi di frontiera come dice nicola è un ideale sano
personalmente schifo le frontiere e ancor di più
le politiche sulle frontiere
esistono tantè
nascere in italia non basta per essere italiano ma se ci muori
da clan destino
ci luttiamo come nazione
la scelta di incendiare una coperta è stata deleteria
vogliamo fermarci all incidente ????
non sono 200
sono circa ma circa 20000
ho vissuto 4 mesi a lampedusa e conosco giacomo sferlazzo
annalisa d ancona e altri che
hanno originato
askavusa...
le cose dal 2008 si sono ulteriormente aggravate
bla bla bla
loro chiedono da anni concrete misure
preventive
diffondono pace e esprimono Cultura
non accetterebbero alcuna onoreficenza
in cambio di Una vita umana
la notte in questione era limpida
con luna e il mare
calmooooooooooooooooooooooooo
i soccorsi costieri ci mettono dieci minuti
dagli ormeggi a li
perchè non sono usciti ???
come facevano a non sapere del barcone ????
sono preoccupato per la salute dei soccorritori
e delle persone di askavusa
è una ferita indelebile al cuore
dei vivi
atroce quanto la
perdita di fratelli e sorelle
profughi
inoltre e scusate lavverbio
è una lacerazione coscienziale
ti cambia le formae mentis
su tutto quello che
sovrastrutturalmente ti circonda
e ti cambia il paradigma rispetto
al mare
chi vive sulle coste
lo sa
immaginiamoci niso letta...
e parliamo della porta sudeuropa
di incoscio di un piccolo popolo
costretto e abbandonato:
li i paradossi di una società assurda
non si vedono
si toccano
si ingoiano
grazie
restiamo umani
quello che accade ad un uomo
accade a tutti gli uomini
l'impotenza che i media ci propinano
che
cimpongono a cui ci
assoggettano
mi fa male... ma non mi stronca
vi abbraccio vi abbraccio vi abbraccio
tette
ci siamo abbracciati
cercherò
di scrivere a modino...
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nascere in italia non basta per essere italiano ma se ci muori
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vogliamo fermarci all incidente ????
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sono circa ma circa 20000
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ti cambia le formae mentis
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Re: Lampedusa 03.10.2013
pensala come vuoi, per me era e rimane un assassino al pari di altri statisti che, a differenza di lui, non sono stati "divinizzati".Phantom ha scritto:A dividere i tre soggetti ci sta giusto il fatto che il primo era nel calderone degli oppressi, gli altri due invece sono tra i principali esponenti degli oppressori. Roba da poco in effetti.Corpsegrinder ha scritto:hai dimenticato anche Arafat. Che notoriamente era un pacifista al pari di Obama e della UEPhantom ha scritto:Il nobel per la pace a Lampedusa farebbe il paio, quanto a inutilità, al medesimo premio assegnato a Obama e all'UE.
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Re: Lampedusa 03.10.2013
Phantom ha scritto:Il nobel per la pace a Lampedusa farebbe il paio, quanto a inutilità, al medesimo premio assegnato a Obama e all'UE.
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Re: Lampedusa 03.10.2013
Non è pensarla come mi pare, è pensare alla cazzo o meno.Corpsegrinder ha scritto:pensala come vuoi, per me era e rimane un assassino al pari di altri statisti che, a differenza di lui, non sono stati "divinizzati".
Mettere sullo stesso piano la classe dirigente americana, europea e l'OLP è fuori da ogni contesto oltre che una banalizzazione becera ed ignorante.
Fermo restando che il Nobel è un premio ridicolo da tempo, chi ammazza per sopravvivere non sta sullo stesso piano di chi ammazza per prevaricare e conquistare.
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Re: Lampedusa 03.10.2013
Le leggi sull'immigrazione (ha ragione Brunetta a dire che la Bossi-Fini è in continuità logica con la Turco-Napolitano) sono tali per cui chi presta aiuto poi viene processato per favoreggiamento.Sairus ha scritto:Mi spiace scrivere proprio per puntualizzare, ma visto che il messaggio di no_one fa riferimento alle "regole"..
...non capisco il nesso tra un'imbarcazione che prende fuoco perchè sono stati accesi dei fuochi a bordo e la questione dell'immigrazione, me lo spiegate? Li trovo due episodi puramente indipendenti (da quello che leggo sul web).
Non è il mestiere mio questo mestiere qua di galleggiare nel cerchio di mezzo sempre a metà ma sfasato dal centro un po' più in là.
Seguo il flusso delle onde e vedo il nulla all'orizzonte.
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Re: Lampedusa 03.10.2013
Veramente questo la Bossi-Fini non lo dice (esclude esplicitamente i casi di assistenza per bisogno), anche se tutti sono convinti del contrario...
keep calm & sticazzi
siamo molto più cialtroni di quanto vorremmo
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Re: Lampedusa 03.10.2013
infatti ho parlato delle "leggi sull'immigrazione"Ale ha scritto:Veramente questo la Bossi-Fini non lo dice (esclude esplicitamente i casi di assistenza per bisogno), anche se tutti sono convinti del contrario...
l'insistenza in questa giorni sulla Bossi-Fini fa piacere, farebbe ancora più piacere se qualcuno parlasse anche della Turco-Napolitano e del Pacchetto Sicurezza
Non è il mestiere mio questo mestiere qua di galleggiare nel cerchio di mezzo sempre a metà ma sfasato dal centro un po' più in là.
Seguo il flusso delle onde e vedo il nulla all'orizzonte.
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Re: Lampedusa 03.10.2013
Una riflessione di fondo sulla Bossi-Fini e non solo
Occorre una strage per cambiare una legge? In Italia sembra proprio di si, ripercorrendo a ritroso la storia della Repubblica sembra che solo di fronte ad immani tragedie ci si renda conto, ovviamente sempre in ritardo, della pericolosità, della superficialità e spesso della pura ignoranza con cui si elaborano provvedimenti legislativi e li si tengono in vita come meri strumenti propagandistici. La raccolta firme lanciata, grazie all’allarme lanciato da Stefano Rodotà su Repubblica.it per promuovere l’abrogazione della legge Bossi – Fini ha raccolto in poche ore oltre 50 mila firme, dimostrando nei fatti che l’opinione pubblica spesso reagisce meglio di chi tenta di governarne i sentimenti e le pulsioni. Ora è chiaro che qualsiasi essere umano dotato di un minimo di senso civico non potrà che essere felice se tale perversa legge verrà eliminata ma, con un minimo di onestà intellettuale, andrebbero proposte alcune riflessioni. In primis, la Bossi –Fini, in tutte le sue micidiali variazioni peggiorative introdotte negli anni grazie anche al silenzio di coloro che oggi si scoprono indignati, andrebbe rimossa in quanto legge che ha mancato totalmente gli stessi scopi per cui è stata elaborata o almeno propagandata. Si tratta a volerla leggere e in quanto frutto di emendamenti sul precedente Testo Unico (la Turco – Napolitano) per intendersi, di una legge che serve a “etnicizzare”e a rendere più ricattabile il mercato del lavoro. Il succo della sua inconcludenza è nel pretendere, in un mondo in cui merci e capitali si spostano con facilità estrema, il mantenimento in condizioni di subalternità gli uomini e le donne che vengono a lavorare. La permanenza in Italia è legata mani e piedi al contratto di lavoro, dipende insomma da un padrone che decide se, per quanto tempo e in quali condizioni garantire il diritto a farsi sfruttare. Costruire affetti, entrare nella quotidiana vita sociale del Paese ospitante, arricchirlo in termini economici, sociali, culturali, non conta nulla. Il migrante è sempre e solo braccia, quando non serve va rispedito al mittente. Inevitabile che nella stessa logica mercantilistica, ed ancor di più in un contesto di crisi, lo stesso sbandierato legame fra domanda e offerta non funziona. Vince chi assume al nero e mantiene le persone nella irregolarità più assoluta, vince chi marginalizza non solo economicamente. Insomma una legge che ha prodotto in 11 anni di vita, condizioni di irregolarità diffusa risolte con sanatorie ad hoc, con provvedimenti contorti come i “decreti flussi”. In Italia, si scopre oggi, che entrare regolarmente è pressoché impossibile – il 65% dei migranti presenti ha trascorso anche anni privo di documenti – si scopre che 5 milioni di persone sono ritenute oggetti e non soggetti della vita democratica, si scopre e ci si indigna perché aberrazioni come la successiva introduzione del reato di ingresso irregolare porta anche una procura ad incriminare coloro che hanno commesso il torto di sopravvivere ad una ecatombe. Ed è grottesco leggere come coloro che continuano a difendere tale impianto legislativo non si confrontino mai con tali risultati ma si aggrappino ad un testo, o meglio ai nomi che di quel testo sono il simbolo, per rassicurare, mentendo, il proprio elettorato. Come se la Bossi – Fini abbia prodotto il miracolo di fermare le “invasioni”. E qui si arriva al secondo punto critico. Se la voglia di rivedere un sistema parte da un giusto afflato emotivo allora è il caso di resettare la memoria e raccontare qualcosa di rimosso. In mare si crepava già prima dell’approvazione dell’attuale T.U. basta ricordare il naufragio nelle acque di Portopalo del Natale 1996, quando ancora non era in vigore neanche la Turco – Napolitano che della Bossi – Fini è strutturalmente madre, basti ricordare quello della Kater I Rades, speronata il 28 marzo 1997 da una motovedetta della Marina Militare italiana nei pressi di Otranto, solo per segnalare le catastrofi con il maggior numero di vittime. Da quegli anni ad oggi sono oltre 7000 le persone che hanno perso la vita in mare – il calcolo è per difetto – in nome della difesa di una “Fortezza Europa” che ha coinvolto governi di diverso segno politico. La Bossi – Fini e gli addentellati che ne seguono sono certamente il culmine di mancate soluzioni ma la sua rimozione di per se non è affatto sufficiente a definire nuove e più positive prospettive. Intanto chi arriva da richiedente asilo – mezzo mondo è oppresso da guerre e tensioni ormai perenne – deve poter accedere a corridoi umanitari modulati a livello continentale in Europa. Le inutili e dannose risorse impegnate per l’agenzia FRONTEX potrebbero trovare migliore impiego per rompere alla radice il traffico di esseri umani garantendo gli ingressi legali e procedure comuni di accoglienza diffuse. Se 28 Paesi che complessivamente sono abitati da centinaia di milioni di persone non sono in grado di predisporre piani di salvataggio per una quantità di persone assolutamente risibile rispetto alle catastrofi umanitarie che si vanno realizzando significa che non solo l’Italia ma la stessa U.E. non ha alcuna prospettiva. Dai tempi del primo Regolamento Dublino poi che si potevano definire forme di diritto di asilo europeo che garantissero libertà di circolazione all’interno almeno dell’area Schengen per chi ha opportunità migliori in un paese piuttosto che in un altro. Per chi sbarca a Lampedusa magari con l’obiettivo di ritrovare un parente o una rete relazionale pronta a sostenerlo in Germania piuttosto che in Svezia. Un sistema che non sottragga l’Italia alle proprie responsabilità e alla propria collocazione geografica nel quadro di un sistema sano che garantisca tutti, a partire dai più vulnerabili, che non imponga reclusioni o deportazioni, che non tratti chi cerca una via di fuga alla stregua di immondizia di cui liberarsi o di allarme da additare come portatore di inesistenti pericoli. È questo insieme di scelte scellerate di cui la Bossi – Fine è parte integrante, che va spezzato in radice. Le proposte ci sono, le risorse anche, le ragioni sono valide e non soltanto etiche ma di natura politica nel senso alto del termine. Si vedrà nei prossimi giorni, forse nelle prossime ore se l’indignazione di Repubblica e di buona parte del centro sinistra porterà soltanto a gesti auto assolutori, a riforme parziali di una legge irriformabile o al ritorno ad una legge già allora inadeguata come la Turco – Napolitano. Lo si ripete ormai da tempo: l’immigrazione ha già cambiato l’Italia ed è assurdo continuare a replicare nella logica della contrapposizione fra un “noi” e un “loro” sempre più indistinguibile. Cambiano le ragioni del migrare o del cercare asilo, cambiano le rotte e i progetti migratori che le persone si danno, cambiano le aree del mondo in cui è possibile immaginare un futuro per se e per i propri figli. Un discorso valido per autoctoni e non. Ma si torna alla domanda iniziale: quante stragi di innocenti occorrono per imporre un minimo di analisi, di riflessione e di costruzione di cambiamento?
Stefano Galieni
Occorre una strage per cambiare una legge? In Italia sembra proprio di si, ripercorrendo a ritroso la storia della Repubblica sembra che solo di fronte ad immani tragedie ci si renda conto, ovviamente sempre in ritardo, della pericolosità, della superficialità e spesso della pura ignoranza con cui si elaborano provvedimenti legislativi e li si tengono in vita come meri strumenti propagandistici. La raccolta firme lanciata, grazie all’allarme lanciato da Stefano Rodotà su Repubblica.it per promuovere l’abrogazione della legge Bossi – Fini ha raccolto in poche ore oltre 50 mila firme, dimostrando nei fatti che l’opinione pubblica spesso reagisce meglio di chi tenta di governarne i sentimenti e le pulsioni. Ora è chiaro che qualsiasi essere umano dotato di un minimo di senso civico non potrà che essere felice se tale perversa legge verrà eliminata ma, con un minimo di onestà intellettuale, andrebbero proposte alcune riflessioni. In primis, la Bossi –Fini, in tutte le sue micidiali variazioni peggiorative introdotte negli anni grazie anche al silenzio di coloro che oggi si scoprono indignati, andrebbe rimossa in quanto legge che ha mancato totalmente gli stessi scopi per cui è stata elaborata o almeno propagandata. Si tratta a volerla leggere e in quanto frutto di emendamenti sul precedente Testo Unico (la Turco – Napolitano) per intendersi, di una legge che serve a “etnicizzare”e a rendere più ricattabile il mercato del lavoro. Il succo della sua inconcludenza è nel pretendere, in un mondo in cui merci e capitali si spostano con facilità estrema, il mantenimento in condizioni di subalternità gli uomini e le donne che vengono a lavorare. La permanenza in Italia è legata mani e piedi al contratto di lavoro, dipende insomma da un padrone che decide se, per quanto tempo e in quali condizioni garantire il diritto a farsi sfruttare. Costruire affetti, entrare nella quotidiana vita sociale del Paese ospitante, arricchirlo in termini economici, sociali, culturali, non conta nulla. Il migrante è sempre e solo braccia, quando non serve va rispedito al mittente. Inevitabile che nella stessa logica mercantilistica, ed ancor di più in un contesto di crisi, lo stesso sbandierato legame fra domanda e offerta non funziona. Vince chi assume al nero e mantiene le persone nella irregolarità più assoluta, vince chi marginalizza non solo economicamente. Insomma una legge che ha prodotto in 11 anni di vita, condizioni di irregolarità diffusa risolte con sanatorie ad hoc, con provvedimenti contorti come i “decreti flussi”. In Italia, si scopre oggi, che entrare regolarmente è pressoché impossibile – il 65% dei migranti presenti ha trascorso anche anni privo di documenti – si scopre che 5 milioni di persone sono ritenute oggetti e non soggetti della vita democratica, si scopre e ci si indigna perché aberrazioni come la successiva introduzione del reato di ingresso irregolare porta anche una procura ad incriminare coloro che hanno commesso il torto di sopravvivere ad una ecatombe. Ed è grottesco leggere come coloro che continuano a difendere tale impianto legislativo non si confrontino mai con tali risultati ma si aggrappino ad un testo, o meglio ai nomi che di quel testo sono il simbolo, per rassicurare, mentendo, il proprio elettorato. Come se la Bossi – Fini abbia prodotto il miracolo di fermare le “invasioni”. E qui si arriva al secondo punto critico. Se la voglia di rivedere un sistema parte da un giusto afflato emotivo allora è il caso di resettare la memoria e raccontare qualcosa di rimosso. In mare si crepava già prima dell’approvazione dell’attuale T.U. basta ricordare il naufragio nelle acque di Portopalo del Natale 1996, quando ancora non era in vigore neanche la Turco – Napolitano che della Bossi – Fini è strutturalmente madre, basti ricordare quello della Kater I Rades, speronata il 28 marzo 1997 da una motovedetta della Marina Militare italiana nei pressi di Otranto, solo per segnalare le catastrofi con il maggior numero di vittime. Da quegli anni ad oggi sono oltre 7000 le persone che hanno perso la vita in mare – il calcolo è per difetto – in nome della difesa di una “Fortezza Europa” che ha coinvolto governi di diverso segno politico. La Bossi – Fini e gli addentellati che ne seguono sono certamente il culmine di mancate soluzioni ma la sua rimozione di per se non è affatto sufficiente a definire nuove e più positive prospettive. Intanto chi arriva da richiedente asilo – mezzo mondo è oppresso da guerre e tensioni ormai perenne – deve poter accedere a corridoi umanitari modulati a livello continentale in Europa. Le inutili e dannose risorse impegnate per l’agenzia FRONTEX potrebbero trovare migliore impiego per rompere alla radice il traffico di esseri umani garantendo gli ingressi legali e procedure comuni di accoglienza diffuse. Se 28 Paesi che complessivamente sono abitati da centinaia di milioni di persone non sono in grado di predisporre piani di salvataggio per una quantità di persone assolutamente risibile rispetto alle catastrofi umanitarie che si vanno realizzando significa che non solo l’Italia ma la stessa U.E. non ha alcuna prospettiva. Dai tempi del primo Regolamento Dublino poi che si potevano definire forme di diritto di asilo europeo che garantissero libertà di circolazione all’interno almeno dell’area Schengen per chi ha opportunità migliori in un paese piuttosto che in un altro. Per chi sbarca a Lampedusa magari con l’obiettivo di ritrovare un parente o una rete relazionale pronta a sostenerlo in Germania piuttosto che in Svezia. Un sistema che non sottragga l’Italia alle proprie responsabilità e alla propria collocazione geografica nel quadro di un sistema sano che garantisca tutti, a partire dai più vulnerabili, che non imponga reclusioni o deportazioni, che non tratti chi cerca una via di fuga alla stregua di immondizia di cui liberarsi o di allarme da additare come portatore di inesistenti pericoli. È questo insieme di scelte scellerate di cui la Bossi – Fine è parte integrante, che va spezzato in radice. Le proposte ci sono, le risorse anche, le ragioni sono valide e non soltanto etiche ma di natura politica nel senso alto del termine. Si vedrà nei prossimi giorni, forse nelle prossime ore se l’indignazione di Repubblica e di buona parte del centro sinistra porterà soltanto a gesti auto assolutori, a riforme parziali di una legge irriformabile o al ritorno ad una legge già allora inadeguata come la Turco – Napolitano. Lo si ripete ormai da tempo: l’immigrazione ha già cambiato l’Italia ed è assurdo continuare a replicare nella logica della contrapposizione fra un “noi” e un “loro” sempre più indistinguibile. Cambiano le ragioni del migrare o del cercare asilo, cambiano le rotte e i progetti migratori che le persone si danno, cambiano le aree del mondo in cui è possibile immaginare un futuro per se e per i propri figli. Un discorso valido per autoctoni e non. Ma si torna alla domanda iniziale: quante stragi di innocenti occorrono per imporre un minimo di analisi, di riflessione e di costruzione di cambiamento?
Stefano Galieni
Non è il mestiere mio questo mestiere qua di galleggiare nel cerchio di mezzo sempre a metà ma sfasato dal centro un po' più in là.
Seguo il flusso delle onde e vedo il nulla all'orizzonte.
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Re: Lampedusa 03.10.2013
Per espandere lo spunto di Satanika “Liberare” i migranti senza “arrestare” i capitali? Un suicidio politico.
Something wicked this way comes