Concordo. Nel corso degli anni ho "educato" tante persone che mi hanno chiesto di passargli della musica. Partendo dalle loro coordinate musicali preferite ho cercato di costruire un percorso verso quelle che io prediligo. I risultati sono sempre stati meravigliosi, a patto che la persona avesse la voglia e la pazienza di ascoltare con calma i gruppi che, di volta in volta, gli passavogiopasi ha scritto:Ieri sera, fra mille seghe mentali, me ne venuta un'altra (parzialmente già trattata).
Il concetto è quello della gradualità.
Parlando sempre dell'approccio musicale ad uno stile, in particolare un genere diverso da quello abituato ad ascoltare, la gradualità di avvicinamento è fondamentale almeno dal punto di vista teorico.
Lasciamo stare il discorso "ma se vado a ritroso fino all'inifinito come avrò maturato il gusto di ascolto sul primo stile?" Il discorso è limitato al "nuovo" visto che cmq sul forum tutti siano già eruditi (io meno di tutti cmq)
Es. Se mi avvicino ad uno stile/sonorità, ascoltando magari un pezzo preso a caso sul tubo, diverso dal mio solito, che sò di nu metal o avantgarde o jazz, è possibile (non dico certo) che il primo impatto sarà negativo, o quanto meno mi lascierà perplesso. Se poi ascolta un disco interno rischio di riempirmi le orecchie di musica e di non riascoltare nulla successivamente.
La gradualità di ascolto, partendo da una proposta musicale precisa circoscritta e progredendo gradualmente verso quelle più impegnative e magari più "pure", aiuta sicuramente ad addentrarsi meglio e sopratutto cogliendo poco a poco le caratteristiche e le tipicità musicali.
Poi, una volta identificate, si potrà dire se piace o meno quel genere.
Detto questo, per me chi ascolta e poi nell'immediato riconosce subito se la proposta musicale è di suo gradimento o meno, rimane l'eccezzione.
In verità un'eccezzione invidiabile, ma per me cmq un'eccezzione.
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Re: Filtri musicali
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Re: Filtri musicali
Vedi che alla fine tu e Poli non siete tanto distanti come ideeSairus ha scritto:Concordo. Nel corso degli anni ho "educato" tante persone che mi hanno chiesto di passargli della musica. Partendo dalle loro coordinate musicali preferite ho cercato di costruire un percorso verso quelle che io prediligo. I risultati sono sempre stati meravigliosi, a patto che la persona avesse la voglia e la pazienza di ascoltare con calma i gruppi che, di volta in volta, gli passavo
Lui pensa che l'approccio ad un qualunque stile necessiti di una sorta di guida (es. recensioni, commenti, ecc.)... la c.d. educazione all'ascolto musicale
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Re: Filtri musicali
Io non penso per partito preso che justin bieber valga meno dei rainbow, è questo il motivo per cui non potrò mai trovare riscontro nel suo pensiero.giopasi ha scritto:Vedi che alla fine tu e Poli non siete tanto distanti come ideeSairus ha scritto:Concordo. Nel corso degli anni ho "educato" tante persone che mi hanno chiesto di passargli della musica. Partendo dalle loro coordinate musicali preferite ho cercato di costruire un percorso verso quelle che io prediligo. I risultati sono sempre stati meravigliosi, a patto che la persona avesse la voglia e la pazienza di ascoltare con calma i gruppi che, di volta in volta, gli passavo![]()
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Re: Filtri musicali
Infatti la differenza tra i due pensieri è questa. Io penso ci possano essere passaggi storici imprescindibili, lui pensa che tutto vada contestualizzato livellando cosi i valori.Sairus ha scritto:Io non penso per partito preso che justin bieber valga meno dei rainbow, è questo il motivo per cui non potrò mai trovare riscontro nel suo pensiero.giopasi ha scritto:Vedi che alla fine tu e Poli non siete tanto distanti come ideeSairus ha scritto:Concordo. Nel corso degli anni ho "educato" tante persone che mi hanno chiesto di passargli della musica. Partendo dalle loro coordinate musicali preferite ho cercato di costruire un percorso verso quelle che io prediligo. I risultati sono sempre stati meravigliosi, a patto che la persona avesse la voglia e la pazienza di ascoltare con calma i gruppi che, di volta in volta, gli passavo![]()
Lui pensa che l'approccio ad un qualunque stile necessiti di una sorta di guida (es. recensioni, commenti, ecc.)... la c.d. educazione all'ascolto musicale
P.S.: certo è che citi dei personaggi che....lasciamo stare cosa gli farei...
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Re: Filtri musicali
Vediamo se ho capito.
Il rischio di livellare i valori contestualizzandoli è di avere come conseguenza l'appiattimento della qualità. Una sorta di relativismo musicale secondo il quale non esistono momenti più o meno ispirati, ma ogni periodo esprime semplicemente una differente musicalità, tagliando il discorso sul valore.
D'altra parte saper apprezzare qualunque genere musicale slegandolo da preconcetti di sorta, amplia enormemente la gamma di proposte musicali che si possono apprezzare (ovviamente con il dovuto approccio).
Mi fa venire in mente quanto mi ha detto Ennio:
Pertanto, o nasce un nuovo movimento di genere musicale che esprima una nuova Eccellenza, oppure tutto ciò che viene dopo è semplicemente una deriva, o se vuoi un vivere di rendita, di quanto già espresso in maniera irripetibile precedentemente.
Per tornare OT, per me, che ascolto musica, essere a conoscenza di questo dovrebbe permettermi di valorizzare meglio ciò che ascolto. Senza, non arriverò mai ad apprezzare veramente le nuove proposte.
E' giusto Poli?
Il rischio di livellare i valori contestualizzandoli è di avere come conseguenza l'appiattimento della qualità. Una sorta di relativismo musicale secondo il quale non esistono momenti più o meno ispirati, ma ogni periodo esprime semplicemente una differente musicalità, tagliando il discorso sul valore.
D'altra parte saper apprezzare qualunque genere musicale slegandolo da preconcetti di sorta, amplia enormemente la gamma di proposte musicali che si possono apprezzare (ovviamente con il dovuto approccio).
Mi fa venire in mente quanto mi ha detto Ennio:
..quindi, ammesso e non concesso che esista, questa Qualità è stata espressa in un reale momento storico il quale diventa imprescindibile per capire l'evoluzione successiva della musica. Non solo, ma questo momento (o periodo) ha influenzato tutto ciò che è venuto dopo.L'ho già scritto tante volte, c'è una Qualità, una Eccellenza, che è al di sopra di apparenti differenze.
Pertanto, o nasce un nuovo movimento di genere musicale che esprima una nuova Eccellenza, oppure tutto ciò che viene dopo è semplicemente una deriva, o se vuoi un vivere di rendita, di quanto già espresso in maniera irripetibile precedentemente.
Per tornare OT, per me, che ascolto musica, essere a conoscenza di questo dovrebbe permettermi di valorizzare meglio ciò che ascolto. Senza, non arriverò mai ad apprezzare veramente le nuove proposte.
E' giusto Poli?
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Re: Filtri musicali
Ascolta io ancora qualche amica single non del tutto squinternata è abbastanza passabile vuoi che te la presenti?
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Re: Filtri musicali
ma dai Stiv....STIV_IV ha scritto:Ascolta io ancora qualche amica single non del tutto squinternata è abbastanza passabile vuoi che te la presenti?
...immagina mia moglie poverina...
..cmq grazie per la compassione mostrata
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Re: Filtri musicali
STIV_IV ha scritto:Ci rinuncio
i miei two cents (o pence, meglio):
non concordo con buona parte degli approcci proposti finora, e questo già la dice lunga su come ognuno affronti l'ascoltare musica in maniera differente, penso che la domanda giusta da farsi sia appunto "perchè ascolto musica e perchè mi piace farlo?"; probabilmente ognuno tirerebbe di mezzo le emozioni, che di fatti penso siano la motivazione principale un po' per tutti, ma comunque ognuno ha risposte emotive diverse che risuonano a input musicali diversi.
e quindi per me, nell'arte, è ancora più importante chiedersi "perchè mi piace ciò che mi piace, e perchè non mi piace ciò che non mi piace?"; per alcuni è una specie di eresia voler razionalizzare le emozioni, ma io sto con Hegel, e questa cosa mi è sempre stata utilissima a filtrare gli ascolti (e le letture).
se vogliamo, sto benedetto "assimilare" i dischi porta quasi più a riconoscere i difetti piuttosto che i pregi (un po' come stare molto con una persona): ci sono tantissimi dischi che adoro ma che considero anche ricchi di sbavature e ingenuità.
quella parte lenta strumentale non è forse un po' troppo lunga e monotona?
siam sicuri che quella strofa sia la naturale evoluzione di quel bridge? poteva starci qualcosa di più lineare?
quella variazione non è forse un po' telefonata?
dall'altro lato, la qualità di un pezzo/disco la misuro in coerenza (parametro valido per ogni espressione artistica): quanto efficacemente e armonicamente viene veicolata l'idea artistica, e poi quanto questa idea artistica incontra i miei gusti (entrambi ampiamente oggettivi); al primissimo ascolto mi deve risuonare qualcosa, devo sentire qualcosa che non ho mai sentito fino a quel momento, che sia nell'interpretazione dello strumento, una spregiudicatezza ritmica, una contaminazione di generi, un suono particolarmente ben elaborato (queste di solito sono quelle che cerco maggiormente); dopo il primo ascolto al 99% so dire se quella proposta musicale è di mio interesse o meno (il grado con cui mi emoziona viene dopo, ma intanto scremo alla grande).
alla fine del processo (del tutto automatico, ben inteso), il pezzo finisce in una sorta di graduatoria che va dal pezzo/disco perfetto, dove tutto è assolutamente armonico e coerente, e mi coinvolge al massimo (due a caso: "Another brick in the wall pt2", "Kayleigh"), a quello dove nulla ha senso, passando per infiniti step intermedi.
in definitiva: fuck the context usava dire Rem Koolhaas, lascia stare storicismi o guide terze, l'approccio a cui mi sento più vicino è il "se ti piace bene, se no saluta e passa avanti", però SEMPRE chiedersi il perchè.
i Dream Theater? na merda, lasciamo stare. perchè? Michael Portnoy.
semplice, lineare, coerente.
baci.
(ah dimenticavo, non sono d'accordo con Stiv perchè capisco che ha famiglia e tutto ma nel 2015 la parola "squinternata" proprio no)
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Re: Filtri musicali
@Squall: che dire...standing ovation

Questa è da trascrivere nella trecanicoerenza:quanto efficacemente e armonicamente viene veicolata l'idea artistica, e quanto questa idea artistica incontra i miei gusti
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Re: Filtri musicali
Ciao Soul.Soulburner ha scritto:Una domanda che sembra slegata dal discorso ma che ritengo possa influenzare la qualità dell'ascolto...quanti dischi nuovi riuscite ad ascoltare in un mese?
Mi ero riproposto di fare una verifica.
Ecco i dischi nuovi che sono riuscito ad ascoltare nell'ultimo mese, 30 gg:
Secret Sphere - A Time Never Come
Eldritch - El Ninó
Teramaze - Her Halo
Eldritch - Seeds Of Rage
Beowyn - Blood Of The Fall
Vola – Inmazes
Scala Mercalli - New Rebirth
Scala Mercalli - Border Wild
Pomegranate Tiger - Entities
Eldritch – Headquake
Scarleth - Breaking The Silence
Isis – Celestial
Dream the electric sheep – Heretics
Lords of Black - Lords of Black
Eldritch - Underlying Issues
Dexter Gordon - The Panther
Sacral Rage - Illusions In Infinite Void
In grassetto quelli che sto riascoltando.
L'unico che sto assimilando veramente è Her Halo.
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Re: Filtri musicali
Oggi ho avuto un'altra delle mie solite torte mentali.
Mi e' venuto in mente un filtro che secondo me può aiutare ad ascoltare ed assimilare meglio la musica.
Il tema è la discografia. Ho iniziato ad avere l'abitudine di riascoltare tutti i precedenti album prima dell'uscita del nuovo. Lo fatto per i Judas, per gli Halloween, per gli Eldtrich, lo sto facendo per i dream e i rapsody. Non lo fatto invece per gli strato e per i SX.
Adesso, secondo me il discorso è collegato con l'idea che per poter apprezzare una proposta musicale è necessario conoscere pregressamente lo stile a cui fa riferimento la proposta stessa.
Da qui ovviamente la considerazione che, per alcune bande storiche, riascoltare i vecchi capolavori porterà, nella maggior parte di casi, a ritenere il nuovo lavoro inferiore e quindi a valutarlo negativamente.
A che pro quindi ascoltare la discografia? Per me aiuta invece a collocare il nuovo lavoro all'interno di una storia sí da valutarlo più complessivamente e pertanto poterlo apprezzare , anche nel caso in cui sia qualitativamente inferiore ai precedenti.
Ovviamente vale anche per gli Iron
......o no? 
Mi e' venuto in mente un filtro che secondo me può aiutare ad ascoltare ed assimilare meglio la musica.
Il tema è la discografia. Ho iniziato ad avere l'abitudine di riascoltare tutti i precedenti album prima dell'uscita del nuovo. Lo fatto per i Judas, per gli Halloween, per gli Eldtrich, lo sto facendo per i dream e i rapsody. Non lo fatto invece per gli strato e per i SX.
Adesso, secondo me il discorso è collegato con l'idea che per poter apprezzare una proposta musicale è necessario conoscere pregressamente lo stile a cui fa riferimento la proposta stessa.
Da qui ovviamente la considerazione che, per alcune bande storiche, riascoltare i vecchi capolavori porterà, nella maggior parte di casi, a ritenere il nuovo lavoro inferiore e quindi a valutarlo negativamente.
A che pro quindi ascoltare la discografia? Per me aiuta invece a collocare il nuovo lavoro all'interno di una storia sí da valutarlo più complessivamente e pertanto poterlo apprezzare , anche nel caso in cui sia qualitativamente inferiore ai precedenti.
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Re: Filtri musicali
E' un aspetto estremamente soggettivo Gioppi, se tu non hai mai sentito nulla dei Maiden puoi anche andare in visibilio con book of souls all'inizio, per poi muoverti a ritroso e scoprire un mondo. La differenza è che book of souls rimarrebbe sempre uno dei tuoi preferiti, quello che ti ha fatto conoscere e amare i maiden.
Il rovescio della medaglia sta nell'avere a che fare con dei dischi spompi e senza idee, che fanno perdere la voglia di approfondire delle discografie altrimenti spettacolari.
Oggi però con Spotify e compagnia bella è difficile non rendersi conto di quale sia stato il periodo d'oro di una band.
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Re: Filtri musicali
Concordo
Infatti p.e. Per me Turbo dei Judas e' un disco bellissimo, ma molto e' dovuto al fatto che fu il primo che ascoltai.
Anche il tubo sicuramente aiuta a farsi un'idea sul meglio che una banda ha prodotto.
Infatti p.e. Per me Turbo dei Judas e' un disco bellissimo, ma molto e' dovuto al fatto che fu il primo che ascoltai.
Anche il tubo sicuramente aiuta a farsi un'idea sul meglio che una banda ha prodotto.
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Re: Filtri musicali
sí, questione molto soggettiva gioppy, io al contrario preferisco sempre prendere in considerazione il disco in sé, anzi a volte conoscere troppo bene la discografia vuol dire conoscere bene anche i punti deboli e le famose imperfezioni che possono risaltare piú facilmente.
ci sono molti gruppi che considero interessanti ma i cui dischi spesso mi annoiano, cosí ad ogni uscita gli dó una chance pur considerando la loro discografia non imprescindibile (e anzi considero la scarsa conoscenza positiva per eventuali sorprese): delle due é piú facile che rivaluti i dischi vecchi piuttosto che viceversa.
ad esempio ho sempre apprezzato alcuni pezzi dei Tame Impala, ma sulla lunga distanza non sono mai riuscito ad ascoltarli, il nuovo "Currents" invece lo trovo molto godibile, con un suono piú maturo e una gestione delle tracce migliore nell'arco del disco: ho riprovato ad ascoltare il precedente ma continua a non prendermi; altri, nonostante lunghissime carriere, trovano fortune proponendo variazioni sul tema (vedi ad esempio le ultime uscite di IQ, Steven Wilson, lo stesso Gilmour), e allora il rapporto all'interno della discografia puó essere una chiave di lettura, ma per me il succo rimane che un album é buono o non lo é.
ci sono molti gruppi che considero interessanti ma i cui dischi spesso mi annoiano, cosí ad ogni uscita gli dó una chance pur considerando la loro discografia non imprescindibile (e anzi considero la scarsa conoscenza positiva per eventuali sorprese): delle due é piú facile che rivaluti i dischi vecchi piuttosto che viceversa.
ad esempio ho sempre apprezzato alcuni pezzi dei Tame Impala, ma sulla lunga distanza non sono mai riuscito ad ascoltarli, il nuovo "Currents" invece lo trovo molto godibile, con un suono piú maturo e una gestione delle tracce migliore nell'arco del disco: ho riprovato ad ascoltare il precedente ma continua a non prendermi; altri, nonostante lunghissime carriere, trovano fortune proponendo variazioni sul tema (vedi ad esempio le ultime uscite di IQ, Steven Wilson, lo stesso Gilmour), e allora il rapporto all'interno della discografia puó essere una chiave di lettura, ma per me il succo rimane che un album é buono o non lo é.
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Re: Filtri musicali
giopasi ha scritto:Oggi ho avuto un'altra delle mie solite torte mentali.
Mi e' venuto in mente un filtro che secondo me può aiutare ad ascoltare ed assimilare meglio la musica.
Il tema è la discografia. Ho iniziato ad avere l'abitudine di riascoltare tutti i precedenti album prima dell'uscita del nuovo. Lo fatto per i Judas, per gli Halloween, per gli Eldtrich, lo sto facendo per i dream e i rapsody. Non lo fatto invece per gli strato e per i SX.
Adesso, secondo me il discorso è collegato con l'idea che per poter apprezzare una proposta musicale è necessario conoscere pregressamente lo stile a cui fa riferimento la proposta stessa.
Da qui ovviamente la considerazione che, per alcune bande storiche, riascoltare i vecchi capolavori porterà, nella maggior parte di casi, a ritenere il nuovo lavoro inferiore e quindi a valutarlo negativamente.
A che pro quindi ascoltare la discografia? Per me aiuta invece a collocare il nuovo lavoro all'interno di una storia sí da valutarlo più complessivamente e pertanto poterlo apprezzare , anche nel caso in cui sia qualitativamente inferiore ai precedenti.
Ovviamente vale anche per gli Iron......o no?
Sempre sostenuto che un disco deve essere valutato prescindendo, per quanto possibile, da quelli che lo hanno preceduto.
Però qui entriamo nel campo totalmente soggettivo, c'è chi riesce a farlo e chi no.
O' pauer metal n'adda cagnà.
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Re: Filtri musicali
Nuova torta mentale del sottoscritto
Il tema è "l'espansione percettività musicale", ovviamente intesa come filtro per l'ascolto.
Premessa:
Dopo il bel cazziattone che mi ha fatto DAVIDE, ho preso al balzo il consiglio datomi è sto adottando un metodo di approccio al jazz più filtrato e progressivo (uso questo genere solo come esempio).
Pertanto mi sono preso l'impegno di ascoltare solamente un unico album (jazz) per il resto del mese (Blue Train). Essendo i brani 5, mi sto concedendo per ogni brano almeno 6 giorni.
Sono al 3° giorno del 1° brano Blue Train...nel 3d apposito approfondirò meglio quello che sto cogliendo dalle letture dei libri, dalle analisi, dagli spartiti e sopratutto dall'ascolto del pezzo.
Qui però mi premeva esprimere un'esperienza che ho avuto. Nell'ascoltare il medesimo brano una volta dietro l'altra, continuamente, ripetutamente (oramai l'avrò ascoltato almeno 40 volte) mi sono trovato ad un certo punto al palo: non riuscivo ad andare oltre quello che ascoltavo e quello che vedevo essere indicato negli spartiti. Ho addirittura recuperato le tablature per chitarra dell'assolo del sassofono per riuscire a carpire più elementi che mi permettessero di comprendere il pezzo e quindi apprezzarne ogni aspetto...nonostante ciò, nulla.
Allora ho pensato che la mia "testa", o meglio, il mio "contenitore musicale" inteso come capacità di contenere la musica ed assorbirla, è troppo "piccolo" per quello che ascolto. Come se nella musica che ascolto ci siano troppi elementi, troppo spessore, troppa quantità di informazioni per riuscire a recepirle tutte.
Esempi bucolici: sarebbe come cercare di mettere l'oceano in un secchiello di plastica; come cercare di inserire 400 petabite in una chiavetta da 4G; come cercare di imparare a memoria l'enciclopedia Trecani....semplicemente non riesce ad entrarci.
Adesso, la domanda è: che fare?
Risposta che mi sono riproposto: espandere la capacità di percezione/accoglimento musicale.
Contro-domanda: come posso espandere la mia capacità di percettività musicale?
Il metodo che conosco è:
1) aumentare la conoscenza teorica (armonia, accordi, scale, ecc)
2) aumentare la conoscenza del genere (ascoltare molto, variare anche il tipo di ascolto)
3) impossessarsi dello stile tramite pratica (imparare a suonare i classici/standard del genere)
Questo lo sempre applicato a tutti i generi a cui mi sono avvicinato (Metal, Prog, Neoclassic, Pop)
Sembra però che ora non sia più sufficiente o forse addirittura non corretto come approccio in quanto non mi permette di progredire come vorrei. Nonostante impari più cose ed apprenda di più sul genere che ascolto, non riesco ancora a scalfire la superficie di ciò che ascolto e capirlo perfettamente.
Che ne pensate?
P.S. Un altro genere nel quale ho le stesse difficoltà è il nu-metal o, per intenderci, le proposte di Rabe (es. ISIS). Non riesco ad apprezzarlo perché ho la sensazione di non riuscire ad "abbracciare" la musica che ascolto, a contenerla e comprenderla nella mia testa.
Il tema è "l'espansione percettività musicale", ovviamente intesa come filtro per l'ascolto.
Premessa:
Dopo il bel cazziattone che mi ha fatto DAVIDE, ho preso al balzo il consiglio datomi è sto adottando un metodo di approccio al jazz più filtrato e progressivo (uso questo genere solo come esempio).
Pertanto mi sono preso l'impegno di ascoltare solamente un unico album (jazz) per il resto del mese (Blue Train). Essendo i brani 5, mi sto concedendo per ogni brano almeno 6 giorni.
Sono al 3° giorno del 1° brano Blue Train...nel 3d apposito approfondirò meglio quello che sto cogliendo dalle letture dei libri, dalle analisi, dagli spartiti e sopratutto dall'ascolto del pezzo.
Qui però mi premeva esprimere un'esperienza che ho avuto. Nell'ascoltare il medesimo brano una volta dietro l'altra, continuamente, ripetutamente (oramai l'avrò ascoltato almeno 40 volte) mi sono trovato ad un certo punto al palo: non riuscivo ad andare oltre quello che ascoltavo e quello che vedevo essere indicato negli spartiti. Ho addirittura recuperato le tablature per chitarra dell'assolo del sassofono per riuscire a carpire più elementi che mi permettessero di comprendere il pezzo e quindi apprezzarne ogni aspetto...nonostante ciò, nulla.
Allora ho pensato che la mia "testa", o meglio, il mio "contenitore musicale" inteso come capacità di contenere la musica ed assorbirla, è troppo "piccolo" per quello che ascolto. Come se nella musica che ascolto ci siano troppi elementi, troppo spessore, troppa quantità di informazioni per riuscire a recepirle tutte.
Esempi bucolici: sarebbe come cercare di mettere l'oceano in un secchiello di plastica; come cercare di inserire 400 petabite in una chiavetta da 4G; come cercare di imparare a memoria l'enciclopedia Trecani....semplicemente non riesce ad entrarci.
Adesso, la domanda è: che fare?
Risposta che mi sono riproposto: espandere la capacità di percezione/accoglimento musicale.
Contro-domanda: come posso espandere la mia capacità di percettività musicale?
Il metodo che conosco è:
1) aumentare la conoscenza teorica (armonia, accordi, scale, ecc)
2) aumentare la conoscenza del genere (ascoltare molto, variare anche il tipo di ascolto)
3) impossessarsi dello stile tramite pratica (imparare a suonare i classici/standard del genere)
Questo lo sempre applicato a tutti i generi a cui mi sono avvicinato (Metal, Prog, Neoclassic, Pop)
Sembra però che ora non sia più sufficiente o forse addirittura non corretto come approccio in quanto non mi permette di progredire come vorrei. Nonostante impari più cose ed apprenda di più sul genere che ascolto, non riesco ancora a scalfire la superficie di ciò che ascolto e capirlo perfettamente.
Che ne pensate?
P.S. Un altro genere nel quale ho le stesse difficoltà è il nu-metal o, per intenderci, le proposte di Rabe (es. ISIS). Non riesco ad apprezzarlo perché ho la sensazione di non riuscire ad "abbracciare" la musica che ascolto, a contenerla e comprenderla nella mia testa.
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Re: Filtri musicali
I petabite e la Trecani mi hanno steso.
"Figliolo, tu mi costi quanto inculare un unicorno"
(Maicol&Mirco)
A volte ci si sente delle rockstar (cit.)
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Re: Filtri musicali
Gioppi mi è venuto in mente questo discorso oggi mentre provavo ad ascoltare il Barbiere di Siviglia. Se hai interesse ad approfondire un nuovo genere musicale a te ostico credo che sia fondamentale arricchire l'esperienza dell'ascolto con altri mezzi. Se stai ascoltando Blue Train potrebbe essere interessante guardare qualche documentario su Coltrane e sulla scena jazz di quegli anni in generale, oppure leggere una sua biografia. Altrimenti potresti cercare di guardarti dei live su youtube o ancora meglio dal vivo (in questo caso ovviamente delle interpretazioni o delle cover).giopasi ha scritto:Nuova torta mentale del sottoscritto![]()
Il tema è "l'espansione percettività musicale", ovviamente intesa come filtro per l'ascolto.
Premessa:
Dopo il bel cazziattone che mi ha fatto DAVIDE, ho preso al balzo il consiglio datomi è sto adottando un metodo di approccio al jazz più filtrato e progressivo (uso questo genere solo come esempio).
Pertanto mi sono preso l'impegno di ascoltare solamente un unico album (jazz) per il resto del mese (Blue Train). Essendo i brani 5, mi sto concedendo per ogni brano almeno 6 giorni.
Sono al 3° giorno del 1° brano Blue Train...nel 3d apposito approfondirò meglio quello che sto cogliendo dalle letture dei libri, dalle analisi, dagli spartiti e sopratutto dall'ascolto del pezzo.
Qui però mi premeva esprimere un'esperienza che ho avuto. Nell'ascoltare il medesimo brano una volta dietro l'altra, continuamente, ripetutamente (oramai l'avrò ascoltato almeno 40 volte) mi sono trovato ad un certo punto al palo: non riuscivo ad andare oltre quello che ascoltavo e quello che vedevo essere indicato negli spartiti. Ho addirittura recuperato le tablature per chitarra dell'assolo del sassofono per riuscire a carpire più elementi che mi permettessero di comprendere il pezzo e quindi apprezzarne ogni aspetto...nonostante ciò, nulla.
Allora ho pensato che la mia "testa", o meglio, il mio "contenitore musicale" inteso come capacità di contenere la musica ed assorbirla, è troppo "piccolo" per quello che ascolto. Come se nella musica che ascolto ci siano troppi elementi, troppo spessore, troppa quantità di informazioni per riuscire a recepirle tutte.
Esempi bucolici: sarebbe come cercare di mettere l'oceano in un secchiello di plastica; come cercare di inserire 400 petabite in una chiavetta da 4G; come cercare di imparare a memoria l'enciclopedia Trecani....semplicemente non riesce ad entrarci.
Adesso, la domanda è: che fare?
Risposta che mi sono riproposto: espandere la capacità di percezione/accoglimento musicale.
Contro-domanda: come posso espandere la mia capacità di percettività musicale?
Il metodo che conosco è:
1) aumentare la conoscenza teorica (armonia, accordi, scale, ecc)
2) aumentare la conoscenza del genere (ascoltare molto, variare anche il tipo di ascolto)
3) impossessarsi dello stile tramite pratica (imparare a suonare i classici/standard del genere)
Questo lo sempre applicato a tutti i generi a cui mi sono avvicinato (Metal, Prog, Neoclassic, Pop)
Sembra però che ora non sia più sufficiente o forse addirittura non corretto come approccio in quanto non mi permette di progredire come vorrei. Nonostante impari più cose ed apprenda di più sul genere che ascolto, non riesco ancora a scalfire la superficie di ciò che ascolto e capirlo perfettamente.
Che ne pensate?
P.S. Un altro genere nel quale ho le stesse difficoltà è il nu-metal o, per intenderci, le proposte di Rabe (es. ISIS). Non riesco ad apprezzarlo perché ho la sensazione di non riuscire ad "abbracciare" la musica che ascolto, a contenerla e comprenderla nella mia testa.
L'approccio dell'ascolto ripetitivo potrà portarti a sapere a memoria il disco, ma sarà difficile che te lo faccia amare. E' come cercare di apprezzare un dipinto studiandolo dallo schermo di un computer, cercando una sorta di improbabile risposta viscerale. Se quello che cerchi è la comprensione del senso di un'opera, credo che il modo migliore per arrivarci sia studiare a fondo le cause che l'hanno generata.
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Re: Filtri musicali
gioppy
ora che mi ci hai fatto pensare, se c'é un filtro che applico ai miei ascotli é esattamente l'opposto di questo: ovvero qualsiasi disco stia approcciando, evito sempre di ascoltarlo piú di 2/3 volte a settimana; a maggior ragione se é qualcosa con cui sono giá familiare (ad esempio un disco nuovo di una band che seguo da anni), per evitare l'effetto - non so se vi é mai capitato - del "mio dio questo album é una figata ma se lo ascolto ancora vomito".
per le new entry posso essere piú flessibile, ma mi piace comunque darmi il tempo di sedimentare e procedere con calma.
ora che mi ci hai fatto pensare, se c'é un filtro che applico ai miei ascotli é esattamente l'opposto di questo: ovvero qualsiasi disco stia approcciando, evito sempre di ascoltarlo piú di 2/3 volte a settimana; a maggior ragione se é qualcosa con cui sono giá familiare (ad esempio un disco nuovo di una band che seguo da anni), per evitare l'effetto - non so se vi é mai capitato - del "mio dio questo album é una figata ma se lo ascolto ancora vomito".
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Re: Filtri musicali
Quando ero piccolo spesso e volentieri compravo solo i singoli, primo perchè i dischi interi costavano troppo per la mia paghetta - quarantamila lire? Scherziamo? - e poi chi mi avrebbe garantito che il resto del disco fosse bello? Dopo aver investito a scatola chiusa nel disco dei Chumbawamba avevo imparato la lezione!
Quindi, felice e fiero del mio nuovo singolo, lo mettevo nello stereo con l'opzione repeat! Perchè questa canzone è troppo breve per essere così bella! Ed ecco che dopo una mezz'oretta, stanco, nauseato e deluso, toglievo il cd dallo stereo per non ascoltarlo più per settimane.
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Re: Filtri musicali
"Tubthumper" spaccava. 
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Re: Filtri musicali
Ce l'ho io!Squall ha scritto:"Tubthumper" spaccava.
Non ricordo in quale punto, ma l'intramezzo con canzoncina tipo asilo delle suore fa spaccare.
Comunque: ma quante pippe vi fate?
Comunque 2: spiegate a gio che "lo" ≠ "l'ho / lo ho" ?
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Re: Filtri musicali
@zep: Grazie per la dritta. Ho recuperato un libro di Bill Cole su Bleu Train che mi sta aiutando parecchio.
@bull: Hai ragione
@bull: Hai ragione
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Re: Filtri musicali
mi aspettavo una risposta tipo: è colpa del T9giopasi ha scritto: @bull: Hai ragione
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Re: Filtri musicali
Quando uno è ignorante, è ignoranteSitting Bull ha scritto:mi aspettavo una risposta tipo: è colpa del T9giopasi ha scritto: @bull: Hai ragione
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Re: Filtri musicali
Oggi durante il bidè ho avuto anch'io un momento di ispirazione (e già fermandomi qua ce ne sarebbe da dire) e un po' marzullescamente mi sono chiesto:
ma se dovessimo considerare la nota come unità di misura della musica e la raffrontassimo al peso, ovvero 1 nota = 1 grammo, quanto pesa un brano?
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Re: Filtri musicali
Devi fare la tara coi bpm
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Re: Filtri musicali
Beh, penso che a seconda del valore/durata dovrebbe variare anche il pesoSitting Bull ha scritto:Oggi durante il bidè ho avuto anch'io un momento di ispirazione (e già fermandomi qua ce ne sarebbe da dire) e un po' marzullescamente mi sono chiesto:
ma se dovessimo considerare la nota come unità di misura della musica e la raffrontassimo al peso, ovvero 1 nota = 1 grammo, quanto pesa un brano?
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Re: Filtri musicali
Sitting Bull ha scritto: Comunque: ma quante pippe vi fate?
l'unico filtro possibile esistente è: mi piace/non mi piace.
ad essere raffinati si può aggiungere: corrisponde alle mie aspettative?
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Re: Filtri musicali
Eh già...Satanika ha scritto:Sitting Bull ha scritto: Comunque: ma quante pippe vi fate?![]()
l'unico filtro possibile esistente è: mi piace/non mi piace.
ad essere raffinati si può aggiungere: corrisponde alle mie aspettative?
Più filtrini e meno filtri va...
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Re: Filtri musicali
Gioppi ha un approccio analitico che sembra che stia facendo un dottorato sul metal. Per me è esagerato ma buon per lui che ha tempo e voglia di mettere tanta passione nella musica (e nel forum, perchè i topic "mi piace/non mi piace" in cui non si parla di un cazzo sono la rovina della discussione).
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Re: Filtri musicali
Ben detto ZepZep ha scritto:...i topic "mi piace/non mi piace" in cui non si parla di un cazzo sono la rovina della discussione.
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Re: Filtri musicali
Infatti nel suo caso è mi piace/mi piaceZep ha scritto:Gioppi ha un approccio analitico che sembra che stia facendo un dottorato sul metal. Per me è esagerato ma buon per lui che ha tempo e voglia di mettere tanta passione nella musica (e nel forum, perchè i topic "mi piace/non mi piace" in cui non si parla di un cazzo sono la rovina della discussione).
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Re: Filtri musicali
Ma dai guy...guysperanza ha scritto:Infatti nel suo caso è mi piace/mi piaceZep ha scritto:Gioppi ha un approccio analitico che sembra che stia facendo un dottorato sul metal. Per me è esagerato ma buon per lui che ha tempo e voglia di mettere tanta passione nella musica (e nel forum, perchè i topic "mi piace/non mi piace" in cui non si parla di un cazzo sono la rovina della discussione).
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Re: Filtri musicali
eh, vorrei vedere.Sairus ha scritto: Io non penso per partito preso che justin bieber valga meno dei rainbow
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Re: Filtri musicali
L'ho ascoltata.
Non tutta in verità.
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Re: Filtri musicali
Ma cosa c'entrano i Rainbow?
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Re: Filtri musicali
Allora...ieri parlando con mia moglie è emerso una cosa interessante che vorrei riportare qui.
Lei parte parlandomi del fatto che ha ascoltato due canzoni trap che l'hanno incuriosita: Fanno Di Tutto Per Hype (Fibra) e Sono un bravo ragazzo un po' fuori di testa (Random).
Mi dice che anche la musica trap ha un suo perchè, e in particolare:
1. E' molto immediata e sincera
2. A tratti cinica e grezza
3. E' la forma musicale moderna che veicola i pensieri dei più giovani
4. Più che parlare "a te" parla "di te", ecco perchè piace.
Adesso, ho cercato di ragionarci su e sono arrivato ad una conclusione (parziale) che prende spunto da quello detto sul 3d dei LTE 3.
E' vero che non esiste musica "buona" o "cattiva". E' vero che il solo ascolto permettere di cogliere la pienezza della proposta musicale.
Tuttavia, nel caso del trap c'è bisogno, parlo del sottoscritto, di una certa forza di volontà non indifferente per entrarci e "imparare" ad apprezzarlo, o quantomeno, riconoscere le caratteristiche peculiari che lo rendono ciò che è.
Non voglio ora parlare del trap in se, ma mi ha aiutato a realizzare le seguenti possibilità.
1. Ogni periodo ha il suo "mezzo musicale espressivo";
2. E' tale se è funzionale nel trasmettere il vissuto di una generazione o di un momento storico;
3. Non conta la qualità, intesa in termini di canoni, ma l'efficacia della musica proposta.
Ecco che allora, cosi come negli anni 70 c'era la 500 e l'Hard Rock, negli anni '90 abbiamo avuto il grunge, negli anni '80 il glam, ecc.
Oggi, 2021, viviamo lo stesso identico paradigma conseguenziale.
Ambiente/situazione/cultura che generano conseguenze emotive come disagio/ribellione/apatismo/eccessione. Tale sentore viene veicolato ed espresso in arte/musica/letteratura, ecc.
Quindi, per concludere, la misura con la quale forse si può ascoltare (leggi filtri) potrebbe essere proprio questa. Ciò significa che per capire la trap, dovrei forse capire un ragazzo nato nel 2005...per capire intendo ascoltare e conoscere il pensiero.
A questo punto ascoltare trap e "apprezzarlo" verrebbe naturale, non perchè ho chissà quale cultura musicale alle spalle...ma semplicemente una maggiore percezione di ciò che mi circonda.
E se applicassimo questo a tutti i generi?
Lei parte parlandomi del fatto che ha ascoltato due canzoni trap che l'hanno incuriosita: Fanno Di Tutto Per Hype (Fibra) e Sono un bravo ragazzo un po' fuori di testa (Random).
Mi dice che anche la musica trap ha un suo perchè, e in particolare:
1. E' molto immediata e sincera
2. A tratti cinica e grezza
3. E' la forma musicale moderna che veicola i pensieri dei più giovani
4. Più che parlare "a te" parla "di te", ecco perchè piace.
Adesso, ho cercato di ragionarci su e sono arrivato ad una conclusione (parziale) che prende spunto da quello detto sul 3d dei LTE 3.
E' vero che non esiste musica "buona" o "cattiva". E' vero che il solo ascolto permettere di cogliere la pienezza della proposta musicale.
Tuttavia, nel caso del trap c'è bisogno, parlo del sottoscritto, di una certa forza di volontà non indifferente per entrarci e "imparare" ad apprezzarlo, o quantomeno, riconoscere le caratteristiche peculiari che lo rendono ciò che è.
Non voglio ora parlare del trap in se, ma mi ha aiutato a realizzare le seguenti possibilità.
1. Ogni periodo ha il suo "mezzo musicale espressivo";
2. E' tale se è funzionale nel trasmettere il vissuto di una generazione o di un momento storico;
3. Non conta la qualità, intesa in termini di canoni, ma l'efficacia della musica proposta.
Ecco che allora, cosi come negli anni 70 c'era la 500 e l'Hard Rock, negli anni '90 abbiamo avuto il grunge, negli anni '80 il glam, ecc.
Oggi, 2021, viviamo lo stesso identico paradigma conseguenziale.
Ambiente/situazione/cultura che generano conseguenze emotive come disagio/ribellione/apatismo/eccessione. Tale sentore viene veicolato ed espresso in arte/musica/letteratura, ecc.
Quindi, per concludere, la misura con la quale forse si può ascoltare (leggi filtri) potrebbe essere proprio questa. Ciò significa che per capire la trap, dovrei forse capire un ragazzo nato nel 2005...per capire intendo ascoltare e conoscere il pensiero.
A questo punto ascoltare trap e "apprezzarlo" verrebbe naturale, non perchè ho chissà quale cultura musicale alle spalle...ma semplicemente una maggiore percezione di ciò che mi circonda.
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Re: Filtri musicali
Anche mia moglie non capisce un cazzo di musica, però in una coppia le qualità sono altre.
La struttura alare del tacchino, in relazione al suo peso,
non è adatta al volo,
ma lui non lo sa,
non vola lo stesso
e mette su i Mr.Mister
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Re: Filtri musicali
Sto morendo!!! 
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