"The Hateful Eight" di Tarantino
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"The Hateful Eight" di Tarantino
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Il trailer non mi dice assolutamente niente, se non che è ambientato in un periodo che non mi piace.
Toglietemi tutto, ma non il mio 
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Ho letto la sintesi della trama e mi ispira molto.
L'ambientazione pure, anche considerando cosa ha tirato fuori con Django Unchained.
Cast degno di nota.
Sono fiducioso.
L'ambientazione pure, anche considerando cosa ha tirato fuori con Django Unchained.
Cast degno di nota.
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Ecco, io invece spero che questo film sia tutto ciò che Django Unchained non è riuscito ad essere.diego ha scritto:Ho letto la sintesi della trama e mi ispira molto.
L'ambientazione pure, anche considerando cosa ha tirato fuori con Django Unchained.
Cast degno di nota.
Sono fiducioso.
Il casting, così a occhio, mi pare più indovinato.
Il contenuto di questo post è un’opinione, non la verità assoluta. Se vi interessa la verità, l'aula di filosofia del professor Tyre è in fondo al corridoio.
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Quando hai voglia e tempo spiegami il tuo punto di vista su Django, mi interessa.moonlit knight ha scritto:Ecco, io invece spero che questo film sia tutto ciò che Django Unchained non è riuscito ad essere.diego ha scritto:Ho letto la sintesi della trama e mi ispira molto.
L'ambientazione pure, anche considerando cosa ha tirato fuori con Django Unchained.
Cast degno di nota.
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Il casting, così a occhio, mi pare più indovinato.
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
In breve: è il peggior film di Tarantino. E, soprattutto, l'unico brutto.diego ha scritto:Quando hai voglia e tempo spiegami il tuo punto di vista su Django, mi interessa.moonlit knight ha scritto:Ecco, io invece spero che questo film sia tutto ciò che Django Unchained non è riuscito ad essere.diego ha scritto:Ho letto la sintesi della trama e mi ispira molto.
L'ambientazione pure, anche considerando cosa ha tirato fuori con Django Unchained.
Cast degno di nota.
Sono fiducioso.
Il casting, così a occhio, mi pare più indovinato.
Molto meno in breve: hai presente tutti i difetti che i detrattori (superficiali) di Tarantino tirano fuori ogni volta? Quelli che in realtà Tarantino non ha? Ecco, questo film li ha davvero.
I personaggi non hanno alcuno spessore, sono macchiette sotto steroidi, verbose al limite del fastidioso. Dove sono quei personaggi eccezionali tratteggiati con due pennellate che ti entrano nel cuore, tipici di Tarantino? Non c'è nessuno che sia degno di un Wolf, di un Pai Mei, di un Marcellus Wallace, di un Hugo Stiglitz. Qui invece abbiamo come protagonista (cioè PROTAGONISTA eh, mica pizza e fichi) un attore non particolarmente dotato (non c'è una scena una in cui mi abbia emozionato in qualsivoglia modo) che interpreta un personaggio incolore di cui non ce ne può fregare di meno e che, alla prima occasione, riesce solo a rendersi ridicolo (il costumino azzurro? sul serio? ma dai). Si salva (appena) solo Stephen e solo grazie al lavoro IMMENSO di Samuel L. Jackson, a cui ormai basta un'occhiata per fare cose che altri attori non riescono a fare in un film intero.
Non c'è trasporto emozionale: in Bastardi senza Gloria (film non perfetto, ma che contiene alcuni momenti di perfezione assoluta) lo spettatore è portato a desiderare la vendetta con Shosanna e suda freddo REALMENTE durante tutta la lunga, magnifica sequenza nello scantinato del bar. In Django ci importa a malapena del protagonista e della sua missione.
Non c'è un antagonista degno di questo nome. Il badrone biango che bigghia i boveri negri è ridicolo. Marcellus Wallace, Ordell Robbie, Bill o Hans Landa sono letteralmente su un altro pianeta. Nessuno di loro è un cattivo invincibile o monodimensionale, si badi bene: Wallace finisce stuprato analmente, Ordell è fondamentalmente un coglione (ma la splendida sequenza in cui spara al negretto chiuso nel cofano ci fa capire al volo che è un coglione PERICOLOSO), Bill viene smontato appena lo vediamo preparare un sandwich con la figlia e Hans Landa si rivela niente più che un vigliacco opportunista. Ma cazzo, sono dei cattivi con i controcoglioni, nonostante le loro debolezze, anzi forse proprio in virtù di esse.
Di Caprio invece, nonostante un'ottima interpretazione, non riesce a rappresentare praticamente mai una minaccia per lo spettatore, è semplicemente un personaggio messo lì per fare IL CATTIVO e per far girare la trama, quasi un MacGuffin vivente.
Inoltre ho la sensazione che a sto giro Tarantino abbia calcato talmente la mano che non ha tirato fuori un film di Tarantino, ma un film ALLA Tarantino. Ok, il post moderno, lui è famoso per questo no? MA la magia che avveniva nei film precedenti era quella: riusciva a realizzare un film originalissimo e del tutto personale tramite un collage intelligentissimo di situazioni, scene e sequenze che provenivano da altri film. Era cinema che si nutriva di altro cinema per produrre qualcosa di classico e innovativo al tempo stesso. Stavolta la magia non gli è ruscita: il collage è solo un collage, e le parti originali si vedono benissimo e spesso stridono anche parecchio (vedi il finale addirittura ridicolo).
A questo aggiungiamo che A MIO MODO DI VEDERE, Tarantino ha detto quanto aveva da dire di nuovo ed interessante con i primi tre film.
Da lì in poi ha perso moltissimo in grazia ed eleganza e ha tirato fuori lavori che nei momenti migliori sono dei capolavori, in quelli peggiori sono fracassoni e tamarri.
Ecco, Django Unchained manca totalmente dei momenti migliori.
Il contenuto di questo post è un’opinione, non la verità assoluta. Se vi interessa la verità, l'aula di filosofia del professor Tyre è in fondo al corridoio.
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Grazie per la disamina iper-approfondita.moonlit knight ha scritto:
In breve: è il peggior film di Tarantino. E, soprattutto, l'unico brutto.
Molto meno in breve: hai presente tutti i difetti che i detrattori (superficiali) di Tarantino tirano fuori ogni volta? Quelli che in realtà Tarantino non ha? Ecco, questo film li ha davvero.
I personaggi non hanno alcuno spessore, sono macchiette sotto steroidi, verbose al limite del fastidioso. Dove sono quei personaggi eccezionali tratteggiati con due pennellate che ti entrano nel cuore, tipici di Tarantino? Non c'è nessuno che sia degno di un Wolf, di un Pai Mei, di un Marcellus Wallace, di un Hugo Stiglitz. Qui invece abbiamo come protagonista (cioè PROTAGONISTA eh, mica pizza e fichi) un attore non particolarmente dotato (non c'è una scena una in cui mi abbia emozionato in qualsivoglia modo) che interpreta un personaggio incolore di cui non ce ne può fregare di meno e che, alla prima occasione, riesce solo a rendersi ridicolo (il costumino azzurro? sul serio? ma dai). Si salva (appena) solo Stephen e solo grazie al lavoro IMMENSO di Samuel L. Jackson, a cui ormai basta un'occhiata per fare cose che altri attori non riescono a fare in un film intero.
Non c'è trasporto emozionale: in Bastardi senza Gloria (film non perfetto, ma che contiene alcuni momenti di perfezione assoluta) lo spettatore è portato a desiderare la vendetta con Shosanna e suda freddo REALMENTE durante tutta la lunga, magnifica sequenza nello scantinato del bar. In Django ci importa a malapena del protagonista e della sua missione.
Non c'è un antagonista degno di questo nome. Il badrone biango che bigghia i boveri negri è ridicolo. Marcellus Wallace, Ordell Robbie, Bill o Hans Landa sono letteralmente su un altro pianeta. Nessuno di loro è un cattivo invincibile o monodimensionale, si badi bene: Wallace finisce stuprato analmente, Ordell è fondamentalmente un coglione (ma la splendida sequenza in cui spara al negretto chiuso nel cofano ci fa capire al volo che è un coglione PERICOLOSO), Bill viene smontato appena lo vediamo preparare un sandwich con la figlia e Hans Landa si rivela niente più che un vigliacco opportunista. Ma cazzo, sono dei cattivi con i controcoglioni, nonostante le loro debolezze, anzi forse proprio in virtù di esse.
Di Caprio invece, nonostante un'ottima interpretazione, non riesce a rappresentare praticamente mai una minaccia per lo spettatore, è semplicemente un personaggio messo lì per fare IL CATTIVO e per far girare la trama, quasi un MacGuffin vivente.
Inoltre ho la sensazione che a sto giro Tarantino abbia calcato talmente la mano che non ha tirato fuori un film di Tarantino, ma un film ALLA Tarantino. Ok, il post moderno, lui è famoso per questo no? MA la magia che avveniva nei film precedenti era quella: riusciva a realizzare un film originalissimo e del tutto personale tramite un collage intelligentissimo di situazioni, scene e sequenze che provenivano da altri film. Era cinema che si nutriva di altro cinema per produrre qualcosa di classico e innovativo al tempo stesso. Stavolta la magia non gli è ruscita: il collage è solo un collage, e le parti originali si vedono benissimo e spesso stridono anche parecchio (vedi il finale addirittura ridicolo).
A questo aggiungiamo che A MIO MODO DI VEDERE, Tarantino ha detto quanto aveva da dire di nuovo ed interessante con i primi tre film.
Da lì in poi ha perso moltissimo in grazia ed eleganza e ha tirato fuori lavori che nei momenti migliori sono dei capolavori, in quelli peggiori sono fracassoni e tamarri.
Ecco, Django Unchained manca totalmente dei momenti migliori.
Probabilmente a me invece è piaciuto molto proprio perchè non ho condotto (nè durante la visione a livello di prime sensazioni a pelle, nè a posteriori in modo più ragionato) un'analisi così puntuale.
Non lo colloco certo a livello di "Le Iene" o "Pulp Fiction", nemmeno di "Jackie Brown" o di "Bastardi senza gloria" o dei "Kill Bill", si percepisce nettamente la distanza in termini di spessore, è innegabile... Ciò non toglie che, al netto dell'entusiasmo iniziale appena uscito dal cinema, continui a ritenerla una pellicola divertente, esteticamente appagante, ben (non magnificamente, ma ben) interpretata nel suo complesso.
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Trailer ufficiale in italiano
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
mmm mi dice poco
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Visto l'altro ieri. Premetto che non ho visto bsatardi senza gloria, quindi il giudizio è parziale, ma The Hateful Eight è di gran lunga il film più brutto di Tarantino.
Se Django era un film ALLA Tarantino, per citare moolit, questo è un film di un imitatore di Tarantino. Soliti, triti e ritriti, dialoghi verbosi, grotteschi, assolutamente fuori contesto, trama per nulla interessante, anzi paradossale, ma in maniera ingenua. Sorvolo sui personaggi.
Insomma un film spompato.
La colonna sonora di Morricone? E chi l'ha sentita. D'altronde fare la colonna sonora di un emporio sperduto in mezzo alla neve...
Se Django era un film ALLA Tarantino, per citare moolit, questo è un film di un imitatore di Tarantino. Soliti, triti e ritriti, dialoghi verbosi, grotteschi, assolutamente fuori contesto, trama per nulla interessante, anzi paradossale, ma in maniera ingenua. Sorvolo sui personaggi.
Insomma un film spompato.
La colonna sonora di Morricone? E chi l'ha sentita. D'altronde fare la colonna sonora di un emporio sperduto in mezzo alla neve...
FORZA MILAN!!!
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Quoto tutto: é un film davvero brutto.Gino ha scritto:Visto l'altro ieri. Premetto che non ho visto bsatardi senza gloria, quindi il giudizio è parziale, ma The Hateful Eight è di gran lunga il film più brutto di Tarantino.
Se Django era un film ALLA Tarantino, per citare moolit, questo è un film di un imitatore di Tarantino. Soliti, triti e ritriti, dialoghi verbosi, grotteschi, assolutamente fuori contesto, trama per nulla interessante, anzi paradossale, ma in maniera ingenua. Sorvolo sui personaggi.
Insomma un film spompato.
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Il piú brutto di tutti i suoi.
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
quoto tutti
tarantino che cita tarantino, film bolso e scialbo. poteva dimezzarlo tranquillamente evitando dialoghi e scenette patetiche, messe giusto per far finta di ricreare una tensione e/o atmosfera dei tempi che furono fino a kill bill, ma che qui suonano di prevedibile e fuoriluogo.
poi oh, qualche colpetto ce l'ha ancora eh, ma visto che è tarantino di aspetti sempre molto di più.
io lo paragono involontariamente a chuck palahniuk: il meglio l'hanno già dato, e anche se mi riprometto di non voler essere nuovamente deluso ci casco sempre, e probabilmente così sempre sarà.
tarantino che cita tarantino, film bolso e scialbo. poteva dimezzarlo tranquillamente evitando dialoghi e scenette patetiche, messe giusto per far finta di ricreare una tensione e/o atmosfera dei tempi che furono fino a kill bill, ma che qui suonano di prevedibile e fuoriluogo.
poi oh, qualche colpetto ce l'ha ancora eh, ma visto che è tarantino di aspetti sempre molto di più.
io lo paragono involontariamente a chuck palahniuk: il meglio l'hanno già dato, e anche se mi riprometto di non voler essere nuovamente deluso ci casco sempre, e probabilmente così sempre sarà.
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Non è un film brutto, è un film inutile. Il che necessariamente non significa essere "brutto".
E' inutile poichè non aggiunge nulla alla filmografia di un cineasta come Tarantino nè, en passant, alla cinematografia mondiale.
E' un Le Iene (1992) ambientato nel West 24 anni dopo. Un paio di interni, pochissimi esterni (e irrilevanti) e dialoghi, dialoghi, dialoghi. E una grande prova di forza e di resistenza (recitativa) degli attori.
Quando ho finito di vedere il film ho tirato un sospiro di sollievo: è stato come quando si trattiene il respiro sott'acqua e si ha bisogno di ossigeno e allora si sale velocemente a galla ma più ci si avvicina al pelo dell'acqua e più ci sembra che non ce la facciamo a resistere e poi aaaaaah, finalmente.
Vecchie glorie come Kurt Russell, Samuel L.Jackson, Tim Roth (!), Michael Madsen che nulla più hanno da dimostrare, hanno accettato di imbarcarsi in un film del genere.
Cioè è un film per attori esordienti, al netto del fatto che ti dirige Tarantino: devi romperti il culo a leggere e studiare il copione e a stare settimane per fare un film di oltre due ore.
Boh.
A livello di regia è un film molto asciutto, a memoria non ricordo nessuna soluzione registica da scatto in piedi sulla sedia. E' stato girato da un maestro con la mano sinistra.
La produzione, poi, si sarà sfregata il cazzo sicuramente appena Quentin gli ha fatto leggere il soggetto: girare praticamente in un interno, evitare eventi imprevedibili, avere tutto sotto controllo e ottenere come tornaconto milioni di dollari.
Fantastico.
Oramai sono i produttori che chiedono a Tarantino "ma quando lo fai un altro film?".
Tutto sottotono quindi, a parte la noiosa parte economica.
MA come al solito, e semmai ce ne fosse bisogno di ricordarselo, il signor Quentin Tarantino è uno che sa come si scrive una sceneggiatura alla vecchia maniera: dialoghi, scene, situazioni apparentemente insignificanti, picchi di badassaggine da risultare raffinatissimi e un controllo della e sulla scena che solo i vecchi maestri (italiani e italoamericani, ci tengo a sottolinearlo) avevano.
Se già con Django gli hanno scassato il cazzo per il fatto di come trattava la storia degli schiavi neri (che poi Tarantino noto fascista eh Spike Lee?) con questo The Hateful Eight si sarà attirato gli odi di molte frange di americani, ovviamente ignoranti caproni: la storia fondativa americana raccontata senza retorica, senza onore, ma anzi con disgusto. Un po' come fece Monicelli con la Prima Guerra Mondiale con La Grande Guerra (solo che Marione infuse anche molto humor salace tipico dei toscani) o Francesco Rosi con Uomini Contro, sempre per restare in tema Grande Guerra oppure, per ritornare al West, come fece Leone con C'era una volta il West con la de-glorificazione del suo mito con lo svilimento portando avanti il discorso treno=progresso=soldi=fine di un mondo che era epico (come la vendetta di Charles Bronson) per soldi non per altri ideali (Henry Fonda da vecchio bandito pistolero se vogliamo romantico che si mette a fare il cane da guardia del padrone).
Lascio stare i personaggi di The Hateful Eight, ma come non si puo' non citare il Boia, chiamato così perchè tra dead or alive sceglie sempre la seconda ("non mi va di togliere il lavoro al boia"); il nero vecchio soldato nordista che sembra un guappo del bronx che viene direttamente dai film della blaxploitation, per come è vestito, come si muove, come è orgoglioso di essere nero; lo sbirro-sceriffo fondamentalmente coglione che deve andare a fare giuramento in città per prendere servizio (e passa una giornata con due tagliateste e assiste a quel macello diventandone poi un artefice) e tutti gli altri personaggi.
Per fare una metafora al di fuori del cinema per me Tarantino è come i Dream Theater: entrambi sono interpreti eccelsi nella loro arte, ma noi ci incazziamo quando fanno cose al di sotto delle aspettative perchè soprattutto da loro non le riusciamo proprio a tollerare.
Ecco Tarantino per me è uno che sa (e cazzo se lo sa) come scrivere un film, ma quando si mette a fare un film a tratti palloso e che annoia (cosa a me MAI successa con un film di Tarantino) allora non lo perdoniamo.
E a ragione.
E' inutile poichè non aggiunge nulla alla filmografia di un cineasta come Tarantino nè, en passant, alla cinematografia mondiale.
E' un Le Iene (1992) ambientato nel West 24 anni dopo. Un paio di interni, pochissimi esterni (e irrilevanti) e dialoghi, dialoghi, dialoghi. E una grande prova di forza e di resistenza (recitativa) degli attori.
Quando ho finito di vedere il film ho tirato un sospiro di sollievo: è stato come quando si trattiene il respiro sott'acqua e si ha bisogno di ossigeno e allora si sale velocemente a galla ma più ci si avvicina al pelo dell'acqua e più ci sembra che non ce la facciamo a resistere e poi aaaaaah, finalmente.
Vecchie glorie come Kurt Russell, Samuel L.Jackson, Tim Roth (!), Michael Madsen che nulla più hanno da dimostrare, hanno accettato di imbarcarsi in un film del genere.
Cioè è un film per attori esordienti, al netto del fatto che ti dirige Tarantino: devi romperti il culo a leggere e studiare il copione e a stare settimane per fare un film di oltre due ore.
Boh.
A livello di regia è un film molto asciutto, a memoria non ricordo nessuna soluzione registica da scatto in piedi sulla sedia. E' stato girato da un maestro con la mano sinistra.
La produzione, poi, si sarà sfregata il cazzo sicuramente appena Quentin gli ha fatto leggere il soggetto: girare praticamente in un interno, evitare eventi imprevedibili, avere tutto sotto controllo e ottenere come tornaconto milioni di dollari.
Fantastico.
Oramai sono i produttori che chiedono a Tarantino "ma quando lo fai un altro film?".
Tutto sottotono quindi, a parte la noiosa parte economica.
MA come al solito, e semmai ce ne fosse bisogno di ricordarselo, il signor Quentin Tarantino è uno che sa come si scrive una sceneggiatura alla vecchia maniera: dialoghi, scene, situazioni apparentemente insignificanti, picchi di badassaggine da risultare raffinatissimi e un controllo della e sulla scena che solo i vecchi maestri (italiani e italoamericani, ci tengo a sottolinearlo) avevano.
Se già con Django gli hanno scassato il cazzo per il fatto di come trattava la storia degli schiavi neri (che poi Tarantino noto fascista eh Spike Lee?) con questo The Hateful Eight si sarà attirato gli odi di molte frange di americani, ovviamente ignoranti caproni: la storia fondativa americana raccontata senza retorica, senza onore, ma anzi con disgusto. Un po' come fece Monicelli con la Prima Guerra Mondiale con La Grande Guerra (solo che Marione infuse anche molto humor salace tipico dei toscani) o Francesco Rosi con Uomini Contro, sempre per restare in tema Grande Guerra oppure, per ritornare al West, come fece Leone con C'era una volta il West con la de-glorificazione del suo mito con lo svilimento portando avanti il discorso treno=progresso=soldi=fine di un mondo che era epico (come la vendetta di Charles Bronson) per soldi non per altri ideali (Henry Fonda da vecchio bandito pistolero se vogliamo romantico che si mette a fare il cane da guardia del padrone).
Lascio stare i personaggi di The Hateful Eight, ma come non si puo' non citare il Boia, chiamato così perchè tra dead or alive sceglie sempre la seconda ("non mi va di togliere il lavoro al boia"); il nero vecchio soldato nordista che sembra un guappo del bronx che viene direttamente dai film della blaxploitation, per come è vestito, come si muove, come è orgoglioso di essere nero; lo sbirro-sceriffo fondamentalmente coglione che deve andare a fare giuramento in città per prendere servizio (e passa una giornata con due tagliateste e assiste a quel macello diventandone poi un artefice) e tutti gli altri personaggi.
Per fare una metafora al di fuori del cinema per me Tarantino è come i Dream Theater: entrambi sono interpreti eccelsi nella loro arte, ma noi ci incazziamo quando fanno cose al di sotto delle aspettative perchè soprattutto da loro non le riusciamo proprio a tollerare.
Ecco Tarantino per me è uno che sa (e cazzo se lo sa) come scrivere un film, ma quando si mette a fare un film a tratti palloso e che annoia (cosa a me MAI successa con un film di Tarantino) allora non lo perdoniamo.
E a ragione.
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
a me basta la neve, la baita per farmi felice.
O' pauer metal n'adda cagnà.
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Non posso dare torto nè a Mordred nè a Moonlit, rispettivamente per H8 e Django. Che cazzo sia successo a Tarantino negli ultimi anni lo sa solo lui. Io nel mio piccolo, da amante ignorante del cinema, ho trovato Django monotono, e H8 effettivamente inutile. Qualche considerazione sparsa:
- Tarantino sta mettendo sempre più in primo piano l'inquadratura calcolata, la palette di colore giusta, la scenografia, i costumi...tutte cose che in realtà servono a mettere in risalto una storia, e non viceversa.
- E' sempre stato il maestro delle storie che si intrecciano l'una nell'altra, ma negli ultimi due questo non succede e ci si concentra solo sullo sviluppo di una trama principale.
- Ho come l'impressione che lui stesso abbia una specie di timore reverenziale per il western, il suo genere preferito, e che quindi non se la senta di azzardare più di tanto.
- Sicuramente anche il fatto che la sceneggiatura di H8 fosse stata rubata e diffusa su internet ancora prima dell'inizio delle riprese non ha aiutato, facendo sì che la produzione partisse con un regista coi coglioni a dir poco girati.
- In ogni caso non si tratta di film brutti, ma sicuramente del punto più basso di Tarantino. Mi auguro che i prossimi due siano dei cazzo di capolavori indiscussi, anche perchè ha dichiarato di volersi fermare a 10 e mi piacerebbe molto se tornasse sui binari giusti prima di lasciare il ruolo di regista.
- Tarantino sta mettendo sempre più in primo piano l'inquadratura calcolata, la palette di colore giusta, la scenografia, i costumi...tutte cose che in realtà servono a mettere in risalto una storia, e non viceversa.
- E' sempre stato il maestro delle storie che si intrecciano l'una nell'altra, ma negli ultimi due questo non succede e ci si concentra solo sullo sviluppo di una trama principale.
- Ho come l'impressione che lui stesso abbia una specie di timore reverenziale per il western, il suo genere preferito, e che quindi non se la senta di azzardare più di tanto.
- Sicuramente anche il fatto che la sceneggiatura di H8 fosse stata rubata e diffusa su internet ancora prima dell'inizio delle riprese non ha aiutato, facendo sì che la produzione partisse con un regista coi coglioni a dir poco girati.
- In ogni caso non si tratta di film brutti, ma sicuramente del punto più basso di Tarantino. Mi auguro che i prossimi due siano dei cazzo di capolavori indiscussi, anche perchè ha dichiarato di volersi fermare a 10 e mi piacerebbe molto se tornasse sui binari giusti prima di lasciare il ruolo di regista.
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
rivisto ieri a 2 mesi dalla prima volta
pensavo di addormentarmi vista anche la lunghezza, invece, rivisto con piacere e apprezzato un po' di più
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Forse il problema principale è l'aspettativa che Tarantino genera in chiunque lo ami o lo abbia amato.
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Lo dicevo nel 3d generale sui film: a me è piaciuto, molto.
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..W La terra dei cachi!! By Silvio B.
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Il problema secondo me è che fino a Bastardi senza gloria è riuscito a rimanere all'altezza delle aspettative, e ogni tanto pure a superarle. Con i western non ce la fa, resta sotto.diego ha scritto:Forse il problema principale è l'aspettativa che Tarantino genera in chiunque lo ami o lo abbia amato.
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- wirikuta
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Dopo aver sbagliato thread riposto qua la mia succinta ma non per questo meno ficcante riflessione:
"Come fate a vomitare analisi quando avete visto un film di tre ore, ricchissimo di dialoghi e sottotesti, una sola volta.
."
"Come fate a vomitare analisi quando avete visto un film di tre ore, ricchissimo di dialoghi e sottotesti, una sola volta.
- Zep
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Si può fare ed è perfettamente legittimo, basta non pretendere che il proprio punto di vista sia la verità assoluta.wirikuta ha scritto:Dopo aver sbagliato thread riposto qua la mia succinta ma non per questo meno ficcante riflessione:
"Come fate a vomitare analisi quando avete visto un film di tre ore, ricchissimo di dialoghi e sottotesti, una sola volta.."
Forse questo, a differenza di Django, è un film che ha bisogno di essere visto più volte per essere apprezzato, ma Tarantino ha sempre avuto il pregio di fare film che ti prendono fin da subito per poi invogliarti a rivederli e a fare caso a dettagli e chiavi di lettura diverse.
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Rivisto. Sempre più convinto che sia una sonora cagata.
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Pensa che a me è piaciuto moltoGino ha scritto:Rivisto. Sempre più convinto che sia una sonora cagata.
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Per me è un mezzo capolavoro, ma adoro Tarantino, quindi il mio giudizio è molto di parte.
Ps. Lo penserei anche se non fossi di parte, bastarono già i primi secondi, le prime inquadrature ad entusiasmarmi
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La guerra e' guerra, non c'e' distinzione tra civili e militari, c'e' solo lo schifo del mondo che da spettacolo di se... l'essere umano in tutto il suo splendore by Ashes
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Appena visto. D'accordissimo con Gino.Gino ha scritto:Rivisto. Sempre più convinto che sia una sonora cagata.
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Un film dimmerda praticamente.
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- Ennio
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Insopportabile Samuel L Jackson con quel trucco da babbo natale, quella barbetta riccia bianca posticcia e falsissima.
Pessimo e gratuito tutto il racconto della morte del figlio del generale, davvero sgradevole.
Involontariamente comico il finale con Jackson castrato e pelato steso sul letto a sparare e impiccare la gente.
E infine un zero a Michael Madsen impegnato in tutto il film solo ad aggiustarsi i capelli.
Oh, a me mi ha fatto cacare veramente.
Pessimo e gratuito tutto il racconto della morte del figlio del generale, davvero sgradevole.
Involontariamente comico il finale con Jackson castrato e pelato steso sul letto a sparare e impiccare la gente.
E infine un zero a Michael Madsen impegnato in tutto il film solo ad aggiustarsi i capelli.
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- None
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Impossibile non innamorarsi di Daisy/Jennifer Jason Leigh (per il personaggio, non come donna)
- Anakin
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Re: "The Hateful Eight" di Tarantino
Sicuramente il peggiore di Tarantino, ma non per questo per forza una totale delusione. Più che altro non ha aggiunto niente a quanto già detto con i precedenti film. E' stato quasi una sorta di riciclaggio delle "puntate" precedenti, con qualche inutile divagazione di troppo di cattivissimo gusto, molto fine a se stessa. Però l'ho visto ed anche rivisto volentieri. I dialoghi tracciano una serie di collegamenti sia con gli altri film di Tarantino che con gli attori stessi, che possono risultare interessanti.
"Hai le stesse probabilità che ha il telescopio Hubble di scoprire che al centro di ogni buco nero c'è un omino con una torcia intento a cercare il contatore" S.Cooper