Sairus ha scritto:vorrei far notare, rispetto a questo aspetto, che il capitalismo è la realtà. Non è nè di destra, nè di sinistra, è solo il modo in cui il mondo va avanti.
Il capitalismo è una realtà economica, non è stata la prima, non sarà l'ultima. Per come si è costituita in occidente è un sistema economico borghese, di destra.
Coren ha scritto:Non capisco perche' abolire il bi cameralismo equivalga ad abolire spazi democratici.
Perché l'eventuale monocameralismo andrebbe di pari passo con una legge elettorale fortemente distorsiva (assegna la maggioranza parlamentare alla minoranza elettorale) e a partiti ridotti a comitati d'affari.
Per me vuol dire cercare di limitare tutte le occasioni di squallida compravendita di uomini quando accade (sistematicamente) che una coalizione abbia la maggioranza in una camera, ma non nell'altra.
Se vuoi limitare il mercato delle vacche va rinnovata la classe dirigente e per farlo vanno rinnovati e rilanciati i corpi sociali intermedi, nella fattispecie i partiti, che invece sono diventati quello che ho scritto sopra.
Questo perche' gli ultimi non hanno rappresentanza, di nuovo non c'entra niente con la riforma del Titolo V
Secondo te la rappresentanza degli ultimi si amplia riducendo competenze e margini di manovra degli enti (quelli locali) a loro più prossimi?
Non seguo attentamente ed attivamente come te, prendo atto
Non è solo questione di "seguire". Il capo dello stato, come garante della costituzione non si dovrebbe permette di ispirarne alcuna modifica, Napolitano ha fatto l'esatto contrario.
Ok qui ragioniamo su due binari diversi, rispetto la tua opinione.
Non è questione di rispetto dell'opinione altrui. La "tecnica" è un mezzo funzionale al raggiungimento di un fine. Spacciarla per fine ha dolosamente condotto all'implementazione di provvedimenti volti sistematicamente ad accrescere le diseguaglianze sociali.
Il capitalismo e' di una certa destra. I cardini della destra sociale sono fondamentalmente anti capitalistici. Poi ok, cadono rispetto al marxismo su alcuni punti fondamentali (come l'Internzionalismo).
Non conosco alcuna destra che tra i propri cardini preveda la socializzazione dei mezzi produttivi.
Ma torniamo on topic, secondo te una riforma che fa funzionare meglio il capitalismo vuol dire piu' problemi per proletariato, disoccupati, etc., meno liberta' ?
Sì, soprattutto nell'attuale fase dello sviluppo capitalista che non può assolutamente permettesi nemmeno qualche prebenda agli "ultimi".
Tra l'altro piu' il capitalismo funziona, piu' si apre lo scenario per il suo superamento, questo non lo dico io, lo dice tutta la storiografia marxista.
A parte il fatto che a partire proprio dall'universo marxista sono numerose le voci che criticano a questa lettura dicotomica, comunque il capitalismo funziona già benissimo (non a casa ha raggiunto praticamente tutte le proprie contraddizioni), quindi anche nell'ottica marxista più ortodossa dubito si avverta il bisogno di una riforma istituzionale che lo faccia funzionare ancora meglio, il che è tutto da verificare, ad oggi gli indicatori più prossimi mostrano un andamento del capitale piuttosto distante dalle "beghe" politiche, il che è inquietantissimo.
Ma non e' che io voto SI al referendum per questo motivo, lo voto semplicemente perche' mi sembra una riforma (nel suo complesso) furba.
Amen.