La lenta erosione della civiltà del lavoro...
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Guarda che è veramente tanta gente, per non parlare poi del settore immobiliare che era già messo molto male nel pre-covid, te pensa in futuro con interi palazzi sfitti.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
ti ripeto io non gioisco di questo perché ho persone vicine che sentono il problema. pero' ripeto se non si fosse capito, se lo speculatore lo prende nel culo io sono contento perché se una stanza lercia in un tugurio me la fai pagare 800 euro (prezzo REALE a Dublino) col fatto che ci sará meno domanda l'offerta si adeguerá. e questo sta giá succedendo perlomeno in Irlanda.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
a proposito di indotto io, personalmente, ho notato quanto segue:
Se in centro a Torino i locali non avevano più nessuno in pausa pranzo, qui a Pinetown è stato invece un rifiorire e riscoprire dei locali locali. Cioè tanta gente in smart magari andava a mangiare pranzo nel locale di Pine, giusto per uscire di casa.
Ovviamente ci hanno perso pure loro (i locali locali), è una cosa che ho notato soprattutto fine estate e settembre poi c'è stata la sciarada delle zone e ciaone anche lì.
Ma in generale, stare più tempo a Pine e non solo durante il weekend, mi ha fattor riscoprire un sacco di realtà locali (tipo Romeo, tipo alcuni posti in cui cucinano robe che sinceramente non sapevo esistessero) che adesso non mollerei più. Quindi l'indotto subirà certamente delle modificazioni, diciamo che si decentralizzeranno tante attività e ne guadagna la provincia (e questo non so se sia male o bene ma è un fatto).
POi conta che io lavoro ad Asti che è uno dei posti più di merda d'italia, altro che balle o Istrusk e questo mi aveva già fatto ricredere nella qualità della vita del mio paese già prima del lockdown.
Sono andato fuori tema come al solito. Vogliate perdonarmi
Se in centro a Torino i locali non avevano più nessuno in pausa pranzo, qui a Pinetown è stato invece un rifiorire e riscoprire dei locali locali. Cioè tanta gente in smart magari andava a mangiare pranzo nel locale di Pine, giusto per uscire di casa.
Ovviamente ci hanno perso pure loro (i locali locali), è una cosa che ho notato soprattutto fine estate e settembre poi c'è stata la sciarada delle zone e ciaone anche lì.
Ma in generale, stare più tempo a Pine e non solo durante il weekend, mi ha fattor riscoprire un sacco di realtà locali (tipo Romeo, tipo alcuni posti in cui cucinano robe che sinceramente non sapevo esistessero) che adesso non mollerei più. Quindi l'indotto subirà certamente delle modificazioni, diciamo che si decentralizzeranno tante attività e ne guadagna la provincia (e questo non so se sia male o bene ma è un fatto).
POi conta che io lavoro ad Asti che è uno dei posti più di merda d'italia, altro che balle o Istrusk e questo mi aveva già fatto ricredere nella qualità della vita del mio paese già prima del lockdown.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Secondo me "fare l'imprenditore" è una cosa che spesso viene travisata completamente. Aprire il bar non è fare impresa, è semplicemente avviare un attività, che ha un naturale ciclo di vita come tutte. Se pensi che il tuo bar debba durare per sempre vuol dire che hai smesso di fare l'imprenditore nel momento dell'apertura e da lì in poi hai fatto il barista.. e come tale rimani disoccupato quando il bar chiude, "cazzi tuoi", permettetemi la frecciatina. Sono d'accordo con Mordry.
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12 Gennaio 2013, i Maya non ci hanno capito un cazzo. [cit. Erotico]
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Io lavoro da casa dallo scorso marzo e ho accolto la cosa in maniera decisamente positiva.
Chiaramente ci sono pro e contro, molto dipende dalla situazione familiare e dal carattere, oltre che ovviamente dal tipo di lavoro.
Da noi stavano già facendo tagli prima del covid e ne hanno subito approfittato per rinunciare ad uno dei tre piani che occupavamo.
Nei primi mesi erano tutti molto focalizzati sul quando rientrare, ora sono settimane che non se ne parla e non riceviamo più comunicazioni in merito, immagino che ormai si sia superato il punto di non ritorno e che si cercherà di garantire ampia flessibilità in modo da accontentare sia quelli che desiderano rientrare in ufficio che quelli che preferiscono lavorare da casa.
Dal punto di vista prettamente lavorativo a me non cambia assolutamente nulla, sono in una situazione abbastanza particolare per cui pur lavorando nell'ufficio a Milano faccio parte di un team internazionale, quindi i miei veri colleghi stanno in altre sedi sparse in giro per il mondo e già prima anche se ero in ufficio passavo comunque buona parte delle giornate in videoconferenza.
Continuo a rispettare il classico orario 9-13/14-18 senza avere il minimo problema, a meno di emergenze o situazioni particolari fuori dall'orario lavorativo smetto di esistere per tutti, capo incluso.
Per quello che riguarda le spese non ho ancora fatto un calcolo esatto, ma dovrei risparmiare tenuto conto che spendo qualcosina meno per la pausa pranzo e che non devo più spendere i 300 e rotti euro di abbonamento atm, anche se qualcosa ci smenerò in bollette (temevo soprattutto l'estate per il climatizzatore che consuma un botto, ma sono stato abbastanza bravo, la batosta non è arrivata).
Avendo la fortuna di lavorare in un ambiente piacevolissimo devo ammettere che il contatto sociale mi manca, però cazzo la comodità di lavorare da casa è impagabile, se dovessero darci la scelta sarei in seria difficoltà, probabilmente opterei per una soluzione 50/50.
Chiaramente ci sono pro e contro, molto dipende dalla situazione familiare e dal carattere, oltre che ovviamente dal tipo di lavoro.
Da noi stavano già facendo tagli prima del covid e ne hanno subito approfittato per rinunciare ad uno dei tre piani che occupavamo.
Nei primi mesi erano tutti molto focalizzati sul quando rientrare, ora sono settimane che non se ne parla e non riceviamo più comunicazioni in merito, immagino che ormai si sia superato il punto di non ritorno e che si cercherà di garantire ampia flessibilità in modo da accontentare sia quelli che desiderano rientrare in ufficio che quelli che preferiscono lavorare da casa.
Dal punto di vista prettamente lavorativo a me non cambia assolutamente nulla, sono in una situazione abbastanza particolare per cui pur lavorando nell'ufficio a Milano faccio parte di un team internazionale, quindi i miei veri colleghi stanno in altre sedi sparse in giro per il mondo e già prima anche se ero in ufficio passavo comunque buona parte delle giornate in videoconferenza.
Continuo a rispettare il classico orario 9-13/14-18 senza avere il minimo problema, a meno di emergenze o situazioni particolari fuori dall'orario lavorativo smetto di esistere per tutti, capo incluso.
Per quello che riguarda le spese non ho ancora fatto un calcolo esatto, ma dovrei risparmiare tenuto conto che spendo qualcosina meno per la pausa pranzo e che non devo più spendere i 300 e rotti euro di abbonamento atm, anche se qualcosa ci smenerò in bollette (temevo soprattutto l'estate per il climatizzatore che consuma un botto, ma sono stato abbastanza bravo, la batosta non è arrivata).
Avendo la fortuna di lavorare in un ambiente piacevolissimo devo ammettere che il contatto sociale mi manca, però cazzo la comodità di lavorare da casa è impagabile, se dovessero darci la scelta sarei in seria difficoltà, probabilmente opterei per una soluzione 50/50.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Una cosa è certa: il lavoro da casa mi ha aperto orizzonti temporali da dedicare alla musica fino ad un anno fa completamente impensabili.
Poi è chiaro che la metto di sottofondo, non l'ascolto concentrato al 100%, se arriva la telefonata devo stopparla, ma è comunque un enorme guadagno per me.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Quello è sicuramente nella sezione dei PRO anche per mediego ha scritto: ↑28 gennaio 2021 21:04 Una cosa è certa: il lavoro da casa mi ha aperto orizzonti temporali da dedicare alla musica fino ad un anno fa completamente impensabili.
Poi è chiaro che la metto di sottofondo, non l'ascolto concentrato al 100%, se arriva la telefonata devo stopparla, ma è comunque un enorme guadagno per me.
Anche se la diretta conseguenza è stata che ho speso una barca di soldi in cd, quello mi sa che va nei CONTRO
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Avete una sensibilità verso baristi o altre attività che fa rabbrividire.
Vabbè a chi tocca non se ngrugna.
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Siete quasi tutti dei deficienti 
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"guarda che bisogna che mi rispondi meglio perchè sennò lo scooter te lo infilo su per il culo" powered by Erotic
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
e ci son pure di quelle perle....
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Mi pare molti associno smart working e "stare chiuso in casa". Bah...
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Il "rischio" è effettivamente quello
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
se prima la parola d'ordine era solidarietá tra i lavoratori adesso é diventata autodisciplina: in assenza di una legislazione per ora basta sapersi regolare per evitare di serrarsi in casa e diventare eremiti.
pero' questo invernaccio me la sono proprio goduta a lavorare da casa. ipocrita e falzo chi dice il contrario.
cmq ai sinceri democratici vi riassumo quello che ho detto prima in un paio di post e che ha ribadito @Sairus: statéce.
questo virus ha spaccato il mondo ed ha accelerato cose che erano in sordina.
come la peste del 300 innescó l'abolizione della servitú della gleba in Europa come prassi perché la manodopera era scarsissima e quindi si pretendeva di essere pagati, adesso si é imposto un nuovo rapporto di lavoro che innegabilmente beneficia il life-work balance nonostante avessimo giá da qualche decennio la tecnologia adatta e si poteva fare benissimo illo tempore.
In sostanza se non succedeva adesso sarebbe successo tra qualche anno. in Italia nel 2050.
i baristi, i ristoratori, i palazzinari, che non sono tutti tutti evasori fiscali e merde che pagano e vogliono essere pagati a nero, si regolino di conseguenza senno' ripeto c'é il concorso alle poste.
pero' questo invernaccio me la sono proprio goduta a lavorare da casa. ipocrita e falzo chi dice il contrario.
cmq ai sinceri democratici vi riassumo quello che ho detto prima in un paio di post e che ha ribadito @Sairus: statéce.
questo virus ha spaccato il mondo ed ha accelerato cose che erano in sordina.
come la peste del 300 innescó l'abolizione della servitú della gleba in Europa come prassi perché la manodopera era scarsissima e quindi si pretendeva di essere pagati, adesso si é imposto un nuovo rapporto di lavoro che innegabilmente beneficia il life-work balance nonostante avessimo giá da qualche decennio la tecnologia adatta e si poteva fare benissimo illo tempore.
In sostanza se non succedeva adesso sarebbe successo tra qualche anno. in Italia nel 2050.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Più che altro questa roba avviene per l'effetto combinato di smart working e regimi restrittivi della circolazione causati dal Covid, non certo dallo smart working di per sè (che comunque un po' ti porta in questa direzione: io per lavorare ho bisogno di un pc e pur avendo un portatile aziendale per alcuni lavori uso il mio fisso personale che ha un monitor da 24, se no divento cieco).
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Ma certo, quello pure io. Però lo sw consente, almeno a me, una flessibilità oraria impensabile rispetto al "dover stare" in ufficio.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Concordo e aggiungo che la vendita al dettaglio in generale sta cambiando, per cui il bar e il negozio di libri o di vestiti può aver senso di esistere nel centro di un paesino sperduto in Abruzzo, ma già in una città media (fai 50k abitanti) devo fronteggiare la concorrenza di smart-worker, amazon, il centro commerciale. Discutevo qualche mese fa con un collega del fatto che il "centro città" come lo intendiamo noi potrebbe anche non aver più senso di esistere da qui a pochi anni, gli imprenditori che hanno interessi collegati farebbero bene a prendere contromisure adesso, anche se potrebbe già essere tardi.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
30 anni è una vita ed è un periodo che ti dà tutto il tempo di metabolizzare i cambiamenti, un paio di anni scarsi proprio no e gli sticazzi prima o poi saranno cazzi di tutti.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
era ovviamente un'iperbole il 2050 ma rende bene l'idea dell'idiosincrasia ai cambiamenti nell'italiano medio e quindi in lungo e in largo negli altri ambiti (PA e Governo).
perché scusa la banda larga da quanto tempo c'é in Italia? I computer coi processori adatti da quando li teniamo? se per alcune categorie di persone non c'é stato un passaggio graduale al telelavoro (diciamolo in italiano va) la colpa di chi é? ma poi quante altre cose si sarebbero potute fare e non si sono fatte e chissá quando ce ne renderemo conto?
se poi uniamo l'idea ottocentesca che si ha del lavoro in Italia, in cui devi stare seduto in un posto per lavorare perché "io ti devo controllare" la frittata é fatta.
perché per chiavare e prendere due spicci di cashback la gente si arrabbatta per capire come scaricare le app, ma se casomai devi dare dei vantaggi eh aspetta un momento fatemi capire prima.
ed ancora, giusto per farti capire quanto sia vero quello che sto dicendo, le regole dello smart working le stanno discutendo seriamente ora perché ora i datori di lavoro hanno iniziato a capire che economicamente non conviene avere aperti building interi per tenerli vuoti.
senza andare troppo OT il fatto anche che i medici di base hanno a che fare con un sistema informatico centralizzato che pare giri in DOS e se non c'é rete a Roma (successo davvero) le ricette non possono stamparle rende bene l'idea di come consideriamo la tecnologia.
perché scusa la banda larga da quanto tempo c'é in Italia? I computer coi processori adatti da quando li teniamo? se per alcune categorie di persone non c'é stato un passaggio graduale al telelavoro (diciamolo in italiano va) la colpa di chi é? ma poi quante altre cose si sarebbero potute fare e non si sono fatte e chissá quando ce ne renderemo conto?
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perché per chiavare e prendere due spicci di cashback la gente si arrabbatta per capire come scaricare le app, ma se casomai devi dare dei vantaggi eh aspetta un momento fatemi capire prima.
ed ancora, giusto per farti capire quanto sia vero quello che sto dicendo, le regole dello smart working le stanno discutendo seriamente ora perché ora i datori di lavoro hanno iniziato a capire che economicamente non conviene avere aperti building interi per tenerli vuoti.
senza andare troppo OT il fatto anche che i medici di base hanno a che fare con un sistema informatico centralizzato che pare giri in DOS e se non c'é rete a Roma (successo davvero) le ricette non possono stamparle rende bene l'idea di come consideriamo la tecnologia.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
si ma stai calmo xD
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
hai ragione mo mi faccio una sega.
lo vedi? un altro pro dello smart working
lo vedi? un altro pro dello smart working
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Veramente io intendevo altro, Capitan Futuro.
Adesso ho fame, semmai spiego dopo.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
ho capito signor Ungaretti ma non mi fare l'ermetico, dai spiegaci che volevi dire.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Per un secondo avevo letto Capitan Findus
(lo stesso flash di agendina Cariplo che diventa agendina in capriolo)
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
A me per baristi e attività legate alla presenza fisica delle persone in ufficio dispiace, seriamente. Ma mi dispiace per coloro i quali si sono sempre comportati onestamente, senza approfittare della posizione dominante per evadere l'impossibile e piantarla nel culo a gente che non ha una scelta. E' fuor di dubbio che per anni alcune categorie abbiano approfittato della situazione sfruttandola il più possibile e ora raccolgono ciò che hanno seminato, ovvero merda. Magari non sarà così a Vallerona o in qualche altro piccolo comune, ma per esempio a Genova i bar nelle zone di uffici (Sampierdarena per dire, dove sono concentrate in un'aerea strettissima cinque torri di uffici enormi) per almeno trent'anni hanno inculato a sangue tutti evadendo l'impossibile e dando in cambio un servizio sempre peggiore per massimizzare i profitti. Ora stanno prendendo la scoppola che avrebbero dovuto prendere vent'anni fa e non per invidia (tu puoi, io no, mi incazzo, ti auguro di morire) bensì perchè è quello che ti meriti quando approfitti di una situazione di vantaggio sfondando il culo a gente che non ha altra scelta e in cambio gli sputi pure nella tazzina del caffè o gli propini a pranzo tramezzini rinsecchiti e panini con dentro lattuga mezza marcia e prosciutto stantio. Nella via principale che corre sotto tre torri c'erano due bar, sono falliti entrambi, cazzi loro, hanno mangiato in abbondanza fino a Febbraio 2020 quindi di fame non moriranno.
Quelli che invece hanno saputo adattarsi e reinventarsi a dovere stanno tirando avanti, è un periodo difficile e blablabla ma se fornisci un servizio che merita e ti adatti ai tempi che cambiano tiri avanti. Certo, farai fatica a comprarti la seconda casa al mare o la terza macchina....ma in una grande città il proprietario di bar un minimo sveglio che fatica ad arrivare a fine mese lo devono ancora inventare e se uno mi viene a raccontare la favoletta che "eh ma sai le spese, le tasse, blablabla" gli cavo un occhio e gli sputo nel cervello. Qui in Bovisa dove ho l'ufficio la presenza fisica attualmente è di circa un terzo rispetto al bacino di utenza standard, eppure i bar che si sono dati una mossa tirano la carretta e addirittura uno mi diceva che con la ristrutturazione della propria attività le cose gli stanno andando meglio nonostante la clientela fisica si sia più che dimezzata.
Sul tema smart working, io lavoravo in SW quando ancora laggente non l'aveva praticamente mai sentito nominare e quando gliene parlavi ti guardava come se fossi un alieno con le antennine verdi in testa. Siemens lo introdusse a Luglio 2011 sperimentalmente per tutta la sede di Genova e poi nel 2013 lo estese a tutta Siemens mondo senza mai tornare indietro, quindi era dal 2011 che lavoravo in SW. Se non sei un cretino e te lo gestisci bene ha solo vantaggi. Chiaro che se ti blindi in casa e manco ti cambi il pigiama la mattina diventa alienante, ma se lo applichi a dovere ti permette un bilanciamento della vita privata con quella lavorativa impensabile altrimenti, soprattutto per chi come me o altri qui dentro vive in una grande città e gli spostamenti casa-lavoro incidono per parecchio tempo ogni giorno. Ho un collega che viene da Vigevano, tutti i cazzo di giorni si alza alle 5 del mattino per essere in ufficio entro le 8:30 e la sera non riesce ad entrare in casa prima delle 19:30 quando i treni non fanno ritardo. Non parliamo del risparmio economico in termini di spese di viaggio. Purtroppo qui in Italia come ha detto giustamente Mordred siamo ancora fermi al "Se non ti vedo alla scrivania allora non stai facendo un cazzo" quindi siamo ancora ben ben lontani da un'applicazione seria, sensata e produttiva dello smart working, ci vorranno ancora anni.
Chi va piano va sano e va lontano. Chi va forte va alla morte (tiè...)
Tonica, terza, quinta, settima diminuita. Resta dunque irrisolto l'accordo della mia vita?
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Ci sono stato nelle torri di Genova, per un corso..
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
In quale Lametta? Te lo ricordi? Eri in zona Sampierdarena quindi WTC, Scarsellini, De Marini, Shipping, Costa.....? Oppure in zona Brignole e quindi Corte Lambruschini?
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Ero al matitone (anno 2000), per un corso alla marconi systyem tlc (per questo da non confondere con torre marconi). Adesso so che ci sono uffici del comune, se non mi sbaglio.Erotic.Nightmares ha scritto: ↑1 febbraio 2021 10:52In quale Lametta? Te lo ricordi? Eri in zona Sampierdarena quindi WTC, Scarsellini, De Marini, Shipping, Costa.....? Oppure in zona Brignole e quindi Corte Lambruschini?
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Si ormai al Matitone sono rimaste solo Paul Wurth, Irasco e un paio di altre aziende minori. Tutto il resto è occupato dagli uffici del comune, praticamente hanno preso l'intera torre (che infatti ora è allo sfascio).johnny-blade ha scritto: ↑1 febbraio 2021 11:46Ero al matitone (anno 2000), per un corso alla marconi systyem tlc (per questo da non confondere con torre marconi). Adesso so che ci sono uffici del comune, se non mi sbaglio.Erotic.Nightmares ha scritto: ↑1 febbraio 2021 10:52In quale Lametta? Te lo ricordi? Eri in zona Sampierdarena quindi WTC, Scarsellini, De Marini, Shipping, Costa.....? Oppure in zona Brignole e quindi Corte Lambruschini?
Chi va piano va sano e va lontano. Chi va forte va alla morte (tiè...)
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Invece io credo che il lavoro agile diventerà la norma (non al 100% ovviamente).
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Zanna per quanto riguarda grandi Aziende e pubblico impiego concordo con te, continueranno ad applicarlo e (si spera) lo incentiveranno. Sulla massa delle PMI non vedo sinceramente questa voglia di rivoluzione, almeno qui in Lombardia dove non appena il Governo ha riaperto alla possibilità di tornare in ufficio la situazione è tornata esattamente quella pre-coviddi. L'imprenditore bergamasco con cinquanta dipendenti che li considera "roba mia" col cazzo che li lascia a casa "a non fare un cazzo che mi rubano lo stipendio".
Chi va piano va sano e va lontano. Chi va forte va alla morte (tiè...)
Tonica, terza, quinta, settima diminuita. Resta dunque irrisolto l'accordo della mia vita?
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Bisogna considerare l'esaurimento delle persone dopo un anno di chiusure e limitazioni varie. All'inizio molti vorranno "tornare" in ufficio ma, alla lunga, le forme di lavoro agile prenderanno sempre più piede. Praticamente tutti i sondaggi sulle imprese di qualunque dimensione e settore dimostrano che sia datori che dipendenti opterebbero per 3 gg su 5 di sw.
Chiaramente non contano i mestieri incompatibili per natura con tali forme.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Mi sembra logico quando è implicito nella natura della mansione che svolgi. Ci sono giorni in cui io arriverei in ufficio, direi "buongiorno", mi chiuderei a fare le mie cose al PC, a fine giornata direi "buonasera" e tornerei a casa. A che pro? Non ha davvero senso.ZANNA ha scritto: ↑1 febbraio 2021 13:25 Bisogna considerare l'esaurimento delle persone dopo un anno di chiusure e limitazioni varie. All'inizio molti vorranno "tornare" in ufficio ma, alla lunga, le forme di lavoro agile prenderanno sempre più piede. Praticamente tutti i sondaggi sulle imprese di qualunque dimensione e settore dimostrano che sia datori che dipendenti opterebbero per 3 gg su 5 di sw.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Oh fermi, io sono totalmente d'accordo con voi, sia chiaro. Per me lo SW dovrebbe essere la fottuta normalità.
Come sempre l'esperienza personale non ha alcun valore statistico, ma parlando coi miei partner e coi miei fornitori (quasi totalità aziende sotto i 100 dipendenti con sede in Lombardia, Veneto, Friuli e qualcuna in Emilia) il feedback che ho è sempre lo stesso: ci hanno obbligati a tornare in ufficio e di SW non vogliono sentire parlare.
Per questo sostengo che ci vorranno ancora anni prima che davvero si possa serenamente parlare di SW come condizione normale di lavoro al di fuori delle multinazionali.
Come sempre l'esperienza personale non ha alcun valore statistico, ma parlando coi miei partner e coi miei fornitori (quasi totalità aziende sotto i 100 dipendenti con sede in Lombardia, Veneto, Friuli e qualcuna in Emilia) il feedback che ho è sempre lo stesso: ci hanno obbligati a tornare in ufficio e di SW non vogliono sentire parlare.
Per questo sostengo che ci vorranno ancora anni prima che davvero si possa serenamente parlare di SW come condizione normale di lavoro al di fuori delle multinazionali.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
sí ma quando si capirá che economicamente ci guadagneranno tutti pure i padroncini costringeranno i dipendenti a lavorare in SW. é solo questione di tempo.
io anche ho dei cretini al ponte di comando, dopo un anno stanno iniziando a darsi una svegliata grazie anche al governo che varerá una legge sul diritto di lavorare da casa. e sapete quanta gente di avvalerá di questo diritto?
per cui nel frattempo stanno vendendo gli uffici e potenziando il reparto IT.
vedremo.
io anche ho dei cretini al ponte di comando, dopo un anno stanno iniziando a darsi una svegliata grazie anche al governo che varerá una legge sul diritto di lavorare da casa. e sapete quanta gente di avvalerá di questo diritto?
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Non so, sarò io ad aver troppa poca fiducia nel mondo del lavoro italiano, boh....o forse molto più semplicemente lavoro in un settore "sfigato" popolato da gente che se non compra ferro o cemento pensa di buttare i soldi nel cesso quindi figurati se gli dici che devono investire quattro soldi per migliorare l'infrastruttura IT e permettere (per dire) ai disegnatori di collegarsi da casa per poter accedere alle licenze flottanti di AutoCAD.
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Re:
Non si concilia, ovviamente. Ci sono categorie alle quali per ovvie ragioni lo SW non si può applicare.
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
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Re: Re:
a me piacerebbe poter storcere le articolazioni dei miei pazienti da casa.Erotic.Nightmares ha scritto: ↑1 febbraio 2021 15:27Non si concilia, ovviamente. Ci sono categorie alle quali per ovvie ragioni lo SW non si può applicare.
devo informarmi sulla robotica
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
Io ho cambiato lavoro durante il primo lockdown dello scorso anno, la mi vecchia società era in SW e così lo era anche la nuova. Ho cambiato da una piccola società di 15 persone a una multinazionale del gruppo Adecco e ora sono "prestato" a una società di Milano abbastanza grande, con sedi in giro per il mondo. Con l'autunno abbiamo iniziato a fare un paio di giorni in ufficio, poi a dicembre di nuovo chiusura totale. I miei ex-colleghi invece sono più i giorni che vanno in ufficio che quelli che stanno a casa. Questo per confermare quanto detto da culo-a-peraErotic.Nightmares ha scritto: ↑1 febbraio 2021 13:11Zanna per quanto riguarda grandi Aziende e pubblico impiego concordo con te, continueranno ad applicarlo e (si spera) lo incentiveranno. Sulla massa delle PMI non vedo sinceramente questa voglia di rivoluzione, almeno qui in Lombardia dove non appena il Governo ha riaperto alla possibilità di tornare in ufficio la situazione è tornata esattamente quella pre-coviddi. L'imprenditore bergamasco con cinquanta dipendenti che li considera "roba mia" col cazzo che li lascia a casa "a non fare un cazzo che mi rubano lo stipendio".
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Praticamente sei una derivata di un cazzaro. (Erotic.Nightmares cit.)
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Re: La lenta erosione della civiltà del lavoro...
t30n3 ha scritto: ↑1 febbraio 2021 17:07Io ho cambiato lavoro durante il primo lockdown dello scorso anno, la mi vecchia società era in SW e così lo era anche la nuova. Ho cambiato da una piccola società di 15 persone a una multinazionale del gruppo Adecco e ora sono "prestato" a una società di Milano abbastanza grande, con sedi in giro per il mondo. Con l'autunno abbiamo iniziato a fare un paio di giorni in ufficio, poi a dicembre di nuovo chiusura totale. I miei ex-colleghi invece sono più i giorni che vanno in ufficio che quelli che stanno a casa. Questo per confermare quanto detto da culo-a-peraErotic.Nightmares ha scritto: ↑1 febbraio 2021 13:11Zanna per quanto riguarda grandi Aziende e pubblico impiego concordo con te, continueranno ad applicarlo e (si spera) lo incentiveranno. Sulla massa delle PMI non vedo sinceramente questa voglia di rivoluzione, almeno qui in Lombardia dove non appena il Governo ha riaperto alla possibilità di tornare in ufficio la situazione è tornata esattamente quella pre-coviddi. L'imprenditore bergamasco con cinquanta dipendenti che li considera "roba mia" col cazzo che li lascia a casa "a non fare un cazzo che mi rubano lo stipendio".
E tu già lavori in ambito informatico dove per certi versi c'è più attenzione a queste dinamiche....figuriamoci in ambiente ingegneristico siderurgico quanto cazzo gli frega al paron dell'aziendina bresciana di tenere la gente a casa che la palazzina se l'è costruita nel 1993 con l'ultimo condono serio e se l'è pagata in due anni....
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