Disciplinatha
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Disciplinatha
Visto l'apprezzamento di Fenix (!?), verso una cover dei Disciplinatha (di un pezzo di Battiato), mi è venuto in mente di fare una retrospettiva della band.
Siamo a fine anni '80, in provincia di Bologna, dove un gruppo di giovani decide di metter su una band particolare (direi unica).
Ispirati da band come i Laibach (che utilizzavano simbologia affine ai regimi totalitaristi), adottarono look e tematiche ispirate al ventennio fascista, per scioccare l'ignaro ascoltatore.
Uscì così il mini album "Abbiamo pazientato 40 anni. Ora basta!" (1988), l'intro è un discorso di Mussolini che dichiara guerra all'Etiopia (!), il sound è un concentrato di furia thrashcore, cupe atmosfere post punk e campionamenti industrial.
La band creò un certo scompiglio, tanto che Rai 2 fece un servizio, che li riprendeva mentre da un balcone diffondevano volantini e discorsi del periodo fascista.
Nel '91 usci il mini "Crisi di Valori", nel quale compariva la scritta "Non siamo di destra, anzi, siamo buoni" (!), la band ora usa toni + sarcastici, in un mondo che sta cambiando (la caduta del muro di Berlino, la prima guerra del Golfo).
Intanto in Italia i processi di Mani Pulite avevano spazzato via un'intera classe politica, e fu proprio su queste tematiche che fu incentrato l'album del 1994, "Un mondo nuovo".
L'album segnò un'ulteriore evoluzione del sound verso sonorità + vicino all'industrial rock, con una copertina basata su una rivista dei Testimoni di Geova (!), ed una cover di "Up Patriots to Arms" di Franco Battiato.
Nel 1996 viene pubblicato l'album "Primigenia", che abbandona completamente le tematiche politiche ed abbraccia sonorità alternative rock/post rock (con un'ottima cover di "New Dawn Fades" dei Joy Division).
Nonostante l'indubbia qualità dell'album, quest'ultimo creò una spaccatura all'interno della band, tra chi voleva tornare a sonorità + ricercate e che voleva "commercializzare" ancor di + il sound.
Fu così, che dopo poco, la band decise di sciogliersi.
Dei Disciplinatha si torna a parlare nel 2012, in occasione dell'uscita del cofanetto celebrativo "Tesori della patria", contenente, oltre all'intera discografia del gruppo, una raccolta di inediti e un documentario, con interviste ai membri del gruppo e a personaggi del calibro di Jello Biafra, Helena Velena, Giovanni Lindo Ferretti, Mercy ed altri.
Siamo a fine anni '80, in provincia di Bologna, dove un gruppo di giovani decide di metter su una band particolare (direi unica).
Ispirati da band come i Laibach (che utilizzavano simbologia affine ai regimi totalitaristi), adottarono look e tematiche ispirate al ventennio fascista, per scioccare l'ignaro ascoltatore.
Uscì così il mini album "Abbiamo pazientato 40 anni. Ora basta!" (1988), l'intro è un discorso di Mussolini che dichiara guerra all'Etiopia (!), il sound è un concentrato di furia thrashcore, cupe atmosfere post punk e campionamenti industrial.
La band creò un certo scompiglio, tanto che Rai 2 fece un servizio, che li riprendeva mentre da un balcone diffondevano volantini e discorsi del periodo fascista.
Nel '91 usci il mini "Crisi di Valori", nel quale compariva la scritta "Non siamo di destra, anzi, siamo buoni" (!), la band ora usa toni + sarcastici, in un mondo che sta cambiando (la caduta del muro di Berlino, la prima guerra del Golfo).
Intanto in Italia i processi di Mani Pulite avevano spazzato via un'intera classe politica, e fu proprio su queste tematiche che fu incentrato l'album del 1994, "Un mondo nuovo".
L'album segnò un'ulteriore evoluzione del sound verso sonorità + vicino all'industrial rock, con una copertina basata su una rivista dei Testimoni di Geova (!), ed una cover di "Up Patriots to Arms" di Franco Battiato.
Nel 1996 viene pubblicato l'album "Primigenia", che abbandona completamente le tematiche politiche ed abbraccia sonorità alternative rock/post rock (con un'ottima cover di "New Dawn Fades" dei Joy Division).
Nonostante l'indubbia qualità dell'album, quest'ultimo creò una spaccatura all'interno della band, tra chi voleva tornare a sonorità + ricercate e che voleva "commercializzare" ancor di + il sound.
Fu così, che dopo poco, la band decise di sciogliersi.
Dei Disciplinatha si torna a parlare nel 2012, in occasione dell'uscita del cofanetto celebrativo "Tesori della patria", contenente, oltre all'intera discografia del gruppo, una raccolta di inediti e un documentario, con interviste ai membri del gruppo e a personaggi del calibro di Jello Biafra, Helena Velena, Giovanni Lindo Ferretti, Mercy ed altri.
- ELASTIKO
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Re: Disciplinatha
...domanda: ma sono fasci convinti o solo roba artistica?
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RANDY PAUSCH
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Re: Disciplinatha
Boh.
Pure io me lo sono sempre chiesto.
Credo che siano nati solo come roba artistica provocatoria verso quegli anni di governo ma anche per provocare e critiicare quelle realtà politiche e sociali alternative nelle quali non si identificavano più a differenza degli anni precedenti.
Alcuni di loro suonano ancora insieme.
𝑱𝒐𝒉𝒏 𝑾𝒂𝒚𝒏𝒆 𝒕𝒉𝒆 𝑨𝒍𝒂𝒎𝒐 𝑪𝒓𝒂𝒛𝒚 𝑯𝒐𝒓𝒔𝒆 𝑮𝒆𝒓𝒐𝒏𝒊𝒎𝒐
𝑰'𝒍𝒍 𝒔𝒎𝒐𝒌𝒆 𝒂 𝒑𝒊𝒆𝒄𝒆 𝒘𝒊𝒕𝒉 𝒚𝒐𝒖 ☮
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Re: Disciplinatha
Come ho detto era tutto costruito ad arte per scioccare.
In quegli anni, dove regnava la DC e il socialismo di Craxi, niente era + oltraggioso di una proposta audio/visiva del genere.
Ma già nell'album "Un Mondo Nuovo", si erano distaccati dall'immaginario fascista, basta ascoltare/leggere i testi.
P.S.: comunque la proposta musicale, era una delle + interessanti, nell'Italia di quegli anni.
- cdf
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Re: Disciplinatha
Sì hanno formato gli ottimi Dish-Is-Nein, band di industrial/elettronica.
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pastagakio
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Re: Disciplinatha
Grazie cloro dentro fuori
- Fenix
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Re: Disciplinatha
Felice di essere stato di "ispirazione". 
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Re: Disciplinatha
Pubblicavano per la Dischi del Mulo e giravano nell'orbita C.S.I. e Ustmamo' (con cui hanno inciso il live Maciste contro tutti). Inoltre han partecipato alla compilation di cover partigiane "Materiale Resistente 1945 - 1995".
In an ideal world I would have all ten fingers on my left hand and the right one would just be left for punching. (Dwight Kurt Schrute III)
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