dream ha scritto:
questa è gente principalmente affetta da una tristezza e una depressione a livelli gravissimi.
inoltre, covano rabbia dentro di loro, non la sanno gestire (questo è il problema), non sanno di averla così potente...esplodono.
oltre a ciò....frustrazione, mancanza di ideali, invidia, odio e tutto il resto..
una miscela micidiale di elementi che alla lunga portano a queste disgrazie.
certe cose mi fanno paura...
Si effettivamente è così, evidentemente non sanno distinguere la differenza tra la vita e la morte, il rispetto della vita altrui e nemmeno che ogni gesto ha una conseguenza.
Tantè che le pene che gli "altri" gli infliggono, come il carcere, non vengono minimamente recepite, non rientra nel loro linguaggio.
Sempre che lo abbiano, un linguaggio.
Mi pare che il loro vuoto sia analfabetismo emotivo puro.
Però...però...però....ho messo tra virgolette la parola gli "altri".
Questi "altri" che poi siamo noi, di cui molti si riempiono la bocca con parole come "branco", "gang" etc. etc. come voler relegare questi ragazzi al mondo animale, come se fossero lontani da noi e quindi lavarci la coscienza, questi "altri" la loro "grande" dose di responsabilità ce l'hanno eccome.
Forse non in maniera diretta,magari vittime della propria ignoranza.
I trent'enni come me magari dovrebbero mettersi un pò più in ascolto e mostrare più attenzione,"rizzare le orecchie" nei confronti degli adolescenti di oggi.
Anche se non sono necessariamente nostri parenti.
Vuoi anche per spezzare un certo modo di amare tipico delle generazioni dei genitori degli attuali trent'enni.
Ossia regalare cose su cose, oggetti su oggetti per colmare un vuoto affettivo.
Anche perchè lo sappiamo, è difficile trovare famiglie che non siano entrati nella follia totale. Di conviventi a-passionali e colmi d'odio o di insoddisfazioni, ansie e tensioni che poi vengono gettate come doccie calde sulle teste di figli mal capitati e super viziati con oggetti sterili.
Scuole allucinanti, con insegnanti carismatici come manichini.Timbratori di cartellini convinti che il loro ruolo sia relegato a dispensare nozionismi. Rifiutando la responsabilità di essere prima di tutto "educatori".
Potremmo discutere a lungo, certo gli adolescenti di oggi non sono nati con mutazioni genetiche e quindi evidentemente il problema è culturale, quindi di noi tutti.
Mi viene in mente Nietzsche e il suo "Ospite inquietante", il nichilismo.