Seghe musicali e strumentali
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Re: Seghe musicali e strumentali
Tutta roba molto bella, ma io ho un debole per l'assolo di Beat it ad opera di Van Halen.
O' pauer metal n'adda cagnà.
- diego
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Re: Seghe musicali e strumentali
Visti tutti, e soprattutto Claypool (vabbè, chetelodicoaffare) e quello dei Mudvayne 
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Re: Seghe musicali e strumentali
quello dei Mudvayne e' un mostro, peccato sia sparito dalla circolazione insieme al resto della band...diego ha scritto:Visti tutti, e soprattutto Claypool (vabbè, chetelodicoaffare) e quello dei Mudvayne
comunque oggi si parla di Joe Lester e del suo basso fretless negli Intronaut
Intronaut, Killing birds with stones (live che ve li godete meglio)
Di sto mostro basta asocltare qualsiasi cosa, ma in questa canzone adoro il suo iniziar ein levare, i raddoppi che fa intorno a 2:00, a 3:17 quando sembra che parta pe ri cazzi suoi ma invece riesce a starci dentro (come sono tecnico), la scala a 4:22 e seguire, e poi ovviamente a partire da 5:24 quando inizia ad usare l'assenza di tasti come si deve...
Li ho visti dal vivo due volte: dal vivo lui e' ancora piu' pazzesco: compostissimo e preciso, ha un suono caldo bellissimo.
...e visto che si parla di fretless, come non citare lui:
Death, Trapped in a corner
...difficile dire dove di Giorgio dia il meglio di se in sta canzone, visto che e' (come nel resto del disco*) al 200%. L'intro e' da paura! A partire da 1:25 mi tocco tutte le volte, e quando parte l'assolo a 2:53 un po' mi bagno.
Ogni singolo pattern e nota andrebbe studiata a scuola.
*ed in generale sto disco e' avanti di qualche millennio
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Re: Seghe musicali e strumentali
Cazzo bravi gli Intronaut, non li conoscevo!
il bassista è da panico.
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Re: Seghe musicali e strumentali
tie', ascoltati sto tripdiego ha scritto:Cazzo bravi gli Intronaut, non li conoscevo!
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Re: Seghe musicali e strumentali
Ravenheart ha scritto:Hendrix era avanti di 50 anni rispetto ai suoi tempi. Comunque in un chitarrista non conta solo il saper sparare 150000 note al secondo, altrimenti Malmsteen sarebbe il migliore. C'è differenza tra essere un maestro dello strumento e uno smanettone che va a 2000 kmh
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Re: Seghe musicali e strumentali
Vi lascio da soli due settimane e mi sputtanate il senso del thread
Se volete contribuire fate pure, ne son ben lieto...ma il concetto è il seguente: "Prendere un brano (o ancor meglio un singolo passaggio significativo) e sviscerarlo dal punto di vista tecnico e compositivo". Per postare video di fenomeni c'è già cascatori di mascella. Asini (soprattutto rabe)
Vabbè, vi regalo un'altra perla.
Michael Lee Firkins - Runaway Train
Il biondocrinito chitarrista della scuderia Varney secondo me non ha mai ottenuto i riconoscimenti e il successo che merita. Autore di un primo disco solista ECCEZIONALE, che contiene una serie di perle strumentali davvero rare e bellissime. In particolare eccovi Runaway Train, un pezzo nel quale Firkins mette a servizio della forma canzone praticamente tutta la sua (mostruosa e variegata) tecnica strumentale. L'intro del pezzo in particolare è un esempio perfetto del suo stile unico e inimitabile. E' interamente suonato in chicken picking (la tecnica ibrida dita/plettro) che conferisce alla frase un suono molto rotondo (quando usa le dita) e appuntito al tempo stesso (quando invece plettra). Non è altro che la semplice scomposizione armonica (arpeggiata) degli accordi di base del pezzo ma suonata dalle sue mani eccezionali diventa una cosa pazzesca. Con una precisione chirurgica alterna le dita sui cantini e il plettro sulle basse, sviluppando un riff che da un'idea di movimento "circolare" attorno a un centro tonale. Un'idea di una semplicità disarmante ma con un risultato finale stupefacente. Lo muove linearmente sul manico seguendo la progressione discendente dell'armonia fino ad arrivare al riff portante della canzone, nel quale davvero sfodera tutto quello che ha di unico. Un riffettone country rock suonato su una base speed metal interamente in chicken picking con una ricchezza di suono in termini di armoniche e "colori" pazzesca. Firkins è un chitarrista della madonna, davvero non mi spiego come non sia diventato uno dei mostri sacri accanti ai vari Satch e compagnia varia. Fate vostro questo pezzo e anche tutto il resto del disco, già che ci siete.
Se volete contribuire fate pure, ne son ben lieto...ma il concetto è il seguente: "Prendere un brano (o ancor meglio un singolo passaggio significativo) e sviscerarlo dal punto di vista tecnico e compositivo". Per postare video di fenomeni c'è già cascatori di mascella. Asini (soprattutto rabe)
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Re: Seghe musicali e strumentali
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Re: Seghe musicali e strumentali
ah ho capito, bisogna copia e incollare da wikipedia...Erotic.Nightmares ha scritto:Vi lascio da soli due settimane e mi sputtanate il senso del thread![]()
Se volete contribuire fate pure, ne son ben lieto...ma il concetto è il seguente: "Prendere un brano (o ancor meglio un singolo passaggio significativo) e sviscerarlo dal punto di vista tecnico e compositivo". Per postare video di fenomeni c'è già cascatori di mascella. Asini (soprattutto rabe)
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Re: Seghe musicali e strumentali
Beh,quando ascolto il primo è pura estasi.Alexi Laiho ha scritto:Ravenheart ha scritto:Hendrix era avanti di 50 anni rispetto ai suoi tempi. Comunque in un chitarrista non conta solo il saper sparare 150000 note al secondo, altrimenti Malmsteen sarebbe il migliore. C'è differenza tra essere un maestro dello strumento e uno smanettone che va a 2000 kmh
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Re: Seghe musicali e strumentali
Figa, 'sto qui proprio non lo conoscevo. E la tua spiegazione mi ha fatto capire un sacco di robe a cui sentendo distrattamente non avrei fatto caso.Erotic.Nightmares ha scritto: Michael Lee Firkins - Runaway Train
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Re: Seghe musicali e strumentali
Non è tra gli artisti citati e postati fin'ora, ma siccome ci sono arrivato partendo da Greg Howe e poi ampliando il discorso, volevo solo rappresentare che mi sono procurato "Mind's Eye" di Vinnie Moore.
A orecchio (il mio, quindi molto rozzo), sembra un altro minchione da nulla.
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Re: Seghe musicali e strumentali
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Se la mia memoria fosse fervida, mi piacerebbe infilarci qualcosa (Magari del buon zakkaria, che di passaggi sbrodolosi ne ha fatti a iosa anche lui, anche con lo zio).
Ma ora non mi sovviene nulla....
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Re: Seghe musicali e strumentali
Ank ha scritto:Thread eccezzionale.
Se la mia memoria fosse fervida, mi piacerebbe infilarci qualcosa (Magari del buon zakkaria, che di passaggi sbrodolosi ne ha fatti a iosa anche lui, anche con lo zio).
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Re: Seghe musicali e strumentali
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Re: Seghe musicali e strumentali
Allora allora, premetto che, come solennemente promesso di non volerlo insozzare, intervengo solo per riaccendere il presente 3d che, secondo me, dovrebbe avere una frequentazione almeno settimanale. Quindi il mio intendo principale è invogliare gli specialisti del forum a donarci, se non tutte, alcune perle come quella già presentate da Ero e Rabe. Fine premessa.
Jason Becker - Perpetual Burn
Il pezzo indicato vuole essere un esempio magistrale di come si possa strutturare una melodia utilizzando totalmente esolamente lo sweeping e lo string skipping per tutta la durata intera del brano.
Tuttavia, chiuque abbia portato a termine gli esercizio della tecnica in questione con il metodo Castellano dovrebbe riuscire ad impararlo ed a ripeterlo almeno alla stessa velocità e quasi nella stessa maniera. Dico quasi perchè il pezzo ha momenti che per me invece sono vere e proprie seghe musicali (nel senso buono del termine
...e cioè che mi fanno flippare le dita), e sono fondamentalmente 3:
1) al min 1:31 viene eseguito in tapping/hammer una sequenza di note che, seppur semplici dal punto di vista della tablatura, richiedono un'abilità non indifferente, sia dal punto di vista della velocità, in quanto Jason sembra che raddoppi letteralmente il numero di note, sia dal punto di vista manuale (estensione);
2) al min 2:01 vengono suonate delle note in ripetizione ad un alta velocità, intercalate da scale in string skipping che, seppur sempre a livello di buon abile tecnicismo, offrono un effetto, aumentato dalla batteria, di raffica spaventosamente potente e difficile da riprodurre; non è tanto suonarle ma riuscire a dare l'effetto del crescendo senza perdere il ritmo della plettrata;
3) al min 2:56 una scala in crescendo mozza il fiato in quanto, a mio avviso, mi risulta quasi impossibile da ripetere perfettamente. Perfino Loomis la quasi-ranza rifacendola. Il fatto è che prima della scala Jason fa un serie di sweep veloci e molto ampi in termini di manico e quandi riuscire ad arrivare a prenderla perfettamente a tempo e, nello stesso tempo, anche concentrato, supera la semplice pratica o il mero esercizio da ripetizione.
Per me tutto questo rende il pezzo unico ed irripetibile.
E lui lo suonava quasi senza sforzo. Per questo, e molti altri motivi, penso che Jason sia uno dei chitarristi migliori e che più mi hanno invogliato a sudare e spendere ore ed ore sulla chitarra. Insomma, era l'alternativa più piacevole al porno
Bene, spero che Ero non mi cazzi
P.S. Ovviamente adesso arriverà e dirà che lui la fa ad occhi chiuso e senza 5 dita
Jason Becker - Perpetual Burn
Il pezzo indicato vuole essere un esempio magistrale di come si possa strutturare una melodia utilizzando totalmente esolamente lo sweeping e lo string skipping per tutta la durata intera del brano.
Tuttavia, chiuque abbia portato a termine gli esercizio della tecnica in questione con il metodo Castellano dovrebbe riuscire ad impararlo ed a ripeterlo almeno alla stessa velocità e quasi nella stessa maniera. Dico quasi perchè il pezzo ha momenti che per me invece sono vere e proprie seghe musicali (nel senso buono del termine
1) al min 1:31 viene eseguito in tapping/hammer una sequenza di note che, seppur semplici dal punto di vista della tablatura, richiedono un'abilità non indifferente, sia dal punto di vista della velocità, in quanto Jason sembra che raddoppi letteralmente il numero di note, sia dal punto di vista manuale (estensione);
2) al min 2:01 vengono suonate delle note in ripetizione ad un alta velocità, intercalate da scale in string skipping che, seppur sempre a livello di buon abile tecnicismo, offrono un effetto, aumentato dalla batteria, di raffica spaventosamente potente e difficile da riprodurre; non è tanto suonarle ma riuscire a dare l'effetto del crescendo senza perdere il ritmo della plettrata;
3) al min 2:56 una scala in crescendo mozza il fiato in quanto, a mio avviso, mi risulta quasi impossibile da ripetere perfettamente. Perfino Loomis la quasi-ranza rifacendola. Il fatto è che prima della scala Jason fa un serie di sweep veloci e molto ampi in termini di manico e quandi riuscire ad arrivare a prenderla perfettamente a tempo e, nello stesso tempo, anche concentrato, supera la semplice pratica o il mero esercizio da ripetizione.
Per me tutto questo rende il pezzo unico ed irripetibile.
E lui lo suonava quasi senza sforzo. Per questo, e molti altri motivi, penso che Jason sia uno dei chitarristi migliori e che più mi hanno invogliato a sudare e spendere ore ed ore sulla chitarra. Insomma, era l'alternativa più piacevole al porno
Bene, spero che Ero non mi cazzi
P.S. Ovviamente adesso arriverà e dirà che lui la fa ad occhi chiuso e senza 5 dita
Nel rotondo crocicchio, sei donzelle ballano. Tre di carne e tre d’argento. I sogni di un tempo le cercano, ma le tiene avvinghiate un Polifemo d’oro. Cosa sono?
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Re: Seghe musicali e strumentali
Uh, non mi ero accorto del tuo intervento. Ora me la vado a riascoltare.giopasi ha scritto:Allora allora, premetto che, come solennemente promesso di non volerlo insozzare, intervengo solo per riaccendere il presente 3d che, secondo me, dovrebbe avere una frequentazione almeno settimanale. Quindi il mio intendo principale è invogliare gli specialisti del forum a donarci, se non tutte, alcune perle come quella già presentate da Ero e Rabe. Fine premessa.
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Il pezzo indicato vuole essere un esempio magistrale di come si possa strutturare una melodia utilizzando totalmente esolamente lo sweeping e lo string skipping per tutta la durata intera del brano.
Tuttavia, chiuque abbia portato a termine gli esercizio della tecnica in questione con il metodo Castellano dovrebbe riuscire ad impararlo ed a ripeterlo almeno alla stessa velocità e quasi nella stessa maniera. Dico quasi perchè il pezzo ha momenti che per me invece sono vere e proprie seghe musicali (nel senso buono del termine...e cioè che mi fanno flippare le dita), e sono fondamentalmente 3:
1) al min 1:31 viene eseguito in tapping/hammer una sequenza di note che, seppur semplici dal punto di vista della tablatura, richiedono un'abilità non indifferente, sia dal punto di vista della velocità, in quanto Jason sembra che raddoppi letteralmente il numero di note, sia dal punto di vista manuale (estensione);
2) al min 2:01 vengono suonate delle note in ripetizione ad un alta velocità, intercalate da scale in string skipping che, seppur sempre a livello di buon abile tecnicismo, offrono un effetto, aumentato dalla batteria, di raffica spaventosamente potente e difficile da riprodurre; non è tanto suonarle ma riuscire a dare l'effetto del crescendo senza perdere il ritmo della plettrata;
3) al min 2:56 una scala in crescendo mozza il fiato in quanto, a mio avviso, mi risulta quasi impossibile da ripetere perfettamente. Perfino Loomis la quasi-ranza rifacendola. Il fatto è che prima della scala Jason fa un serie di sweep veloci e molto ampi in termini di manico e quandi riuscire ad arrivare a prenderla perfettamente a tempo e, nello stesso tempo, anche concentrato, supera la semplice pratica o il mero esercizio da ripetizione.
Per me tutto questo rende il pezzo unico ed irripetibile.
E lui lo suonava quasi senza sforzo. Per questo, e molti altri motivi, penso che Jason sia uno dei chitarristi migliori e che più mi hanno invogliato a sudare e spendere ore ed ore sulla chitarra. Insomma, era l'alternativa più piacevole al porno
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Re: Seghe musicali e strumentali
giopasi ha scritto:Insomma, era l'alternativa più piacevole al porno
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Re: Seghe musicali e strumentali
L'ho riascoltata e su Becker che vuoi dire, pure una capra ignorante come me rimanediego ha scritto:
Uh, non mi ero accorto del tuo intervento. Ora me la vado a riascoltare.
Poi ho visto il video di Loomis, e ho realizzato a vista cosa vuol dire tirare fuori quella roba lì. E la faccia è passata a
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Re: Seghe musicali e strumentali
P.S. E rendiamoci conto che ha fatto quel che ha fatto che era presso che un bambino e da quando aveva 22 (22!!!) anni non ha più potuto suonare. 
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Re: Seghe musicali e strumentali
Bravodiego ha scritto:P.S. E rendiamoci conto che ha fatto quel che ha fatto che era presso che un bambino e da quando aveva 22 (22!!!) anni non ha più potuto suonare.
Nel rotondo crocicchio, sei donzelle ballano. Tre di carne e tre d’argento. I sogni di un tempo le cercano, ma le tiene avvinghiate un Polifemo d’oro. Cosa sono?
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Re: Seghe musicali e strumentali
Gioppino bravo, hai colto lo spirito del thread

Sono stato impegnato in questi giorni e ho letto bene solo ora...!!!!!! Ve ne butto li un'altra.
Ritchie Kotzen - B Funk
Pezzo d'apertura del terzo disco solista di Kotzen. Suonava già con tecnica ibrida plettro-dita (ora suona solo con le dita, ha mollato il plettro definitivamente) e stava già abbandonando il mood puramente rock dei primi due dischi solisti per approcciare quello che sa fare meglio, ovvero il chitarrista ipertecnico funk. Già il riff di apertura ti spiega due cosine, tipo che con quel tiro e quella precisione tu non ci suonerai mai e che pur avendo all'epoca 21 anni già aveva da insegnare a tantissima gente. Sciorina un riff portante spettacolare, funkeggiante (ma dai....) con un tiro esagerato e una precisione chirurgica. Spara un tema che così, tanto per fare, ti lascia a bocca aperta. E proprio quando pensi d'aver sentito tutto, a 2:10 parte l'assolo del pezzo. Qui sfoggia una classe che per avere 21 anni non ci si crede. Quasi tutto il solo ha come base la sola batteria e RItchie, dimostrando una capacità melodica assurda, ti fa capire dove va a parare l'armonia sottolineando le toniche e le terze durante il solo stessso. Apre il solo con una serie di slide e string skipping (rigorosamente alternando dita e plettro) sconvolgenti, muovendosi su scale decisamente poco comuni per i chitarristi del tempo. Kotzen è sempre stato avanti anni luce rispetto ai suoi contemporanei su certe cose e forse è per questo che ha conosciuto poco successo rispetto a tanti altri. Già solo con quelle prime sei battute ti fa capire quanto lungo ci vedeva il ragazzo, sfruttando lick inusuali e complicatissimi. Ma poi ci butta sopra il carico. A 2:36 parte una frase pazzesca al fulmicotone che pare dire: "Oh, guarda che comunque io so suonare pure rock e c'ho una tecnica che spettina la vagina a tua moglie, tua figlia, tua sorella e tua madre eh. Ricordatelo!!!!". Ci butta dentro pedale, legato, tapping, string skipping. Tutto in tre secondi netti di roba. Con una chiusura che ti lascia a bocca aperta perchè in pratica ascoltarlo è come prendere tre sberloni in faccia e subito dopo essere investiti dalla calma più totale, non capisci che cazzo sia successo ma ti brucia la faccia da morire.
Scoppiatevi i primi tre dischi (Richie Kotzen, Fever Dreams e Electric Joy che di quest'ultimo poi la title track è un blues strappamutande pazzesco) e mi ringrazierete.
Sono stato impegnato in questi giorni e ho letto bene solo ora...!!!!!! Ve ne butto li un'altra.
Ritchie Kotzen - B Funk
Pezzo d'apertura del terzo disco solista di Kotzen. Suonava già con tecnica ibrida plettro-dita (ora suona solo con le dita, ha mollato il plettro definitivamente) e stava già abbandonando il mood puramente rock dei primi due dischi solisti per approcciare quello che sa fare meglio, ovvero il chitarrista ipertecnico funk. Già il riff di apertura ti spiega due cosine, tipo che con quel tiro e quella precisione tu non ci suonerai mai e che pur avendo all'epoca 21 anni già aveva da insegnare a tantissima gente. Sciorina un riff portante spettacolare, funkeggiante (ma dai....) con un tiro esagerato e una precisione chirurgica. Spara un tema che così, tanto per fare, ti lascia a bocca aperta. E proprio quando pensi d'aver sentito tutto, a 2:10 parte l'assolo del pezzo. Qui sfoggia una classe che per avere 21 anni non ci si crede. Quasi tutto il solo ha come base la sola batteria e RItchie, dimostrando una capacità melodica assurda, ti fa capire dove va a parare l'armonia sottolineando le toniche e le terze durante il solo stessso. Apre il solo con una serie di slide e string skipping (rigorosamente alternando dita e plettro) sconvolgenti, muovendosi su scale decisamente poco comuni per i chitarristi del tempo. Kotzen è sempre stato avanti anni luce rispetto ai suoi contemporanei su certe cose e forse è per questo che ha conosciuto poco successo rispetto a tanti altri. Già solo con quelle prime sei battute ti fa capire quanto lungo ci vedeva il ragazzo, sfruttando lick inusuali e complicatissimi. Ma poi ci butta sopra il carico. A 2:36 parte una frase pazzesca al fulmicotone che pare dire: "Oh, guarda che comunque io so suonare pure rock e c'ho una tecnica che spettina la vagina a tua moglie, tua figlia, tua sorella e tua madre eh. Ricordatelo!!!!". Ci butta dentro pedale, legato, tapping, string skipping. Tutto in tre secondi netti di roba. Con una chiusura che ti lascia a bocca aperta perchè in pratica ascoltarlo è come prendere tre sberloni in faccia e subito dopo essere investiti dalla calma più totale, non capisci che cazzo sia successo ma ti brucia la faccia da morire.
Scoppiatevi i primi tre dischi (Richie Kotzen, Fever Dreams e Electric Joy che di quest'ultimo poi la title track è un blues strappamutande pazzesco) e mi ringrazierete.
Chi va piano va sano e va lontano. Chi va forte va alla morte (tiè...)
Tonica, terza, quinta, settima diminuita. Resta dunque irrisolto l'accordo della mia vita?
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Re: Seghe musicali e strumentali
GRANDE ANTONIO!!!!!!!!!!!!AntonioC. ha scritto:Tutta roba molto bella, ma io ho un debole per l'assolo di Beat it ad opera di Van Halen.
Edward Lodewijk van Halen
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Re: Seghe musicali e strumentali
io ti ringrazio già adessoErotic.Nightmares ha scritto:Scoppiatevi i primi tre dischi (Richie Kotzen, Fever Dreams e Electric Joy che di quest'ultimo poi la title track è un blues strappamutande pazzesco) e mi ringrazierete.
Nel rotondo crocicchio, sei donzelle ballano. Tre di carne e tre d’argento. I sogni di un tempo le cercano, ma le tiene avvinghiate un Polifemo d’oro. Cosa sono?
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Re: Seghe musicali e strumentali
Gioppino
Visto che Antonio ed Ennio l'hanno citato....
Eddie Van Halen - Beat It Solo
Qui Eddie ci regala un solo che è entrato tipo immediatamente nella storia e che qualunque chitarrista che voglia provare a definirsi tale deve studiare fino a farsi sanguinare le dita e il buco del culo. Non stiamo qui a menarcela a vicenda, su. Questo assolo, insieme ad altri sei o sette assoli nella storia, è la FOTTUTA ragione per cui molti di noi hanno deciso di mettersi a studiare davvero il proprio strumento. Parte con quei giochetti di leva e di armonici artificiali che in pratica Eddie ha inventato e che solo lui riesce a far "cantare" in quel modo unico. Sembra quasi che la chitarra parli, roba che in confronto Steve Vai con la whammy bar in mano pare un mezzo dilettante. Le prime due battute finalizzate ad introdurre quel tapping che ci ha sconvolto la vita con Eruption...e sticazzi se qualcuno prima di lui ha usato il tapping, per noi chitarristi rock il tapping E' il signor Edward Van Halen. Una bella frase in sestine di sedicesimi in tapping suonata con quell'andamento "incespicante" e un po' storto sul tempo che solo Eddie sa fare e che rende unico ogni suo assolo. Da qui in avanti sciorina alcune delle più belle frasi in tapping della storia fuse con dei giochetti di leva che legano un lick all'altro, il tutto suonato con la naturalezza che io posso avere giusto quando sono sul cesso a cagare. E passato lo svisone del tapping ecco di nuovo saltare fuori la leva e quel suono che il Criceto definirebbe fuxia a ragion veduta. Un giochino di bending, leva e armonici artificiali che fanno miagolare la chitarra manco fosse una cinesina alle prese con un cazzo occidentale bello grosso e duro. Giusto il tempo di tre battute e poi via, l'ultima frase in tapping su due corde, sestine di sedicesimi con gli accenti sulla seconda, quarta e sesta nota che porcatroia cascasse il mondo se riesco a rifare così come suona sul disco puttanazza la eva bastarda. E poi via, si chiude il solo con un bel tremolo picking ascendente e un ultimo bending finale che regala la magia del tocco di quest'ometto qui grazie al quale la persona che scrive queste parole ha avuto uno strumento magnifico da suonare. Perchè l'elettrica così come la concepiamo oggi l'ha inventata stò qua. Punto.
Chiudete internet, grazie.
Visto che Antonio ed Ennio l'hanno citato....
Eddie Van Halen - Beat It Solo
Qui Eddie ci regala un solo che è entrato tipo immediatamente nella storia e che qualunque chitarrista che voglia provare a definirsi tale deve studiare fino a farsi sanguinare le dita e il buco del culo. Non stiamo qui a menarcela a vicenda, su. Questo assolo, insieme ad altri sei o sette assoli nella storia, è la FOTTUTA ragione per cui molti di noi hanno deciso di mettersi a studiare davvero il proprio strumento. Parte con quei giochetti di leva e di armonici artificiali che in pratica Eddie ha inventato e che solo lui riesce a far "cantare" in quel modo unico. Sembra quasi che la chitarra parli, roba che in confronto Steve Vai con la whammy bar in mano pare un mezzo dilettante. Le prime due battute finalizzate ad introdurre quel tapping che ci ha sconvolto la vita con Eruption...e sticazzi se qualcuno prima di lui ha usato il tapping, per noi chitarristi rock il tapping E' il signor Edward Van Halen. Una bella frase in sestine di sedicesimi in tapping suonata con quell'andamento "incespicante" e un po' storto sul tempo che solo Eddie sa fare e che rende unico ogni suo assolo. Da qui in avanti sciorina alcune delle più belle frasi in tapping della storia fuse con dei giochetti di leva che legano un lick all'altro, il tutto suonato con la naturalezza che io posso avere giusto quando sono sul cesso a cagare. E passato lo svisone del tapping ecco di nuovo saltare fuori la leva e quel suono che il Criceto definirebbe fuxia a ragion veduta. Un giochino di bending, leva e armonici artificiali che fanno miagolare la chitarra manco fosse una cinesina alle prese con un cazzo occidentale bello grosso e duro. Giusto il tempo di tre battute e poi via, l'ultima frase in tapping su due corde, sestine di sedicesimi con gli accenti sulla seconda, quarta e sesta nota che porcatroia cascasse il mondo se riesco a rifare così come suona sul disco puttanazza la eva bastarda. E poi via, si chiude il solo con un bel tremolo picking ascendente e un ultimo bending finale che regala la magia del tocco di quest'ometto qui grazie al quale la persona che scrive queste parole ha avuto uno strumento magnifico da suonare. Perchè l'elettrica così come la concepiamo oggi l'ha inventata stò qua. Punto.
Chiudete internet, grazie.
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Re: Seghe musicali e strumentali
Bella anche la versione di Jennifer Batten, mentre non piace molto quella di Orianthi.
O' pauer metal n'adda cagnà.
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Re: Seghe musicali e strumentali
Erotic.
Ti ringrazio.
Io sono un autodidatta (e anche scarso
) e non sarei in grado di descrivere dettagli tecnici come te.
Lo sapete, Eddie è il mio idolo delle sei corde.
E questo solo ben rappresenta il suo essere tecnico, istintivo e creativo in una miscela davvero unica.
Me lo riascolto 10 volte di seguito, arrivederci...
Ti ringrazio.
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Edward Lodewijk van Halen
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Re: Seghe musicali e strumentali
Raramente altri chitarristi riescono a rifare i soli di Edward come si deve, credo per la componente istintiva a cui accennavo nel messaggio precedente.AntonioC. ha scritto:Bella anche la versione di Jennifer Batten, mentre non piace molto quella di Orianthi.
Metti Jump, assolo della madonna, nemmeno Steve Vai e Steve Stevens riescono a rifarlo live in modo convincente (per me).
Edward Lodewijk van Halen
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Re: Seghe musicali e strumentali
ma tipo, raccontatemi il solo di Tornado Of Solus
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Re: Seghe musicali e strumentali
prirpipipipririrpripripriiirpppriririririrprirpppppriiiiiiiiiSTIV_IV ha scritto:ma tipo, raccontatemi il solo di Tornado Of Solus
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Re: Seghe musicali e strumentali
rabe ha scritto:prirpipipipririrpripripriiirpppriririririrprirpppppriiiiiiiiiSTIV_IV ha scritto:ma tipo, raccontatemi il solo di Tornado Of Solus
Ad un certo punto fa anche pa-parappa-pa-pa-pa-papa-pa-parappa-pa-pa-pa-papa etc.etc.
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Re: Seghe musicali e strumentali
nel pre-chorus, veroTheNeedleLies ha scritto:rabe ha scritto:prirpipipipririrpripripriiirpppriririririrprirpppppriiiiiiiiiSTIV_IV ha scritto:ma tipo, raccontatemi il solo di Tornado Of Solus![]()
Ad un certo punto fa anche pa-parappa-pa-pa-pa-papa-pa-parappa-pa-pa-pa-papa etc.etc.
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Re: Seghe musicali e strumentali
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Re: Seghe musicali e strumentali
la mia preferitaAnk ha scritto:Dimenticate la parte centrale: ptaum ptaum swiiiiinnnnnggggg...........
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Re: Seghe musicali e strumentali
Eh beh....rabe ha scritto:la mia preferitaAnk ha scritto:Dimenticate la parte centrale: ptaum ptaum swiiiiinnnnnggggg...........
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Re: Seghe musicali e strumentali
STIV_IV ha scritto:somari
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Re: Seghe musicali e strumentali
Quoto la scimmietta, somari
Ve lo commenterei, perché è uno dei soli metal che mi piaccia più in assoluto (Marty Friedman è nel mio personale olimpo chitarristico), ma non ho la verve di Erotic, magari mi limito a commentare lui
Ve lo commenterei, perché è uno dei soli metal che mi piaccia più in assoluto (Marty Friedman è nel mio personale olimpo chitarristico), ma non ho la verve di Erotic, magari mi limito a commentare lui
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Re: Seghe musicali e strumentali
Nel frattempo...ieri mi sono rimesso sul solo di Tornado of souls...che dire?
Friedman qua dentro per me butta il meglio del suo repertorio, in un solo che rasenta la perfezione. Tocco, gusto e un climax che esplodono nell'ultima parte, che ti prende letteralmente a ceffoni.
Ogni volta provo a suonarlo...mi dico anche "ehi, mica male!" e poi riascolto l'originale oppure mi vedo qualche esecuzione di Marty e capisco che no, non ce la posso fare.
Ha un tocco, un modo di eseguire i bending talmente unici da rendere questo uno tra i soli metal più tosti da riprodurre.
Ad oggi non credo di aver mai sentito una cover che trovassi realmente soddisfacente...
Per me Friedman rimane il miglior chitarrista che i Megadeth abbiano mai avuto, il modo in cui i suoi soli impreziosivano i pezzi di Dave è ad oggi impareggiabile
Friedman qua dentro per me butta il meglio del suo repertorio, in un solo che rasenta la perfezione. Tocco, gusto e un climax che esplodono nell'ultima parte, che ti prende letteralmente a ceffoni.
Ogni volta provo a suonarlo...mi dico anche "ehi, mica male!" e poi riascolto l'originale oppure mi vedo qualche esecuzione di Marty e capisco che no, non ce la posso fare.
Ha un tocco, un modo di eseguire i bending talmente unici da rendere questo uno tra i soli metal più tosti da riprodurre.
Ad oggi non credo di aver mai sentito una cover che trovassi realmente soddisfacente...
Per me Friedman rimane il miglior chitarrista che i Megadeth abbiano mai avuto, il modo in cui i suoi soli impreziosivano i pezzi di Dave è ad oggi impareggiabile
- Ennio
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Re: Seghe musicali e strumentali
Disgustipated ha scritto:Quoto la scimmietta, somari
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