Allora, volevo costituirmi.
Non per altro, ma non vorrei mai Ennio lo venisse a scoprire da qualcun'altro, sai che figura.
No, non sto per scrivere che i Rush mi fanno cagare, tranquilli, come tutte le persone perbene ovviamente li adoro.
Ma facciamo un piccolo passo indietro.
È il 1998.
Ho 17 anni e sono metallaro da 4.
Come tutti i metallari sbarbati che hanno scoperto il Metal giusto con quella ventina di anni di ritardo, ho pochissimi soldi in tasca e centinaia di dischi da comprare. Un bel problema.
Il nome dei Rush fino a quel momento è già spuntato fuori in qualche occasione, ma converrete con me che non sia esattamente la prima band che un giovane metallaro si mette a recuperare.
E quindi lo ignoro, fino a quando non mi capita sotto mano una recensione di Different Stages, un 9 tondo tondo condito di paroline come imprescindibile, capolavoro, leggendario, cose così.
Insomma, stavolta non si scappa, è giunto il momento di metterlo nella lista dei dischi da comprare, un triplo live venduto al prezzo di un disco normale, quale modo migliore per un giovane metallaro pezzente di fare conoscenza con una nuova band?
Già nella strada di ritorno da Mariposa, come potrete bene immaginare, lo infilo nel mio fido lettore CD portatile e perdo subito la testa.
Da quel preciso momento mi innamoro dei Rush e non mi perdo alcuna uscita, che siano nuovi dischi in studio, piuttosto che live, dvd, documentari...tiro su tutto (Different Stages, Rush in Rio, Replay X3, R30, R40, Time Machine, Beyond the Lighted Stage e forse mi dimentico qualcosa).
Il problema sono i 16 dischi della loro discografia precedente da recuperare, non proprio una passeggiata.
All'inizio mi ci metto con convinzione, parto da 2112 e mi prometto che con calma, uno ad uno, li recupererò tutti.
Solo che poi un po' mi perdo per strada, un po' i dischi da comprare sono sempre troppi e i soldi troppo pochi, un po' comunque live triplo dopo live triplo ho già una copertura più che dignitosa di buona parte della loro produzione, un po' poi arriva l'internet e fastweb e mi posso tirare giù discografie intere con un click (inutilmente, tanto poi le ascolto mezza volta e finiscono nell'oblio), fatto sta che alla fine la mia discografia dei Rush in studio si ferma lì.
2112, Vapor Trails, Snakes & Arrows e Clockwork Angels.
Arriviamo ai giorni nostri, al lockdown, al fatto che praticamente tutti i soldi che di solito spendo per pause pranzo, birra, cinema, concerti, calcetto, varie ed eventuali, li reindirizzo all'acquisto di musica, compro un botto di cd e mi trovo a dover ripensare la disposizione causa spazio terminato sugli scaffali.
E mentre sono li che metto e tolgo e sposto, ci penso un attimo e trovo inaccettabile l'assenza della discografia completa dei Rush.
Alla buon'ora direte voi.
Meglio tardi che mai, rispondo io.
Faccio qualche ricerca e giungo alla conclusione che il modo migliore per completare la missione è recuperare i cofanetti Sector 1, 2, 3 e The Studio Albums 1989–2007.
Siccome sono sempre un pezzente ci metto un po', controllo le fluttuazioni dei prezzi, aspetto le offerte, sfrutto i codici sconto.
Oggi finalmente l'operazione (costo totale:137.87€) è conclusa, posso dormire più tranquillo e l'angolo dei cofanetti ringrazia, come testimonia questa bella foto sfocata:
https://imgur.com/7dCpopn